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Regioni.it

n. 3377 - lunedì 14 maggio 2018

Sommario
- Def 2018: 15 maggio audizione rappresentanti Conferenza delle Regioni
- Ilva: Emiliano e Toti su andamento trattative sindacali
- Soggetti aggregatori e categorie merceologiche: osservazioni sul decreto
- Immigrazione: osservazioni su linee guida per i controlli alla frontiera
- Enoturismo: posizione su linee guida per requisiti e standard minimi
- Vini "DO" e "IG": parere sul decreto per i controlli
- Giornata del sollievo: prevista per il 23 maggio la conferenza di presentazione

Documento della Conferenza delle Regioni del 10 maggio

+T -T
Enoturismo: posizione su linee guida per requisiti e standard minimi

Il tema è stato rinviato dalla Conferenza Stato-Regioni

(Regioni.it 3377 - 14/05/2018) La Conferenza Stato-Regioni del 10 maggio ha rinviato la trattazione del punto all'ordine del giorno relativo al decreto che stabilisce linee guida e indirizzi sui requisiti minimi e standard minimi per l'esercizio dell'attività enoturistica. Il rinvio è stato chiesto dal ministero delle politiche agricole, alimentari e  forestali per approfondire meglio le richieste emendative proposte dalle Regioni.
Gli emendamenti formulati dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sono contenuti in un documento (che si riporta di seguito) pubblicato sul portale www.regioni.it, sezione "Conferenze" e consegnato all'esecutivo proprio nella seduta della Conferenza Stato-Regioni.
Posizione sullo schema di decreto interministeriale recante linee guida e indirizzi in materia ai requisiti minimi e agli standard minimi per l'esercizio dell'attività enoturistica
Intesa ai sensi dell'articolo 1, comma 504, della legge 27 dicembre 2017, n. 205
Punto 25) O.d.g. Conferenza Stato-Regioni
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome condiziona l'intesa sullo schema di decreto all'accoglimento delle proposte di modifica riportate nel testo allegato.
Roma, 10 maggio 2018
ALLEGATO
Linee guida e indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l'esercizio dell'attività enoturistica.
[omissis]
Articolo 1 (Ambito di applicazione e definizioni)
1.Il presente decreto definisce indirizzi e linee guida in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità, con particolare riferimento alle produzioni vitivinicole del territorio, per l'esercizio dell'attività enoturistica, ai sensi dell'articolo l, comma 504, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 recante "Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020".
2.Coerentemente con la definizione di "enoturismo" di cui all’'articolo l, comma 502, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, sono considerate attività enoturistiche, ai fini del presente decreto, tutte le attività formative ed informative rivolte alle produzioni vitivinicole del territorio, con particolare riguardo alle indicazioni geografiche (DOP, IGP) nel cui areale si svolge l'attività, quali, a titolo esemplificativo, le visite guidate ai vigneti di pertinenza dell’azienda, alle cantine, le visite nei luoghi di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, della storia e della pratica dell'attività vitivinicola ed enologica in genere; le iniziative di carattere didattico, culturale e ricreativo svolte nell'ambito delle cantine e dei vigneti, ivi compresa la vendemmia didattica; i servizi di degustazione e commercializzazione delle produzioni vitivinicole aziendali, anche in abbinamento ad alimenti, da intendersi quali prodotti agroalimentari, anche manipolati o trasformati, già pronti per il consumo aventi i requisiti e gli standard di cui all'articolo 2, comma 2.
Articolo 2
(Linee guida ed indirizzi in merito ai requisiti e standard minimi di qualità per lo svolgimento dell’attività enoturistica)
1.Fermi i requisiti generali, anche di carattere igienico-sanitario e di sicurezza, previsti dalla normativa vigente, si prevedono i seguenti requisiti e standard di servizio per gli operatori che svolgono attività enoturistiche:
1) apertura settimanale di un minimo di 2 giorni, all'interno dei quali possono essere compresi la domenica, i giorni prefestivi e festivi;
2) strumenti preferibilmente informatici di prenotazione delle visite;
3) cartello da affiggere all'ingresso dell'azienda che riporti l’eventuale marchio dell’enoturismo, adottato a livello nazionale e o regionale, i dati relativi all'accoglienza enoturistica, ed almeno gli orari di apertura, la tipologia del servizio offerto e le lingue parlate, nonché l’eventuale appartenenza a Strade del Vino costituite ai sensi della legge 27 luglio 1999, n. 268;
4) sito o pagina web aziendale anche non gestita direttamente dall’azienda;
5) indicazione dei parcheggi in azienda o nelle vicinanze;
6) materiale informativo sull'azienda e sui suoi prodotti stampato in almeno 2 lingue, compreso l’'italiano;
7) esposizione e distribuzione a richiesta degli Enti territoriali preposti o delle Strade del Vino costituite ai sensi della legge nazionale 268/98 o legge regionale ai sensi della legge 27 luglio 1999, n. 268, del materiale informativo sulla zona di produzione, sulle produzioni tipiche, sulle attrazioni turistiche, artistiche, architettoniche e paesaggistiche del territorio in cui è svolta l'attività enoturistica;
8) ambienti dedicati o comunque adeguatamente attrezzati per la prima accoglienza e per il ricevimento del cliente e per la tipologia di attività in concreto svolte dall'operatore enoturistico;
9) personale addetto all’accoglienza dotato di competenza e formazione, anche sulle caratteristiche turistiche del territorio; personale addetto all'accoglienza dotato di competenza e formazione, anche sulle caratteristiche turistiche del territorio, compreso tra il titolare dell'azienda o i familiari coadiuvanti, i dipendenti dell'azienda ed i collaboratori esterni, adeguatamente formati;
10) svolgimento dei servizi di degustazione e commercializzazione da parte di personale dotato di adeguate competenze e formazione, compreso tra:
a) titolare dell'azienda o familiari coadiuvanti;
b) dipendenti dell'azienda adeguatamente formati;
c) collaboratori esterni che abbiano partecipato a corsi organizzati da associazioni o organizzazioni nazionali ufficialmente riconosciute operanti nel settore enologico ed in particolare della degustazione dei vini, nonché da associazioni agrituristiche di livello nazionale anche per il tramite delle proprie articolazioni territoriali, con il completamento di tutti i livelli formativi previsti e superamento di esami sostenuti a conclusione dei corsi stessi.
2. Gli alimenti in abbinamento alla degustazione delle produzioni vinicole, anche manipolati o trasformati, già pronti per il consumo nel rispetto delle discipline e delle condizioni e dei requisiti igienico sanitari previsti dalla normativa vigente, devono essere prevalentemente provenienti da produzioni locali a indicazione geografica, a marchio di qualità con indicazione di origine, o essere presenti nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, pubblicato ed aggiornato annualmente dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, della Regione in cui è svolta l’attività enoturistica. Sono escluse in ogni caso preparazioni che prefigurano un’attività di ristorazione.
3. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano possono promuovere autonomamente, o in collaborazione con le Associazioni più rappresentative dei settori vitivinicolo e agroalimentare, e con gli enti preposti o abilitati, la formazione teorico-pratica per le aziende e per gli addetti, anche al fine di garantire il rispetto dei requisiti e degli standard minimi di cui al presente decreto e di promuovere il miglioramento della qualità dei servizi offerti. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, in collaborazione con i Comuni che ricevono la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, possono altresì istituire, provvedendo con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, elenchi regionali degli operatori che svolgono attività enoturistiche.
4. Ferma l’applicazione delle disposizioni previste dalla normativa vigente, le Regioni definiscono le funzioni di vigilanza, di controllo e sanzionatorie sull’osservanza delle disposizioni di cui al presente decreto.
5. Alle aziende agricole che già svolgono attività di degustazione, di fattoria didattica o di agriturismo, se intraprendono anche l'attività enoturistica, continueranno ad applicarsi altresì le disposizioni regionali in materia di agriturismo.
Il presente decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione. 


( red / 14.05.18 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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