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Regioni.it

n. 3378 - martedì 15 maggio 2018

Sommario
- Def 2018: contributo per l'audizione del 15 maggio
- Def 2018: Caparini, una nuova stagione con investimenti delle Regioni
- Def 2018: Toma, utilizzare avanzo di bilancio per fare investimenti
- Def 2018: Rossi, basta tagli alla sanità
- Fontana su autonomia: con più competenze anche più risorse
- Sicurezza sul lavoro: Zaia e Rossi per dialogo con i sindacati

Documento della Conferenza delle Regioni del 10 maggio

+T -T
Def 2018: contributo per l'audizione del 15 maggio

(Regioni.it 3378 - 15/05/2018) Nel corso della audizione dei rappresentanti delle istituzioni regionali che si è tenuta a palazzo Montecitorio (Sala del Mappamondo) il 15 maggio, davanti alle commissioni speciali riunite di Camera e Senato è stato illustrato un documento della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome (approvato nella seduta del 10 maggio).
Si tratta di un contributo di analisi fatto di singole slide che si riporta di seguito integralmente (pubblicato anche nella sezione "conferenze" del portale www.regioni.it).
Incremento contributo alla manovra delle RSO 2019/2018 = 14,85%
* La legge di bilancio 2018 prevede un contributo statale alla riduzione della manovra per RSO (300 mil per il 2018 e 200 milioni per il 2019 e 2020)
DEF 2018
DEBITO DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE PER SOTTOSETTORE (in milioni di euro e in percentuale del PIL)
Debito «amministrazioni locali» comprese le regioni riduzione periodo 2021/2014  -15,7%
Debito della PA risulta determinato pressoché integralmente dalla componente delle amministrazioni centrali.
Effetti manovre di finanza pubblica sulle Regioni a statuto ordinario
Riduzione del debito
Documento Programmatico di Bilancio 2018
Quadro programmatico delle AP articolato per sottosettori (tabella III 1. 6 - DPB 2018)
Accreditamento netto (+) / Indebitamento netto (-) per sottosettore
% del PIL

Pareggio di bilancio
> Stato: Rinvio del pareggio di bilancio al 2020
> Dal 2016 è richiesto alle Regioni un Avanzo imponente oltre al pareggio di bilancio
L’avanzo delle Regioni a Statuto Ordinario per il 2018 previsto dalla legge di Bilancio 2018 - 2020 è pari a 2,3 miliardi che diventeranno quasi 2,5 miliardi negli anni 2019 e 2020 equivalenti circa allo 0,13 % del PIL.

Concorso delle Regioni alla manovra di finanza pubblica anni 2018–2020.
A legislazione vigente:
>
Concorso positivo delle Regioni alla manovra di finanza pubblica ed equilibrio per un totale di 12,6 miliardi di contributo [per 9,39 mld (indebitamento netto) a legislazione vigente per il 2018 che si aggiungono a 660 milioni del concorso al pareggio di bilancio, ad 1,89 mld per la rideterminazione del FSN , c.392 L.232/2016, 99 milioni rideterminazione del FNT – art.3 intesa];
> Equilibrio di bilancio in termini strutturali già dalla legge di stabilità 2015.
Il taglio ancora da coprire a legislazione vigente è di 2,496 miliardi per il 2019 e 2020 Oltre al pareggio di bilancio
Concorso delle Regioni alla manovra di finanza pubblica anni 2018 – 2020

Manovra 2019 - 2021
Intesa con il Governo e il Parlamento per avviare una soluzione strutturale per la copertura del contributo alla finanza pubblica per i prossimi anni, al fine di:
«Qualificare» la manovra finalizzandola al rilancio degli investimenti attraverso l’utilizzo del saldo positivo delle Regioni (scambio avanzo – investimenti)

- Indirizzare e programmare la spesa delle Regioni verso investimenti pluriennali così da consolidare la crescita del Paese
- Salvaguardare l'obiettivo di finanza pubblica richiesto dalla manovra
- Salvaguardare i trasferimenti sulle politiche sociali e l’istruzione nonché sanità e trasporto pubblico locale
- Sterilizzare l’aumento dell’IVA dal 2019
DEF 2018
«…il livello di investimenti pubblici rimane ben al di sotto del livello pre-crisi del 2007 che è stato pari al 2,9 per cento del PIL. Dopo un lungo ciclo di crescita durato fino al 2009, in cui gli investimenti fissi lordi delle Amministrazioni pubbliche hanno raggiunto un picco di 54,2 miliardi (pari al 3,4 per cento del PIL), nel periodo 2010-2017 si registrano continue riduzioni, ad eccezione del 2015 in cui la spesa nominale torna a crescere, ma rimane stabile in termini reali………..La quota della spesa per investimenti fissi delle Amministrazioni locali in volume sul totale è diminuita di circa 8 punti percentuali rispetto al 2007, scendendo attorno al 53,0 per cento, e il contributo del comparto alla crescita reale degli investimenti della PA è stato quasi sempre negativo nel periodo considerato. ….»
Fondo per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese – legge 232/2016

Sentenza Corte Costituzionale 74/2018: ruolo delle Regioni negli investimenti diretti e indiretti sul territorio
Le Regioni nello spirito di leale collaborazione, sono disponibili a trovare una soluzione per dare via libera agli investimenti attraverso adeguati passaggi in Conferenza Stato – Regioni per:
> «sanare» il DPCM attuativo dell’anno 2017;
> definire nel DPCM del 2018, nelle materie di loro competenza, un piano degli investimenti che sfrutti il ruolo delle Regioni come snodo per la crescita dei territori
Evoluzione del fabbisogno Sanitario Nazionale
dal Patto Salute 2014 alla legge di bilancio 2018


Incremento degli oneri rinnovo contrattuale (pari a circa 1 miliardo):
>
da corrispondere all’interno delle risorse del FSN rimaste inalterate nonostante che i capitoli funzionali a finanziare il rinnovo per le funzioni centrali nella legge di bilancio siano stati incrementati di 2,850 miliardi di € ossia dal 2,03% al 3,48%.
DEF 2018
Spesa sanitaria in % del PIL - Effetti contenimento della spesa sanitaria
La previsione del rapporto fra spesa sanitaria e PIL presenta un profilo crescente solo a partire dal 2022 attestandosi al 7,7% nel 2060
È necessario aggiornare i contenuti del vecchio Patto Salute 2014 – 2016, le priorità sanitarie e il quadro finanziario per il futuro:
◊ Stabilizzare la crescita del Fondo Sanitario Nazionale in rapporto al PIL
◊  Definire un nuovo programma pluriennale di investimenti per l’edilizia sanitaria
Manovra 2019 - 2021
Ulteriori criticità da affrontare:
> Incentivare il ruolo attivo degli enti territoriali nelle attività di recupero dell'evasione fiscale:
Approvazione del DM sulla compartecipazione IVA (art.9, d.lgs 68/2011) ovvero procedura automatica come per gli altri tributi attribuiti alle Regioni.
Impegno previsto al punto 8 della risoluzione al DEF 2017, approvata dal Parlamento e richiamato anche nella «Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva anno 2017» allegata alla nota di aggiornamento al DEF 2017.
La «Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva anno 2017», richiama la necessità di adozione dei decreti attuativi per la definizione delle azioni che dovranno essere svolte dalle Regioni ai fini di qualificare il concorso nell’attività di recupero fiscale ai fini IVA, nonché di individuazione dei criteri di misurazione di tale attività. La Relazione evidenzia che «l’Amministrazione regionale effettua un ampio e variegato novero di funzioni pubbliche, in grado di stimolare e diffondere la cultura della fedeltà fiscale e agevolare la tax compliance, in linea con le strategie complessive definite dal Governo e dell’Amministrazione finanziaria.»
> Dare attuazione al d.lgs.68/2011 in materia si autonomia di entrata delle regioni
Riforma rapporti istituzionali


( red / 15.05.18 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
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