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n. 3379 - mercoledì 16 maggio 2018

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Consiglio dei Ministri: pacchetti turistici, sicurezza reti e riforma Agea

(Regioni.it 3379 - 16/05/2018) Il Consiglio dei Ministri si è riunito, mercoledì 16 maggio 2018, alle ore 11.14 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Paolo Gentiloni. Segretario la Sottosegretaria alla Presidenza Maria Elena Boschi.
Tra i vari porvvedimenti approvati rientrano nove decreti legislativi che introducono misure necessarie all’attuazione e all’adeguamento della normativa nazionale a direttive o regolamenti europei.
Fra questi uno riguarda i "Pacchetti e servizi turistici" e il testo tiene conto delle osservazioni e valutazioni rese nei rispettivi pareri dalle Commissioni speciali della Camera e del Senato e dalla Conferenza Stato-Regioni. La Conferenza delle Regioni aveva peraltro richiesto, il 19 aprile con uno specifico documento,  "una rapida conclusione dell'iter di approvazione del provvedimento perché sul nostro Paese pende una procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea il 22 marzo scorso".
L'attuazione della direttiva (UE) 2015/2302 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativa ai pacchetti turistici e ai servizi turistici collegati, modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga la direttiva 90/314/CEE del Consiglio. Le principali novità del decreto di recepimento della nuova direttiva riguardano innanzitutto l’ampliamento della nozione di pacchetto turistico: si elimina il riferimento ai contratti conclusi nel territorio dello Stato, proprio per coprire un ventaglio più ampio di fattispecie, e si chiarisce che sono ricompresi anche i contratti on-line, i pacchetti “su misura” ed i c.d. pacchetti “dinamici”. In tal senso sono “pacchetti turistici” le combinazioni di almeno due tipi di servizi turistici di trasporto, alloggio, noleggio veicoli o altro servizio turistico ai fini dello stesso viaggio se combinati da un unico professionista, ovvero, anche se siano conclusi contratti separati con singoli fornitori di servizi turistici, siano acquistati presso un unico punto vendita, oppure offerti ad un prezzo forfettario, ovvero pubblicizzati sotto denominazione di “pacchetto” o denominazione analoga oppure, infine, combinati entro 24 ore dalla conclusione di un primo contratto, anche con processi collegati di prenotazione on-line.
Sono escluse dalla disciplina dei pacchetti turistici le combinazioni in cui i servizi turistici diversi dal trasporto, alloggio e noleggio veicoli siano di scarsa rilevanza (non rappresentino almeno il 25% del valore della combinazione). In presenza di pacchetti turistici, l’organizzatore e il venditore forniscono prima della conclusione del contratto ai viaggiatori un modulo informativo standard, nonché una serie di informazioni – più ampie rispetto all’attuale disciplina - sulle principali caratteristiche dei servizi turistici offerti (ad esempio, sulla lingua in cui sono prestati i servizi ovvero se il viaggio sia idoneo a persone con mobilità ridotta).
Una dettagliata disciplina è prevista per i contenuti del contratto di “pacchetto turistico”. Maggiori diritti sono riconosciuti ai viaggiatori, rispetto all’attuale disciplina, in caso di recesso, ad esempio per l’aumento del prezzo del pacchetto oltre l’8% (ora sarebbe il 10%). Altra rilevante novità della nuova disciplina è l’intensificazione della responsabilità dell’organizzatore per l’inesatta esecuzione del pacchetto: è, infatti, in ogni caso garantita al viaggiatore una riduzione del prezzo, oltre all’eventuale risarcimento dei danni e alla possibilità di recedere dal contratto. Viene, peraltro, prevista la possibilità per il viaggiatore stesso di porre rimedio al difetto di conformità.
Di rilievo anche l’allungamento dei termini di prescrizione: 3 anni per il danno alla persona e 2 per gli altri danni, a fronte del termine di 2 anni ed 1 anno rispettivamente previsti dalla normativa vigente. Si stabilisce poi una disciplina specifica per la responsabilità del venditore di pacchetti e di singoli servizi turistici, in linea con la tradizionale qualificazione del contratto come rapporto di mandato. Viene, inoltre, previsto che il venditore sia, da un lato, responsabile dell’esecuzione del mandato conferitogli dal viaggiatore e, dall’altro, sia considerato come organizzatore (con le conseguenti responsabilità) nel caso ometta di fornire al viaggiatore tutte le informazioni relative all’organizzatore.
Sono, altresì, previste per gli organizzatori ed i venditori forme obbligatorie di assicurazione per la responsabilità civile e rafforzate le garanzie per il viaggiatore in caso di insolvenza o fallimento degli stessi. Altra importante novità della direttiva e del decreto di recepimento è l’introduzione della nuova categoria dei “servizi turistici collegati”, consistenti nella combinazione di due diversi tipi di servizi turistici, che però non costituiscono un “pacchetto” e comportano la conclusione di contratti distinti. A tali servizi turistici collegati sono estese le misure di protezione in caso di insolvenza o fallimento e vengono espressamente previsti obblighi di informazione sul fatto che non si tratti di pacchetti turistici, che se violati comportano per il professionista la sottoposizione alle previsioni in materia di pacchetti.
Infine, si prevedono, in caso di violazione delle norme da parte del professionista, dell’organizzatore o del venditore, sanzioni amministrative pecuniarie da un minimo di 1.000 euro a un massimo di 20.000 euro, aumentate in caso di reiterazione o recidiva, nonché sanzioni amministrative accessorie quali la sospensione dell’attività da quindici giorni a tre mesi e, in caso di recidiva reiterazione, la cessazione dell’attività. La competenza per l’applicazione delle sanzioni amministrative è attribuita all’Autorità garante della concorrenza e del mercato.
Un altro decreto attua la direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2016, recante misure per un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell’Unione (Presidenza del Consiglio e Ministero dello sviluppo economico – esame definitivo) Il decreto recepisce la direttiva (UE) 2016/1148 (cosiddetta direttiva NIS - Network and Information Security) sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell’Unione, che per la prima volta affronta in modo organico e trasversale gli aspetti in materia di cyber security, rafforzando la resilienza e la cooperazione in Europa. Il testo tiene conto dei pareri espressi dalle Commissioni speciali della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica e dalla Conferenza unificata. Le Regioni hanno peraltro dato un parere favorevole al decreto formulando però specifiche osservazioni.
Il decreto persegue tre obiettivi principali:
- promuovere una cultura di gestione del rischio e di segnalazione degli incidenti tra i principali attori economici, in particolare gli operatori che forniscono servizi essenziali per il mantenimento di attività economiche e sociali e i fornitori di servizi digitali;
- migliorare le capacità nazionali di cyber security;
- rafforzare la cooperazione a livello nazionale e in ambito Ue.
Allo scopo di assicurare la continuità dei servizi essenziali (energia, trasporti, salute, finanza, ecc.) e dei servizi digitali (motori di ricerca, servizi cloud, piattaforme di commercio elettronico), il decreto prevede l’adozione di misure tecnico-organizzative per ridurre il rischio e limitare l’impatto di incidenti informatici e l’obbligo di notifica di incidenti con impatto rilevante sulla fornitura dei servizi. Parallelamente, il testo individua le Autorità competenti “NIS” e i rispettivi compiti, svolti in cooperazione con le omologhe Autorità degli altri Stati membri, nonché il Computer Security Incident Response Team (CSIRT) nazionale, con compiti di natura tecnica nella prevenzione e risposta ad incidenti informatici svolti in cooperazione con gli altri CSIRT europei.
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni in qualità di Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, ha approvato anche , in esame definitivo, due decreti legislativi che, in attuazione della legge sulla semplificazione, la razionalizzazione e la competitività dei settori agricolo e agroalimentare (legge 28 luglio 2016, n. 154), introducono norme in materia di riorganizzazione delle competenze nel sistema di erogazione degli aiuti comunitari cui sono preposti l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) e il sistema degli Organismi pagatori riconosciuti, nonché di coltivazione, raccolta e prima trasformazione delle piante officinali.
Di seguito le principali previsioni dei due decreti.
1. Riorganizzazione dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA)
Riorganizzazione dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) e riordino del sistema dei controlli nel settore agroalimentare, in attuazione dell’articolo 15 della legge 28 luglio 2016, n. 154
Il decreto, in attuazione dell’articolo 15 della legge delega e in linea con la nuova politica agricola comune 2014-2020, prevede la riorganizzazione dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), in modo da renderla maggiormente rispondente alle specifiche esigenze del settore e da assicurare il raggiungimento di diversi obiettivi:
- migliorare la qualità dei servizi erogati alle imprese agricole;
- razionalizzare e contenere la spesa;
- innalzare l’efficienza del sistema di pagamenti;
- rivedere e ottimizzare il modello di coordinamento degli organismi pagatori a livello regionale;
- rivedere l’attuale sistema di gestione del SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale);
- ottimizzare l’accesso alle informazioni, mediante la realizzazione di una piattaforma informatica che permetta una più forte integrazione tra le articolazioni regionali e la struttura centrale.
Infine, il decreto mira ad assicurare in modo più strutturato e netto la separazione tra le funzioni di Organismo di coordinamento e di Organismo pagatore attribuite all’AGEA.
Il testo tiene conto dei pareri espressi dalle competenti Commissioni parlamentari.
Quest'ultimo testo ha però suscitato la reazione del presidente del Veneto, Luca Zaia. “La riforma di Agea, approvata oggi dal Consiglio dei ministri rappresenta un grave atto di insensibilità istituzionale e di lesione dell’autonomia regionale, a discapito degli agricoltori e dei contribuenti”. Il presidente della Regione contesta dunque  nel merito e nel metodo la decisione del Consiglio dei ministri di dare il via libera al decreto legislativo attuativo della legge delega 154/2016, relativo al riordino di Agea, l’agenzia che gestisce erogazione e rendicontazione di tutti i fondi comunitari dedicati al settore primario. “Un governo, ormai arrivato al capolinea, ha approvato a tempo scaduto un provvedimento che non ha avuto l’intesa favorevole della Conferenza delle Regioni e né ha superato tutti i passaggi dell’iter parlamentare – prosegue il governatore del Veneto - Realismo e saggezza politica avrebbero dovuto consigliare ad un governo uscente di aspettare il pronunciamento della Corte Costituzionale sulla questione di legittimità sollevata dal Veneto sulla legge delega 154 in merito alla cosiddetta razionalizzazione del sistema informativo agricolo. Invece, il consiglio dei ministri ha preferito compiere in extremis un atto di forza”.
Il decreto di riordino delle funzioni di Agea approvato oggi accentra nell’organismo nazionale i ruoli di coordinamento, pagamento e controllo, nonché di gestione informatica delle procedure di erogazione dei fondi europei e di pagamento agli agricoltori. La riforma rende obbligatoria l’omologazione informatica tra sistema informativo statale e sistemi informativi regionali, obbligando di fatto tutte le regioni, e i relativi organismi pagatori, a uniformità di procedure e di organizzazioni. Inoltre accentra in Agea anche le funzioni di controllo (prima svolte da Agencontrol) facendo coincidere in un unico ente due attività, erogazione e controllo, che le regole della buona amministrazione suggeriscono sia sempre distinto.
“Da parte nostra, attendiamo fiduciosi il pronunciamento dei giudici della Consulta sulla legge delega che abbiamo impugnato già nel 2016 e siamo pronti a intraprendere ogni via legale per far decadere il decreto attuativo. Anzi, invito sin d’ora il nuovo Parlamento ad intervenire per correggere una norma che lede l’autonomia delle Regioni e il principio di efficienza dell’amministrazione”.
“Per il Veneto – prosegue il presidente – la decisione di accentrare la gestione dei procedimenti amministrativi relativi all’agricoltura e all’acquacoltura nel sistema Agea, imponendo alle Regioni di adeguare il loro sistema informativo a quello nazionale, rappresenta un dispendioso passo indietro, se non addirittura un danno evidente. Perché il Veneto dovrebbe farsi carico, in nome di una imprecisata uniformità nazionale, di una spesa consistente per abbandonare il proprio sistema informativo agricolo, che si è rivelato funzionale ed efficiente, e adottare quello di Agea, che tutti definiscono lento e farraginoso, poco efficiente e poco trasparente? Tutto ciò lede non solo l’autonomia regionale, ma anche il principio dell’efficienza dell’amministrazione e dell’economicità nella gestione del denaro pubblico”.
“Il riordino di una istituzione così importante per il settore agricolo, che gestisce erogazione e rendicontazione di tutti i fondi comunitari dedicati al settore primario – conclude il presidente veneto - merita certamente migliore attenzione, anche da parte delle organizzazioni agricole, e non certo di essere approvato con un colpo di mano a legislatura ormai finita, da un governo in carica solo per l’ordinaria amministrazione”.
Diverso il parere della regione Umbria. Per l’assessore regionale alle politiche agricole, Fernanda Cecchini, :“E’ un primo passo importante nella riforma di Agea, riforma da tutti auspicata e sulla quale come assessori regionali alle politiche agricole stiamo lavorando da mesi insieme al Ministero”.commenta positivamente l’approvazione in via definitiva del decreto legislativo da parte del Consiglio dei Ministri per la riorganizzazione dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA). Certamente il presidente Gentiloni, approvando e firmando il relativo decreto, ha mantenuto un impegno importante verso il mondo agricolo – ha proseguito l’assessore Cecchini-. Certo non è che con questo decreto di colpo si risolvono tutti i problemi esistenti ed i ritardi, spesso incredibili ed inaccettabili, che si sono riscontrati nei pagamenti a favore delle aziende agricole. Ma sicuramente la direzione intrapresa è quella giusta e dunque il nostro impegno per giungere ad una definitiva e completa riorganizzazione di Agea e di tutto il sistema dei pagamenti in agricoltura proseguirà senza un minuto di sosta”. La riorganizzazione dell'Agea, così come prevede il decreto approvato, si prefigge l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi erogati alle imprese agricole; razionalizzare e contenere la spesa; innalzare l' efficienza del sistema di pagamenti; rivedere e ottimizzare il modello di coordinamento degli organismi pagatori a livello regionale; rivedere l' attuale sistema di gestione del SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale); ottimizzare l' accesso alle informazioni, mediante la realizzazione di una piattaforma informatica che permetta una più forte integrazione tra le articolazioni regionali e la struttura centrale.
Altro obiettivo è assicurare in modo più strutturato e netto la separazione tra le funzioni di Organismo di coordinamento e di Organismo pagatore attribuite all' Agea.
“Nel frattempo – sottolinea infine l’assessore Cecchini – l’Agea, a partire da questa settimana, ha messo a disposizione dell’Umbria due persone che costituiranno un Ufficio decentrato nella nostra Regione e che si metteranno a disposizione delle aziende agricole interessate per affrontare e risolvere tutti i problemi relativi ai pagamenti ancora non erogati”

Regioni.it  n.3372:
Pacchetti turistici: parere favorevole al decreto
Regioni.it 3373:
Sicurezza reti e sistemi informativi: il parere sul decreto 


Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n.84 del 16.05.2018

[Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali] MIPAAF: APPROVATI IN CONSIGLIO DEI MINISTRI RIORGANIZAZZIONE AGEA E NUOVE NORME SU PIANTE OFFICINALI - 16.05.2018



( red / 16.05.18 )
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