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Regioni.it

n. 3382 - lunedì 21 maggio 2018

Sommario
- Venturi: sottoscritti definitivamente i contratti sanità e funzioni locali
- Qualità dell'aria: Italia deferita a Corte di Giustizia Ue
- Molise, la nuova giunta. Toma firma le deleghe
- Pigliaru a Bruxelles sulla politica di coesione post 2020
- Rossi: Toscana chiederà regionalismo differenziato
- Comunicazione: 87% controversie risolto grazie a Corecom
- Realizzare un'Italia sostenibile: convegno a Roma il 22 maggio

+T -T
Pigliaru a Bruxelles sulla politica di coesione post 2020

"L’idea di Europa rischia di essere messa in crisi dal crescente consenso ottenuto da forze populiste che tendono a erigere muri e a cercare soluzioni agendo separatamente"

(Regioni.it 3382 - 21/05/2018) Si è conclusa il 17 maggio la missione del presidente della Regione Francesco Pigliaru a Bruxelles. Dopo aver incontrato il Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare Vytenis Povilas Andriukaitis sul tema della Peste suina africana, Francesco Pigliaru ha preso parte alla seduta Plenaria del Comitato delle Regioni. Argomento centrale, sia nel dibattito in Aula che nelle riunioni dei gruppi nazionali e politici, è stata la politica di coesione post 2020, che disegnerà il futuro dell’Europa. Si tratta di un tema molto sentito dalle amministrazioni regionali e locali, perché costituirà la principale leva di investimento dell’Unione a favore dei territori.
“L’idea di Europa rischia di essere messa in crisi dal crescente consenso ottenuto da forze populiste che tendono a erigere muri e a cercare soluzioni agendo separatamente”, ha detto il presidente Pigliaru. “Ciò che alimenta quel consenso è la grande, insostenibile disuguaglianza tra persone e tra territori. In questo quadro - ha sottolineato - la politica di coesione è più importante di prima. Bisogna lavorare, certo, perché sia più efficace, ma è anche essenziale che non venga assolutamente ridimensionata in termini di risorse. Questo vale per tutti i territori, naturalmente, ma a maggior ragione per quelli svantaggiati geograficamente come le isole.” Francesco Pigliaru ha poi portato all’attenzione la posizione della Sardegna, esposta lo scorso 24 aprile a Bruxelles nel lavoro preliminare portato avanti dall’Intergruppo Isole del Parlamento europeo insieme alla commissione Isole del CPRM. “In quell’occasione, insieme a Corsica e Baleari, abbiamo illustrato alla Commissaria europea Corinna Cretu il nostro patto tra isole, che rappresenta non solo una buona pratica di lavoro condiviso su tematiche comuni - ha spiegato -, ma anche un caso concreto di collaborazione e dialogo tra territori d’Europa, un esempio virtuoso che di questi tempi è particolarmente importante. Questa esperienza e la centralità dei nostri territori in uno scenario mediterraneo sempre più  complesso, rendono evidente come la politica di coesione post-2020 non solo non debba lasciare indietro le isole ma, al contrario, sostenerne lo sviluppo. E ciò deve avvenire - ha concluso Francesco Pigliaru -  anche e soprattutto attraverso l’attivazione di dispositivi normativi mirati a superare gli svantaggi dell’insularità tenendo conto delle specificità, a partire dalla distanza dal continente.”
Il 18 maggio il presidente della Sardegna (che è anche componente del Comitato europeo delle Regioni, Cdr) è intervenuto all'ex Manifattura tabacchi di Cagliari, all'evento "Dialogo con i cittadini su azioni e strumenti per contrastare i cambiamenti climatici". Iniziativa promossa proprio per "far arrivare" alcuni concetti "in modo chiaro alla popolazione". "Siamo un'Isola conosciuta nel mondo per le sue bellezze paesaggistiche, ci teniamo molto a preservare ciò che abbiamo", sottolinea il presidente della Regione, anche nella sua veste di componente del Comitato europeo delle Regioni. "Grazie al Patto per la Sardegna del 2016 abbiamo a disposizione molti fondi per gestire un aumentato rischio idrogeologico - spiega - abbiamo impostato i progetti per intervenire su tutti i 70 canali tombati più pericolosi in Sardegna e che sono delle vere proprie bombe a orologeria, pronte a esplodere alla prima pioggia". Certamente "Abbiamo fatto cose importanti sul clima, ma non basta. Il punto - ha proseguito Pigliaru - è dire al nostro territorio che esistono strumenti per finanziare azioni virtuose come la produzione di energia sostenibile e rinnovabile, però spesso sono percepiti come complessi. Una cosa è bussare alle porte della Regione e accedere ad un finanziamento a fondo perduto attraverso un bando, altra cosa accedere ai fondi messi a disposizione dalla banca europea degli investimenti, per i quali ci vuole un approccio più tecnico. Serve più coraggio, occorre aprire la porte ai finanziamenti non a fondo perduto, anche se più rischiosi". Altro punto sottolineato da Pigliaru, il ruolo degli enti locali nelle buone pratiche quando si parla di cambiamenti climatici ed energie rinnovabili: "Il locale in questa battaglia è fondamentale. Mi piace citare sempre l'ex governatore della California, Arnold Schwarzenegger - che non puo' essere certamente sospettato di essere di centrosinistra - ma che su queste tematiche ha dato totale continuità al precedente governatore, quello sì di sinistra. Il 70% delle azioni virtuose apportate per combattere il cambiamento climatico avvengono nelle decisioni che passano nei consigli regionali e comunali, questa è la strada da intraprendere". La lotta al cambiamento climatico passa per gli enti locali. "Ogni luogo, ogni città deve fare la sua parte per produrre energia in modo attento".
Il governatore ha ricordato i venti milioni di euro utilizzati per rendere autonomi "due pezzi importanti delle nostre università di Cagliari e Sassari con sperimentazioni energetiche rinnovabili", e l'investimento sulla mobilità elettrica con 650 stazioni di ricarica in tutta l'Isola. L'assessora all'Ambiente, Donatella Spano (coordinatrice della Commissione Ambiente ed Energia della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome) ha detto che "manca ancora, a livello nazionale, una chiara governance sul cambiamento climatico". Come conferenza delle Regioni, "noi abbiamo fatto la nostra parte creando un tavolo interregionale che si interfaccia con il ministero dell'Ambiente, ma questo non può bastare, devono essere coinvolti tutti i ministeri".
La Regione - ha ricordato - ha aderito al Patto dei Sindaci, il principale movimento europeo che vede impegnate le autorità locali e regionali ad aumentare l'efficienza energetica e l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili nei loro territori. "Anche un terzo dei comuni sardi ha aderito - ha puntualizzato l'assessora all'Industria, Maria Grazia Piras - la Regione è a favore delle energie rinnovabili, l'importante è che la produzione abbia ricaduta economica del territorio". "Oggi - ha evidenziato ancora Pigliaru - è importante dire che esistono tanti strumenti per finanziare la produzione delle rinnovabili, finanziamenti a fondo perduto e anche più complessi, ma ci sono".
Di finanza e cambiamento climatico ha parlato anche Francesco Bosello, professore dell'Università di Milano e responsabile della divisione Analisi Economica degli impatti e delle politiche sul clima del centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici. "Mitigare e ridurre le immissioni costa tra l'uno e il due per cento del Pil mondiale, tra gli 800 e i 1200 miliardi di dollari". Quanto produce la finanza per il clima? "Circa 390 miliardi, un terzo del necessario".


( red / 21.05.18 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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