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Regioni.it

n. 3382 - lunedì 21 maggio 2018

Sommario
- Venturi: sottoscritti definitivamente i contratti sanità e funzioni locali
- Qualità dell'aria: Italia deferita a Corte di Giustizia Ue
- Molise, la nuova giunta. Toma firma le deleghe
- Pigliaru a Bruxelles sulla politica di coesione post 2020
- Rossi: Toscana chiederà regionalismo differenziato
- Comunicazione: 87% controversie risolto grazie a Corecom
- Realizzare un'Italia sostenibile: convegno a Roma il 22 maggio

+T -T
Qualità dell'aria: Italia deferita a Corte di Giustizia Ue

Il commento degli assessori della Lombardia e del Veneto

(Regioni.it 3382 - 21/05/2018) La Commissione europea ha deferito alla Corte di giustizia dell'Ue l'Italia per aver superato in modo grave e persistente i valori limite per il particolato PM10 nell'ambito della legislazione europea sulla qualita' dell'aria. Le principali carenze individuate nei piani italiani sono l'assenza di interventi per ridurre l'impatto del riscaldamento domestico e del traffico sull'inquinamento, ha spietato il commissario all'Ambiente, Karmenu Vella. "L'obiettivo è proteggere i cittadini e assicurare aria pulita in tutta l'Ue", ha sottolineato Vella.
Nel caso dell'Italia, secondo la Commissione, i valori limite giornalieri sono stati costantemente superati, arrivando nel 2016 fino a 89 giorni, in 28 zone di qualità dell'aria comprese le regioni Lazio, Lombardia, Piemonte e Veneto. Il particolato, che è presente soprattutto nelle emissioni dell'industria, del riscaldamento domestico, del traffico e dell'agricoltura. Oltre all'Italia, sono state deferite alla Corte per il superamento dei limiti sul PM10 anche Ungheria e Romania. La Commissione ha invece deferito Francia, Germania e Regno Unito alla Corte per il mancato rispetto dei valori limite per il biossido di azoto (NO2), per lo più causato del traffico stradale e dall'industria. I limiti stabiliti dalla legislazione dell'UE sulla qualità dell'aria ambiente dovevano essere raggiunti rispettivamente nel 2010 per il NO2 e nel 2005 per il PM10.
"La Commissione europea segnala un problema reale, ma non puo' non tener conto dei molti passi avanti fatti dalle Regioni del Bacino Padano e in particolare dalla Lombardia su alcuni inquinanti come, ad esempio, il benzene e l'anidride fosforosa che non fanno registrare ormai da anni superamenti dei valori limite". Parte da questa considerazione l'assessore all'Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, per commentare la notizia del deferimento dell'Italia, da parte della Commissione europea alla Corte europea di Giustizia, per la violazione delle norme antismog. "Va anche rilevato - aggiunge l'assessore - che stiamo combattendo inquinanti come il Pm10, dove si rispetta in modo diffuso il limite sulla media annua, mentre il numero di giorni sopra i 50 micro/grammi si e' quasi dimezzato in 10 anni. Per quanto riguarda invece il biossido di azoto non supera piu' il valore limite sulla media oraria mentre nelle situazioni peggiori la concentrazione media annua si e' ridotta da valori intorno ai 100 microgrammi al metro cubo a concentrazioni di 65 microgrammi metro cubo nel 2017". "Le politiche ambientali delle Regioni - prosegue l'assessore della Lombardia - hanno ridotto gli effetti e questo e' il risultato concreto di una battaglia che sta producendo risultati e che dovra' continuare. Nei prossimi giorni convochero' il 'Tavolo regionale permanente per il risanamento della qualita' dell'aria' e successivamente insieme agli altri assessori delle Regioni del bacino padano decideremo misure e interventi da adottare con l'obiettivo di attivare tutti gli interventi che permettano di rientrare nei limiti nel piu' breve tempo possibile, tenendo conto dei costi sociali indotti". "Occorre inoltre sempre considerare che - conclude l'assessore - la Pianura padana ha condizioni orografiche e climatiche particolari che non hanno eguali nel resto d'Europa e che rendono il nostro impegno piu' difficile che altrove".
L'Assessore all’ambiente della Regione del Veneto, Gianpaolo Bottacin, ribadisce che, per quanto riguarda la situazione dell’aria, i livelli degli inquinanti, a partire dal pm10, negli ultimi dieci anni sono calati del 40% grazie agli interventi messi in campo. “Con le limitate risorse a nostra disposizione – aggiunge - abbiamo investito e investiamo ancora: ricordo i treni di nuova generazione, gli autobus a basso impatto ambientale, il bike sharing, la rottamazione di vecchi autoveicoli e stiamo affrontando anche la questione della rottamazione delle vecchie stufe”. “Certo è – conclude l’assessore - che l'Europa dei burocrati si riconferma ancora una volta schizofrenica. Da un lato ci deferisce per i pm10, però dall’altro ci obbliga a incentivare le biomasse legnose come fonte energetica rinnovabile. Ma Arpav, con le sue attente rilevazioni, ha messo in evidenza che la prima causa dell’inquinamento dell’aria sono i pm10 provocati dal riscaldamento domestico e, in particolare, dalla combustione delle biomasse legnose”.

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