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Regioni.it

n. 3382 - lunedì 21 maggio 2018

Sommario
- Venturi: sottoscritti definitivamente i contratti sanità e funzioni locali
- Qualità dell'aria: Italia deferita a Corte di Giustizia Ue
- Molise, la nuova giunta. Toma firma le deleghe
- Pigliaru a Bruxelles sulla politica di coesione post 2020
- Rossi: Toscana chiederà regionalismo differenziato
- Comunicazione: 87% controversie risolto grazie a Corecom
- Realizzare un'Italia sostenibile: convegno a Roma il 22 maggio

+T -T
Rossi: Toscana chiederà regionalismo differenziato

Più autonomia su dieci materie concorrenti

(Regioni.it 3382 - 21/05/2018) La Toscana annuncia di voler aderire al cosiddetto regionalismo differenziato, e cioè alla possibilità di ottenere maggiore autonomia su alcune materie, così come prevede l'articolo 116 della Costituzione, in particolare in quei settori la competenza è condivisa con lo Stato. 
Così come hanno già fatto Lombardia, Veneto e Emilia Romagna, firmando un'intesa con il Governo Gentiloni. Umbria, Liguria, Piemonte e Marche hanno definito in giunta gli indirizzi per il negoziato. La Toscana inizia adesso il percorso: ecco  l'elenco delle materie e degli obiettivi.
Una volta stipulata l'intesa con lo Stato, il Governo dovrà presentare il disegno di legge in Parlamento, che entrerà in vigore solo se approvato dalla maggioranza assoluta delle due Camere. 
il presidente della Toscana, Enrico Rossi, ha sottolineato di essere a favore di un "regionalismo ben temperato" e senza fughe autonomistiche in avanti.
Ora la proposta dovrà passare nel Consiglio regionale e un comunicato spiega che "si va dal governo del territorio, per difendere sviluppo sostenibile e contenimento del suolo oggi garantiti dalle leggi urbanistiche toscane e dal piano paesaggistico, all'ambiente, prima in capo alle Province ed oggi tornato, almeno in Toscana, alla Regione. Ci sono i beni culturali (e in particolare la tutela dei beni librari e la promozione della valorizzazione e del sistema museale) e c'è il lavoro; ci sono l'istruzione tecnica professionale e la formazione, i porti (comprese le concessioni demaniali), l'accoglienza e assistenza ai rifugiati e la sanità, dove la richiesta di particolare autonomia riguarda l'organizzazione, la gestione delle risorse professionali e l'intramoenia, la formazione specialistica, tariffe e compartecipazione alla spesa, il patrimonio edilizio e l'equivalenza terapeutica dei farmaci. La richiesta di maggiore autonomia si estende anche al coordinamento della finanza pubblica e alle autonomie locali, in forza della legislazione avanzata su associazionismo, fusioni, riordino delle ex funzioni provinciali ma anche semplificazione dei rapporti con cittadini e imprese".





( gs / 21.05.18 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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