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Regioni.it

n. 3386 - venerdì 25 maggio 2018

Sommario
- Fondi Ue: l'impegno di Bolzano, Toscana, Umbria e Marche
- Musumeci: rendiconto bilancio Sicilia 2017 e Ddl sulla pesca
- Partecipate: richiamo del ministero dell'economia a rispettare la riforma
- Adapt: i dipendenti pubblici sono troppo pochi
- Molise: ridefinite le deleghe degli assessori
- Distribuzione carburanti: seminario a Roma l'8 giugno sulle nuove norme
- Strade: 3500 km trasferiti dalle Regioni ad Anas

+T -T
Adapt: i dipendenti pubblici sono troppo pochi

Testo pubblicato dalla scuola di alta formazione nelle relazioni industriali e di lavoro

(Regioni.it 3386 - 25/05/2018) Una certa pubblicistica ha contribuito a diffondere l'idea cher i dipendenti pubbici nel nostro Paese siano pochi e che il loro contributo al rilancio dello sviluppo economico del nostro Pasee rasenti lo zero. Uno studio pubblicato recente da Adapt (scuola di alta formazione nelle relazioni industriali e di lavoro) mostra un quadro diverso.
Secondo gli autori (tutti professori ordinari o associati di economia o sociologia  dell'Università del Piemonte Orientale e di Torino)  della relazione "i pubblici dipendento sono troppo pochi"  se si   continuare ad "ignorare la necessità di una massiccia espansione dell’occupazione nel settore pubblico" si rischia di percorere una strada pericolosa e la soluzione di alcuni problemi, enormi, che - secondo gli autori - molto dipendono da questa carenza (anche se ovviamente non del tutto) diventa ogni giorno più difficile.  In una tabella gli autori mostrano che in Italia l’occupazione nella PA è anormalmente bassa.

Tabella 1
Numero di dipendenti pubblici (esclusi i militari) in alcuni paesi e dati di riferimento, 2015
paese popolazione totale (migliaia) occupati totali, migliaia (OCDE) percentuale di occupati nella PA sul totale (OCDE) occupati nella PA (migliaia)

 

 

occupati nella PA per 1000 ab.
Italia   62.500  22.465 13.6   3.055   48.9
Francia   64.300  25.844 21.4   5.530   83.2
Germania   81.100  40.211 10.6   4.262   52.5
UK   65.100  30.950 16.4   5.076   78.0
Svezia     9.800    4.837 28.6   1.383 141.1
USA 321.200 148.833 15.3 22.771   70.9
Spagna   46.400  17.866 15.7   2.805   60.5
Grecia   11.500    3.611 18.0      650   56.5
Fonte: OCDE

Si potrebbe pensare che l’anomalia italiana dipenda dalle privatizzazioni effettuate nel nostro  Paese negli ultimi anni, ma con alktri dati gli autori smentiscono questa ipotesi.

Tabella 2
Numero totale di occupati (pubblici e privati) in settori tipicamente pubblici, 2015, e dati di riferimento.
  Settore Francia

 

 

Germania

 

 

Grecia

 

 

Italia

 

 

Spagna Svezia UK USA
1 D-gas ed elettricità 176 341 26 114 92 30 184  
2 E-acqua, fognature, N.U. 192 227 23 238 131 23 216  
3 O-Pub. Amm. e difesa 2430 2758 313 1293 1325 313 1847  
4 P-education 1996 2638 294 1509 1182 551 3280  
5 Q-salute e social work 3880 5106 214 1796 1442 735 4147  
6 Totale DEOPQ 8664 11070 870 4950 4172 1652 9674 58507
7 Occupazione totale 26424 40211 3611 22465 17866 4910 31205 148834
8 Popolazione 64980 82560 11130 61140 47200 9690 63840 325130
9 Tot. DEOPQ/occ.tot. (%) 32.79 27.53 24.09 22.03 23.35 33.64 31.00 39.31
10 tot. DEOPQ per 1000 abit. 133.3 134.0 78.2 81.0 88.4 170.3 151.5 179.9
Fonte: ILO/ILOSTAT; ONU per la popolazione (Il dato per gli USA si riferisce a Public administration, community, social and other services and activities, e non è perfettamente confrontabile)

Tutto ciò è riassunto piuttosto drammaticamente nella tabella 3, che non richiede commenti particolari.
Tabella 3
Tassi di disoccupazione in alcuni paesi se il rapporto fra popolazione e addetti a settori tipicamente pubblici fosse quello dell’Italia, 2015
Paese Tasso ufficiale di disoccupazione Tasso virtuale di disoccupazione se come da titolo
Italia 11.7% 11.7%
Francia 10.1% 21.8%
Germania   4.1% 14.6%
Regno Unito   4.8% 18.5%
Elaborazione sui dati precedenti e tassi ufficiali di disoccupazione

Secondo lo studio di Adapt (firmato da Maria Luisa Bianco,  Bruno Contini, Nicola Negri. Guido Ortona Francesco Scacciati, Pietro Terna e Dario Togati) quindi "la minore occupazione dell’Italia rispetto ai paesi con cui siamo soliti confrontarci non dipende dalle caratteristiche del mercato del lavoro privato, ma dal sottodimensionamento della produzione di servizi pubblici. Tutti noi percepiamo quotidianamente gli effetti della carenza di personale nella PA, per esempio quando ci imbattiamo in certe complicazioni burocratiche o in lunghe liste di attese per prestazioni sanitarie".
E se qualcuno avesse ancora dei dubbi, c’è una coppia di dati - molto noti - che secondo i professori di torino - dovrebbe fugarli. "L’Italia ha la più bassa percentuale di laureati fra i paesi europei membri dell’OCDE, e al tempo stesso la seconda più alta percentuale di laureati disoccupati (dietro alla Grecia; età 25-64, dati OCDE, 2016). La spiegazione di questo apparente paradosso non può che essere il sottodimensionamento del settore pubblico, che in un’economia sviluppata è uno dei principali datori di lavoro per laureati, probabilmente il principale. Anche in questo caso è naturalmente possibile trovare un’altra spiegazione, e cioè che i laureati italiani si laureano nelle materie sbagliate, “lettere invece di ingegneria”; e anche in questo caso questa spiegazione conta molto poco, in quanto il tasso di occupazione passa solo dal penultimo al terzultimo posto (viene superata di poco la Spagna) se si considerano le sole classi di laurea STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics)".

 



( sm / 25.05.18 )
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