Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 3386 - venerdì 25 maggio 2018

Sommario
- Fondi Ue: l'impegno di Bolzano, Toscana, Umbria e Marche
- Musumeci: rendiconto bilancio Sicilia 2017 e Ddl sulla pesca
- Partecipate: richiamo del ministero dell'economia a rispettare la riforma
- Adapt: i dipendenti pubblici sono troppo pochi
- Molise: ridefinite le deleghe degli assessori
- Distribuzione carburanti: seminario a Roma l'8 giugno sulle nuove norme
- Strade: 3500 km trasferiti dalle Regioni ad Anas

+T -T
Fondi Ue: l'impegno di Bolzano, Toscana, Umbria e Marche

(Regioni.it 3386 - 25/05/2018) Ammonta a 136,6 milioni di euro la dotazione complessiva del Programma Operativo FESR 2014-20 della Provincia autonoma di Bolzano per "Investimenti a favore della crescita e dell'occupazione" entrato in vigore nel 2015. Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, che dispone di una ulteriore dotazione anche per i progetti Interreg Italia-Austria e Italia-Svizzera, rappresenta insieme al Fondo Sociale Europeo (FSE) uno degli strumenti attraverso i quali l'Unione sostiene lo sviluppo economico, sociale e culturale a livello locale. Nella sua seduta del 24 maggio, la quarta dall’avvio del Programma Operativo, il Comitato di Sorveglianza coordinato dal presidente della Provincia Arno Kompatscher ha approvato la Relazione annuale di attuazione 2017. Alla data del 31 dicembre 2017 la Provincia ha approvato 127 progetti per un importo di 81,9 milioni di euro, pari al 60% della dotazione complessiva. Le risorse messe a disposizione sono ripartite su cinque aree d’intervento tecnicamente dette "assi": ricerca e innovazione (32,7 milioni di cui progetti autorizzati per 14 milioni, pari al 43%), contesto digitale (32,7 milioni di cui progetti autorizzati per 22,5 milioni, pari al 69%), ambiente sostenibile (39,3 milioni di euro di cui progetti autorizzati per 24,6 milioni di euro, pari al 63%), territorio sicuro (26,2 milioni di euro di cui progetti autorizzati per 16,2 milioni, pari al 62%) e assistenza tecnica (5,5 milioni di cui l’80% già impegnato). Un altro risultato importante del 2017 è stata la piena implementazione del sistema informativo coheMON, che fornisce supporto sia all’espletamento delle fasi attuative e gestionali del Programma Operativo che allo svolgimento delle attività di monitoraggio in linea con le prescrizioni regolamentari della programmazione 2014-20.
Dati 2017 e previsioni 2018
I dati relativi al 2017 hanno visto l’approvazione di 13 progetti (3,8 milioni) per l’asse "Ricerca e innovazione", 23 progetti (11,6 milioni) per l’asse "Contesto digitale", 3 progetti per l’asse "Ambiente sostenibile" (14,9 milioni), 9 progetti per l’asse "Territorio sicuro" (5 milioni). Il Comitato di Sorveglianza ha discusso oggi anche lo stato di avanzamento del Programma Operativo FESR 2014-20 e le previsioni al 31.12.2018. Dall’inizio dell’anno in corso sono in fase di controllo da parte del settore Controllo della Ripartizione finanze della Provincia progetti per 11,3 milioni di euro. L’obiettivo è di raggiungere quota 21 milioni certificati entro la fine dell’anno per evitare il disimpegno automatico dei fondi.
La Toscana a più di metà dell'opera. Oltre 2300 progetti ammessi al finanziamento, per una spesa pubblica complessiva di 413 milioni di euro, pari al 52,1% delle risorse complessive del programma. Questa la fotografia dello stato di avanzamento del Por (il piano regionale toscano) del Fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2020, scattata alla fine del 2017 e presentata nel corso dell'incontro del Comitato sorveglianza del programma che, con quasi 800 milioni di euro in sette anni, finanzia gran parte delle iniziative della Regione per la cescita e lo sviluppo economico, sociale e territoriale, attraverso progetti per le imprese, l'ambiente, le infrastrutture. "Una buona performance - ha commentato l'assessore alla presidenza Vittorio Bugli che ha presieduto la seduta del Comitato - che ha permesso di raggiungere alcuni dei target fissati dalla Commissione europea per il 2018 e che confermano quindi la buona capacità di spendere i fondi comunitari da parte della nostra regione. Ma per proseguire in questo trend positivo e chiudere l'anno utilizzando al meglio le risorse di cui disponiamo, candidandoci ad acquisire le risorse della premialità che la Ue destina alle regioni virtuose, abbiamo avanzato una proposta di modifica del Por che adegua il programma alle novità del contesto, spostando risorse da settori che tirano meno ad altri che stanno dimostrando una forte capacità di spesa, in modo da correggere alcuni aspetti che potrebbero rallentare l'attuazione deol programma. Il Comitato di sorveglianza ha approvato la proposta che dovrà ora essere approvata dalla Commissione europea".
Fra le novità che hanno imposto una rimodulazione del programma, l'introduzione nel 2017, di strumenti nazionali per gli investimenti delle pmi che hanno reso meno attrattivi quelli messi in campo dalla Regione e finanziati con il Fesr. Di qui la proposta di "liberare" risorse che potrebbero servire, invece, a rafforzare gli investimenti in ricerca, innovazione, sviluppo tecnologico. Per le stesse motivazioni è stato proposto un trasferimento di parte delle risorse destinate al microcredito per investimenti produttivi al sostegno alla creazione di impresa, l'inserimento di nuove tipologie di intervento per rafforzare le tecnologie dell'informazione e comunicazione nel quadro della strategia nazionale della banda ultralarga e per incrementare il rinnovo del materiale rotabile e l'efficientamento energetico degli immobili pubblici. Il Comitato di sorveglianza, infine, ha condiviso le misure di accelerazione attivate ed oggetto di diversi atti della Giunta regionale, allo scopo di velocizzare la spesa in vista dei target finanziari e fisici da raggiungere entro la fine del corrente anno.
In Umbria il Comitato di sorveglianza che monitora la realizzazione delle misure finanziate con i Fondi europei che riguardano l'innovazione e la ricerca, la competitività delle imprese, la formazione professionale, l'istruzione, l'inclusione sociale, ha registrato "un settennato finanziariamente significativo, ma anche con obiettivi ambiziosi sul sistema economico e sociale della nostra regione”, ha detto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenendo proprio ai lavori del Comitato di Sorveglianza Fesr-Fse 2014-2020 (che si è tenuto oggi a Todi).  “Sicuramente - ha proseguito la presidente- sono state messe a disposizione risorse importanti di cui deve essere accelerata la spesa, in particolare penso a quelle finalizzate ai Comuni per l'Agenda Urbana e quelle dell'Iti per il Trasimeno, ma anche ad alcune risorse significative impegnate per la competitività delle imprese, in particolare sui progetti di ricerca complessa delle medie imprese della nostra regione dove abbiamo condiviso con il sistema economico e sociale le finalità e assegnato le risorse. Ora - ha aggiunto Marini - abbiamo bisogno che si acceleri la spesa e la rendicontazione. Ci dobbiamo però concentrare non tanto sugli aspetti burocratici, ma su quelli sostanziali e orientare l'attenzione, questo è anche lo scopo del Comitato di Sorveglianza, su l'efficacia dei risultati. Non si è bravi - ha sottolineato la presidente - se si rispettano solo le regole e si spendono le risorse assegnate, ma se quelle misure che abbiamo pensato, per far sì che il sistema economico si irrobustisca e ci siano più opportunità di lavoro, si concretizzano realmente in risultati e quindi occorre concentrare l'attenzione anche sulla qualità degli investimenti che stiamo realizzando”.
La presidente si è poi soffermata sulle risorse aggiuntive per 52 milioni di euro destinate nel Fesr all'Asse del terremoto. “All'attenzione del Comitato di Sorveglianza c'è oggi anche l'Asse aggiuntivo che abbiamo messo e programmato nei mesi passati che è l'Asse dell'area terremoto - ha detto -. Sono previsti interventi sia strettamente connessi all'area del sisma, sia per la prevenzione ed il rafforzamento della sicurezza degli edifici pubblici e privati, in modo particolare degli edifici scolastici, e del patrimonio storico artistico. Sono inoltre previste azioni a sostegno del sistema economico più direttamente colpito nell'area del cratere. Questo è un asse importante, con una dotazione finanziaria aggiuntiva, che si inserisce da oggi al termine della programmazione. Sono risorse preziose - ha concluso - che l'Umbria ha a disposizione”.  Al 31 dicembre 2017 il Por Fse, che ha una dotazione finanziaria di 237 milioni 528 mila euro, ha certificato una spesa di oltre 9 milioni di euro che ha consentito di evitare il disimpegno automatico delle risorse. La stima è di arrivare entro il 2018 a circa 40 milioni di euro di spesa grazie alle azioni propedeutiche all’attuazione del Programma. Le attività realizzate con il Por Fesr, che può contare su 412 milioni 293 mila euro di risorse nel settennio, hanno permesso di rendicontare alla Commissione europea una spesa di circa 14 milioni di euro, somma che anticipa i 50 milioni di euro che si prevede di spendere entro il 2018. Nel corso della riunione del comitato sono state esaminate ed approvate le relazioni di attuazione annuale dei due Fondi con la descrizione delle procedure attivate dalla Regione e delle attività realizzate al 31 dicembre 2017 che verranno inviate alla Commissione Europea entro la fine del mese corrente. Relativamente al Fse, che finanzia progetti per favorire la crescita, l’occupazione, l’istruzione e migliorare la condizione sociale dei cittadini, nel corso del Comitato è stato evidenziato che molte azioni propedeutiche e funzionali sono state realizzate nell’ambito dei diversi Assi. Per l’Asse II “Inclusione Sociale”, sono stati sottoscritti gli Accordi con i Comuni capofila di Zone sociali che realizzeranno gli interventi sul territorio; per l’Asse IV “Capacità Istituzionale”, finalizzato a migliorare la capacità istituzionale della PA, si segnala l’entrata a regime del progetto di rafforzamento amministrativo, destinato a rendere più efficace ed efficiente l’azione pubblica; per gli Assi 1 “Occupazione” e Asse 3 “Istruzione e formazione”, che prevedono il finanziamento di politiche per l’inserimento lavorativo e il miglioramento dell’accesso ai vari livelli scolastici, si evidenzia che il processo di riorganizzazione dei servizi per l’impiego competenti volge al termine, consentendo l’accelerazione della realizzazione degli interventi. La strategia del Programma operativo è infatti quella di rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione, migliorare l’accesso alle TIC, promuovere la competitività delle PMI, sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori, promuovere la prevenzione e la gestione dei rischi, preservare e tutelare l'ambiente e promuovere l'uso efficiente delle risorse. Per quanto riguarda l’attuazione del Por Fesr, che nella nuova programmazione si distingue per dimensione territoriale, è stata evidenziata l’approvazione dei programmi di sviluppo urbano, che sono anche integrati con il Por Fse, e riguardano cinque città dell’Umbria (Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello e Spoleto). Si tratta di programmi costruiti mirando ad una pluralità di interventi fra loro integrati, fra cui spiccano per importanza la mobilità e logistica sostenibile, gli interventi per l’efficienza e il risparmio energetico, la digitalizzazione di servizi, la fruizione di attrattori culturali e la loro messa in rete, l’inclusione sociale. A questi interventi si aggiungono quelli relativi alle aree della Strategia aree interne (Area Nord Est Eugubino Gualdese, Area Orvietano, Area Valnerina). La Regione ha firmato l’accordo per l’avvio della “Strategia dell’area Sud Ovest Orvietano. Inoltre è stato avviato il Progetto Integrato d’area del bacino del Trasimeno ed è stata sottoscritta la convenzione con l’Unione dei Comuni del Trasimeno per l’avvio degli interventi previsti. A seguito degli eventi sismici a novembre 2017 – è stato ricordato - è stato introdotto nel Por Fesr l’Asse “8 Prevenzione sismica e sostegno alla ripresa dei territori colpiti dal terremoto”. Le risorse aggiuntive assegnate a seguito degli eventi sismici a questo Asse sono pari a 56 Meuro. La struttura dell’Asse è articolata in cinque Obiettivi tematici: OT1 Ricerca e sviluppo tecnologico, OT3 Competitività delle PMI, OT4 Economia a basse emissioni di carbonio, OT5 Prevenzione e gestione dei rischi, OT6 Preservare e tutelare l’ambiente e in 8 Azioni, previste dall’Accordo di Partenariato”. Il Comitato ha rappresentato, inoltre, l’occasione per informare sulla chiusura dei Por Fse e Fesr 2007-2013 con i quali è stato possibile rendicontare alla Commissione un importo superiore alle risorse disponibili.
Nelle Marche superano i cento milioni di euro le risorse disponibili per il rilancio economico e produttivo delle imprese dislocate nelle aree terremotate. I fondi provengono dalla solidarietà dell’Unione europea a favore delle regioni dell’Italia centrale colpite dal sisma. E le Marche hanno beneficiato di un contributo aggiuntivo di 248 milioni, da ripartire tra diversi interventi. Al rilancio produttivo sono stati destinati 100,5 milioni, mentre 142 vanno al settore delle opere pubbliche. Le nuove risorse vengono rese disponibili attraverso una riprogrammazione del Por Marche Fesr (Fondo europeo per lo sviluppo regionale) che prevede adesso un nuovo Asse prioritario: il numero 8 che finanzia la “Prevenzione sismica e idrogeologica, il miglioramento dell’efficienza energetica e il sostegno alla ripresa socioeconomica delle aree colpite dal sisma”. Il Fesr Marche ha ora a disposizione una dotazione complessiva superiore a 585 milioni di euro, rispetto ai 337 iniziali. “I 100 milioni aggiuntivi vanno a sommarsi ai 192 milioni già stanziati dal programma ordinario, andando a comporre un monte risorse regionale per il sistema delle imprese pari a 292 milioni, quando il Fesr 2007/13 aveva nel suo complesso 288 milioni per tutti gli interventi previsti. Adesso le risorse per le imprese, da sole, superano la dotazione finanziaria del precedente settennio”, ha sottolineato l’assessora alle Attività produttive, Manuela Bora. Nelle prime settimane del 2018 la Giunta regionale ha definito dodici interventi da realizzare nel settore imprenditoriale, condividendoli con il Forum del partenariato economico e sociale. Gli investimenti destinati al sistema delle imprese in area sisma saranno attuati tramite graduatorie e alcuni con lo scorrimento di quelle esistenti, non finanziate per carenza di risorse. “Un metodo veloce per rifinanziare le attività idonee, che accelera la ricaduta delle risorse sul territorio - ha commentato il presidente Luca Ceriscioli – In questo modo sarà possibile far marciare la ricostruzione materiale dei luoghi con quella produttiva, parallelamente alle previsioni del Piano strategico che punta al rilancio delle zone terremotate attraverso l’innovazione e il sostegno agli investimenti produttivi”. L’assessora Bora ha chiarito che “l’intenzione della Regione è quella di sostenere, prioritariamente, le filiere e i progetti promossi da imprese in rete anche con operatori che hanno l’attività fuori dall’area del cratere, ma che assicurano un contributo importante, in termini di risultati, all’economia dell’area colpita. I criteri di selezione dei progetti sono stati orientati alle peculiarità del sistema economico dell’area, già fragile prima degli eventi sismici, rappresentato da una significativa presenza di imprese di servizi e del settore agro alimentare, oltre ai settori tradizionali che caratterizzano il territorio marchigiano (industria e artigianato, commercio e turismo) e della presenza qualificata di due Università che sono in grado di dare un importante sostegno in termini di ricerca e competitività”. Ha fornito anche il cronoprogramma per quanto riguarda i tre bandi che usciranno entro giugno, “particolarmente attesi dal territorio. Promuoveranno, con 6 milioni, le attività imprenditoriali a sostegno delle istituzioni pubbliche che operano a favore delle fasce più deboli e disagiate della popolazione. Con 10 milioni la competitività delle aree colpite dal sisma e con 15 milioni le filiere del Made in Italy presenti nelle zone terremotate”. Per quanto riguarda lo scorrimento di graduatorie su bandi che hanno ottenuto un grande interesse da parte delle imprese del cratere, “confermiamo – ha detto Bora – stanziamenti aggiuntivi di 8 milioni per l’innovazione e aggregazione in filiere delle Pmi culturali e creative, della manifattura e del turismo; di altri 8 milioni per quello che finanzia il miglioramento della qualità e sostenibilità, efficienza energetica e innovazione tecnologica delle strutture ricettive e di 5 milioni per scorrere i progetti presentati sul bando Aree di crisi del Piceno”. L’assessora ha concluso considerando “il sostegno delle imprese sociali, una assoluta novità che riteniamo essere importante per il rilancio delle aree colpite dal sisma, Così come lo stanziamento di 9 milioni per favorire l’accesso al credito nell’ambito dell’iniziativa destinata all’aggregazione dei Confidi, capace di movimentare fino a 300 milioni di investimenti”.


( red / 25.05.18 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top