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Regioni.it

n. 3390 - giovedì 31 maggio 2018

Sommario
- Giornata mondiale senza tabacco: i fumatori in Italia sono 12,2 milioni
- Economia circolare: l'Enea presenta la piattaforma italiana
- La "crescita lenta" del Sud: dati di Diste Consulting
- Campania: prima in Italia per rilancio centri per l'impiego
- Comparto funzioni locali e personale sanità: i testi dei due contratti
- Obesità infantile: al via la campagna "dammi il 5" in 10 Regioni
- Itaca: sostenibilità ambientale, un protocollo per valutarla

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Giornata mondiale senza tabacco: i fumatori in Italia sono 12,2 milioni

La Lombardia ha organizzato un convegno sul tema e presentato le azioni di prevenzione

(Regioni.it 3390 - 31/05/2018) Nella giornata mondiale di lotta al fumo l’Istituto Superiore di Sanità rende noto che in Italia cresce il numero dei fumatori, soprattutto tra i giovani: uno su dieci è consumatore abituale, quasi la metà ha fumato, ha provato a fumare o fuma ogni tanto e tra quelli abituali più della metà fuma anche cannabis.
I dati presentati sono stati eleborai dall'Ossfad del Centro nazionale dipendenza e doping (dello stesso Istituto superiore di Sanità) 
E' urgente nel nostro Paese educare a corretti stili di vita fin da piccoli per evitare la sovrapposizione di dipendenze pericolose. I ragazzi tra i 14 e i 17 anni, infatti, accendono la prima sigaretta alle scuole secondarie di secondo grado e una piccola percentuale addirittura inizia a fumare alle scuole elementari (9-10 anni). Un 12% dei ragazzi dichiara di aver avuto episodi di binge drinking 3 o più volte nell’ultimo mese. Il dato cresce a dismisura sul consumo di droghe: più della metà dei fumatori abituali (il 65,6%) ha fumato almeno una volta anche cannabis nell’ultimo anno rispetto al 2% dei non fumatori.occasione Sono stati resi noti anche i dati relativi all’indagine Iss-Doxa, che conferma il numero totale dei fumatori: sono 12,2 milioni (il 23,3% della popolazione), in leggero aumento rispetto al 2017 (11,7 milioni). Un'altra indagine -sui giovani tra i 14 e i 17 anni - è stata invece realizzata in collaborazione con Explora, e ha riguardato 15.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
Rispetto alla spesa settimanale senza il controllo dei genitori si osserva che tra i ragazzi che spendono oltre 50 euro a settimana senza il controllo dei genitori si ritrovano le prevalenze più alte di fumatori abituali (35,6%) mentre tra i ragazzi che non spendono senza il controllo dei genitori si ritrovano le prevalenze più alte di non fumatori (72,8%).
Fondamentale anche l'attività del Numero Verde Fumo (TVF), 800 45 40 88, che ha gestito circa 50.000 telefonate. Si fuma di più dal Sud e dalle Isole (16.377 chiamate pari al 32,5% di quelle totali), poi dal Nord (15.919, il 31,6%) ed infine dal Centro (10,271, il 20,4%). L’analisi, regione per regione, del tasso di chiamate rapportato alla prevalenza dei fumatori ha confermato che i valori più alti sono quelli relativi alle regioni meridionali e alle isole (e anche al Lazio). 
La lotta contro il fumo è stata poi il tema di un convegno (organizzato dalla Regione Lombardia) a cui hanno partecipato gli assessori regionali al Welfare, Giulia Gallera, e alle politiche Sociali, Fabio Rolfi, che evidenziano come il fumo uccida una persona ogni sei secondi ed è da considerare a tutti gli effetti un'epidemia fra le peggiori mai affrontate a livello globale: il totale dei decessi entro il 2030 potrebbe raggiungere quota 8 milioni all'anno.
“La Regione Lombardia - ha dichiarato Gallera - promuove, sia in ambito lavorativo che in quello scolastico, programmi e interventi preventivi di provata efficacia. Nel 2017 abbiamo coinvolto oltre 150.000 lavoratori, 53.000 studenti e oltre 5.200 docenti delle scuole secondarie di primo grado e oltre 5000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Accanto a questo ha sottoscritto con LILT Milano il 'Protocollo d'Intesa per lo sviluppo di programmi per la promozione di stili di vita e ambienti favorevoli alla salute e la prevenzione dei fattori di rischio comportamentali delle malattie cronico-degenerative', con particolare riferimento al tabagismo".
“Quando si parla di fumo da tabacco – ha sostenuto Rolfi - e di conseguente salute della popolazione si deve considerare l'importanza giocata dal fattore sociale. Il numero di fumatori nelle fasce meno istruite è significativamente superiore a quello delle più istruite. Se, a titolo d'esempio, l'intera popolazione adottasse il comportamento tenuto da queste ultime, il numero dei maschi avvezzi alla sigaretta scenderebbe del 33%, quello delle femmine dell'11,3%. Annullando le disuguaglianze si potrebbe tagliare di oltre 225.000 unità il numero di dipendenti dalle sigarette. Per questo, parlando di prevenzione, è fondamentale mettere in campo azioni integrate tra le diverse politiche regionali e, al tempo stesso, riconoscere la complessità e l'unicità di ogni singolo caso, rapportato alla comunita' di appartenenza”.



( gs / 31.05.18 )
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