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Regioni.it

n. 3393 - martedì 5 giugno 2018

Sommario
- Conte: discorso programmatico al Senato
- Cooperazione internazionale: Regioni incontrano delegazione Repubblica Cuba
- Migranti: Ue spaccata su riforma di Dublino
- Pronto soccorso: arrivano i codici numerici per il triage
- Sanità: un cruscotto direzionale per tenere sotto controllo i conti
- Distribuzione carburanti: seminario l'8 giugno sulle nuove norme

+T -T
Migranti: Ue spaccata su riforma di Dublino

(Regioni.it 3393 - 05/06/2018) In materia di migranti salta la riforma di Dublino e il fronte europeo si spacca. L'asse del no tra Italia, Spagna e i Paesi del gruppo di Visegrad fa venir meno di fatto la riforma del Trattato di Dublino che disciplina il diritto d'asilo per i migranti che arrivano in Europa. Al vertice a Lussemburgo sono arrivati, con quelli di Italia e Spagna, anche i no di Austria, Romania, Ungheria, Slovenia e Slovacchia. Tra quelli che lasciano la porta aperta al negoziato, Grecia, Malta, e Cipro.
Lo stesso presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in materia di immigrazione ha sostenuto come la gestione dei flussi migratori finora attuata abbia rappresentato un fallimento: “L'Europa ha consentito chiusure egoistiche di molti Stati membri che hanno finito per scaricare sugli Stati frontalieri - e in primo luogo sul nostro Paese - gli oneri e le difficoltà che invece avrebbero dovuto essere condivisi. Per questo chiederemo con forza il superamento del Regolamento di Dublino al fine di ottenere l'effettivo rispetto del principio di equa ripartizione delle responsabilità e di realizzare sistemi automatici di ricollocamento obbligatorio dei richiedenti asilo”.
Per il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, l'immigrazione va gestita “con logica, con razionalità, cosa che non è stata fatta fino a oggi. Non capisco perché venga considerata una violenza chiedere che entrino solo le persone che hanno diritto, non capisco perchè Macron lo possa fare e non venga considerato un violento razzista, ma se lo chiede il nostro ministro degli Interni, che semplicemente cerca di tutelare i confini italiani, viene considerato razzista”.
Anche presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, sostiene che “bisogna dire le cose come stanno allontanandosi dal politicamente corretto, che ha creato molti danni soprattutto nelle politiche migratorie”.
Mentre il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, rileva che “la Tunisia è tra i pochi Paesi con cui abbiamo un accordo funzionante per i reimpatri. Orban è l'autarca dell'Ungheria che prende i soldi dall''Europa ma non vuole sentire neppure parlare di redistribuzione di immigrati richiedenti asilo”. “Da una parte – aggiuge Rossi - si punta ai rimpatri ma poi si litiga con l'unico paese dove i rimpatri si fanno piu' regolarmente". “Tra l'altro- spiega Rossi- la Tunisia è anche un paese da cui possono provenire quelli che hanno collegamenti con l'Isis, quindi un paese da tenere particolarmente sotto osservazione. Li c'è un accordo che consentiva finora di rimpatriare con due voli charter circa 80 di persone, uno dei paesi dove si rimpatria di più”. Sui Cie “la mia opinione è di contrarietà – afferma sempre Rossi - ma, come ho sempre detto, la leale collaborazione fa parte dello spirito della Costituzione e delle leggi, e noi la forniremo. Non capisco perché se ci sono già le galere, dentro cui ci sono abbondantemente persone immigrate che hanno commesso reati ed altro ancora, si debba andare a creare i Cie. Forse, se ci sono immigrati che hanno commesso reati, i primi da rimpatriare dovrebbero essere questi”.
Per Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, “i Cpr possono essere strumenti utilissimi o totalmente inutili, dipende dal sistema: se metti nei Cpr tutti quelli che non hanno titolo per stare in Italia ma non li espelli, li riempi in un attimo visto che sono circa 500.000 in tutto il Paese. Il Cpr funziona se chi non ha titolo viene immediatamente identificato dal console del Paese origine e non di provenienza e il giorno dopo viene rimpatriato con l'aereo. Se, invece, li lasciamo lì per 18 mesi a marcire, non funzionerà mai".
Infine per il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, “è la prima volta che sentiamo parlare di controllo delle frontiere, di dialogo con i paesi dai quali i migranti arrivano, di quote e di tanti altri aspetti compresi i centri di espulsione”.


IL PUNTO = Migranti: stop riforma Dublino, mezza Ue con Italia
 


( red / 05.06.18 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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