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Regioni.it

n. 3399 - mercoledì 13 giugno 2018

Sommario
- Sud: De Luca, memorandum "per rilancio del lavoro pubblico"
- Festa della Musica 2018: il 21 giugno un inno alla gioia "seriale"
- Lavoro pubblico nel Sud: il testo del Memorandum di Napoli
- Memorandum per i lavoro per il Sud: Pittella, Musumeci, Oliverio, Toma e Leo
- Brennero: vertice internazionale sul traffico pesante
- Regioni: commissione Immigrazione lavora su documento comune
- I 45 Sottosegretari del Governo Conte

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Regioni: commissione Immigrazione lavora su documento comune

(Regioni.it 3399 - 13/06/2018) Un mese fa le proposte del presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, in materia di immigrazione erano state illustrate alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonoma. il 13 giugno il tema è stato posto all’attenzione della Commissione immigrazione (che riunisce gli assessori delle diverse Regioni). Anche se il numero delle persone che giungono in Italia è in calo, il movimento migratorio rappresenta comunque una sfida importante per tutte le Regioni. “Naturalmente vogliamo tener fede a tutti i nostri impegni, sia sotto il profilo umanitario che del diritto internazionale” ha sottolineato l’assessora alle politiche sociali, Martha Stocker, al termine dalla seduta del tenutasi a Roma. “Sono però necessarie regole chiare per quelle persone che raggiungono l’Italia via terra provenienti dal Nord. Dal nostro punto di vista non vi è nessun motivo per trattare queste persone in maniera diversa rispetto a coloro che raggiungono l'Italia da sud attraverso la rotta del Mediterraneo”, ha aggiunto Stocker. Sinora sono inseriti nel sistema di suddivisone tra le varie Regioni a livello nazionale solamente quei richiedenti asilo che arrivano al Sud. Il sistema di suddivisone tiene conto del numero degli abitanti residenti nelle singole Regioni. Questo sistema invece non è valido per le persone che giungono autonomamente via terra da altre Regioni o da un altro Paese europeo. “Ciò ha come conseguenza che la maggior parte di loro restano semplicemente laddove arrivano. Il problema riguarda principalmente le Regioni di confine del Nord-Italia per motivi meramente geografici”, ha aggiunto l’assessora. Oltre ad una regolamentazione unitaria per le persone che giungono in Italia è necessario, secondo la richiesta reiterata dall’assessora Stocker nel corso della seduta della Commissione sull'immigrazione, identificare una chiara linea d’azione riguardo a coloro che hanno ottenuto il diniego definitivo alla richiesta d’asilo e devono essere rimpatriati. “Queste decisioni devono essere condivise da tutti, altrimenti è prevedibile che le persone interessate da queste misure si spostino da una Regione all’altra, in base alle diverse opportunità che vengono loro offerte”, ha aggiunto Stocker. È particolarmente importante giungere ad una decisione rapida su queste tematiche anche perché nel corso di quest’anno e del prossimo numerosi procedimenti relativi alle richieste d’asilo giungeranno a conclusione. Analogamente è opportuno che venga regolamentato a livello nazionale quale sostegno debba essere assicurato a coloro che ricevono una risposta positiva alla loro richiesta d’asilo. Anche in seguito ad un esito positivo della richiesta le persone interessate devono infatti lasciare i centri di accoglienza, ha riferito Stocker. Questa situazione si prospetta particolarmente critica laddove si tratta di famiglie con bambini.
“I componenti dalla Commissione - si legge in una nota della Provincia autonoma di Bolzano  - hanno espresso, in linea di massima, la loro approvazione alle proposte che abbiamo presentato, ma hanno anche avanzato ulteriori richieste come, ad esempio, uno svolgimento più rapido del procedimento in merito all’asilo, richieste queste che anche noi appoggiamo”, conclude l’assessora. Le proposte presentate oggi dalla Provincia di Bolzano verranno sottoposte all’attenzione delle altre Regioni allo scopo di prenderle in esame ed eventualmente integrarle sino alla Conferenza delle Regioni convocata per la prossima settimana. Non appena verrà raggiunta una posizione comune da parte delle Regioni e delle Province autonome, questa verrà sottoposta all’attenzione del ministro dell’interno, Matteo Salvini.
Istituzione dei Centri per l'identificazione e l'espulsione (Cie), maggiori controlli sui confini terrestri e la cancellazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari previsto solo in Italia. Sono queste le proposte avanzate oggi a Roma dalla Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso l'assessore alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti, nel corso della riunione della Commissione Immigrazione della Conferenza Stato-Regioni, la prima dopo l'insediamento del nuovo Governo. "Stiamo lavorando - ha confermato Roberti - a un documento unico da presentare quanto prima al ministro dell'Interno, Matteo Salvini".  "Nella nostra regione - ha aggiunto Roberti - ci ritroviamo con afghani e pakistani che arrivano da noi dopo essere stati respinti da Germania e Austria. Il permesso di soggiorno umanitario esiste solo in Italia e va abolito per dissuadere chi adesso punta ad usufruirne. Attraverso i Cie, inoltre, sarà possibile provvedere compiutamente alle pratiche di rimpatrio per i non aventi diritto all'asilo".
In rappresentanza della Regione Lombardia ha preso parte alla riunione Riccardo De Corato, Assessore alla Sicurezza, Polizia Locale e Immigrazione. Durante la seduta il rappresentante della Provincia autonoma di Bolzano ha posto la questione degli spostamenti via terra, evidenziando la mancanza di una gestione sistematica dei migranti. "Non concordo con la soluzione proposta, secondo la quale si potrebbe risolvere il problema con dei centri di raccolta e smistamento sovraregionali - ha sottolineato l'Assessore regionale alla Sicurezza. Ritengo infatti che per gestire al meglio questo fenomeno si debbano cambiare le procedure, identificandoli immediatamente e, qualora fossero sprovvisti di documenti, inviandoli nei Cpr, i Centri Permanenti per il Rimpatrio. Concordo con lui, invece, sulla necessita' di adottare una linea nazionale per come gestire queste situazioni. Nei mesi di aprile e maggio del corrente anno sono state respinte le richieste d'asilo rispettivamente di 4.781 e di 5.595 migranti. Tutte queste persone a cui e' stata rifiutata la richiesta - aggiunge l'Assessore - sono pero' ancora tutte in Italia. Solo una piccola parte di loro proviene effettivamente da Paesi in guerra, l'Eritrea e L'Afghanistan. Tutti gli altri arrivano e rimangono sul suolo italiano come immigrati e clandestini e non rifugiati. Sostengo anche l'invito che il Presidente della Provincia di Trento ha fatto allo Stato, quello di individuare modalita' celeri ed efficaci - conclude - per il rimpatrio delle persone non riconosciute e quindi illegalmente presenti sul nostro territorio".


( red / 13.06.18 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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