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n. 3417 - mercoledì 11 luglio 2018

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Codice Terzo settore: audizione della Conferenza delle Regioni

(Regioni.it 3417 - 11/07/2018) Si è tenuta l'11 luglio, presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, presieduta da Marialucia Lorefice l’audizione di una delegazione della Conferenza delle Regioni e delle province autonome. Nell’incontro con i deputati si è fatto il punto sullo schema di decreto che corregge ed integra il codice del Terzo settore.
La delegazione era composta da Luigi Mazzuto (Assessore della Regione Molise e Coordinatore della Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni) e da Augusto Ferrari (Assessore della Regione Piemonte).
Nel corso dell’audizione i rappresentanti delle Regioni hanno ripercorso le tappe che hanno portato alla mancata intesa sul provvedimento nella Conferenza Unificata del 21 giugno per “la contrarietà espressa dalle Regioni Veneto e Lombardia – ha ricordato il Coordinatore della Commissione Affari sociali Luigi Mazzuto – che per altro hanno presentato ricorso alla Corte Costituzionale. Non c’è dubbio che il testo è stato comunque migliorato, rispetto alla versione iniziale, grazie ai confronti con i ministeri e grazie alle proposte emendative dei Comuni e delle Regioni, ma sono restati alcuni aspetti e impronte centralistici che non hanno convinto tutte le Regioni. Il mio auspicio – ha concluso Mazzuto – è che, al di là del futuro pronunciamento della Corte Costituzionale, il Governo voglia tener comunque conto del complesso di tutti gli emendamenti presentati dalle Regioni”.
L’Assessore Augusto Ferrari si è soffermato sugli aspetti positivi del lavoro compiuto e sul fatto che “per la prima volta siamo di fronte ad una riforma di sistema che ha messo ordine in una normativa complessa e troppo diversificata per settori. Come Regioni abbiamo avvertito la necessità di dare equilibrio fra le diverse filiere istituzionali e di ridurre al minimo gli eccessi di centralismo a danno delle autonomie, con una possibile compressione del ruolo delle Regioni. Non siamo riusciti ad ottenere il centro per cento ma non si possono trascurare i passi in avanti compiuti. Oggi abbiamo fatto in modo, ad esempio, che la gestione del registro nazionale del Terzo settore avesse anche un presidio regionale, così come nel consiglio nazionale del Terzo settore abbiamo ritenuto indispensabile, ed abbiamo ottenuto, la presenza delle Regioni. Anche negli organismi territoriali di controllo che hanno un ruolo delicato perché gestiscono i fondi, siamo passati da una iniziale area interregionale ad una situazione che fosse invece espressione del territorio di ogni singola Regione. Insomma c’è un certo equilibrio e appare abbastanza salvaguardato il ruolo delle Regioni. Credo sia importante dare certezze al settore anche perché già quest’anno ci troveremo di fronte ad un fondo di 26 milioni, che diventerà triennale, e sarà importante discutere sui criteri per evitare che siano centralizzati. Fondamentale è però – ha concluso Ferrari – che questa riforma giunga ad un approdo definitivo”.



( red / 11.07.18 )
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