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n. 3417 - mercoledì 11 luglio 2018

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L'iter del "Regionalismo differenziato": dossier del Senato

(Regioni.it 3417 - 11/07/2018) Non si parla più di revisione della Costituzione, ma il "cantiere delle riforme" è mantenuto aperto dal dibattito che si è sviluppato per un "regionalismo differenziato", subito dopo le inziative assunte dall'Emilia-Romagna, dalla Lombardia e dal Veneto attraverso l'attivazione delel procedure previste dall'articolo 116, terzo comma, della Costituzione:"Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia [...] possono essere attribuite ad altre regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all'articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata" .
Ma qual'è l'iter? Quanto ci vorrà per realizzare ciò che qualcuno ha definito come "regionalismo a geometria variabile"? 
A fare il punto è un dossier del servizio studi del Senato  (pubblicato nel maggio 2018) intitolato "Il regionalismo differenziato e gli accordi preliminari con le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.
"Le fasi di cui si compone la procedura dono le seguenti:
1) Iniziativa
- La regione interessata è l'unico soggetto titolato ad avviare il procedimento per il regionalismo differenziato.
Tale fase può eventualmente essere preceduta (e così è stato per le regioni Lombardia e Veneto, come anticipato) da un referendum consultivo per acquisire l'orientamento dei cittadini in merito all'attivazione della procedura.
- L'organo competente è stabilito dalla regione interessata, nell'ambito della propria autonomia statutaria e della propria potestà legislativa. In Emilia, Lombardia e Veneto la competenza spetta ai Consigli regionali.
- A chi è presentata l'iniziativa: al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per gli affari regionali (art.1, comma 571, della legge n. 147 del 2013 - legge di stabilità 2014).
2) Consultazione degli enti locali
- Enti locali coinvolti: la disposizione costituzionale non specifica quali debbano essere gli enti locali da coinvolgere. Nel silenzio della norma, un ruolo chiave dovrebbe essere svolto dal Consiglio delle autonomie locali-CAL (almeno laddove istituito), che l'art.123, ultimo comma, della Costituzione definisce "organo di consultazione fra la regione e gli enti locali". Nulla tuttavia sembra impedire alla regione di poter eventualmente consultare singolarmente gli enti locali ovvero le rispettive associazioni di rappresentanza a livello regionale (ANCI e UPI).
- Valenza del parere: non è vincolante, sempre che la regione, nell'ambito della propria autonomia, non ritenga di disporre diversamente. È tuttavia obbligatorio e il mancato coinvolgimento degli enti locali pregiudicherebbe la legittimità dell'intero procedimento.
- In quale fase: la disposizione costituzionale lascia ampio margine di discrezionalità alla regione, fermo restando che la ratio della norma dovrebbe escludere che la consultazione possa svolgersi in un momento successivo alla sottoscrizione dell'intesa, quando non è più possibile incidere sul suo contenuto. Stando alla lettera della disposizione costituzionale, il coinvolgimento degli enti locali sembrerebbe dover precedere la formulazione della proposta. Parrebbe tuttavia ammissibile il loro coinvolgimento anche in una fase più avanzata della procedura, purché non oltre la definizione dell'intesa e la sua sottoscrizione.
3) Intesa fra lo Stato e la regione interessata
- Obbligo di avvio dei negoziati: nel silenzio della Costituzione, è l’articolo 1, comma 571, della legge n.147/2013 ad imporre al Governo, ai fini dell'intesa di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, di attivarsi sulle iniziative delle regioni nel termine di 60 giorni dal loro ricevimento.
- Chi negozia: per la regione, l'organo che conduce il negoziato è determinato nell'ambito dell'autonomia regionale; per lo Stato, la legge individua nel Governo il soggetto tenuto ad attivarsi sulle iniziative delle regioni ai fini dell'intesa.
- Non sussiste alcun obbligo di concludere l'intesa, fermo restando che le parti sono tenute a procedere nel rispetto del principio di leale collaborazione.
4) Iniziativa legislativa
- L'iniziativa dovrebbe spettare in primis al Governo (politicamente) tenuto a presentare alle Camere il disegno di legge che recepisce l'intesa sottoscritta con la regione, nel rispetto della leale collaborazione, ovvero alla Regione interessata. Nel silenzio dell'art. 116, terzo comma, pare non potersi escludere una presentazione del disegno di legge da parte degli altri soggetti titolari dell'iniziativa legislativa statale.
5) Contenuti del disegno di legge
- Deve recepire i contenuti dell'intesa.
- Deve rispettare i principi di cui all'articolo 119 della Costituzione.
Fra questi si richiamano in particolare il rispetto dell’equilibrio di bilancio e l'obbligo di concorrere all’osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea (primo comma); il principio della disponibilità di risorse autonome (secondo comma) o comunque non vincolate (terzo comma) e in ogni caso idonee all'integrale finanziamento delle funzioni pubbliche attribuite (quarto comma); l'impossibilità di ricorrere all’indebitamento se non per finanziare spese di investimento (sesto comma).
Sul tema della correlazione tra forme e condizioni particolari di autonomia e risorse, la legislazione ordinaria (legge n. 42 del 2009 di delega al Governo in materia di federalismo fiscale), all'art. 14, prevede che con la legge adottata ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, si provveda anche all'assegnazione delle necessarie risorse finanziarie, in conformità all'articolo 119 della Costituzione e ai princìpi della medesima legge n. 42.
- La dottrina concorda sul fatto che il disegno di legge potrebbe prevedere l'attribuzione di forme e condizioni particolari di autonomia a termine, anche al fine di consentire la valutazione dell'efficacia delle disposizioni legislative a conclusione di un determinato periodo di tempo.
5) Approvazione della legge a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera. Si tratta, pertanto, di una legge rinforzata.
 


( sm / 11.07.18 )
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