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n. 3417 - mercoledì 11 luglio 2018

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Segreteria Conferenza delle Regioni ha incontrato uffici regionali di Bruxelles

(Regioni.it 3417 - 11/07/2018) Il segretario Generale della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Marina Principe, ha incontrato il 4 luglio, in una sala riunioni della sede del Comitato delle Regioni, i responsabili e i rappresentanti degli uffici di Bruxelles delle Regioni e delle Province autonome (hanno partecipato all'incontro i referenti degli uffici delle Regioni Emilia-Romagna, Marche, Lombardia, Campania, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, e della Provincia autonoma di Bolzano)
Il confronto – al quale hanno partecipato anche il dirigente degli Affari Europei, Andrea Ciaffi, e il responsabile della comunicazione e capoufficio stampa, Stefano Mirabelli - ha permesso uno scambio di informazioni e valutazioni, consentendo alla delegazione della Conferenza delle Regioni di conoscere meglio il ruolo, il funzionamento e i compiti dei singoli uffici che rappresentano vere e proprie “antenne” delle Regioni e delle Province autonome sulle attività dell’Unione Europea. Un bagaglio di esperienze che fra l’altro, fornisce uno dei necessari supporti per una efficace progettazione nell’utilizzo dei fondi strutturali e un monitoraggio costante sulle opportunità che l’Unione Europea riserva ai territori. Un ruolo nevralgico soprattutto in questa fase particolarmente delicata, anche a causa della “Brexit”, per il futuro delle istituzioni europee e dei Paesi che ne fanno parte.
Dall’altro lato, l’incontro ha permesso ai rappresentanti degli uffici di Bruxelles di conoscere più nel dettaglio il funzionamento e le modalità operative della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome che sono state illustrate dalla dottoressa Principe durante l’incontro che è stato “informale”, ma ”estremamente produttivo”.
Quella degli uffici regionali a Bruxelles è una realtà importante, talvolta sottovalutata, perché rappresenta snodi fondamentali della rete che collega il sistema delle Regioni e delle autonomie locali a Bruxelles e a Strasburgo. Si tratta di uffici, come ha sottolineato la rappresentante del Friuli Venezia Giulia facendo riferimento alla propria sede, che ospitano altre Regioni dell’Unione Europea ed anche le Camere di Commercio del territorio. Oppure di uffici come quello della Lombardia che ospitano al proprio interno diversi enti pubblici della regione, dando vita ad una struttura che permette di attivare preziose sinergie e di poter intervenire efficacemente anche nella fase ascendente. Una integrazione utile sottolineata anche dal rappresentante dell’ufficio di Bolzano che opera in sinergia con il Land Austriaco Tirol e con la Provincia di Trento.
Molti sono in effetti gli uffici hanno la sede in comune con altre Regioni italiane (il modello è l’ufficio delle Regioni dell’Italia centrale, inaugurato nel 1999, che vede assieme le Regioni Lazio, Marche, Toscana e Umbria, mentre l’Abruzzo prima associato, ha aperto un proprio ufficio negli anni 2000); alcuni hanno, invece, una sede in comune con altre Regioni europee, come la Regione Emilia-Romagna, con la Nuova Aquitania, il Land tedesco dell’Assia e la Regione polacca della Wielkopolska. Questa formula organizzativa ha di fatto determinato le condizioni ideali per un’ampia collaborazione fra diverse Regioni europee.
Durante la conversazione da più parti si è lamentata la difficoltà di far capire il lavoro che si svolge a Bruxelles e per molti il “ponte” con la Conferenza delle Regioni è sotto questo profilo per certi aspetti una necessità e per altri una opportunità.
Abbastanza condivisa l’impressione, sottolineata dai rappresentanti dell’Emilia-Romagna, rispetto ad una peculiare differenza fra l’analisi superficiale talvolta condotta dai nostri mezzi d’informazione sull’operato degli uffici regionali a Bruxelles e la diversa reputazione di cui godono le altre Regioni dell’Unione Europea che nel corso degli anni hanno consolidato i loro uffici. C’è insomma la preoccupazione che un passo indietro e un depauperamento dalle attività svolte dagli uffici delle Regioni a Bruxelles possa rappresentare, secondo l’opinione di molti degli intervenuti, uno svantaggio per l’intero sistema regionale.
In questo senso è molto utile il lavoro di collegamento che da anni sta svolgendo la segreteria della Conferenza per stabilire un fil rouge con l’attività della Conferenza delle Regioni.
Gli uffici delle Regioni italiane sono comunque piccoli se si guarda agli altri Paesi europei e, in particolare, ai tedeschi. Molti interventi hanno sottolineato l’importanza del lavoro comune in materia di politica di coesione dove è fondamentale arrivare rapidamente, anche attraverso lavori tematici, a proposte condivise, anche perché lo stesso Parlamento Europeo velocizzerà i propri tempi per poter approvare il pacchetto relativo alla programmazione 2012-2027 prima delle elezioni europee. Un motivo in più per un lavoro di sistema da parte della Regioni e delle autonomie locali per le quali è fondamentale giocare d’anticipo.
Un apprezzamento unanime è stato riscosso dai cicli di formazione in materia europea attivati dal Cinsedo (il centro interregionale studi e documentazione che è anche la segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome) giunto ormai alla VI edizione. I seminari sono molto seguiti e apprezzati da coloro che a Bruxelles assicurano il supporto alle Regioni.
Un tema quello dell’attività formativa sul quale il Segretario Generale della Conferenza delle Regioni ha assicurato il massimo impegno, così come particolarmente importante è stato giudicato il terreno delle attività istituzionali, in particolar modo quella istruttoria assicurata dalle Commissioni su cui si è convenuto di prevedere ulteriori momenti di approfondimento settoriale con i tecnici e i dirigenti che seguono le diverse materie.
 
Foto sulla pagina facebook di Regioni.it


( sm / 11.07.18 )
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