Regioni.it

n. 3442 - mercoledì 29 agosto 2018

Sommario

+T -T
Scuola: pubblicato il calendario

I primi ad entrare in classe saranno gli studenti di Bolzano il 5 settembre

(Regioni.it 3442 - 29/08/2018) E' stata pubblicata sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca l’Ordinanza firmata dal Ministro Marco Bussetti che fissa il calendario delle festività nazionali e degli Esami per l’anno scolastico 2018/2019. All’Ordinanza è allegato anche il calendario con l’inizio e la fine delle lezioni per ciascuna Regione. Il nuovo anno scolastico è ormai alle porte: i primi a partire, il 5 settembre, e anche gli ultimi a lasciare i banchi, il 14 giugno prossimo, saranno i ragazzi della provincia di Bolzano. Qualche giorno di vacanza in più e, da lunedì 10 settembre, la campanella suonerà a mano a mano anche per le studentesse e gli studenti di tutte le altre Regioni. I primi ad andare in vacanza  saranno gli alunni dell’Emilia-Romagna, con le lezioni che termineranno venerdì 7 giugno.
I calendari scolastici - ricorda il ministero - sono fissati dalle Regioni. Ciascuna scuola può poi fare piccoli adattamenti, nell’ambito del proprio Piano Triennale dell’Offerta Formativa.
L’Ordinanza del Ministro fissa anche la data di inizio del prossimo Esame di Maturità: la prima prova scritta è calendarizzata per il 19 giugno 2019, dalle 8.30. Gli Esami conclusivi del I ciclo si svolgeranno nel periodo compreso tra il termine delle lezioni e il 30 giugno 2019, secondo i calendari definiti dalle commissioni.
Le prove scritte a carattere nazionale Invalsi si dovranno tenere per gli alunni delle classi terze della scuola secondaria di I grado e per gli studenti dell’ultimo anno della scuola secondaria di II grado, tra il 1°e il 18 aprile 2019.
Per l'esame di maturità va però prospettandosi un orizzonte nuovo, almeno secondo quanto preannunciato dal ministro dell'Istruzione, dell'Universita' e della Ricerca, Marco Bussetti, secondo cui occorre "ridare valore a un esame, che impostato e bilanciato sull'alternanza scuola-lavoro, a mio parere, non aveva senso. Gli studenti affrontano un esame finale dopo un percorso di scuola superiore che deve mettere in evidenza la loro preparazione e competenza in materie specifiche. La mia intenzione è ridare centralità all'esame sulle materie di competenza e su prove che possano permettere a tutti di esprimersi, perché - ha sottolineato il ministro a Radio 24  nel corso di un'intervista nel programma 'Ma cos'e' questa estate' - l'alternanza scuola-lavoro non ha avuto una presa positiva in tutte le zone del nostro Paese". Nella maturita' 2019 non è detto che non ci sia l'alternanza scuola-lavoro- precisa Bussetti- potrebbe essere sicuramente un tema da cui partire per una prova orale, ma non e' questo il fulcro. Il fulcro deve essere un altro".
Sulla tempistica il ministro chiarisce: "L'idea e' quella di valutare, se si riesce in tempi brevi. Siamo arrivati da pochi mesi e queste sono riforme che modificano un esame di Stato che era a regime da parecchio tempo".
"Questi problemi non sono nuovi, erano gia' presenti all'inizio degli altri anni scolastici. A differenza di prima, noi abbiamo intenzione di affrontarli, non da soli, ma insieme a tutti gli interessati, a partire dai sindacati, per cercare di risolverli e riqualificare ancora meglio la nostra scuola". 
Nel corso dell'intervista il ministro ha toccato  diversi temi: dalle cattedre scoperte all'emergenza presidi e personale amministrativo, dalla carenza di insegnanti elementari al Nord alle polemiche che si sono riaccese sulla questione dei cosiddetti 'deportati al Nord'. E ancora sulle aperture del ministero rispetto al rientro a Sud per chi è stato assunto a molti chilometri di distanza dalla propria citta' d'origine, all'annuncio di nuovi concorsi, alle disposizioni sugli obblighi vaccinali e alla riforma dell'esame di Stato. 
Bussetti ha confermato l'incontro con i sindacati per discutere diversi temi, tra cui quello del reclutamento, per "trovare soluzioni non temporanee ma strutturali e ridare slancio alla nostra scuola".  "Abbiamo gia' affrontato e risolto il problema dell'autocertificazione vaccinale con le organizzazioni sindacali che rappresentano i dirigenti scolastici. L'autocertificazione e' un documento presentato dalla famiglia che se ne assume la responsabilita'. Lì si chiude la questione. I dirigenti scolastici non hanno alcun tipo di responsabilita' all'interno del problema dei vaccini, che invece rientra in una competenza specifica del ministero della Salute", ha detto il ministro dell'Istruzione Bussetti a chiarimento delle responsabilita' di autocertificazione dell'obbligo vaccinale di dirigenti scolastici.
Qunato al problema del personale amministrativo "è reale e vero. Spesso l'idea di scuola è quella di docente-classe, docente-studente, docente-famiglia. In realtà la struttura portante che permette che si svolga regolarmente l'attività didattica nelle scuole è la macchina amministrativa, fatta da persone che lavorano anche durante l'estate. Dobbiamo assolutamente rinforzare la struttura amministrativa, mancano anche i Dsga. Per quanto riguarda l'aspetto legato al numero di dirigenti scolastici e' dal 2011 che non c'e' un concorso. Per questo abbiamo avviato quello nuovo e così proseguiremo".
Nel mese di agosto sono stati diffusi i dati sugli esami e si è riscontrato un numero minore di bocciati agli scrutini di giugno nella scuola secondaria di II grado, ma aumenta quello di studentesse e studenti che devono recuperare almeno una insufficienza per essere ammessi alla classe successiva. In crescita i promossi nel l primo ciclo. Questo in sintesi il quadro che emerge dalle rilevazioni sugli esiti degli scrutini finali delle scuole secondarie di I e II grado e degli Esami conclusivi del I ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2017/2018.
Gli ammessi alla classe successiva nelle scupole secondarie di I grado sono il 98,1%, contro il 97,7% del 2016/2017. A livello regionale, il tasso di ammissione alla classe successiva più elevato si registra in Basilicata (99,1%) e, a seguire, in Puglia e nel Molise (entrambe con il 98,7%). Aumentano anche gli ammessi all’Esame di Stato: negli scrutini di giugno sono stati il 98,4%, contro il 98% di un anno fa. In calo, invece, studentesse e studenti che hanno conseguito la licenza: sono il 99,5% quest’anno, contro il 99,8% del 2016-2017. 
Nelle scuole secondarie di II grado il 7,1% delle studentesse e degli studenti dovrà ripetere l’anno scolastico. Una lieve flessione rispetto all’anno scolastico passato, il 2016/2017, quando i non ammessi alla classe successiva sono stati il 7,5%. Il calo è pressoché omogeneo tra tutti i percorsi di studio, anche se resta confermato il maggior picco di ripetenze negli Istituti professionali (con l’11,9% dei non ammessi) e negli Istituti tecnici (con il 9,5%). Il primo anno di corso è quello che sembra presentare le maggiori criticità con la percentuale più alta di non ammessi alla classe successiva (l’11,2%).
Gli scrutini di fine anno nella secondaria di II grado fanno emergere anche un incremento delle sospensioni di giudizio: alunne e alunni che devono recuperare almeno un’insufficienza sono il 22,4%, contro il 21,7% del 2016/2017. Sardegna e Lombardia, rispettivamente con il 28,6 e il 26,2% di studentesse e studenti con giudizio sospeso, sono le regioni con le percentuali più alte. Puglia e Calabria quelle con le più basse (con 16 e 16,8%). Negli Istituti tecnici la percentuale maggiore di alunne e alunni con insufficienze da recuperare (il 26,8), subito dietro gli Istituti professionali (con il 24%) e quindi i Licei (con il 19,2%).
Risultano al momento ammessi alle classi successive (in attesa delle verifiche finali per chi ha un giudizio sospeso) il 70,5% delle studentesse e degli studenti. Nei Licei il picco dei promossi, con il 76,7% del totale degli alunni. Una percentuale che è del 64,1% negli Istituti professionali e del 63,7 negli Istituti tecnici. Umbria (con il 78,2%), Calabria (con il 77,6%) e Puglia (77,3%) risultano essere le regioni con la più alta percentuale di alunni che hanno superato l’anno scolastico. Sardegna e Lombardia quelle con la più bassa.



( red / 29.08.18 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata


time
0.078s