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n. 3443 - giovedì 30 agosto 2018

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Terremoto Molise: dalla cronaca alla richiesta di stato di emergenza

(Regioni.it 3443 - 30/08/2018) Poco prima di mezzanotte, alle 23.48, del 14 e agosto, una scossa di terremoto di magnitudo 4.7 ha colpito il Molise. Già dai primi dati l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) l'epicentro è registrato a 6 chilometri da Montecifone, in provincia di Campobasso, ad una profondità di 19 chilometri. Da quel momento, per tre giorni, la Regione è scossa da oltre 110 terremoti. La serie di scosse che hanno colpito il Molise è cominciata proprio il 14 agosto con tre terremoti di modesta entità. A questi è seguita appunto la scossa di magnitudo 4.6 alle 23:48. Gli strumenti dell'Ingv hanno poi rilevato altri piccoli terremoti fino alla scossa maggiore registrata il 16 agosto alle 20:19 di magnitudo 5.1. Quest'ultimo evento sismico è stato seguito da almeno altre 80 scosse, la più forte delle quali è stata finora quella di magnitudo 4.4 avvenuta alle 22.22 del 16 agosto. Secondo gli esperti, la sequenza sismica potrebbe essere dovuta all'attivazione di più faglie.
Nelle prime dichiarazioni il presidente della Regione Molise, Donato Toma - che, accompagnato dall’ingegnere Massimo Pillarella, si è subito recato il 16 agosto in diversi paesi del Basso Molise, molto vicini all’epicentro, dove il movimento sismico è stato avvertito in maniera violenta - ha sottolineato che “dalle prime indagini effettuate nel corso della giornata di ieri, non è emersa alcuna criticità. Pertanto, allo stato attuale, possiamo affermare che le scosse sismiche che hanno interessato il territorio molisano hanno prodotto, fortunatamente, solo un grande spavento nella popolazione dei comuni che ricadono nell’area del Castellelce, luogo dell’epicentro, ma anche in quelli di tutto il Basso Molise e della costa. Ho ritenuto opportuno – ha detto il presidente – rendermi conto di persona della situazione all’indomani dell’evento sismico, ma anche far sentire la vicinanza delle istituzioni alla popolazione. Ho parlato a lungo con i sindaci, ho ascoltato diversi cittadini preoccupati dal fatto che la maggior parte delle loro abitazioni non sia adeguata sismicamente. Questo è un grosso problema che deve essere affrontato e risolto. Non possiamo affidarci solo alla fortuna o alla circostanza che le scosse siano di bassa magnitudo. In questo momento, com’è giusto che sia – ha proseguito Toma – il Governo nazionale, dopo la tragedia di Genova, è tutto concentrato sulla questione delle infrastrutture viarie e già si parla di un Piano straordinario per mettere in sicurezza o ricostruire edifici e opere pubbliche, ponti e viadotti innanzitutto. Bisogna, però, che a livello nazionale prendano coscienza che ci sono vaste aree del Paese a rischio sismico, che gran parte del patrimonio abitativo privato è stato costruito prima degli anni 80 e, quindi, particolarmente vulnerabile, che i costi per le opere di consolidamento ed adeguamento sismico sono molto onerosi e non sempre il privato è in grado di sostenerli. È dimostrato, tra l’altro, che la ricostruzione comporta costi maggiori rispetto a quelli di un eventuale Piano di sostegno ai privati per lavori di adeguamento sismico. La questione – secondo Toma - è complessa e mi rendo conto che richiede un impegno finanziario di vasta portata. Il Governo deve farsi sentire in Europa e, affinché si affronti questa tematica, è mia intenzione chiedere l’intervento della Conferenza delle Regioni. Del resto, quello del rischio sismico non è un problema solo molisano”. Il 17 agosto un’analisi più approfondita: “I disagi per la popolazione indubbiamente ci sono stati, ma devo dire che la macchina dell’emergenza ha risposto in maniera egregia e sono state poste in essere tutte le misure necessarie a gestire il rischio sismico. Del resto, la situazione di emergenza si prepara in tempo di normalità. Siamo riusciti, nei primi cento giorni di governo regionale, a mettere in piedi una squadra che, al suo esordio, si è dimostrata all’altezza della situazione. Mi corre l’obbligo di ringraziare tutta la Struttura regionale, l’architetto Giarrusso, l’ingegnere Pillarella, l’architetto Pitassi, gli uomini e le donne del Servizio regionale di Protezione civile, così come le associazioni di volontariato che si sono dimostrate essenziali per le operazioni che fin qui abbiamo portato a termine. Un particolare ringraziamento alla Prefettura di Campobasso, al Corpo dei Vigili del Fuoco, all’Arma dei Carabinieri e a tutte le Forze dell’Ordine per il prezioso contributo che hanno offerto e continuano ad offrire”. Nelle sue valutazioni il presidente della Regione Molise, Donato Toma, ha descritt nel dettaglio le fasi immediatamente successive all’evento sismico registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in provincia di Campobasso, alle ore 20.19 del 16 agosto, con magnitudo ML 5.2. “La Sala operativa del Servizio regionale di Protezione civile – ha spiegato il presidente - si è messa subito in contatto con i sindaci e le strutture locali del Sistema integrato di Protezione civile. Dalle prime verifiche, l’evento, con epicentro localizzato tra i comuni di Montecilfone, Guglionesi e Palata in provincia di Campobasso, nettamente avvertito dalla popolazione, non ha prodotto danni a persone. Proseguono, invece, le operazioni di valutazione dei danni al patrimonio abitativo pubblico e privato, come pure il monitoraggio del viadotto del Liscione, che è stato chiuso, al momento, a scopo precauzionale. I sindaci dei comuni prossimi all’epicentro – ha proseguito Toma - sono stati sollecitati a porre in atto le misure volte alla gestione del rischio sismico, con particolare riferimento alla necessaria assistenza alla popolazione, a procedere prontamente con le verifiche di agibilità e a provvedere all’attivazione dei Centri Operativi Comunali (COC). La loro risposta, mi preme sottolinearlo, è stata encomiabile. Il Servizio regionale di Protezione civile, attraverso la Colonna mobile, ha provveduto alla consegna di tende e brandine per fornire assistenza alla popolazione. Certo – ha aggiunto - la zona interessata era segnalata per rischio idrogeologico, ma non per quello sismico. Quello che è accaduto negli ultimi due giorni, secondo quanto riferito dagli esperti, ci porta a riconsiderare in quell’area la soglia di pericolosità sismica”. Il 18 agosto il presidente della Regione Molise, Donato Toma, accompagnato dall’assessore regionale ai Lavori pubblici, Vincenzo Niro, e dal direttore di Dipartimento, Giuseppe Giarrusso, si è recato sul viadotto Molise 1 dove, in tarda mattinata, sono iniziati i lavori di controllo dei pilastri con la speciale piattaforma “by bridge”, che permette di lavorare in sicurezza con il braccio in negativo, vale a dire dall’alto verso il basso, e di arrivare in punti difficili, se non impossibili, da raggiungere con altri mezzi. “I lavori – ha osservato Toma - vengono eseguiti sotto la supervisione dei tecnici dell’Anas che, oltre alle indagini sui pilastri del viadotto, stanno procedendo a monitorare anche il manto stradale con apparecchiature sofisticate in grado di rilevare anche piccoli avvallamenti che risulterebbero impercettibili alla semplice indagine visiva. Questo dà la misura del massimo rigore con cui si sta procedendo alle verifiche, e non potrebbe essere altrimenti. I tecnici dell’Anas, che ho incontrato sul cantiere, mi hanno comunicato che nel giro di un paio di giorni i controlli dovrebbero avere temine, per cui il viadotto rimarrà ancora interdetto al traffico veicolare almeno per il tempo necessario all’ultimazione delle operazioni di verifica. Peraltro, continua il monitoraggio anche di altre arterie da parte dei proprietari, Anas e Province. Abbiamo avuto anche un incontro presso la Prefettura di Campobasso insieme agli altri soggetti istituzionali del Centro coordinamento soccorsi. Abbiamo fatto il punto della situazione, affinché nulla sia lasciato al caso per quanto riguarda le verifiche sugli edifici pubblici e privati. So che è difficile parlare – ha sottolineato Toma - con chi in questo momento è messo a dura prova. Ma i cittadini molisani delle zone interessate dal sisma devono sapere che stiamo lavorando incessantemente giorno e notte perché, al di là delle condizioni di ricovero temporaneo che siamo riusciti a garantire, possano tornare quanto prima alla normalità. Continueremo, come è avvenuto nei giorni scorsi, a presidiare il territorio, a dare loro testimonianza diretta della nostra vicinanza e del nostro incondizionato sostegno”. Il 21 agosto, dopo il summit presso la Prefettura di Campobasso del Comitato coordinamento soccorsi, cui ha partecipato, tra gli altri, il capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, il presidente della Regione Molise, Donato Toma, ha effettuato un sopralluogo sul viadotto del Liscione e si è recato presso la tendopoli di Guglionesi, dove si è intrattenuto a parlare con i cittadini che sono lì momentaneamente ospitati. Con lui il prefetto di Campobasso, Maria Guia Federico, e l’assessore regionale alle Protezione civile, Nicola Cavaliere. Mentre continuano incessanti le operazioni volte a monitorare lo stato di edifici e opere pubbliche, le attenzioni del presidente Toma sono ora concentrate sulla richiesta dello stato di emergenza da inoltrare alla Presidenza del Consiglio dei ministri. “I nostri tecnici – ha riferito Toma - stanno completando i necessari adempimenti richiesti dall’iter procedurale, dopo di che convocherò una Giunta per chiedere lo stato di emergenza in relazione ai danni provocati dall’evento sismico. Del resto, mi sembra del tutto evidente che ne ricorrano le condizioni. Solo il Corpo dei Vigili del fuoco ha effettuato finora quattrocentosettantadue verifiche su edifici pubblichi e privati, luoghi di culto, aziende, capannoni, con quarantacinque interdizioni all’utilizzo. Ad esse vanno aggiunte quelle effettuate dalla Protezione civile regionale e dai tecnici comunali. Duecentoquaranta sono le persone provvisoriamente alloggiate in sessantuno tende che la Protezione civile regionale ha provveduto a montare e il numero dei richiedenti pare sia destinato ad aumentare. Ho incontrato diversi cittadini– come faccio ormai dalla notte del 14 agosto - c’è tanta inquietudine, c’è il timore che le risposte delle Istituzioni, come spesso è accaduto in casi analoghi, tardino ad arrivare. Ho detto loro che continueremo a lavorare giorno e notte, affinché nulla venga lasciato al caso e siano garantite le condizioni necessarie per la messa in sicurezza di edifici e opere pubbliche. Domani i tecnici dell’Anas provvederanno a mettere insieme i dati emersi in questi giorni di verifiche per dare una prima risposta sull’agibilità del viadotto e della diga del Liscione”.
Il capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, come aveva preannunciato, è poi tornato il 23 agosto in Molise. Borrelli è atterrato con l’elicottero al campo sportivo di Guglionesi, accolto dal presidente della Regione Molise, Donato Toma, dal prefetto di Campobasso, Maria Guia Federico, dal questore di Campobasso, Mario Caggegi, dagli assessori regionali, Nicola Cavaliere e Vincenzo Niro, e da altre autorità civili e militari. Il capo della Protezione civile ha visitato i comuni di Guglionesi, Montecilfone e Palata. Presso il Centro operativo comunale di Palata, allestito nella scuola retrostante il Municipio attesa la non agibilità dell’edificio civico, Borrelli ha presieduto una riunione nel corso della quale ha fatto il punto della situazione. Ha elogiato la macchina della Protezione civile che, dalla notte del 14 agosto, sta gestendo l’emergenza e i soccorsi nell’area interessata dallo sciame sismico. “Devo dire che c’è stato un grande sforzo da parte di tutti – ha sottolineato Borrelli – a partire, ovviamente, dal prefetto, dal presidente della Regione, dalle strutture, dai sindaci. La macchina funziona, abbiamo assistito trecentoquaranta persone in tutta l’area e continueremo ad assisterle fin quando non finirà questo sciame sismico”. Circa il riconoscimento dello stato di emergenza, Borrelli è stato molto chiaro: “La Regione fa bene a chiedere la dichiarazione dello stato di emergenza, noi la istruiremo e al primo Consiglio dei ministri utile credo possa essere valutata e deliberata anche in ordine alle prime risorse da mettere a disposizione”. Nel corso della mattinata, proprio mentre era in corso il sopralluogo da parte del capo della Protezione civile, il presidente Toma sia stato raggiunto telefonicamente dal premier Conte. «Il presidente del Consiglio dei ministri – ha detto Toma – ha espresso, attraverso me, la vicinanza del Governo al popolo molisano. Gli ho rappresentato in modo puntuale tutta la situazione che stiamo vivendo e devo dire che ha assunto anche un impegno morale di accorata partecipazione rispetto alle vicende molisane. Questo significa che le istituzioni, anche a livello nazionale, ci sono vicine e sono particolarmente sensibili al problema che stiamo vivendo”. Al termine della riunione operativa, Borrelli è salito sull’elicottero ed è partito alla volta di Roma, mentre il presidente Toma si è intrattenuto con gli ospiti della tendopoli con i quali ha consumato un veloce pasto: “Ho avuto la riprova di quanta umanità ci sia nei nostri corregionali che sono stati colpiti da questo brutto evento, ma anche in quanti prestano assistenza e soccorso. C’è ansia, un po’ di preoccupazione per l’immediato futuro, ma molta dignità. Devo dire che in loro è ancora ben radicato il senso dello Stato. Questo ci mette di fronte a grandissime responsabilità, soprattutto in ordine alla velocizzazione delle procedure, per far sì che queste persone ritornino quanto prima alla normalità”.
Il 27 agosto la Giunta regionale del Molise, nel corso di una seduta che dal primo pomeriggio si è protratta fino a sera, ha approvato la delibera in forza della quale si richiede al presidente del Consiglio dei ministri, per il tramite del Dipartimento della Protezione civile, ai sensi dell’art. 24, comma 1) del D.Lgs n. 1 del 2 gennaio 2018, la dichiarazione dello stato di emergenza sull’intero territorio della regione Molise interessato dagli eccezionali eventi sismici, tutt’ora in corso, e lo stanziamento di risorse finanziarie di importo non inferiore a 4 milioni di euro da destinare all’avvio delle attività di soccorso e assistenza alla popolazione e degli interventi più urgenti di cui all’art. 25 comma 2 lett. a) e b), nelle more della ricognizione in ordine agli effettivi fabbisogni. L’Esecutivo ha preso atto del primo report di evento con relativi allegati, redatto dalla Regione Molise, IV Dipartimento “Governo del territorio”, Servizio di Protezione civile, unitamente alla Struttura a supporto degli studi di Microzonazione Sismica (MS) e di analisi della Condizione Limite per l’Emergenza dell’insediamento urbano (CLE), parte integrante e sostanziale del provvedimento. La Giunta ha deliberato, inoltre, di rinviare a successivi provvedimenti la puntuale ricognizione e quantificazione dei danni subiti per effetto degli eventi sismici.



TERREMOTO: GIUNTA MOLISE APPROVA DELIBERA PER LO STATO DI EMERGENZA
 
 
 
 
 
 
 
 
 


( red / 30.08.18 )
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