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n. 3446 - giovedì 6 settembre 2018

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Lotta al caporalato: tavolo di coordinamento, riunione con Di Maio

(Regioni.it 3446 - 06/09/2018) La piaga del "caporalato" caratterizza purtroppo l'agricoltura di molte Regioni. Contro questa odiosa forma di sfruttamento si sono tenuti recentemnete due confronti tra le istituzioni regionale da una parte e il governo dall'altra  nell’ambito del tavolo operativo per la definizione di una nuova strategia di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura. La riunione che si è tenuta nella prefettura di Foggia il 3 settembre ha visto la partecipazione del Vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio.
E' stata "Una giornata utilissima di lavoro - ha detto Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, al termine della riunione, durata quattro ore - una scelta giusta quella del Ministro Di Maio di convocare a Foggia il vertice sul caporalato, non perché il fenomeno sia solo foggiano, ma perché questo è uno dei luoghi dove l'esperienza è più avanti e possiamo in questo modo simboleggiare anche il lavoro  fatto in questi anni. Oggi tutti hanno potuto dire al ministro del Lavoro il loro punto di vista per costruire la strategia per sconfiggere il caporalato. La Regione Puglia è capofila dei progetti più importanti in questo campo, coordinando molte altre regioni, in particolare quelle del Sud: abbiamo dato vita al progetto delle foresterie per i lavoratori in agricoltura, che servono sia italiani e sia coloro che vengono da altri Paesi. Crediamo che questa giornata di lavoro con il ministro, che ha reso stabile il tavolo dandogli una programmazione triennale, sia un passo avanti molto importante. E soprattutto la cosa importante è che abbia riconosciuto l'importanza della legge sul caporalato fatta dal precedente Governo: questo dimostra una oggettività di giudizio anche sull'attività di diverse maggioranze di Governo che fa onore al Ministro”.
Rispondendo alle domande dei giornalisti Emiliano ha spiegato che “per le aziende agricole pugliesi scegliere di organizzare autonomamente il trasporto del personale potrebbe corrispondere a una “mancanza” nei confronti delle organizzazioni criminali che gestiscono il caporalato. Quindi significa che, probabilmente, chi si avventura su questa strada rischia di non trovare poi nessuno che vada a lavorare nei suoi campi e nelle sue aziende. E quindi bisogna assistere le imprese che si comportano bene, colpire quelle che si comportano male e per far questo ci vogliono soldi. La Regione Puglia ha investito quasi 7 milioni di euro per la strutturazione delle foresterie più i fondi a disposizione del trasporto. Naturalmente è una competenza che spetterebbe allo Stato nazionale e non alle regioni, lo abbiamo fatto consapevoli di dover far partire il meccanismo. Adesso ci auguriamo che alle parole del ministro seguano i fatti e gli interventi.  Le idee sono chiare: repressione di chi si comporta male, sostegno alle imprese che si comportano bene e vogliono rispettare la legge, luoghi sani e legali dove far risiedere le persone e non ghetti. Questi tre pilastri della politica del Governo sono condivisi dalla Regione Puglia”.
All'incontro
ha partecipato l'assessore all'istruzione, formazione e lavoro della Regione Toscana, Cristina Grieco che, tra l'altro, coordina anche la commssione Lavoro della Conferenza delle Regioni. Nel suo intervento, ha sottolineato come la legge 199 del 2017 (legge Martina), non debba essere accantonata ma vada anzi applicata integralmente. "Quella legge - ha detto l'assessore - rappresenta una importante norma di civiltà che deve essere rafforzata in tutte le sue parti e non soltanto in quella "repressiva", per la quale le Forze dell'Ordine e gli Ispettori del Lavoro stanno svolgendo un ottimo operato. E' necessario comunque concentrare l'attenzione sugli aspetti legati alla prevenzione, come ad esempio i trasporti in convenzione, il coinvolgimento dei centri per l'impiego per l'incrocio domanda/offerta, le premialità per le aziende sane, la raccolta ed analisi di dati per l'emersione del sommerso. Indispensabile però, per l'ottenimento di un risultato concreto, è lavorare nella direzione di una sempre maggior responsabilizzazione della filiera agro-alimentare e della rete di distribuzione e vendita collegata. Solo quando il prezzo di un prodotto restituisce il giusto valore del lavoro che c'è dietro, allora anche il lavoratore è rispettato e tutelato. Anche su questo aspetto le associazioni di categoria si sono dimostrate collaborative e concordi".
"Il caporalato è un fenomeno odioso - ha detto ancora Cristina Grieco - che priva i lavoratori di diritti e dignità e che danneggia l'erario, le aziende sane e le nostre eccellenze alimentari. Essere presenti a Foggia è stato importante ed ha avuto un significato simbolico perché in questo territorio sono morti 16 giovani braccianti solo poche settimane fa. E' una piaga che purtroppo risparmia ben poche regioni. Aggedirla con la collaborazione di tutti gli attori presenti al tavolo è l'unica possibilità di ottenere risultati". L'assessore Grieco si è poi soffermata su quanto fatto dalla Regione Toscana speigando nel dettaglio il "Protocollo toscano" e sottolineando che la Toscana è la prima regione in cui l'erogazione dei finanziamenti comunitari viene condizionata al rispetto della normativa sul lavoro e sulla sicurezza. Insomma: strada giusta, ma ancora tanto lavoro da fare".
In una nota l'assessore al Lavoro e Nuovi diritti della Regione Lazio, Claudio Di Berardino, ha ricordato che "Non vi è dubbio che il settore agricolo sia un ambito particolarmente esposto al lavoro sommerso: in Italia il lavoro irregolare e il caporalato in agricoltura coinvolgono oltre 400 mila lavoratori con un'evasione contributiva che si stima di 1,8 miliardi. È chiaro, dunque, che il fenomeno del caporalato rappresenti un problema di natura sociale ed economica. Va bene l'idea di una programmazione triennale, ma questa deve essere accompagnata da verifiche periodiche sulla base di una corretta ricognizione del fenomeno che abbiamo richiesto al Ministro. Così in . "Dobbiamo dare forza anche alle buone pratiche finora avviate nelle diverse regioni e portare a compimento l'attuazione della legge 199/2016 senza passi indietro. A questo riteniamo importante anche associare l'attuazione della rete agricola di qualita'. Tutto questo è possibile se si parte da un tema chiaro: per contrastare il caporalato e lo sfruttamento del lavoro agricolo occorre garantire un corretto incrocio tra domanda e offerta di lavoro attraverso il ruolo attivo dei centri per l'impiego e politiche assunzionali per i lavoratori stagionali. Per fare cio' occorreche si porti presto a compimento il piano di rafforzamento dei Cpi, oggetto dei confronti gia' avviati con il Governo".

La vicepresidente della Regione Basilicata, Flavia Franconi, ha consegnato al ministro Luigi Maio una relazione contenente le buone pratiche della Basilicata. "La Regione Basilicata - si legge nell'introduzionaler alla relazione - si trova ad affrontare il tema dell’immigrazione sotto un duplice aspetto: quello legato all’arrivo dei richiedenti asilo e quello costituito dalla numerosa presenza di lavoratori stagionali che per buona parte dell’anno vivono sul territorio regionale per lo svolgimento di attività agricole. A tal proposito, manifestandosi quale regione accogliente, ha guardato con particolare attenzione al fenomeno, da un lato organizzando un sistema di accoglienza dei lavoratori immigrati per garantire una ospitalità dignitosa durante il periodo di permanenza sul territorio, dall’altro collaborando con tutti gli enti istituzionali preposti per favorire l’occupazione legale e sottrarre la manodopera agricola alle attività di intermediazione illecita dei cosiddetti caporali".
Per quanto rigiarda il quadro normativo e i provvedimenti amministrativi adottati la relazione ricorda:"l'istituzione della Task force per il lavoro stagionale, con DGR n. 627 del 2014, che ha permesso di affrontare per la prima volta a livello regionale le problematiche dei lavoratori stagionali favorendo l'emersione del lavoro nero da un lato e la lotta al caporalato e consentendo dall'altro migliori condizioni di vita ai lavoratori stagionali; l' istituzione dell'Organismo di coordinamento della Regione Basilicata in materia di immigrati e rifugiati istituito con DGR n. 182 del 2015 che sta svolgendo in modo efficace un ruolo di regia dei vari soggetti istituzionali che concorrono alle politiche sui migranti ed i rifugiati; la delibera del 2014 relativa alla  "Istituzione liste di prenotazione in agricoltura" per agevolare, attraverso le attività dei centri per l’impiego, l’incontro tra domanda e offerta nel settore agricolo; il  Tavolo di coordinamento regionale Prefettura Potenza avviatonel dicembre 2014, la Legge regionale 13/2016 Norme per l’accoglienza, la tutela e l’integrazione dei cittadini stranieri migranti e dei rifugiati”; il Coordinamento regionale per le politiche dell’immigrazione, presieduto dal Presidente della Giunta e composta dai rappresentanti di tutti i Dipartimenti regionali e, infine, la sottoscrizione del protocollo Nazionale contro il caporalato Cura legalità Uscita dal Ghetto.
In relazione alle attività di contrasto al lavoro irregolare e al sistema di reclutamento illegale della manodopera nel settore agricolo, dal 2014 la Regione - si legge ancora nella Relazione - ha organizzato con proprie risorse e con il coinvolgimento di tutti i soggetti sottoscrittori del protocollo, un sistema di accoglienza attraverso l’utilizzo di un immobile di proprietà ubicato nell’area di Palazzo San Gervasio.
Dal 2014 al 2017 sono stati ospitati nella struttura oltre 1600 migranti a fronte dei 4500 migranti che risultano assunti nell'area bradanica. Molti dei lavoratori che non hanno richiesto l’accesso alla struttura regionale hanno trovato una sistemazione autonoma, altri hanno di contro continuato a occupare abusivamente casolari disabitati presenti nella zona o in insediamenti abusivi appositamente organizzati in concomitanza del loro arrivo dalle regioni contigue. Nel corso di questi anni si è registrata però una forte riduzione del numero di lavoratori che hanno scelto di risiedere in alloggi di fortuna anche in considerazione del fatto che, di concerto con le forze dell’ordine e con la Prefettura di Potenza, è stato eseguito lo sgombero del ghetto di Boreano, da sempre punto di riferimento per coloro che si accingono a prestare la propria attività nella zona del bradano. Per il 2018 è stata appena avviata l’accoglienza, visto il ritardo della maturazione del prodotto, ma si hanno buoni motivi per ritenere che la richiesta di alloggio sarà decisamente alta visto che il primo giorno si sono già presentati alla struttura 150 migranti. Ciò dimostra che si sta operando nella giusta direzione e che il centro sta diventando un punto fermo di riferimento per quanti lavorano nella zona".
Inoltre "Nel corso della stagione 2017 - prosegue la relazione della Regione Basilicata - è stato sperimentato, con la collaborazione delle organizzazioni sindacali e datoriali, un sistema di “navetta a chiamata” che ha fatto registrare, contrariamente agli anni precedenti, una buona risposta da parte degli utenti tanto che sono state trasportate con tale servizio oltre 400 persone. In buona sostanza i lavoratori prenotano la corsa sulla base delle effettive esigenze lavorative, appena ricevono la chiamata del datore i lavoro.
Gli interventi effettuati "sono stati realizzati con l’utilizzo dei soli fondi regionali messi a disposizione sulla legge 13/2016, i bandi a valer sui fondi Fami, sul Pon legalità e sul Pon inclusione, e stanno garantendo la predisposizione di azioni di intervento più efficaci per il miglioramento dell’offerta dei servizi in favore degli stranieri, per la lotta al caporalato e per la emersione dal lavoro regolare, problematica molto presente nel settore dell’agricoltura. Al momento sono 12 le iniziative che la Regione ha messo in campo attraverso la presentazioni di progetti in risposta ad altrettanti bandi del Ministero dell’Interno e di quello del lavoro. Di queste già 10 sono state finanziate e gli interventi previsti sono in fase di attuazione".
"Con la nuova strategia nazionale contro il caporalato in agricoltura scriveremo un nuovo capitolo della battaglia per la legalità e per la dignità del lavoro iniziata con il Decreto Dignità". Così il sottosegretario di Stato Claudio Cominardi a margine del tavolo di confronto che si è svolto nel pomeriggio di oggi, lunedì 3 settembre, a Foggia. "Nel 2016 dai banchi dell'opposizione abbiamo votato favorevolmente la nuova legge sul caporalato, sebbene le proposte avanzate dal M5S per renderla ancora più efficace fossero state bocciate. Oggi riprendiamo il lavoro lasciato in sospeso", afferma Cominardi. "Da fare c'è moltissimo. Basti pensare che in agricoltura l'intermediazione illegale e lo sfruttamento lavorativo investirebbero circa 400.000 lavoratori, per un business di almeno 4,8 miliardi di euro. Sempre in agricoltura, secondo l'ISTAT, il lavoro irregolare registra una crescita costante negli ultimi 10 anni interessando circa il 23% degli addetti, quasi il doppio rispetto al totale dei settori economici nazionali (attestati attorno al 12,8%). Le prime azioni di contrasto sono già state avviate, ma siamo ancora lontani dai risultati che ci aspettiamo: come ha spiegato il Ministro Luigi Di Maio, una delle prime azioni deve puntare al massimo rafforzamento del coordinamento tra tutti i soggetti interessati. Molti e preziosi sono gli spunti e i suggerimenti che abbiamo ricevuto e di cui terremo conto".
Anche per il Vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio,
 "E'  stato un tavolo molto importante. Oggi - ha detto - dichiariamo ancora una volta guerra al lavoro nero e al caporalato. "Emanerò - ha preannunciato - una direttiva per utilizzare i carabinieri forestali contro le illegalità nel lavoro". E "Questa settimana conoscerete il nuovo responsabile dell'ispettorato del lavoro. E' finita l'epoca solo dei numeri, è arrivato il momento di combattere le illegalità". Anche perché "Il caporalato non è solo un problema delle regioni del Sud, motivo per cui ho convocato a questo tavolo tutte le Regioni di Italia. Noi dobbiamo riuscire nell'operazione di far sopravvivere le imprese che si comportano correttamente e tirar fuori dalle minacce mafiose e premiare quelle virtuose", ha aggiunto di Maio. Bisogna poi considerare, ha proseguito, anche il tema dei prezzi, perché "non può una bottiglia di salsa di pomodoro costare più del contenuto". "Se i prezzi dei nostri prodotti sono così bassi - ha concluso - è perché si è permesso di fare cartello alla grande distribuzione e si è permesso di fare entrare con trattati scellerati derrate alimentari nel nostro mercato. Infine - secondo Di Maio - anche la riforma dei centri dell'impiego è fondamentale per il contrasto al caporalato, che sono centri per l'impiego illegali".
Sul tema è intervenuto anche detto il ministro delle
Politiche agricole, alimentari e forestali Gian Marco Centinaio a margine della 22° presentazione Uiv-Ismea delle previsioni vendemmiali (vedi notizia successiva), al ministero: "Se un'impresa agricola non è onesta fa male all'intero Paese. Ci sono già in Australia campagne di boicottaggio contro l'Italia che usa schiavi nei campi. Per questo, potrebbero arrivare i bollini etici. Ma nei recenti episodi di caporalato emersi nel foggiano occorre mandare l'esercito, altro che bollini! Vogliamo anche la Grande distribuzione organizzata, cioè la distribuzione moderna, al Tavolo sul caporalato - ha aggiunto il ministro - in linea con quanto chiedono le aziende agricole per parlare anche di aste al massimo ribasso".

[Toscana] Caporalato, assessore Grieco al tavolo nazionale per contrastare sfruttamento e sommerso in agricoltura


( red / 06.09.18 )
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