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n. 3446 - giovedì 6 settembre 2018

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Ponte Morandi: il dibattito del 4 settembre sul decreto

(Regioni.it 3446 - 06/09/2018) "Il Governo sta predisponendo un provvedimento d'urgenza", un decreto legge "per Genova e per le infrastrutture, in grado di soddisfare al meglio le esigenze di una comunità duramente colpita. Si tratta di tutelare in primo luogo le persone e le imprese danneggiate". Ad affermarlo è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli in Aula della Camera durante le Comunicazioni sul crollo del ponte Morandi. Per quanto riguarda Genova, aggiunge, "il Governo metterà in campo forme di aiuto in ordine alle rate dei mutui che molte famiglie sono costrette a pagare su immobili che non possono più abitare. Inoltre, aiuterà le imprese, ricadenti nell''area del crollo del ponte, a riprendere i cicli produttivi, prevedendo forme di agevolazione fiscale o incentivi alla temporanea delocalizzazione. Attenzione sarà rivolta anche alle imprese dell'indotto, seppur ubicate esternamente all'area danneggiata, che stanno subendo danni economici", sottolinea ancora il ministro.
Per quanto riguarda le infrastrutture, rileva Toninelli, "già nelle prossime settimane istituiremo una banca dati, a livello centrale, che possa acquisire tutte le informazioni riguardanti lo stato e la manutenzione di tutte le nostre infrastrutture. Questo intervento è indispensabile per passare dalla logica dell''emergenza alla logica della prevenzione. Questa banca dati ci consentirà di intervenire ciascuno per la propria competenza per mettere in sicurezza il patrimonio infrastrutturale pubblico. Inoltre, aggiunge, "faremo in modo che vengano attuate ulteriori e più aggiornate verifiche tecniche sulle infrastrutture che fanno capo ai concessionari. Oltre a questo, il decreto disporrà l'applicazione di tecnologie avanzate di monitoraggio costante delle opere".
"Il Governo ci dia una mano a ripartire il più presto possibile con i provvedimenti di legge necessari e utili a ricostruire il ponte Morandi, ci aiuti a derogare al groviglio di norme che troppo spesso hanno rallentato le ricostruzioni nel Paese", sollecita il presidente della Regione Liguria e commissario per l'emergenza Giovanni Toti che il 6 settembre fornirà un'informativa sul tema alla Conferenza delle Regioni. "Rilanciare la prima portualità italiana è un'esigenza del Paese. Ci sono molti strumenti normativi per farlo, dal Milleproroghe, alla Finanziaria, fino a un decreto legge, noi siamo laici, tutto l'aiuto che il Governo vorrà darci va bene", spiega Toti. "Il Governo è stato qui velocemente nei giorni successivi alla tragedia e ci ha aiutato ad aprire lo stato di emergenza in tempi celeri, penso che si possa fare un buon lavoro, purché non prevalgano le ideologie, ma gli interessi di Genova, della Liguria e dell'Italia".
"C'è bisogno di dare avvio subito ai cantieri per la ricostruzione del ponte Morandi, per farlo sarebbero utili norme che ci consentano di derogare al Codice degli appalti, soprattutto nella formazione del raggruppamento temporaneo di imprese che dovrà partecipare", chiede il presidente della Liguria. "C'è bisogno di individuare una regola per risarcire le aziende coinvolte, in particolare le imprese portuali, il tutto si può fare con la legislazione ordinaria, ma si può fare molto più velocemente ed efficacemente con un provvedimento ad hoc. Genova e la Liguria sono unite, lo hanno dimostrato nell'emergenza, lo stanno dimostrando oggi".
"Le principali emergenze - ricorda Toti - sono quella abitativa per chi ha dovuto lasciare le case e quella produttiva per 1200 aziende coinvolte nella zona rossa o interferite dalla zona rossa. Non bastano le prime misure di sostegno predisposte. Si parla di una legge Genova, a me interessano norme per intervenire con efficacia, allargare i cordoni del sostegno pubblico alle imprese e al sistema porto che stanno subendo conseguenze gravi - ha detto Toti – e devono potere mantenere competitività".
Certamente "Il nodo centrale resta la ricostruzione del ponte, per la quale c'è la massima collaborazione istituzionale. Non abbiamo interesse a entrare nel dibattito nazionale su chi fa che cosa e sulle responsabilità. Dico che a legislazione vigente abbiamo l'obbligo di fare partite prima di tutto quel cantiere. La discussione sulla ridefinizione del sistema Italia la accetto e la auspico, ma non deve avvenire sulla ferita aperta di Genova, che ha diritto a un canale preferenziale per chiuderla", sottolinea Toti. Quanto alle "concessioni" e agli "investimenti pubblici sulle infrastrutture sono temi su cui potremo confrontarci in futuro".
"Entro cinque giorni Società Autostrade ci presenterà il piano definitivo per la demolizione del ponte Morandi", dice il presidente e "Il piano verrà illustrato alle commissioni tecniche e prima fra tutti alla Procura della Repubblica a cui spetta la decisione di dissequestrare le aree e di arrivare alla verità sulle cause della tragedia", aggiunge. "Con l'utilizzo dei denari del fondo 'Grandi Emergenze' per ristrutturare gli appartamenti pubblici inutilizzati a Genova mettendoli a disposizione degli sfollati del ponte Morandi, credo che sia stata fatta per la prima volta una delle operazioni migliori di ricollocazione di persone in difficoltà", sottolinea il presidente della Regione. "Le amministrazioni della città hanno fatto un lavoro straordinario - replica Toti alla rabbia degli sfollati -. Sono state individuate 300 case, 88 pubbliche sono già state assegnate, 96 sono state messe a disposizione da privati, di cui 4 assegnate, entro il prossimo mese altre 100 case pubbliche entreranno in funzione, più 50 di Cassa depositi e prestiti". L'obiettivo di Regione e Comune è anticipare da novembre a fine settembre il termine per dare una casa a tutte le famiglie sfollate.
"Rientrare nelle case sotto al ponte Morandi per riprendere gli oggetti personali è un'aspirazione legittima, come tornare a lavorare nelle fabbriche, ma nessuno oggi può dire che in quelle case ci si potrà tornare. La decisione spetta ai tecnici. Per quanto mi riguarda 43 morti sono abbastanza, per quanto cari possano essere i ricordi io non voglio rischiare neppure un'altra vita umana", dichiara ancora il presidente della Regione al termine della seduta congiunta straordinaria del Consiglio regionale della Liguria e del Consiglio comunale di Genova per fare il punto sul crollo del ponte Morandi. "Se non so di mandare delle persone in una situazione di totale sicurezza, io non mando nessuno - ribadisce Toti -. Pensare che la politica sia insensibile, quando vieta l'accesso nella zona rossa, è ingeneroso. Ci torneremo, verremo con voi, nel momento in cui non metteremo a rischio una vita in più.
Poi il presidente Toti replica anche al vicepremier: "Caro Luigi Di Maio, ma a Genova ci sei pure venuto, come fai a dire queste cose? Le famiglie che hanno dovuto abbandonare le loro case stanno tutte avendo un alloggio pubblico. E a tempo di record, grazie a Comune e Regione. I soldi che ricevono sono quelli decisi dal Governo, quindi da Di Maio stesso. Se pensa che siano pochi...li aumenti subito, noi siamo più che d'accordo". "Mentre lei esternava alla stampa, il sindaco ed io eravamo riuniti con gli sfollati, per chiarire tutti i dubbi e le comprensibili apprensioni. Per aiutare Genova servono meno polemiche e più fatti concreti. Noi – conclude il suo post Toti - aspettiamo le leggi che ci consentano di aprire e accelerare cantieri, risarcire cittadini e imprese, e ricostruire il ponte!".
“Mi auguro che il piano di costruzione della Gronda autostradale di Ponente che inizia la sua fase esecutiva a inizio 2019 vada avanti, ad oggi nessuno ha modificato l'iter, se qualcuno vuole farlo, ne discuteremo". afferma il presidente. “Ad oggi tocca a Società Autostrade costruire la Gronda, un'opera da circa 4 miliardi di euro per raddoppiare l'A10 a monte del tratto interessato dal crollo del ponte. "Il primo sistema portuale d'Italia non può rimanere inchiodato al collasso di ponte Morandi, un'infrastruttura che datava 1967, da quarant'anni non viene costruito niente di più efficace e moderno" evidenzia Toti. E "Non ho bisogno di garanzie dal Governo sul Terzo Valico – ha concluso - perché quotidianamente i lavori vanno avanti".
Prosegue però il dibattitto sul ruolo dei concessionari: "D'ora in avanti – dice il ministro Toninelli - tutti i concessionari, pubblici o privati che siano, saranno vincolati a reinvestire gran parte degli utili nell'ammodernamento delle infrastrutture che hanno ricevuto in concessione e dovranno comprendere che l'infrastruttura non è una rendita finanziaria, ma un bene pubblico del Paese".
Poi ancora: "Non sarà Autostrade per l'Italia a ricostruire il Ponte Morandi a Genova, il governo è compatto. La ricostruzione sarà affidata a un soggetto pubblico, ma a pagare i costi sarà la società concessionaria Aspi", prosegue il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, in Aula alla Camera durante l'informativa dove non sono mancati momenti di tensione. In un passaggio del suo intervento scritto, il ministro delle infrastrutture ha ribadito di aver subito "pressioni, interne ed esterne". Nonostante le pressioni, interne ed esterne, che abbiamo subito, abbiamo messo a disposizione della collettività atti che tanti cittadini nel corso degli anni hanno richiesto all'Amministrazione, vedendosi sempre sbattere portoni in faccia", ha detto il ministro, circa la pubblicazione "sul sito web del Ministero delle Infrastrutture tutti i contratti di concessione delle autostrade e tutti i relativi allegati". Subito dopo, NcI, FI, e Pd hanno chiesto al ministro di "fare i nomi" di chi gli ha fatto pressioni e di inviare "il resoconto del verbale dell'Aula" alla magistratura. Il presidente Roberto Fico ha spiegato che i "verbali sono pubblici", ma a quel punto è scattata la polemica con le opposizioni che hanno insistito sulla richiesta rivolta a Toninelli di fare i nomi.

Dal canale webtv.camera.it :




( red / 06.09.18 )
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