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n. 3450 - mercoledì 12 settembre 2018

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Bando periferie: dialogo in corso fra Governo e autonomie locali

(Regioni.it 3450 - 12/09/2018) Dopo le preoccupazioni espresse nei giorni scorsi sui fondi per la riqualificazione delle periferie sembra essersi aperta una fase positiva, sia pure interocutoria, nel rapporto fra il Governo, le regioni e gli enti locali. "Ho ascoltato con grande disponibilità le istanze dell’Anci e con i sindaci presenti ho condiviso l’obiettivo di avviare un percorso per giungere alla migliore soluzione possibile e nei tempi più rapidi", ha dichiarato il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. "La soluzione che intendiamo adottare - ha proseguito - è quella di inserire nel primo decreto utile (successivo alla conversione del Milleproroghe) una norma che di fatto dia la possibilità di recuperare la realizzabilità dei progetti già in fase avanzata. In sostanza, questo garantirà - ha concluso Conte -  un’agevole prosecuzione dei progetti già esecutivi, fondamentali per mettere le amministrazioni comunali nelle condizioni di garantire ai cittadini servizi e investimenti, offrendo le risorse necessarie sulla base del reale stato di avanzamento dei progetti".
“Abbiamo deciso - ha detto il il presidente dell'Anci, Antonio Decaro, al termine del vertice con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a Palazzo Chigi - di non sospendere le relazioni istituzionali con il governo perché il presidente del Consiglio si è impegnato entro una settimana, dieci giorni, a risolvere il problema creato dal blocco dei fondi per il bando periferie disposto in Senato ad agosto con un emendamento al Milleproroghe. Non abbiamo capito le motivazioni per le quali non è possibile porre rimedio in queste ore. Ma registriamo un impegno importante. Che metteremo alla prova dei fatti. Come ho annunciato direttamente al presidente Conte, se non si arriverà alla soluzione, noi sindaci non parteciperemo più ai lavori della Conferenza Unificata, dal cui esame passano tutti i provvedimenti”.
All’incontro con il presidente del Consiglio e il vice ministero dell’Economia, Massimo Garavaglia, hanno partecipato con Decaro, i sindaci di Roma, Virginia Raggi, Torino, Chiara Appendino, Padova, Sergio Giordani, Treviso, Mario Conte, Livorno, Filippo Nogarin, Bologna, Virginio Merola, Firenze, Dario Nardella, Pesaro, Matteo Ricci, Parma, Federico Pizzarotti, Cosenza, Mario Occhiuto, il vicepresidente dell’Anci, Roberto Pella, il presidente del Consiglio nazionale dell’associazione, Enzo Bianco, e il coordinatore delle Anci regionali, Maurizio Mangialardi.
“Nel Milleproroghe - continua Decaro - erano stati cancellati finanziamenti per un miliardo e seicento milioni. Soldi destinati ai cittadini più fragili, alle zone delle città in cui si concentra il disagio, alle periferie. La trattativa partiva di là. Abbiamo ottenuto l’impegno del capo del governo perché tutti quei soldi siano recuperati, sebbene rimodulati nel tempo, tenendo conto delle esigenze di ogni Comune”. 
L'assessore regionale al Bilancio, Finanza e Semplificazione Davide Caparini, che è anche coordinatore della Commissione affari finanziari della Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome, rispondendo a una interrogazione presentata in Consiglio regionale, ha ricordato che "Il differimento al 2020 dell'efficacia delle convenzioni stipulate dai Comuni in attuazione del bando periferie è stato inserito nel 'decreto milleproroghe' con voto di 270 senatori all'unanimità quindi chi strumentalizza lo fa perché non ha capito qual è il problema". "In conferenza delle Regioni - ha spiegato Caparini - abbiamo promosso una soluzione che non interferisca sugli investimenti programmati, rispetti le sentenze della Corte Costituzionale, garantisca il rispetto dei saldi di bilancio consentendo agli Enti locali di realizzare i propri interventi mediante il cosiddetto 'avanzo di amministrazione". In particolare, l'assessore Caparini ha richiamato due sentenze della Corte costituzionale che hanno bloccato il 'bando periferie': la prima stabilisce le modalita' dell'utilizzo degli avanzi di Regioni e Enti Locali; la seconda stabilisce che sulle materie di competenza della legislazione concorrente e' imprescindibile il parere delle Regioni. "Nel caso in cui il Ministero dell'Economia e Finanze accogliesse la nostra proposta - ha aggiunto Caparini - i Comuni che hanno terminato la progettazione e che stanno per avviare le opere potranno utilizzare gli avanzi di amministrazione coerentemente con gli effettivi programmi di spesa e la conseguente esigibilita' secondo le regole della contabilita' pubblica". Sul tema è intervenuto recentemente anche il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana: "E' la stessa proposta - sottolinea Fontana - che ho lanciato alla Conferenza delle Regioni e che e' stata approvata all'unanimità. Io credo che su questa questione si sia voluta fare una speculazione politica senza guardare il merito della questione. La soluzione era di una ovvieta' tale che non bisognava studiare neppure troppo. Ma si e' voluto mettere politica davanti agli interessi dei Comuni". In pratica la proposta, spiega il Presidente, prevede che "i Comuni che hanno iniziato e hanno avanzi possono usare avanzi e poi lo Stato rendera'; i Comuni che hanno iniziato e non hanno avanzi saranno finanziati dallo Stato. Esattamente quello che avevano proposto le regioni". ".
Il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, a margine del congresso nazionale degli ingegneri, dà per risolto il problema: "con l'Anci abbiamo risolto la questione dello stop ai piani periferie. Abbiamo previsto - ha affermato in una dichiarazione alla Dire - che tutti i Comuni che hanno iniziato una progettazione, e ora si vedevano tolte le risorse a piani già avviati, nei prossimi tre anni potranno recuperarle. Anche l'Anci si è detta soddisfatta. Voglio comunque sottolineare che il nostro Paese ha bisogno di investimenti - aggiunge il ministro - e non può permettersi questi blocchi. Sollecito dunque tutti i Comuni che erano in ritardo a lavorare in modo veloce e puntuale su questi progetti, anche sui fondi europei e su tutto cio' che è bloccato, e di chiedere aiuto ai ministeri quando ne hanno bisogno per agevolare questa spesa", conclude.
“L’ipotesi di accordo sulla questione ‘bando periferie’ che Anci e Governo avrebbero raggiunto è assolutamente insufficiente in quanto non recupererebbe le cifre che sono state tagliate ai Comuni per importantissimi interventi di riqualificazione urbana. Ci preoccupa inoltre anche l’estrema incertezza sia per ciò che riguarda le modalità con le quali si vogliono ‘salvare’ parte delle risorse, sia sui relativi tempi”. E’ la critica della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che ribadisce il fatto di essere “profondamente preoccupata per ciò che riguarda le ricadute in Umbria, dove si rischierebbe la perdita di gran parte dei 30 milioni di euro assegnati: “dalle informazioni, ancora generiche che circolano, i due comuni umbri interessati al bando – ha aggiunto Marini - Perugia e Terni, comunque perderebbero notevoli risorse. Per Terni si tratterebbe di un taglio netto di tutta la dotazione finanziaria prevista dall’accordo sottoscritto solo alcuni mesi fa, mentre per Perugia si tratterebbe di una perdita parziale, ma significativa”. La presidente Marini sottolinea dunque “la necessità che nelle prossime ore vi sia una forte mobilitazione affinché vengano recuperate tutte le risorse che il Governo Gentiloni aveva stanziato a favore dei Comuni italiani per un imponente progetto di recupero delle periferie e di rigenerazione urbana”.



( red / 12.09.18 )
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