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n. 3465 - mercoledì 3 ottobre 2018

Sommario

Documento della Conferenza delle Regioni del 20 settembre

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Agenda Digitale: posizione su scadenze per qualificazione servizi cloud

(Regioni.it 3465 - 03/10/2018) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 20 settembre, ha assunto una posizione sulle prossime scadenze per la qualificazione dei servizi cloud.
Il documento (pubblicato sul portale www.regioni.it, sezione "Conferenze") è stato poi inviato dal Segretario generale della Conferenza delle Regioni, Marina Principe,  al direttore dell'Agenzia per l'Italia digitale (Agid), Teresa Alvaro, con la richiesta di un incontro urgente con la "Commissione Speciale Agenda Digitale" della Conferenza sull’art. 9 della circolare Agid n. 3/18.
Si riporta di seguito il testo integrale del documento.
In base alle circolari (criteri per la qualificazione dei cloud services provider) e (Criteri per la qualificazione dei servizi Saas) del 2018 di AgID entrate in vigore il 20 maggio 2018 (pubblicate sulla gazzetta ufficiale il 20 aprile 2018), come previsto dall’articolo 9 della circolare 3, a far tempo da sei mesi dall’entrata in vigore le PA sono obbligate ad acquisire servizi cloud solo dal marketplace.
Il termine quindi dei 6 mesi è previsto per il 20 di novembre 2018 e considerando che ad inizio settembre non risultano ancora disponibili servizi nel marketplace e che le modalità di presentazione delle richieste di qualificazione sono state rese disponibili solo a fine luglio 2018 e che le pubbliche amministrazioni devono poter garantire la continuità dei propri servizi, al fine di non creare un inutile obbligo inapplicabile si ritiene opportuno richiedere un confronto con AgID per la modifica dell’articolo 9 della circolare 3. Oltre ai termini dell’obbligo sembra infatti necessario chiarire anche i rapporti del medesimo con gli obblighi della legge finanziaria 2016 sulla spesa ICT e con il vigente codice degli appalti.
In particolare, tra le altre cose, si ritiene occorra tener presente:
1. Il vincolo imposto dalla programmazione biennale degli acquisti che richiede anche una programmazione realistica e vincolante dei tempi di attuazione del marketplace. Inutile imporre termini perentori insostenibili: se la piattaforma dedicata al Marketplace Cloud viene attivate entro il primo semestre dell’anno, allora è sostenibile prevedere un obbligo per gli acquisti nell’anno successivo, altrimenti si va ancora sull’anno dopo (esempio: se la piattaforma si attiva entro il 30/06/2019, allora l’obbligo potrà decorrere dagli acquisti del 2020, altrimenti si slitta al 2021, sempre che si riesca ad attivarla entro il 30/06/2020);
2. Vanno ampliati e contestualizzati gli SLI dei servizi SAAS, mettendo in condizioni le PA di poter effettuare valutazioni comparative tra le modalità alternative/tradizionali (acquisizione di servizi IAAS + software). L’obbligatorietà dovrà quindi essere vincolata anche alla sostenibilità economica ed al miglior rapporto qualità/prezzo ovvero rispettare i principi di buon andamento della PA ben richiamati dall’art. 30 del Codice dei Contratti Pubblici, anche in relazione alla genericità del requisito R07. Tra questi si ricordano, a titolo di esempio:
- I tempi massimi garantiti per la RISOLUZIONE dei malfunzionamenti Software (oltre a quanto previsto su R02);
- I tempi standard del servizio di help desk;
- I tempi di risposta per assistenza, supporto e formazione;
Indicatori di efficacia per la formazione/supporto.
3. Tra i requisiti di integrazione vanno definiti, quelli minimi obbligatori, come ad esempio l’integrazione con SPID e le banche dati di interesse nazionale. Va anche definita un’architettura di riferimento solida per la cooperazione applicativa, sulla base dei modelli europei (ArchiMate/Togaf …) conformemente ai livelli di sicurezza richiesti dalle diverse integrazioni. Va anche perfezionato il sistema SPID in modo da poter derivare delle “assertion” valide per i servizi di cooperazione applicativa.


( red / 03.10.18 )
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