Regioni.it

n. 3465 - mercoledì 3 ottobre 2018

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Sanità: 75° Congresso Nazionale Fimmg

(Regioni.it 3465 - 03/10/2018) "La crescita media nei Paesi dell'Europa Occidentale, negli ultimi 10 anni, è stata superiore al 3% annuo e, se si confermasse ancora il trend, per stare al passo degli altri dovremmo attenderci un rifinanziamento di oltre 3 miliardi". Lo ha detto il segretario nazionale Fimmg, Silvestro Scotti, durante la sua relazione al 75esimo Congresso nazionale della federazione. "Se non si deciderà di investire in salute, bisognerà chiarire - ha sottolineato - alla popolazione che potremo avere domani sicuramente meno poveri ma più malati e sappiamo bene come la malattia crei più povertà di qualunque altra azione di mancato investimento. Possiamo, al momento, ragionare soltanto per scenari. Se il rifinanziamento fosse il miliardo di cui si e' parlato sarebbe inferiore all'1% del Fondo Sanitario Nazionale attuale, non solo sarebbe meno della meta' di quanto richiesto dalle Regioni, ma sarebbe anche del tutto insufficiente per tenere il passo degli altri Paesi, allargando di conseguenza ancora la forbice verso di essi". Nel suo discorso Scotti si è soffermato a lungo sulla presentazione dell'ultimo Documento di Economia e Finanza con il quale - ha detto - si fa "una scelta significativa (per qualche verso neocostituzionale, se pensiamo agli articoli 81 e 97 della nostra Costituzione) sottolineata e riassunta con un'affermazione importante ovvero l'eliminazione della povertà in questo Paese. Abbiamo però bisogno di comprendere quale quota dell'aumento del deficit sarà disponibile per l'offerta sanitaria, considerando oltretutto che quando si investe in sanità, visto il volume di azioni economico finanziarie di questo settore, si aumenta anche il Pil di questo Paese: ergo un aumento dell'investimento - ha concluso il segretario - in sanità non produce solo deficit e conseguentemente tanto meno produce aumento del rapporto deficit/Pil. D'altra parte, l'obiettivo dichiarato del governo è quello di perseguire tassi di crescita piu' elevati (peraltro necessari per sostenere macroeconomicamente la crescita del disavanzo). In tal caso, va detto che se il rifinanziamento della Sanità fosse inferiore al tasso di crescita del Pil, si genererebbe anche una diminuzione dell'incidenza della Sanita' pubblica sul Pil, e questo non potrebbe che essere letto come un segnale di insufficiente impegno della politica per la Sanita'". "Nell'ultimo anno, nei rapporti con Aifa, abbiamo chiarito le nostre intenzioni rispetto ad un abuso che si è fatto in questo Paese di piani terapeutici a prescrizione esclusivamente specialistica", ha aggiunto il segretario nazionale Fimmg. "Abbiamo bisogno - ha sottolineato - subito di risposte di sistema a quella capacità di iniziativa che è cardine della nostra proposta e, se non le avremo, saremo pronti a scendere in piazza insieme ai cittadini che sono i veri danneggiati da questa inazione. Abbiamo chiesto i flussi di dati sull'appropriatezza prescrittiva di questi piani terapeutici e i flussi di dati sulla sicurezza, nell'uso di questi farmaci, ragione, che a questo punto dovremmo dire 'apparente', di queste limitazioni. Siamo pero' fiduciosi - ha concluso - che il lavoro di questo ultimo anno con Aifa cominci a produrre qualche effetto anche nella discontinuita' direzionale determinatasi in questi ultimi mesi. Liberarci da quegli orpelli burocratici che offendono non la medicina generale in quanto tale ma chiunque consideri che in quel medico è espresso il senso più profondo di questa professione, è il ruolo di una politica che voglia motivarci. Praticare cure sicure e soprattutto portare quelle cure il piu' vicino possibile alle mutevoli esigenze di un paziente è il nostro ruolo. Limitare un medico, seppur di una sola categoria, significa limitare l'essere medico. Significa - ha concluso - incastrare quel professionista intellettuale in un percorso precostituito di gerarchie professionali".
"La figura del medico generale e' rimasta per troppi anni ai margini di una seria riforma della medicina del territorio. Invece secondo me andrebbe messa al centro, per poter lavorare su un aspetto importante della Sanita' che e' il rapporto medico-paziente. Ribadisco la mia disponibilita' e il mio impegno su tutti gli aspetti che sono stati lasciati in eredita' da governi poco attenti alla salute". Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Giulia Grillo, in un videomessaggio inviato in occasione del 75esimo Congresso nazionale Fimmg. "Oggi non sono potuta venire - ha sottolineato - perche' in questi giorni sono a Roma per cercare di ottenere il massimo nella futura legge di Bilancio per il Servizio sanitario nazionale. Ribadisco pero' la mia vicinanza morale al progetto e alla missione dei medici di medicina generale con l'invito di continuare a svolgere con serieta', impegno, dedizione e anche con amore un lavoro che penso sia una missione. Tutta la parte di bilancio statale che viene utilizzata per la sanita' - ha concluso il ministro - e' un investimento sul nostro presente, sul nostro futuro e sul nostro Pil".
"Ieri e' stata una giornata particolare, ci sono stati i funerali di Giovanni Palumbo. E' stato barbaramente ucciso come e' accaduto ad altri medici prima di lui. E' il momento di dire basta alla violenza. E' un grido che arriva da tutta la classe medica, affinche' si introducano in tempi brevi provvedimenti come quelli in discussione in queste ore in Parlamento". Lo ha detto il presidente Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), Filippo Anelli, durante il suo intervento al 75esimo Congresso nazionale Fimmg. Giovanni Palumbo e' morto giovedi', dopo essere stato colpito nel proprio studio di Sanremo con 17 coltellate.
“Basta con la violenza! Vi chiedo di gridarlo insieme a me, Basta con la violenza! È un grido che viene fuori da tutta la classe medica in qualsiasi parte d’Italia, tutti i medici continuano a sollecitare  l’intervento delle pubbliche autorità perché introducano in tempi brevi provvedimenti come quelli in discussione in queste ore e in questi giorni in Parlamento”.
Si è aperto con questo grido, che ha squarciato il minuto di silenzio dedicato a Giovanni Palumbo (Sanremo), a Paola Labriola (Bari), a Maria Monteduro (Lecce),  a Roberta Zedda (Oristano), a tutti i medici caduti per mano di pazienti diventati assassini mentre esercitavano la Professione, l’intervento del presidente della Fnomceo Filippo Anelli al 75.esimo congresso nazionale della Fimmg, la Federazione dei Medici di Medicina Generale in corso di svolgimento a Cagliari.
“È il mio primo congresso Fimmg in veste di presidente della Fnomceo – ha ricordato Anelli, con la voce rotta dall’emozione -  Sono qui a portarvi il saluto del Comitato centrale che rappresenta  un’organizzazione fondamentale per la professione medica. Il futuro della nostra professione passa da questa organizzazione, dalla sua capacità di essere rappresentativa, attraverso le analisi, le idee, le proposte che vengono qui elaborate, per la capacità di confronto e di interlocuzione che ha”.
“In questo momento – ha aggiunto - noi viviamo una crisi della professione, che si riverbera sulla crisi della medicina, talvolta anche della scienza. La vicenda dei vaccini lo dimostra in maniera sempre più forte: ci sono strati della popolazione che non credono più nella scienza e questo ci crea un problema. Il medico non è più il medico di una volta, adesso è stretto tra due forze opposte, tra la crescente consapevolezza del cittadino di poter chiedere e ottenere sempre più diritti – su cui siamo assolutamente d’accordo, perché siamo anche noi cittadini – e, dall’altra parte, la costrizione sempre più opprimente della leva economicistica, che interviene sulla sanità e che riduce l’autonomia. Io ringrazio oggi i rappresentanti delle associazioni di cittadini, Roberto Messina, Tonino Aceti, oggi loro, prima ancora di noi, hanno richiamato l’importanza dell’autonomia del medico, hanno richiamato scienza e coscienza, i pilastri del nostro modo di essere e del nostro esercizio professionale.”.
 Anelli ha spiegato come l’attacco all’autonomia sia un grande vulnus per la professione: si è materializzato nella maniera più evidente con la medicina amministrata, che a sua volta si  è incarnata sotto forma di strumenti legislativi quali il famigerato Decreto appropriatezza, poi annientato a colpi di sentenze.

Medicina amministrata che ha portato a pensare al medico quasi come a ‘un operaio fordista’, a un ingranaggio nel sistema produttivo della sanità.
“Noi medici non vogliamo essere considerati un fattore produttivo, vogliamo essere considerati liberi professionisti. Ci spaventa l’idea che la finalità non sia la salute, sia un prodotto. Rivendichiamo, per la nostra professione e per la nostra sanità, i principi di autonomia, libertà, indipendenza. Basta con gli algoritmi che vogliono sostituire i medici!”.
Al centro del discorso, la volontà forte di ricostruire il ruolo del medico, come portatore di valori democratici  e civili e catalizzatore di civiltà, attraverso il grande cantiere degli Stati generali , e la riduzione delle disuguaglianze per un rilancio del Servizio Sanitario Nazionale unito, universalistico, solidale.

“In nessun paese autoritario – ha affermato Anelli, avviandosi alla conclusione – la Salute è un diritto. Nella nostra Costituzione, l’articolo 32 definisce la Salute come diritto fondamentale del cittadino. Il diritto non è in mano allo Stato, è in capo al cittadino. E chi tutela questo diritto? I medici. Ecco, noi questo saimo e questo vogliamo essere: i medici del cittadino”.
"Dopo anni di calo della spesa sanitaria finalmente nel Def che presenteremo in Parlamento, ci sara' un'inversione di tendenza e si interromperà la fase discendente della spesa sanitaria rispetto al Pil". E' quanto ha dichiarato, in collegamento telefonico al 75esimo Congresso nazionale della Fimmg, il viceministro dell'Economia e finanze Massimo Garavaglia. "La crescita del Fondo sanitario - ha sottolineato - e' importante per tutto il sistema che e' in sofferenza, dal personale alla necessita' di investimenti". Il viceministro ha poi evidenziato che "c'e' un problema dell'invecchiamento del personale nella pubblica amministrazione, dove solo il 7% ha meno di 35 anni. La necessita' di un rinnovo del personale e' quindi fondamentale e in quest'ottica va la revisione della legge Fornero. Oltre a cio' bisogna rimuovere gli ostacoli alle assunzioni, perche' stanno mettendo in difficolta' parecchie realta' territoriali. Sappiamo che ci sono circa 50 mila ambulatori su tutto il territorio con la necessita' di assumere personale giovane. Poi c'e' il tema degli investimenti. Una sanita' di qualita' - ha concluso - ne ha bisogno. E i medici di medicina generale
possono essere uno strumento fondamentale e penso che si possa intervenire per sostenere gli investimenti necessari nella realta' di aggregazione dei medici, penso ad esempio ai macchinari". 
Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, a margine del suo intervento al 75.esimo congresso nazionale della Fimmg, ha sottolineato che "Dal 2013 al 2017 noi abbiamo fatto due conti e l'industria farmaceutica ha pagato 7 mld sotto varie forme di pay-back, quindi non si può dire che non abbiamo contribuito al finanziamento del Ssn. Questi 7 mld debbono essere reinvestiti nella farmaceutica perché attraverso queste risorse potremmo dare accesso alle cure innovative a tutti i malati che ne avranno bisogno. Ci auguriamo che al tavolo della governance verremmo chiamati anche noi - aggiunge Scaccabarozzi - perché chi contribuisce con 7 mld e con la ricerca ci auguriamo venga invitato. Ora, appena si saranno insediate le nuove commissioni dell''Aifa, che è un bene siano state nominate perché almeno si procede con tutti i sospesi, speriamo che ci sia questo tavolo di confronto. Credo sia importante aprire un tavolo di confronto, perché oggi si sente di tutto e di più e lo stesso ministro Grillo ha detto di non seguire tutto quello che si sente, perché comunque non abbiamo ancora esplicitato il Def - ha sottolineato Scaccabarozzi - Però prima di andare in una direzione è meglio che ognuno dica le proprie verità e ci piacerebbe dire la nostra, poi lasciare che ogni Governo in autonomia mandi avanti la sua di verità, e noi la rispetteremo".
Vincolare una parte delle risorse del Fondo sanitario nazionale per il rinnovo dei contratti e per favorire la formazione e l’occupazione dei  medici e del personale sanitario: a lanciare la proposta, che ricalca il meccanismo utilizzato lo scorso anno per istituire i fondi per i farmaci innovativi, è stato questa mattina a Cagliari, nel corso del 75esimo  Congresso della Fimmg, la Federazione dei medici di Medicina Generale, Antonio Saitta, Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni.
“Ci sembra un’idea interessante –  rilancia il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli – che potrebbe sbloccare immediatamente il percorso dei rinnovi contrattuali, aumentare sin da subito le borse di specializzazione e favorire l’accesso di nuovo personale medico e sanitario all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.  Chiediamo, a tal fine,  di eliminare gli attuali tetti per le assunzioni (equivalenti alla spesa storica del 2004 ridotta dell’1,4%), vincolando l’impiego delle risorse solo al reale fabbisogno di professionisti”.
"Si puo' discutere di tutto, anche del nuovo patto della Salute, ma siamo arrivati ad un punto in cui bisogna essere pragmatici. La cosa piu' importante e' il personale. Il fondo sanitario va aumentato e vincolato sulle assunzioni che insieme ai contratti sono le due questioni fondamentali", detto Antonio Saitta, assessore alla Salute della Regione Piemonte e coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e Province, durante il suo intervento. "Se il problema delle liste d'attesa lo si vuole risolvere con l'attivazione del numero unico 1500 nazionale, devo dire - ha aggiunto - che non stiamo andando nella direzione giusta. Se ci sono le liste d'attesa è perché l'occupazione è bassa e bisogna aumentarla". "Si sta parlando di reddito di cittadinanza, ma se il sistema sanitario nazionale non funziona mi chiedo chi deve pagare le cure, considerando che il reddito di cittadinanza non permette di pagarsi le cure". Lo ha detto Antonio Saitta, assessore alla Salute della Regione Piemonte e coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e Province, durante la conferenza Fimmg a Cagliari. "Da quattro anni sono coordinatore degli assessori alla Sanita' delle Regioni ma e' la prima volta - ha aggiunto - che nel dibattito su Def e legge di Bilancio scompare la parola sanita'. Siamo molto preoccupati per questo".



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( red / 03.10.18 )
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