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n. 3466 - giovedì 4 ottobre 2018

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Asvis denuncia: Italia sta perdendo sfida per sviluppo sostenibile

(Regioni.it 3466 - 04/10/2018) L'Italia sta perdendo la sfida dello sviluppo sostenibile. E anche negli ambiti in cui si registrano miglioramenti, a meno di immediate azioni concrete e coordinate, sara' impossibile rispettare gli impegni presi dal nostro Paese il 25 settembre del 2015, all'Assemblea Generale dell'Onu, con la firma dell'Agenda 2030. Serve dunque un urgente cambio di passo. Il quadro emerge dal Rapporto 2018 dell'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis), nata due anni e mezzo fa per diffondere la cultura della sostenibilita' e la conoscenza dell'Agenda 2030 e che, con i suoi oltre 200 aderenti, e' la piu' grande rete di organizzazioni della societa' civile mai creata in Italia. In particolare, tra il 2010 e il 2016, l'Italia e' peggiorata in cinque aree: poverta' (Goal 1), condizione economica e occupazionale (Goal 8), disuguaglianze (Goal 10), condizioni delle citta' (Goal 11) ed ecosistema terrestre (Goal 15). Per quattro la situazione e' rimasta invariata: acqua e strutture igienico-sanitarie (Goal 6), sistema energetico (Goal 7), condizione dei mari (Goal 14) e qualita' della governance, pace, giustizia e istituzioni solide (Goal 16). Segni di miglioramento si registrano, invece, per alimentazione e agricoltura sostenibile (Goal 2), salute (Goal 3), educazione (Goal 4), uguaglianza di genere (Goal 5), innovazione (Goal 9), modelli sostenibili di produzione e di consumo (Goal 12), lotta al cambiamento climatico (Goal 13), cooperazione internazionale (Goal 17). "Si sono gia' persi tre anni per dotarsi di una governance che orienti le politiche allo sviluppo sostenibile. Il 2030", avverte il portavoce dell'Asvis, Enrico Giovannini, "e' dietro l'angolo e molti Target vanno raggiunti entro il 2020. Oltre all'immediata adozione di interventi specifici in grado di farci recuperare il tempo perduto sul piano delle politiche economiche, sociali e ambientali, l'ASviS chiede al Presidente del Consiglio di attivare subito la Commissione nazionale per l'attuazione della Strategia per lo Sviluppo Sostenibile, di trasformare il Cipe in Comitato interministeriale per lo sviluppo sostenibile e di avviare il dibattito parlamentare sulla proposta di legge per introdurre il principio dello sviluppo sostenibile in Costituzione, al fine di garantire un futuro a questa e alle prossime generazioni". Secondo il presidente dell'Associazione, Pierluigi Stefanini, "il messaggio che emerge dal Rapporto 2018, frutto del lavoro di oltre 300 esperti dell'Asvis, e' di forte preoccupazione per i ritardi accumulati dalla politica che in questi tre anni non ha affrontato in modo integrato i tanti problemi del Paese. Tuttavia", aggiunge, "il rapporto e' anche portatore di speranza perche' da' conto delle iniziative di numerosi soggetti economici e sociali, nonche' di tantissime persone, che stanno cambiando i modelli di business, di produzione, di consumo, di comportamento, con evidenti benefici, anche economici". Il rapporto segnala infatti l'avvio di programmi educativi nelle scuole e nelle universita' sullo sviluppo sostenibile, di iniziative finalizzate a coinvolgere imprese, comunita' locali e persone singole sulle diverse questioni dell'Agenda 2030, oltre che importanti politiche adottate negli ultimi dodici mesi (come l'introduzione del Reddito di Inclusione per ridurre la poverta') e le occasioni mancate, come l'interruzione degli iter legislativi in tema di riduzione del consumo del suolo, del diritto all'acqua, del commercio equo, o la mancanza dei provvedimenti attuativi della riforma del Terzo Settore. Se, dunque, nel rapporto presentato stamane alla Camera dei deputati, viene dato conto del crescente interesse della societa' italiana per il tema dello sviluppo sostenibile, dall'altro gli indicatori compositi elaborati dall'Asvis forniscono una visione chiara, e preoccupante, delle tendenze in atto per molti obiettivi. "Cio' che manca", aggiunge Giovannini, "e' una visione coordinata delle politiche per costruire un futuro dell'Italia equo e sostenibile. Il confronto tra le forze politiche nelle ultime elezioni non si e' svolto intorno a programmi chiari e con un orientamento in tal senso. L'imminente Legge di Bilancio deve cogliere le enormi opportunita', anche economiche, offerte dalla transizione allo sviluppo sostenibile. Il fattore tempo e' cruciale".
Occorre "voltare pagina sui modelli di sviluppo o rischiamo di restare in mezzo al guado. Ritardi o paure non sono accettabili, e' l'unica opportunita' che abbiamo, e' questa la via per combattere le disuguaglianze". Lo ha detto il Presidente del Lazio, Nicola Zingaretti, intervenendo alla Camera alla presentazione del rapporto Asvis. "Nella mia regione ci sono luci ed ombre ma e' grazie a pratiche di sostenibilita' che siamo riusciti a risolvere nodi che non si sarebbero mai risolti" come gli investimenti e l'economia circolare che hanno salvato il bilancio.
Nel corso del dibatitto è intervenuto anche il presidente della Liguria Giovanini Toti, sostenendo che in tema di sviluppo sostenibiie esistono "spesso "troppe regole" e manca una puntraule corrispondenza la diffiusione di comportamenti virtuosi fra i cittadini di una certa comunità e meccanismi di premialità per gli enti locali che quell comunità rappresentano.

Sviluppo sostenibile, Toti: "A cittadino virtuoso deve corrispondere premialità per ente locale!








( red / 04.10.18 )
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