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n. 3467 - venerdì 5 ottobre 2018

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Censis: indagine su autonomia e regionalismo

Ricerca promossa per la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni e delle Province Autonome

(Regioni.it 3467 - 05/10/2018) Meno di un terzo dei consiglieri regionali interpellati dal Censis, in una ricerca realizzata per la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative delle Regioni e delle Province Autonome, ritiene perseguibile il disegno riformatore delle macro-regioni, mentre dice sì ad una maggiore autonomia con il regionalismo differenziato e politiche interregionali. Infatti solo il 28,6% dei consiglieri regionali ritiene che sia da perseguire il disegno di macro-regioni. Inoltre solo il 23% dei cittadini-  sempre secondo i dati Censis - ha fiducia nelle istituzioni locali, mentre il dato europeo è del 51%. Ma nelle regioni del Nord, al contrario del Sud, la fiducia nelle istituzioni locali è superiore a quella nelle istituzioni centrali.
Il 72,6% dei consiglieri regionali si dice convinto che l'elezione diretta dei presidenti non ha aumentato la capacità di incidere delle Regioni, mentre l'89,6% ritiene che ci sia un forte bisogno di rappresentanza dei territori.
Il 61,2% dei consiglieri regionali (al 76,9% nel Nord-Est) auspica un riordino complessivo del regionalismo. Secondo il 68,3% l'assetto attuale, che prevede una competenza concorrente su alcune materie, è considerato giusto se avviene una ripartizione dei poteri che veda lo Stato nella definizione dei principi generali. E quando il Governo interviene in materie di sua competenza esclusiva, ma con impatti significativi sulle regioni, si chiede che si attivino prima forme di consultazione e di cooperazione con le Regioni (90,5%).
Il 23% degli intervistati ritiene che comunque le Regioni debbano esercitare ovunque le stesse funzioni.
“Nel frattempo – secondo il Censis - si è delineato un regionalismo differenziato di fatto. Basta osservare gli esiti dell'attività delle Regioni nelle competenze loro attribuite: in materia di sanità la quota di popolazione che si ritiene soddisfatta in alcune regioni supera il 60%, in altre è inferiore al 20%”.
La grande maggioranza dei consiglieri regionali (l'88,9%) è per il regionalismo differenziato, con una maggiore autonomia su specifiche materie così come prevede l'articolo 116 della Costituzione.
“Su questo tema alcune Regioni si sono già mosse avviando trattative con il Governo nel 2017 (Lombardia e Veneto, anche a seguito degli esiti positivi dei referendum regionali). Si orienta in questo senso la quasi totalità delle opinioni dei consiglieri del Nord. Nel Centro e nel Sud la percentuale scende al 76%”.











( gs / 05.10.18 )
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