Regioni.it

n. 3469 - martedì 9 ottobre 2018

Sommario

+T -T
Banda ultra larga: il punto sul percorso di realizzazione

(Regioni.it 3469 - 09/10/2018) La strategia italiana per la banda ultra larga venne approvata dal Consiglio dei Ministri nel marzo 2015. Una sfida importante per l’Italia, rimasta un po’ indietro rispetto agli altri Paesi UE, fatta eccezione per i Paesi dell'Europa centrale ed orientale. La newsletter della sede di Roma dell'Emilia-Romagna prova  a ripercorrere le tappe principali e fare il punto sulla banda ultralarga. Nella strategia vennero individuate quattro tipologie di aree nel Paese, suddivise in base all’esistenza o meno dell’infrastruttura e dell’interesse del mercato ad investire nelle aree di riferimento. Si individuarono gli obiettivi e si definirono gli strumenti di aiuto per la realizzazione della complessa opera.
Il progetto prevede che tutto il territorio nazionale venga cablato con reti di fibra ottica e altre tecnologie che permettano una buona velocità nella navigazione digitale e nello scambio di dati.
Nell’agosto dello stesso 2015 il CIPE emanò la delibera che destinava investimenti allo sviluppo della Banda Ultralarga, focalizzando l’intervento pubblico nelle cosiddette “aree bianche”, cioè le zone a fallimento di mercato.
Nel settembre 2017 l’Italia ha presentato alla Commissione Europea il “Grande progetto nazionale Banda Ultralarga nelle aree bianche”, strutturato su più programmi operativi del Fesr (fondo europeo di sviluppo regionale), in cui ogni progetto prevede indicatori e target di realizzazione.  “Grande progetto” significa l’insieme di una serie di opere, attività o servizi per promuovere un’unica azione ben definita di natura tecnica o economica che comporti un costo ammissibile superiore ai 50 milioni di euro.
Il budget stimato dalla Commissione europea è di circa 4,4 miliardi di euro, dei quali 2,2 saranno finanziabili con il Fondo sviluppo e coesione, i restanti 1,8 miliardi arriverebbero invece dal Fondo europeo di sviluppo regionale. Queste risorse dovranno essere spese entro il 2020. Per quella data i lavori dovranno essere ultimati e rendicontati, altrimenti andranno persi i finanziamenti. Il soggetto attuatore è già stato individuato: la società Infratel.
La Conferenza Stato-Regioni del 20 settembre 2018 ha approvato le Linee Guida per l’attuazione ed il controllo dell’intervento pubblico su questo “Grande progetto”. Inoltre, sono stati stipulati gli Accordi di programma tra il Ministero dello Sviluppo economico e le Regioni.
La società Infratel dovrà emanare i bandi di gara sulle tre macroaree nelle quali è stato diviso il territorio nazionale per la gestione del programma.
I primi bandi nazionali sono già stati assegnati. Se li è aggiudicati tutti la società Open Fiber, società costituita da Enel e Cassa Depositi e Prestiti. Le infrastrutture realizzate con i Fondi Fsc (fondo sviluppo e coesione) o con i Pon-Ic (Programma operativo nazionale Imprese e Competitività) diventeranno di proprietà nazionale, mentre quelle realizzate con i Fondi Fesr (fondo europeo sviluppo regionale) o con altre risorse di provenienza regionale rimarranno di proprietà regionale.
Nelle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) i progetti previsti per le aree bianche a fallimento di mercato sono stati allargati anche alle “aree grigie”.
Su questo tema in questi giorni s’è fatto sentire anche l’Uncem che evidenzia il divario digitale esistente tra i Comuni montani e il resto del Paese. Un divario che potrebbe accelerare lo spopolamento di queste aree. Nei Comuni montani ancora vivono 18 milioni di italiani, tra questi sono ben 5 milioni coloro che non riescono ad accedere, ad esempio, ai canali Rai della Tv.
Infine - si legge sempre nella newsletter della sededi Roma dell'Emilia-Romagna - alcune Anci regionali stanno illustrando il Piano nazionale della Banda ultralarga ai Comuni per accelerare i tempi e firmare delle convenzioni operative.

Dalla newsletter della sede di Roma dell'Emilia-Romagna
Il punto sulla banda ultralarga

 



( red / 09.10.18 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata


time
0.078s