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n. 3470 - mercoledì 10 ottobre 2018

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Toti in audizione alla Camere: il "Decreto Genova" va integrato

(Regioni.it 3470 - 10/10/2018) "Come è noto avrei percorso una strada sensibilmente diversa sulla ricostruzione. È ovvio che ritengo che il risarcimento in forma specifica di Aspi poteva essere più breve ma siamo nell'ambito della discrezionalità politica e ne prendiamo atto". A dirlo è stato Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e commissario per l'emergenza a Genova, il 10 ottobre in audizione nelle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera sul decreto legge Urgenze, riguardante Genova, la sicurezza delle infrastrutture ed i terremoti di Ischia e del Centro Italia.
Bisognerebbe permettere al commissario di avvalersi come capo della struttura commissariale anche di un direttore generale. E' questa una dele richieste del presidente della Regione Liguria:"Occorre dotare la struttura commissariale di strumenti normativi e finanziari adeguati per sussumere gli impegni dei concessionari, non solo nella realizzazione dell''opera ma anche per gli indennizzi legati all'opera stessa". 
Non solo sarebbe opportuno "Dare al commissario delegato la facoltà di autorizzare in deroga assunzioni a tempo indeterminato anche per le società partecipate. Questo ve lo chiedo perché ad esempio l'assunzione di autisti sono a capo di partecipate che al momento sono escluse". Rispetto alla dotazione finanziaria del decreto certamente, rimarca Toti, "non soddisfa le esigenze larghe della comunità ligure". e "Bisogna modulare sia le zone che la scala dei risarcimenti. Oggi si prevede per la maggior parte dei risarcimenti una soglia del 25% di riduzione del fatturato mese su mese. Una scala graduata di ingresso e di uscita dal risarcimento sarebbe più equa, così come si dovrebbe tener conto di un periodo di fatturazione di riferimento più ampio". Tra i bisogni rientra quello delle "risorse per il trasporto pubblico locale con 50mila euro per il 2018 e 2,3 milioni per il 2019 e consentire di procedere in deroga per l'acquisizione di nuovi mezzi di trasporto" e "Il rimborso del mancato gettito derivante dalla zona franca urbana dovrebbe essere previsto non solo per il Comune ma anche per la Regione".
"Come autorità locali avevamo chiesto da subito - ricorda Toti - i famosi 572 milioni del sesto lotto del Terzo valico proprio per dare agli operatori portuali della Liguria un senso di stabilità e continuità sulla volontà di investire del Governo e le possibilità del porto. Dare un senso di presenza del Governo sul principale scalo italiano poteva essere utile". 
Rispetto invece al "tetto di 30 milioni di euro per il porto di Genova credo che si possa fare uno sforzo in più". Il riferimento è alla norma del decreto che prevede che i porti del sistema ligure possano trattenere una quota dell''Iva prodotta del 3% - anziché dell''1% - fino a un massimo di 30 milioni. "C'è stata un''interlocuzione serrata con il Governo. Ci sono cose che abbiamo concordato, cose su cui non abbiamo concordato e cose su cui abbiamo concordato e che avremmo modificato in fase di conversione".
E' importante che sia previsto "che eventuali economie sulle risorse possano essere utilizzate per integrare il piano di interventi del commissario delegato" con riferimento alle funzioni di Protezione civile. "Nel decreto - spiega Toti - alcune voci di spesa potrebbero essere sottofinanziate e altre sovrafinanziate. Se per esempio si decidesse di assumere meno personale e ci fossero spese oggi non preventivate, per esempio sul monitoraggio nell''area del cantiere o sulla sicurezza, sarebbe utile poterle utilizzare in modo flessibile".
Occorre poi "Inserire nel decreto la cassa integrazione in deroga in favore dei lavoratori del settore privato impossibilitati a prestare l''attività lavorativa".e prevedere una "indennità una tantum pari a 15mila euro in favore dei collaboratori coordinati e continuativi, dei titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale, dei lavoratori autonomi, dei titolari di attività di impresa e professionali, che abbiano dovuto sospendere l''attività a causa del crollo del ponte".
Quanto poi al divieto per le altre concessionarie di partecipare alla ricostruzione del ponte Morandi "non ho capito la ratio del legislatore quando parla di vantaggi competitivi indebiti. Certamente quasi tutti i campioni nazionali in termini di costruzioni sono quasi tutti collegati a concessionari".
"È convinzione, non solo mia, che il modo migliore per far sì che un appalto sia espletato in tempi rapidi, e che soprattutto i lavori vengano eseguiti in modo egualmente spedito ma anche a regola d’arte, è che la stazione appaltante abbia un quadro di regole chiaro e certo" ha detto il presidente dell'Anac (autorità nazionale per l'anticorruzione) Raffaele Cantone. Se Il magistrato ha lanciato l'allarme sulle deroghe concesse al commissario straordinario per la ricostruzione del Morandi, il sindaco Marco Bucci, ha sottolineato il rischio "di creare incertezza e di produrre contenziosi. Possiamo stimare circa 400 milioni di danni, quindi questa dovrebbe essere la somma in parte risarcita da chi ha causato il danno" ha spiegato ieri in audizione il segretario generale della Camera di commercio genovese, mentre il presidente di Confindustria Genova, Giovanni Mondini, ha chiesto di "prevedere la Zes (Zona economica speciale; Ndr) per cinque o sette anni".



 


( red / 10.10.18 )
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