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n. 3470 - mercoledì 10 ottobre 2018

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Tria: dobbiamo recuperare fiducia, ma non rinunciamo alla crescita

Le risposte del ministro dell'economia alle osservazioni dell'Ufficio parlamentare di Bilancio

(Regioni.it 3470 - 10/10/2018) "A seguito della mancata validazione" da parte dell'Ufficio parlamentare di Bilancio (vedi notzia successiva)  il Governo "ritiene opportuno confermare le previsioni contenute nella Nota di aggiornamento al Def". Lo ha detto il ministro dell''Economia, Giovanni Tria, in un nuovo intervento nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato, replicando alla mancata validazione delle stime da parte dell'Upb. "Non dobbiamo lasciare - ha detto il ministro - che la volatilità di breve termine dei mercati offuschi la nostra capacità di formulare valutazioni e previsioni equilibrati. I rischi politici ed economici internazionali sono sempre esistiti e anche per questo motivo che nei documenti di programmazione si formulano previsioni di natura prudenziale e non ottimistiche. Ma non possiamo, né dobbiamo, basare il quadro programmatico su scenari di rischio a ribasso altrimenti stravolgiamo il significato di tale previsione. Sull'unico aspetto in cui ci siamo staccati della prassi", ovvero i rendimenti sui titoli di Stato,e "in cui abbiamo utilizzato livelli lievemente più alti rispetto allo scenario programmatico alla luce di sviluppi di mercato intercorsi, va detto che "lo abbiamo fatto in chiave prudenziale e non in chiave della previsione programmatica"."Desta certamente preoccupazione" l'aumento dello spread "ma voglio ribadire che si tratta di una reazione eccessiva non giustificata dai fondamentali dell'economia e della finanza pubblica italiana", ha detto Tria."L''ufficio parlamentare di Bilancio, il 19 settembre, ha validato le previsioni del quadro macrotendenziale del Governo. Ciò di cui si dovrebbe discutere, quindi, è la differenza fra scenario programmatico e tendenziale. E non la misura in cui la previsione ufficiale si distacca dalle proiezioni di mercato o istituzioni internazionali. Tali previsioni, poi, sono state pubblicate in tempi diversi e sulla base di informazioni parziali o obsolete, alla luce delle ultime scelte di politica economica del Governo".Lo ha detto il ministro dell''Economia, Giovanni Tria.
La manovra, nel 2019, sarà coperta con "15 miliardi di euro". Una parte delle risorse, "6,9 miliardi", sarà rappresentato da tagli di spesa e "8,1 miliardi di aumenti di entrate", ha spiegato Tria. Nel 2020 - ha aggiunto- "tagli e aumenti di entrate" saranno pari "a 3,9 miliardi", nel 2021 "4,7 i miliardi dovuti ai tagli e 5,2 miliardi alle maggiori entrate". La manovra "comprende anche l''adozione di politiche di riduzione delle imposte il cui ammontare è pari a 0,6 miliardi nel 2019, 1,8 nel 2010 e 2,3 nel 2021. L''effetto sul tasso di variazione del Pil è contenuto e raggiunge lo 0,1% nel 2021". E "La manovra consta di misure espansive e di interventi di copertura finanziaria. Nel complesso la manovra è quantificabile con un aumento dell''indebitamento pubblico di circa 22 miliardi nel 2019". L'impatto della manovra sul Pil reale - secondo il modello Item - "è di 0,6%, corrispondente a un moltiplicatore medio dello 0,5% nel primo anno. Un valore del tutto in linea con altri modelli utilizzati da altre istituzioni internazionali"."Il disegno esatto" delle misure che saranno contenute nella manovra è "in corso" di scrittura. "Per questo mi pare strano il voler già tentare di valutarne le azioni, se non si hanno dettagli. Interpretiamo l'obiezione dell''Upb come uno stimolo all'azione anziché come un motivo per abbassare le nostre previsioni, e cosa più importante, le nostre ambizioni". "Il nostro intervento si muove all''interno della cornice istituzionale europea, la modifica di convergenza verso il sentiero Mto è uno degli strumenti messi a disposizioni dalla governance comunitaria, per permettere ai Paesi membri di adattare le proprie politiche ai mutati contesti macroeconomici"."Auspichiamo una mutua e proficua collaborazione" con la Commissione europea "nel processo di valutazione dell''imminente legge di Bilancio, tenendo in considerazione i rilievi dei soggetti competenti.Continueremo a costruire un clima collaborativo", convinti "che le misure" della manovra "possano dispiegare a pieno i loro effetti solo in un quadro di coordinamento istituzionale". "Nel suo complesso la manovra è quantificabile in un aumento dell'indebitamento pubblico di circa 22 miliardi di euro nel 2019". Nello stesso anno si aggiunge una "copertura finanziaria" per un ammontare di "15 miliardi di euro", tra tagli di spesa e aumenti di entrate. Per un totale di 36,7 miliardi di euro nel prossimo anno. "Non intendo sottrarmi alle osservazioni dell''Upb a proposito della tempistica di alcune misure espansive della manovra", ovvero il piano di investimenti pubblici, che secondo l'Ufficio "partirà in ritardo e comunque in corso d''anno", con una "riduzione" del suo "impatto sulla crescita" rispetto alle previsioni del Governo. "Anche le nuove politiche sociali", come il reddito di cittadinanza e Quota 100, "potrebbero intervenire in corso d'anno, rendendo l'impatto complessivo inferiore alle stime. Il rischio non va sottovalutato. Tuttavia il rilancio degli investimenti pubblici è una priorità del Governo e abbiamo già intrapreso iniziative tese a far sì che le relative decisioni siano prese in tempi stretti. Le nuove politiche di inclusione sociale saranno attivate in modo tale da raggiungere le platee interessate già a inizio 2019". ."Ulteriori misure espansive riguardano gli incentivi agli investimenti e all''innovazione, insieme agli interventi di spesa per il pubblico impiego, per un ammontare di 1,8 miliardi nel 2019, un valore che sale a 3,2 miliardi nel 2020 e a 4,1 miliardi nel 2021".Secondo Tria il reddito di cittadinanza e Quota 100 costeranno 16 miliardi di euro in tre anni. "Nel complesso questi interventi si tradurrebbero in un incremento del tasso di variazione del Pil di 0,3% nel 2019, 0,2% nel 2020 e nel 2021, rispetto al tendenziale"."E'' chiaro" che sulla manovra "il Governo debba recuperare la fiducia", Ma "non è che ci possiamo porre il problema: ''Non abbiamo fiducia e quindi rinunciamo a una manovra di crescita''. Un Governo, un qualsiasi Governo non può porsi su questo piano", ha concluso il ministro dell''Economia.


dalla webtv della Camera:
Alle ore 10 del 10 ottobre, le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, presso la Sala del Mappamondo, ai sensi dell’articolo 18, comma 3, della legge n. 243 del 2012, in ordine alla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018, hanno svolto l’audizione del ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria.



( red / 10.10.18 )
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