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Regioni.it

n. 3478 - lunedì 22 ottobre 2018

Sommario
- Salvini: accordo per autonomia Regioni in Consiglio dei ministri
- Provincia autonoma di Bolzano: i risultati delle elezioni
- Provincia autonoma di Trento: i risultati delle elezioni
- Fontana: l'autonomia è nell'interesse del Paese
- Zaia: progetto autonomia Veneto è sul tavolo del Governo
- Orari apertura esercizi commerciali: posizione su proposte di legge
- Turismo: 6 Regioni al lavoro per "Cammini interregionali"

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Turismo: 6 Regioni al lavoro per "Cammini interregionali"

(Regioni.it 3478 - 22/10/2018) Sei regioni (Toscana, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Marche e Lazio) al lavoro per creare una rete di cammini interregionali e promuoverla attraverso la costruzione di un prodotto turistico complesso. Un lavoro di squadra per realizzare un'offerta condivisa ed omogenea attraverso unità d'intenti e visione complessiva. Questo lo scopo dell'evento che si è tenuto presso l'Abbazia di Spineto a Sarteano.
Tanti i temi messi in evidenza nel corso della sessione plenaria che ha coinvolto i rappresentanti istituzionali delle sei regioni coinvolte. Unico assente l'assessore della Liguria Berrino impegnato nelle attività legate al crollo del ponte Morandi. Anche il ministro al turismo Gian Marco Centinaio, inizialmente previsto in scaletta, non è intervenuto ma ha inviato comunque un messaggio. I cammini - ha scritto il ministro - fanno parte della "narrazione Paese, dice qualcosa di noi, delle nostre origini, delle nostre tradizioni, del nostro saper fare. In questo contesto ho detto fin da subito quanto sia preziosa la sinergia con le Regioni con le quali voglio avere un rapporto diretto. I cammini si stanno rivelando uno strumento sempre più strategico ed efficace per promuovere quelle aree che maggiormente hanno necessità di incrementare la loro attrattività. Nelle linee programmatiche del Ministero dell'agricoltura e del turismo abbiamo deciso di puntare proprio sulla tutela e la promozione di questi paesaggi per valorizzare tutte queste mete, definite di "seconda fascia" ma altrettanto emozionanti. Le città d'arte sono ormai sature. Facciamo in modo allora che i turisti vengano ad ammirare quello che l'Italia può dare in termini di turismo alternativo. Ma offriamo loro anche servizi adeguati. E in questo, iniziative come quella presentata oggi da voi sono in linea con i nostri obiettivi"
"I cammini - ha detto Moreno Pieroni assessore al turismo Regione Marche, intervenuto al dibattito in video conferenza - diventano una grande opportunità per le realtà più piccole. Un percorso molto complesso che oggi parte. Per le Marche diventa un'occasione importantissima soprattutto per le comunità colpite dal sisma. Sarebbe molto bello se la seconda parte di questo incontro, il prossimo anno, potesse tenersi in una di queste piccole realtà".
"La Toscana - ha aggiunto Andrea Corsini assessore al turismo della Regione Emilia Romagna - per noi è stata quasi un modello, un punto di riferimento al quale ci siamo ispirati quando abbiamo deciso di avviare la strutturazione dei nostri cammini. Per noi è stato anche un modo per far sentire protagoniste dello sviluppo turistico regionale tante piccole realtà che si sono sentite trascurate. Adesso però è importante anche sapere se al governo attuale interessa ancora continuare a sviluppre un discorso avviato nella precedente legislatura. C'è un po' di inquietudine dopo l'esito del bando per le periferie. L'unione di intenti che abbiamo subito trovato con le altre regioni però ci fa ben sperare.
"Auspico - ha quindi proseguito Fabio Paparelli, vicepresidente della Regione Umbria - che su questo versante si possa entrare nella fase operativa e che anche il Mibact continui ad starci accanto. Dobbiamo portare a compimento un lavoro importante già in parte avviato dalle singole amministrazioni regionali. E occorre farlo avendo sempre in mente tre elementi: sostenibilità, accessibilità e innovazione. Tutto questo diventa importante per arrivare a un'offerta omogenea e strutturata anche a livello nazionale. La sinergia tra le regioni centrali deve diventare sempre più forte".
Le riflessioni della Regione Lazio sono state affidate al consigliere, Marta Eleonori,che ha spiegato che "i cammini rappresentano la sintesi di tutto quanto di bello l'Italia è in grado di esportare, attraverso un turismo diffuso e sostenibile. Il Lazio ha dedicato un assessorato a questo ed avviato tante azioni importanti. Ritengo che la tecnologia, che al camminatore tradizionale può apparire qualcosa di estraneo, possa giocare un ruolo determinante per la promozione, l'informazione, l'offerta di servizi, l'abbattimento di barriere fisiche e non".
"La Regione Toscana - ha affermato l'assessore al turismo Stefano Ciuoffo - ha promosso quest'incontro che rappresenta la prima occasione di dialogo sul tema dei cammini tra tutti gli attori coinvolti: Ministero, Regioni, Comuni e Associazioni. Un'opportunità per costruire un prodotto turistico con caratteristiche omogenee, aldilà dei confini regionali. Un modo per proporre un turismo ‘lento', sostenibile, esperienziale che porta a scoprire, attraverso il cammino, i piccoli borghi del cuore dell'Italia".
La Toscana, ai 20 milioni investiti a partire dal 2009 sulla via Francigena per la sua messa in sicurezza, dotazione di segnaletica e di punti sosta e realizzazione di punti tappa con Ostelli, ha aggiunto più recentemente somme più piccole ma non meno importanti: 370.000 euro sulle vie Etrusche, 50.000 euro sulla Romea Strata, anche queste finalizzate alla messa in sicurezza ed alla segnaletica; sono stati aggregati i Comuni sulla Via Lauretana con cui è stato definito un piano di interventi prioritari di messa in sicurezza e segnaletica per circa 300.000 euro che la Regione presenterà al Ministero per il finanziamento. Ancora più complessa è stata l'operazione che ha permesso di aggregare 26 Comuni delle Vie di Francesco che hanno presentato schede di interventi per circa 2 milioni per la messa in sicurezza ed ulteriori progetti per interventi di miglioramento che verranno presentati sempre al Ministero. Inoltre saranno a brev e avviati dei bandi riservati ai Comuni (per circa 400 mila euro) per il finanziamento della segnaletica dei percorsi che ancora non ne dispongono a condizione che i Comuni abbiano stipulato una convenzione per la gestione associata del cammino. Attivata anche una collaborazione con l'Università di Firenze che ha permesso di qualificare gli interventi e le proposte dei Comuni che si sono avvalsi di questo supporto scientifico; avviato un confronto con i rappresentanti della Conferenza Episcopale Toscana che ha dato vita ad una preziosa indagine sulle emergenze religiose. La tematica è importante e sentita, prova ne sono le numerose proposte di cammini avanzate negli ultimi tre anni da parte di Enti locali ed Associazioni.
"Il lavoro sugli itinerari - ha ribadito Ciuoffo - permette di destagionalizzare i flussi turistici e di farli confluire nelle aree interne, consentendo un'opportunità di crescita e di sviluppo economico. La capacità di creare nuove vie fruibili in sicurezza - ha detto ancora l'assessore - deriva dalla unione di intenti tra gli attori pubblici coinvolti e l'associazionismo che si dedica a questi temi. Camminare significa recuperare una percezione interiore e una dimensione individuale attraverso l'interazione senza filtri con il paesaggio e con tutto ciò che ci circonda. Camminare significa anche unirsi e superare confini, acquisire capacità di osservazione e distinguere il bello dal brutto. Insomma tanti valori che permettono di creare condivisione e sopratutto, per tante realtà locali attraversate dai cammini, mantenimento delle realtà locali, permanenza di giovani e sopratutto rilancio economico".
Nel corso dei lavori sono stati individuati 5 cammini interregionali ‘pilota' (Via Lauretana, Via degli Dei, I Cammini di Francesco, Via Matildica del Volto Santo, Via Clodia) e quattro ambiti operativi e strategici: manutenzione, accoglienza, promozione e governance, su cui tutti gli attori per ogni singolo cammino (Regioni, Comuni, Associazioni) hanno potuto confrontarsi per sviluppare una strategia comune. Per condurre il dialogo in modo organico e costruttivo, ci si è avvalsi di strumenti tecnologici ad hoc che hanno facilitato la co-progettazione. I partecipanti hanno potuito interagire e votare con gli smartphone durante le fasi dell'evento e le sessioni di brainstorming e hanno contribuire agli interventi dei relatori, visualizzando i risultati in tempo reale. I contributi dei partecipanti e gli impegni presi dalle Regioni confluiranno, alla fine dei lavori, nel documento: "Carta di Spineto" che segnerà le future linee guida per le azioni sui cammini dell'Italia centrale.
In questi ultimi tre anni sono state avanzate da parte degli Enti locali ed Associazioni molte proposte di cammini: dalla Via del Volto Santo da Pontremoli a Lucca 60 Km alla Via Matildica da Mantova a Borgo a Mozzano 160 Km, La Via Ducale da Lucca a Parma 130 km, La Via degli Dei da Firenze a Bologna 80 km, La Romea Strata dai Paesi Baltici a Fucecchio 1300 Km, La Romea Germanica dai paesi scandinavi a Radicofani 1100 Km, Via di Dante da Firenze a Ravenna 130 Km, Cammini di Francesco da Santa Croce al Sacro Eremo di La Verna e da Arezzo- Cortona al Sacro Eremo di La Verna e da La Verna ad Assisi circa 400 Km, Vie Etrusche che collegano le città Etrusche compresa la Via Clodia che parte da Roma e giunge a Roselle, Via Lauretana che collega Siena a Loreto, La Linea Gotica una testimonianza che attraversa la Toscana fino alle Marche. Come dimenticarsi della principale via Francigena di cui la Toscana si è fatta promotrice della sua candidatura a patrimonio UNESCO. 
Una Via Francigena che sempre di più si struttura e radica nel territorio toscano per offrire sempre più servizi e opportunità con una sinergia tra pubblico e privato. È così che parte in Toscana il progetto Via Francigena termale con l'obiettivo di offrire un servizio a chi fa il cammino e desidera ampliare l'esperienza del pellegrino attraverso una proposta dedicata al benessere.
L'iniziativa, ha come capofila il comune di Gambassi Terme ed è realizzata da Regione Toscana, Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF) con la collaborazione di FEDERTERME ed ANCOT, l'associazione nazionale dei comuni termali.
Sono sei le società termali che aderiscono al progetto nei comuni di Gambassi, Chianciano, Fivizzano, Montecatini, Montepulciano e Sorano. Si tratta di un'opportunità sia per i comuni della Francigena che per le strutture termali: un progetto che accresce le possibilità dei territori di qualificarsi. Le strutture termali si impegnano con un'offerta adeguata al pellegrino legata al trasporto, all'accoglienza e alla cura del corpo con momenti di benessere termale e tariffe agevolate ai pellegrini ed ai turisti della Via Francigena provvisti di credenziale ufficiale di AEVF.
"Quello che si sta sviluppando sulla Via Francigena – ha affermato l'assessore regionale al turismo Stefano Ciuoffo – è un prodotto turistico omogeneo che in relazione con il territorio sviluppa capacità progettuali e imprenditoriali che valorizzeranno l'intero percorso in vari ambiti. È la strada che bisogna percorrere nella diversificazione della nostra offerta turistica, sempre più legata a alla sostenibilità e valorizzazione dell'esistente. Nella fattispecie si crea una proficua sinergia che darà nuovo slancio anche al settore termale con positive prospettive". 
Dotarsi di strumenti comuni per misurare l'impatto a livello locale; individuazione di una cabina di regia unica; potenziare l'accoglienza sostenibile; creare un'immagine e una promozione coordinate; regole condivise e comuni riguardo alla manutenzione; ruolo dell'associazionismo e censimento dei soggetti coinvolti. Sono alcuni degli spunti emersi al termine della due giorni che si è tenuta presso l'Abbazia di Spineto a Sarteano (SI). Spunti che confluiranno nel documento di sintesi del lavoro, la ‘Carta di Spineto', con linee guida e programmi concreti concordati tra le sei Regioni, che è in fase di stesura finale.
Il convegno ha già ottenuto un primo successo: la regione Marche si è proposta per ospitare l'evento del prossimo anno, idea approvata da tutte le Regioni, in modo da renderlo un appuntamento continuativo. Forte e trasversale la necessità di condividere le buone pratiche e collaborare per valorizzare i territori, di creare uno scambio di opinioni ed esperienze. Piace l'idea di una cabina di regia per arrivare ad atti coerenti fra le varie Regioni, con standard uniformi e volontà di collaborare sul piano amministrativo.
Per gli aspetti della governance si concorda sull'utilità di avere partner comuni per ricercare fondi per progetti europei e la volontà di dotarsi di strumenti comuni per misurare i dati sui cammini; l'idea di un osservatorio permanente in collaborazione tra Ministero, Università e Regioni che aiuti a monitorare gli aspetti sui dati socio economici in modalità open data, numeri per capire quali indicatori utilizzare per misurare lo sviluppo locale e la percezione del benessere. Il ricorso ad una 'governance cooperativa' ha convinto i partecipanti che auspicano una cabina di regia unica tra le regioni coinvolte, con incontri periodici e normative condivise su ricettività, ristorazione e criteri di manutenzione.
Molto sentita rispetto all'accoglienza è la forte richiesta di favorire la consapevolezza degli abitanti locali, una sensibilizzazione del territorio nel senso più ampio (popolazione, imprese, associazioni) per promuovere la cultura dell'ospitalità, anche attraverso la formazione. Interessante spunto, quello di un censimento dei potenziali fornitori di servizi erogati da privati (culturali, economici, di trasporto...) al fine di integrare l'offerta pubblica e privata. Emersa anche la necessità di introdurre figure a supporto dei camminatori come gli ‘Angeli Custodi del Pellegrino' e nuove infrastrutture ‘leggere' come le ‘tende del Pellegrino'. Per quanto riguarda gli aspetti legati a comunicazione e promozione si segnala l'esigenza di dare una precisa identità ad ogni cammino, individuato attraverso un'immagine coordinata, da promuovere in maniera condivisa: un modo per preservare l'unitarietà del percorso, pur rispettando le differenti peculiarità territoriali. Un lavoro importante di comunicazione interna rivolto agli abitanti, per coinvolgerli come protagonisti, primi ambasciatori del proprio territorio e agli operatori economici per renderli attori del processo di promozione e comunicazione. Risorse comuni per una promozione coordinata a livello nazionale e internazionale, che permetterà di ridurre i costi, come nel caso della presenza con stand a fiere di settore.
Riguardo alla manutenzione, è emersa l'idea di inserire i cammini nei piani urbanistici comunali per garantire la loro percorribilità nel tempo e di redigere un disciplinare attraverso una gestione condivisa tra pubblico e privato. Oltre alla definizione di una segnaletica uniforme, è stata avanzata l'idea di una georeferenziazione del percorso in coerenza con il tracciato storico. Molteplici e innovative le proposte riguardanti le Associazioni: dall'idea di identificare volontari come ‘custodi' del cammino in un costante dialogo con gli enti locali, a quella di istituire in via sperimentale ‘adozioni' di tappe da parte di privati e Associazioni, che possano contribuire alla corretta manutenzione del percorso. Alla fine dei lavori è stato proposto un censimento di tutte le Associazioni che si occupano di cammini e proposto un incontro di tutte le Associazioni per il prossimo anno in Toscana. Il passo successivo al la stesura finale della Carta di Spineto, sarà la proposta formale di un protocollo d'intesa tra le Regioni dell'Italia centrale con cui sistematizzare le collaborazioni sui cammini.
Qualche numero al termine della due giorni: 6 Regioni, 200 Comuni, 22 associazioni, 180 partecipanti, 5 cammini, 1100 km di percorsi, 50 sondaggi, 2500 risposte.
L'assessore alle Finanze della Regione Friuli-Venzeia Giulia, Barbara Zilli, è intervenuta invece a Colloredo di Monte Albano (Udine) alla terza edizione degli Stati generali dei Cammini. "I Cammini - ha detto - sono un modello di turismo lento che si sposa perfettamente con il sistema territoriale, in questo caso quello collinare del Friuli, e consente di scoprire o riscoprire tesori nascosti, veri e propri angoli della nostra realtà che altrimenti rimarrebbero dimenticati. Riuscire a trovare il tempo per affrontare i percorsi dei Cammini in un'epoca così frenetica come quella attuale - ha aggiunto Zilli - è sinonimo di una comunità animata dal desiderio di conoscere per apprezzare".  "La Regione - ha concluso Zilli - è vicina a questomodello di iniziative, intervenendo anche a supporto della realtà collinare che ha sempre interpretato bene il territorio".  
I Cammini, è stato ricordato nel corso degli Stati generali, danno modo di riscoprire l'ambiente naturale, i paesaggi e le memorie storiche e culturali di un'area che presenta percorsi realizzati in tempi antichi e che ora, opportunamente valorizzati, sono in grado di generare economia e sviluppo sostenibili. A margine dell'incontro è stato anche inaugurato un percorso circolare di 11,5 chilometri, con partenza ed arrivo al castello di Monte Albano, che attraversa i luoghi più significativi sotto i profili paesaggistico, naturale e storico.





( red / 22.10.18 )
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