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Regioni.it

n. 3491 - lunedì 12 novembre 2018

Sommario
- Manovra: Caparini, bene investimenti, ora misure su sanità e trasporti
- Valutazioni sul ddl Bilancio 2019
- Manovra: audizione Corte dei conti
- Manovra: Audizione Istat, per obiettivi serve aumento Pil
- Manovra: audizione dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio
- Agricoltura: danni da gelate, necessaria deroga al piano assicurativo

+T -T
Manovra: audizione dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio

(Regioni.it 3491 - 12/11/2018) “Chi optasse per quota 100 subirebbe una riduzione della pensione lorda rispetto a quella corrispondente alla prima uscita utile con il regime attuale dal 5 al 30% a seconda che l'anticipo sia di uno o oltre 4 anni”. I calcoli sono dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio in Audizione dalle Commissioni bilancio di Camera e Senato nell’ambito dell’esame preliminare della manovra economica per il triennio 2019-2021.
Per l'UPB il deficit "si posizionerebbe nel 2019 al 2,6% del Pil". Secondo le stime di breve termine la crescita del 2019 già acquisita risulterebbe pari allo 0,1 per cento, rendendo l'obiettivo dell'1,5% del Pil per il 2019 “ancora più ambizioso di quanto già rilevato in precedenza”.
La manovra peggiora il disavanzo pubblico, sia rispetto al deficit tendenziale sia, per il biennio 2019-2020, rispetto al risultato atteso per il 2018, che verrebbe nuovamente raggiunto solo nel 2021.
Secondi l’UPB le misure per il rilancio degli investimenti e il rilancio degli investimenti sono obiettivi condivisibili “anche se la loro realizzazione appare ambiziosa alla luce dell’esperienza recente che ha visto anche nel 2017 una spesa ancora in calo e pari a 33,8 miliardi, inferiore di oltre 20 miliardi rispetto alla spesa del 2009. Per il 2018, il MEF stima una riduzione ulteriore degli investimenti pubblici, che dovrebbero scendere a circa 33 miliardi di euro”.
Per quanto riguarda gli interventi sulla finanza locale, l'Ufficio Parlamentare di Bilancio rileva che “una parte significativa della manovra è diretta ad aumentare la capacità di spesa da parte degli Enti territoriali al cui incremento contribuisce anche la revisione delle regole di finanza locale, che, in linea con i rilievi della Corte costituzionale, consente l’utilizzo degli avanzi di amministrazione. Appaiono elevate, ancorché di incerta quantificazione, le somme (circa 16 miliardi a fronte dei 22 miliardi di avanzi potenzialmente spendibili iscritti nei bilanci degli enti) che potrebbero essere utilizzate con maggiore rapidità rispetto alle ipotesi governative, anche alla luce del fatto che si tratterebbe di interventi a lungo rinviati durante la fase di compressione della spesa degli anni pregressi. L’analisi su base territoriale dell’impatto della misura fa emergere una situazione eterogenea tra aree del paese, con una maggiore concentrazione degli avanzi disponibili al Nord.
Nel DDL di bilancio viene inoltre data possibilità a ciascun ente di finanziare gli investimenti con nuovo indebitamento, con il solo limite della sostenibilità del piano di ammortamento dei debiti in essere. Una misura, che consentirebbe una accelerazione della spesa per investimenti già finanziata da mutui, attraverso la libera utilizzazione del Fondo Pluriennale Vincolato alimentato da debito, ma determinerebbe il ricorso a nuovo indebitamento sin dal primo anno, con impatto immediato sul disavanzo e sul debito della PA”.



( gs / 12.11.18 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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