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n. 3492 - martedì 13 novembre 2018

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Bonaccini: libertà di stampa valore cardine della democrazia

(Regioni.it 3492 - 13/11/2018) “La libertà di stampa rappresenta un valore cardine di ogni democrazia. È non solo uno strumento della libertà di pensiero e di parola garantito dalla Costituzione, ma il presupposto naturale di un altro diritto cruciale, quello ad avere una libera informazione per tutti i cittadini”, lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini.
“Gli attacchi fuori registro ai giornalisti e al loro sacrosanto diritto-dovere di cronaca e di critica non possono far parte di un modo corretto di intendere né di interpretare il dibattito democratico, né di stare nelle istituzioni.
Come Presidente della Conferenza delle Regioni penso che si debba gratitudine soprattutto a chi, con onestà intellettuale e rigore, garantisce l’informazione da ogni parte d’Italia e del mondo, anche da quelle zone dove non sempre è facile assicurare un’adeguata copertura informativa. Un invito quindi, anche da parte mia – ha concluso Bonaccini - ad abbassare i toni e al reciproco rispetto. Mi pare infine che, anche in questo, le parole usate dal Presidente della Repubblica debbano essere raccolte da tutti con senso di responsabilità”.
Il presidente della Toscana Enrico Rossi al flashmob organizzato dai giornalisti della Toscana davanti alla sede della prefettura a Firenze. La manifestazione era stata promossa in tutti i capoluoghi di regione d'Italia da Fnsi e Ordine dei giornalisti; in centocinquanta si sono radunati in via Cavour per dire #giùlemanidall'informazione e dire basta alle offese e agli attacchi portati negli ultimi giorni all'informazione da esponenti del governo e del Movimento 5 Stelle. Con il presidente della Toscana Enrico Rossi c'era anche l'assessore alla presidenza Vittorio Bugli, l'assessore alla salute Stefania Saccardi, il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, la vicesindaco di Firenze Cristina Giachi, l'assessore comunale Federico Gianassi ed altri esponenti politici e sindacali.
"Si sta creando contro i giornalisti un clima pesante e negativo e questo non conviene a nessuno, perché la libertà di stampa e di espressione, garantita dalla Costituzione, è un valore per tutti" ha sottolineato Rossi, che si è detto lì per esprimere "solidarietà ai giornalisti toscani e di tutta Italia messi pesantemente all'indice con parole volgari e inopportune.Si devono misurare le parole, perché altrimenti si rischia che diventino pietre" ha aggiunto. Rossi si è poi detto preoccupato e perplesso per la tenuta democratica. Certo – ha detto – la storia non si ripete mai uguale". Il riferimento era a fascismi e nazismi del passato. "Ma sono troppe le assonanze - ha proseguito - e quel che sembra farsi strada è un'idea di nazionalismo che in molti paesi si è coniugato oggi, rivendicandolo anche, in una democrazia illiberale, dove si vota ma dove stampa e media vanno bene solo finché difendono le idee di chi governa". "Bisogna contrastare tutto questo - ha concluso -, abbassando i toni e ritrovando un clima di civile discussione".

"Siete compagni di lavoro nel controllo democratico di ciò che avviene e tutte le volte che questo controllo democratico non funziona, si governa peggio". Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, partecipando al flash mob "Giù le mani dall'informazione" organizzato da Ordine dei Giornalisti e Assostampa dinanzi al palazzo del Comune di Bari dopo gli attacchi ai giornalisti da parte di alcuni esponenti del Governo. Alla manifestazione ha partecipato anche il presidente nazionale dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro. Presenti i presidenti dell'Ordine dei Giornalisti e dell'Assostampa Puglia, Piero Ricci e Bepy Martellotta. "Le esagerazioni insopportabili di cui siete stati vittime - ha detto Emiliano - saranno una occasione per spiegare agli italiani, che non sono stupidi, qual è la funzione che da sempre svolgete e per la quale a nome di tutta le Regione Puglia vi ringraziamo, nonostante i dispetti che qualche volta ci fate".  "Io non sono un cliente facile per i giornalisti, non sono uno che se li arruffiana o li gestisce privatamente, spesso ci litigo, mi arrabbio, ma rispetto le regole. - ha detto Emiliano - So che devo accettare anche l'errore di un giornalista, perché è molto più importante il lavoro che fa lui rispetto a molti altri e forse al mio stesso lavoro, perché lui sta assicurando a tutti i cittadini il controllo dello svolgimento delle attività e delle funzioni pubbliche. Io lo so che non è facile spiegarlo a chi ha un andamento mentale ridotto, - ha continuato il governatore pugliese - ma è necessario far comprendere che è più importante il diritto all'informazione che la stessa attività istituzionale, non lo dico io ma la Costituzione, perché l'articolo 21 sta nei principi fondamentali, mentre tutte le altre norme che riguardano anche le Regioni stanno in articoli molto più spostati. Quella è la gerarchia delle priorità". "Io - ha aggiunto - ho lavorato anche grazie a tutti i rompiscatole che sono qui presenti perché sono stato più attento, più cauto, ho imparato man mano a spiegare le cose prima che si complicassero dal punto di vista mediatico e soprattutto piano piano, nonostante l'assenza totale di ruffianeria reciproca, siamo diventati amici e ci siamo rispettati. Quando si costruisce un rapporto così, l'insieme delle istituzioni ne beneficia. Quante volte ancora dovremo ripetere questa cosa semplicissima perché sia compresa dai nuovi comandanti, perché si muovono come dei comandanti militari, pensando che ogni ostacolo sia una rottura di scatole? Non è così".
"Ho grande rispetto per i giornalisti e per il ruolo dell''informazione. Ma non ci possiamo nascondere che ci sono organi di stampa che fanno legittimamente politica, e altrettanto legittimamente i partiti e i loro rappresentanti hanno diritto di  replicare", ha affermato il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. "Parliamo di attori diversi che però condividono la stessa scena, quella della politica. - ha aggiunto Fedriga - Leggo e ascolto quotidianamente organi di stampa che hanno una propria linea editoriale e fanno politica, ritengo quindi che possano essere criticati dai partiti e dalle persone che loro osservano e giudicano. Purché, ribadisco, tutto rimanga in un clima di rispetto".
"Più che mai, in tempi di fake news e atti alternativi, è indispensabile un'informazione completa e corretta". ha detto il Presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, esprimendo "piena solidarietà ai giornalisti in piazza per il flashmob con lo slogan "giù le mani dall'informazione". "La società moderna - ha concluso - necessita di un'informazione all'insegna del pluralismo e della professionalità".
"Io faccio il giornalista, so perfettamente che i giornalisti tante volte rompono le balle ma alla fine fanno il loro lavoro. Questo vuol dire che qualche volta ti daranno ragione e qualche volta ti daranno torto ma accettare le critiche della libera stampa è un passo fondamentale per ogni sana democrazia". Cosi' il presidente della Regione Liguria e giornalista in aspettativa, Giovanni Toti, commenta i recenti attacchi alla stampa. A Genova il presidio sotto il palazzo della Prefettura è stato organizzato dall'ordine e dell'associazione regionali. "Leggersi sui giornali o guardarsi in televisione sorridendo o storcendo il naso e non concordando con quello che si sente - ha aggiunto Toti- fa parte del meccanismo della libertà di giudizio e la stampa questo deve poterlo continuare a fare nel modo piu' libero e indipendente possibile".
“Massima solidarietà e vicinanza da parte della Regione Marche ai giornalisti nella loro lotta per la libertà di informazione e indipendenza della professione ”. Così il presidente della Regione , Luca Ceriscioli,  a margine di una conferenza stampa, ha voluto esprimere “la piena adesione personale e della giunta regionale alla manifestazione per l’affermazione della libertà di informazione, sancita dalla nostra Costituzione”  che anche ad Ancona, come in altri capoluoghi italiani in contemporanea,  ha visto riunirsi nel flashmob #giù le mani dall’informazione i giornalisti marchigiani in Piazza del Plebiscito, sotto il Palazzo della Prefettura, Ufficio territoriale del Governo. Un luogo simbolo per manifestare il forte dissenso dopo le offensive dichiarazioni del ministro Di Maio e di altri esponenti del partito alla guida del Paese.
"La libertà di stampa è  - secopndo il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci -un diritto irrinunciabile a garanzia di tutti. Un grande valore che non può assolutamente essere messo in discussione da nessuno. La pluralità dell’informazione serve, soprattutto per chi fa politica, a comprendere appieno qual è il sentire della gente, il parere degli altri, le loro opinioni e per questo aiuta a riflettere. Chi si sente leso dal contenuto di articoli di stampa, può far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti, ma non può aggredire verbalmente con insulti irripetibili. Ecco perché condivido la protesta di oggi. Precedenti e concomitanti impegni istituzionali, purtroppo, non mi consentono di poter essere presente in piazza a Palermo, ma voglio far giungere, da presidente della Regione e da iscritto veterano all’Ordine dei giornalisti, la vicinanza mia personale e del governo a tutta la categoria per l’affermazione di un principio sacrosanto".
Il vicepresidente della Regione Sardegna,Raffaele Paci, è intervenuto al Flash Mob organizzato in piazza Palazzo a Cagliari, in difesa della libertà di informazione. "La libertà di stampa e il diritto all'informazione sono capisaldi irrinunciabili di ogni democrazia e vanno tutelati e protetti nell'interesse di ciascuno di noi", ha detto fermandosi a parlare per qualche minuto con i vertici regionali di Assostampa e Ordine dei giornalisti. "In questi giorni abbiamo assistito a bordate di una violenza inaudita, soprattutto perché sono arrivate da parte di chi dovrebbe rappresentare le Istituzioni. È inaccettabile che un ministro, che ha giurato sulla Costituzione, attacchi e minacci in modo così volgare la libertà di stampa, che è un caposaldo costituzionale. Gli attacchi all’informazione, e a chi ogni giorno lavora per garantire notizie e tutelare il diritto dei cittadini a essere correttamente informati, sono sempre da respingere e condannare. Ma, oggi più che mai, nel momento in cui offese e minacce arrivano dal vicepresidente del Governo, non si può assolutamente restare in silenzio”, conclude Paci, che ha espresso solidarietà da parte di tutta la Giunta.
Nel pomeriggio infine il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa al termine della Conferenza di Palermo sulla Libia ha assicurato che "Questo governo, non io personalmente, che è scontato, ma questo governo è per la libertà di stampa. Non dovete temere: non sarà mai posto in discussione un principio fondamentale di qualsiasi sistema democratico. Poi, come voi spesso attaccate violentemente, può accadere che siate attaccati violentemente anche con qualche termine lessicale che può essere ritenuto eccessivo, ci sta. Ma il principio della libertà di stampa non verrà mai messo in discussione".
 
 
 


( red / 13.11.18 )
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