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n. 3502 - martedì 27 novembre 2018

Sommario

Documento della Conferenza delle Regioni del 22 novembre

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Identità digitale per uso professionale: posizione su "linee guida"

(Regioni.it 3502 - 27/11/2018) Parere favorevole delle Regioni, ma con alcune raccomandazioni, sulle linee guida per il rilascio dell’identità digitale per uso professionale. Le osservazioni della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sono contenute in un documento - a firma congiunta con Anci ed Upi -  che è stato consegnato al Governo in occasione della Conferenza Unificata del 22 novembre.
Nella setssa sede è stata consegnata anche una nota del Presidente della Provincia autonoma di Bolzano concernente una specifica raccomandazione relativa al rispetto del bilinguismo.
Si riporta di seguito il testo delle raccomandazioni (già pubblicato sul portale www.regioni.it, sezione "Conferenze").
Posizione Conferenza Regioni, anci e Upi sulle linee guida per il rilascio dell’identità digitale per uso professionale
Parere, ai sensi dell’articolo 71, comma 1, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82
Punto 2) O.d.g. Conferenza Unificata
Le Regioni, l’ANCI e l’UPI esprimono parere favorevole sullo schema di linee guida con le raccomandazioni tese ad aprire un confronto con AgiD sui seguenti temi:
- Gestione del transitorio fino alla messa a disposizione della Attribute Authority. Va condiviso un piano ed uno scenario di lavoro che permetta ai service provider di gestire il transitorio in attesa delle Attribute Authority: in particolare va definito quando gli IdP inizieranno a rilasciare Identità ad uso professionale; se tale identità ad uso professionale verrà rilasciata solo per le categorie di utenza che man mano avranno a disposizione una Attribute Authority; se tali categorie di utenti continueranno ad accedere con SPID persona fisica…;Confronto su best practices: Regioni, ANCI ed UPI sono disponibili ad un confronto con AgID per la redazione di un documento di best practices sul tema che possa essere da supporto per omogeneizzare l’approccio al tema da parte dei Service Provider PA. In questo contesto si inquadrano anche le modalità di revisione dei servizi da parte dei Service Provider PA che si renderanno necessari per adottare il modello delle Attribute Authority;
- Persone giuridiche: dal documento di chiarimenti di AgID rimane immutato il problema di accesso delle attuali Persone Giuridiche. Su questo tema occorre quindi un ulteriore approfondimento;
- Identità ad uso professionale per la PA: anche su questo tema si chiede di poter arrivare alla definizione di una best practice per garantire omogeneità di introduzione del modello all’interno delle PA interessate. Occorrerà poi capire come potrà una PA interessata dotare i propri dipendenti di una Identità SPID ad uso professionale; quali saranno i costi associati e quali le modalità di acquisizione. Ad oggi non vi sono indicazioni su questo tema che però sta prendendo forma anche in relazione all’avvio dei ragionamenti sulle Attribute Authority. Si rischia che la ricaduta sulla PA non sia economicamente trascurabile.
Si ritiene, inoltre, che per non correre il rischio di far collassare l’iniziativa SPID, che già non sta rispettando le previsioni di crescita attese, occorra porre l’attenzione sugli utilizzatori finali, semplificando l’esperienza utente il più possibile evitando duplicazioni, aggravi di operatività e soprattutto economici.
Stesso punto di attenzione va posto verso i Service Provider PA che rappresentano, di fatto, la vetrina nei confronti dell’utente. Le azioni che a vario titolo insistono sul tema SPID devono portare ad un beneficio complessivo del sistema e non rappresentare un aggravio per l’adozione; a tale scopo si ritiene utile la condivisione di un piano complessivo dove possano essere valutate le azioni che AgID metterà in campo a medio termine e gli impatti che ne conseguiranno al fine di consentire agli Enti le corrette strategie di diffusione dei servizi.
Le Regioni, l’ANCI e l’UPI ritengono utile, pertanto, un impegno a rivedere il modello di business di SPID che ad oggi ha dimostrato di avere qualche problema. Le Identità digitali professionali infatti non hanno ancora nessun guadagno e sono in perdita con la conseguenza che alcuni di loro non stanno più investendo sul sistema.
Roma, 22 novembre 2018



( red / 27.11.18 )
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