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Regioni.it

n. 3506 - lunedì 3 dicembre 2018

Sommario
- Manovra: 2 miliardi in più per investimenti in sanità
- Legge di Bilancio 2019: sanità, firmato accordo Governo–Regioni
- Sanità: Saitta, da Regioni “totale solidarietà a Venturi”
- Ambiente: Rapporto 2018 Green Italy di Symbola e Unioncamere
- Bonaccini su decisione Ordine medici Bologna: tuteleremo Regione
- Istat: prodotti agroalimentari 2017
- Legge di Bilancio e sanità: Fontana e Viale su accordo Governo-Regioni
- Politiche europee: winter school Cinsedo, l'importanza di "fare sistema"

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Bonaccini su decisione Ordine medici Bologna: tuteleremo Regione

Insorgono anche infermieri e medici ospedalieri: Anaao "inaccettabile invadenza". Mangiacavalli (Fnopi): "non è un atto di natura professionale ordinistica, ma l’ennesima ingerenza della politica in una materia dove la politica non dovrebbe entra

(Regioni.it 3506 - 03/12/2018) “Una decisione molto grave e inaudita”, con la quale “un Ordine professionale giudica le scelte di un organo politico come la Giunta regionale”. Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, esprime piena solidarietà all’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, colpito ieri sera dalla massima sanzione prevista al termine di un procedimento disciplinare avviato dal presidente dell’Ordine dei medici di Bologna, Giancarlo Pizza, attivatosi in merito all’atto con cui la Direzione generale dell’assessorato alla Sanità, nel 2016, definì le indicazioni rivolte alle aziende sanitarie sul personale impiegato nell’attività di pronto soccorso. “Innanzitutto- afferma Bonaccini- voglio dire che Sergio Venturi è, oltre che una brava persona, un ottimo assessore e lo ringrazio per essersi messo al servizio di questa Regione. Per questa ragione deve proseguire nell'importante lavoro che sta facendo”.  
Dopodiché, il presidente della Regione si sofferma su tre questioni: “La radiazione è avvenuta da parte dell’Ordine per una violazione al proprio codice deontologico o per comportamenti e scelte come medico di Venturi? No, lo ha fatto processando il suo operato da assessore, per essersi permesso di proporre l’adozione di una delibera amministrativa che poi la Giunta, organo politico collegiale, ha adottato. Si tratta di un provvedimento molto grave, inaudito, a quanto consta senza precedenti nel suo genere, che indirizzandosi formalmente contro una singola persona colpisce in realtà in modo strumentale l’autonomia delle scelte di un organo politico-amministrativo”.
In secondo luogo, “l'operato di un assessore e di una Giunta, in democrazia, è sottoposto al giudizio dei cittadini (o eventualmente della Magistratura, se si registrano illeciti o irregolarità, ma il caso non ha nulla a che fare con questo), non di un Ordine professionale, a cui non compete certo il sindacato sulle scelte di un organo politico. Ho rispetto per tutti gli Ordini e per la loro autonomia ma ne pretendo altrettanta per l'istituzione che pro-tempore governo”.
Inoltre, “sono personalmente convinto che l'assessore Venturi vedrà riconosciute le proprie ragioni in relazione ad una decisione priva, a mio avviso, di qualsiasi basilare fondamento giuridico e potrà quindi ottenere giustizia nelle sedi proprie”. Come “presidente e come Giunta dell'Emilia-Romagna tuteleremo nel contempo, in tutte le sedi e in tutte le forme necessarie, la nostra autonomia e la nostra immagine, insieme a quella del Servizio sanitario regionale. La sanità dell'Emilia-Romagna non si lascia processare da chi, peraltro, nonostante guidi l'Ordine dei medici di Bologna, ha più volte espresso dubbi sull'obbligo vaccinale e sulla nostra legge regionale che ha aperto la strada a livello nazionale”.
“Nella giornata del 1° dicembre - ha riocordato Bonaccini- l'assessore Venturi ha firmato a Palazzo Chigi, a nome di tutte le Regioni italiane, un accordo sulla parte sanitaria della legge di Bilancio all'esame del Parlamento. A dimostrazione della stima di cui gode presso tutti i suoi colleghi in Italia e del prestigio che la Regione Emilia-Romagna ha quando si discute di Sanità".
Il 2 dicembre il Presidente è tornato sul tema annunciando che “Nella giornata di oggi abbiamo dato mandato ai nostri legali di tutelare in ogni sede e con ogni azione l'immagine della Regione Emilia-Romagna e del nostro Sistema sanitario. Mandato col quale intendiamo proteggere anche l'autonomia dell'istituzione da ingerenze inaccettabili perché palesemente illegittime, a partire dalla piena agibilità politica e amministrativa della Giunta regionale”.
“Qualcuno - ha proseguito Bonaccini - ha confuso il sacrosanto diritto alla critica con quello di giudicare e sanzionare gli atti amministrativi e le politiche dell'istituzione, salendo su un piedistallo improprio da cui è bene che scenda immediatamente”.
"Occorre quindi distinguere. Per quanto risultino inconsistenti, e francamente irrispettose verso le migliaia di operatori che ogni giorno operano per la tutela della nostra salute, le critiche politiche che descrivono una sanità regionale allo sbando debbono e possono essere facilmente smentite - ha sottolineato il presidente-. Come funzioni il 118 in questa Regione e di quanta organizzazione, professionalità e abnegazione siano capaci i nostri operatori sanitari lo vediamo quotidianamente. Lo abbiamo pubblicamente riconosciuto, tutti insieme, all'indomani del tragico incidente autostradale di Borgo Panigale quattro mesi fa. E questo è solo un esempio. Ma questo è appunto, un piano di valutazione politica: se Lega, M5S e Fi ritengono ora di poter gettare fango su questo servizio se ne assumono la responsabilità davanti ai cittadini. Viceversa, c'è chi ha scelto deliberatamente, com'è ormai di tutta evidenza, di condurre una battaglia politica attraverso l'attacco a una persona, l’assessore Venturi, alla sua carica e a un'istituzione con strumenti impropri che stanno danneggiando un bene comune quale è il Servizio sanitario regionale. Tranquilli come siamo della correttezza dei nostri atti e del nostro operato, la cui legittimità non può essere in ogni caso valutata da un ordine professionale - conclude Bonaccini - tuteleremo fino in fondo la Regione e le deliberazioni assunte in tutte le sedi".
“La radiazione dell’assessore Sergio Venturi dall’Ordine dei medici per aver svolto il suo compito di programmazione e gestione della Sanità in una Regione, l’Emilia-Romagna, dove i risultati sanitari più che positivi sono sotto gli occhi di tutti, non è un atto di natura professionale ordinistica, ma l’ennesima ingerenza della politica in una materia dove la politica non dovrebbe entrare”. Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini degli infermieri, il più grande Ordine italiano con i suoi oltre 440mila infermieri presenti in Italia, interviene sul “caso Venturi”, che ha visto l’assessore dell’Emilia Romagna e presidente del Comitato di settore Regione-Sanità, quello cioè che si occupa dei contratti, radiato dall’Ordine dei medici di cui faceva parte per aver adottato una delibera di Giunta contraria alle idee del suo ordine di appartenenza. “Lo dimostrano – prosegue Mangiacavalli - le reazioni sconnesse di chi non sa come si programma e gestisce la buona sanità, di chi è estraneo a questo mondo così delicato da avere come unico obiettivo la salute di cittadini, ma ha ben chiari gli obiettivi di prevalenza di questo o quel partito non sull’uomo, assolutamente integerrimo, indiscutibile ed esemplare, non sull’assessore, che ha dato alla Regione risultati superiori al resto d’Italia, né tantomeno sul medico, perché Venturi non si è occupato di un paziente in quanto tale, non è venuto meno alla sua professionalità, ma ha condiviso un atto della Giunta regionale, ritenuto anche dagli altri che lo hanno votato come la soluzione migliore per i cittadini in determinati contesti e a determinate condizioni”.
“Non vogliamo entrare nel merito della polemica strumentalmente aperta medici-infermieri – dice la presidente FNOPI -: la Federazione degli Orini dei medici e quella degli Ordini degli infermieri stanno lavorando assieme e presto proporranno una soluzione condivisa e, ce lo auguriamo, condivisibile da tutte le Regioni. Ma vogliamo sicuramente entrare nel merito della difesa di un sistema che, se sottoposto alle bordate della politica, non riuscirà mai a raggiungere l’obiettivo essenziale dell’ottimizzazione e dell’efficacia dell’assistenza, soddisfando i bisogni dei cittadini e tutelando la loro salute”. “Venturi – ha aggiunto - ha agito come Assessore regionale e pertanto non può certamente dubitarsi del fatto che egli abbia svolto funzioni volte alla cura di un interesse generale, che nulla hanno a che vedere con l’esercizio della professione medica. Né può certamente dirsi che, in quanto medico, egli non avrebbe dovuto proporre e concorrere (con gli altri componenti della Giunta) ad adottare un atto che si vorrebbe contrario alla categoria medica”.
“Quando si è parte di organi politici e istituzionali – ha sottolineato Mangiacavalli - si devono fare gli interessi pubblici e generali, non quelli di parte, che siano individuali, associativi o corporativi. Anche perché la legge non prevede che professionisti o esperti siano incompatibili a ricoprire cariche istituzionali nei settori di competenza o in cui svolgono la loro attività lavorativa”. “E se anche volessimo guardare, come molti sostengono, il codice di deontologia medica – secondo la presidente degli infermieri - che con il ruolo di assessore tuttavia non centra perché non si tratta di una prestazione bene o male eseguita, esso dice anche che Il medico ispira la propria attività professionale ai principi e alle regole della deontologia professionale senza sottostare a interessi, imposizioni o condizionamenti di qualsiasi natura e che Il medico che riveste cariche pubbliche non può avvalersene per vantaggio professionale e, quindi, non può certo condizionare con queste il funzionamento di un’intera Regione che ottiene risultati tra i più alti del Paese”.
“Ci auguriamo – ha concluso - che chi può e deve intervenga. Ci auguriamo che non si mischi più politica e professione. Ci auguriamo che si ascolti chi ogni giorno è in prima linea per il benessere dei cittadini e che si blocchino fughe in avanti, davvero pericolose se hanno questi esiti, per la salute degli assistiti e della sanità tutta”.
Per l'Anaao-Assomed la radiazione di Sergio Venturi, è  "un'inaccettabile invadenza" . Il sindacato dei medici ospedalieri  esprime "perplessità e dubbi" sul provvedimento preso "non per sanzionare un medico che sta operando in contrasto con il codice deontologico nell''ambito dello svolgimento delle specifiche funzioni, ma il politico che contribuisce all''elaborazione di una legge regionale. Quella della presenza della sola componente infermieristica sui mezzi avanzati destinati all''emergenza/urgenza può rappresentare una scelta criticabile, ma che va contrastata con azioni culturali, politiche, sindacali e, se del caso, giuridiche", sottolinea il sindacato. "Anche in passato come Anaao Assomed - ricorda in una nota - non abbiamo risparmiato critiche a provvedimenti di varia natura adottati dalla Giunta della regione Emilia Romagna. Ci siamo espressi circa 6 mesi fa contro la richiesta del presidente Bonaccini di autonomia differenziata in campo sanitario perché, a nostro parere e non solo, foriera di ulteriori diseguaglianze tra regioni. Ancor prima avevamo stigmatizzato il tentativo di destrutturare lo stato giuridico dei professionisti del Ssr attraverso assunzioni in regime libero professionale o di medici privi di specializzazione destinati giuridicamente all''area del comparto. Le critiche sono state sempre nette ed espresse nel rispetto dei ruoli anche quando le scelte, a nostro parere, erano palesemente errate se non illegittime".
L''Anaao si domanda allora se "l'assessore fosse stato un laureato in architettura o in biologia cosa avrebbe fatto l''Ordine dei medici di Bologna? Siamo di fronte a un''inaccettabile azione dal sentore pan-ordinistico nel campo delle relazioni tra il mondo professionale medico e la politica. Una concezione della funzione invadente e pervasiva che rischia di mettere fuori gioco tutti gli altri attori in campo che vestono la maglietta della professione medica. Oggi è toccato al dottor Venturi, che magari ha commesso l''errore di non cancellare la sua iscrizione all''Ordine nel momento della nomina politica. E se domani toccasse ad un sindacalista?".
Una "nota articolata" è stata diffusa dal Presidente della FnomCeo (la federazione nazionale degli ordini dei medici), Fillipo Anelli, secondo il quale  "la vicenda di Bologna è l’espressione del disagio dell’intera professione medica", motivo per cui la federazione ha proposto gli Stati Generali della professione, al fine di esaminare la cosiddetta “questione medica”, che oggi si manifesta in maniera così eclatante". Precisando poi che "non si tratta qui di entrare nel merito della decisione assunta dall’Ordine di Bologna, valutazione che la FnomCeo, per il suo ruolo istituzionale, e non conoscendone peraltro le motivazioni, non può fare in questa sede, ma di esaminare le motivazioni sociologiche e politico-professionali che ne hanno costituito i presupposti. I condizionamenti dettati da esigenze economiche nell’esercizio della professione medica hanno portato ad uno stato di disagio diffuso tra i sanitari, senza che in alcuna maniera si provasse a porre rimedio". "Abbiamo più volte denunciato - ha ricordato Anelli - le limitazioni sempre più cogenti all’autonomia professionale del medico e, sempre più spesso, abbiamo segnalato il subdolo tentativo di applicare il task shifting (il trasferimento delle competenze dal medico ad altri professionisti) nel nostro Paese, in particolare nel settore di emergenza-urgenza. Abbiamo sempre dichiarato che la professione medica e quella infermieristica sono complementari e indispensabili per assicurare un’efficace assistenza. Nel delicatissimo campo dell’emergenza abbiamo più volte ribadito che la diagnosi non può che essere affidata al medico e che, quindi, anche nel soccorso avanzato dovremmo trovare un modello che valorizzi le due figure professionali, medico e infermiere, per assicurare al cittadino il massimo livello delle cure e dell’assistenza. Per questo abbiamo avviato un gruppo di lavoro composto da rappresentanti della Fnopi, ossia della Federazione che rappresenta tutti gli Ordini della professione infermieristica, e la FnomCeO, per i medici, al fine di elaborare un modello condiviso di interazione e collaborazione tra le due figure professionali, convinti che il dialogo sia l’unica via per costruire una sinergia tra professionisti e che il nostro   denominatore comune sia la tutela del diritto alla salute dei cittadini".
Poi però Anelli ha sottolineatro che "bisogna riconoscere al Presidente della Conferenza Regioni, Stefano Bonaccini e all’assessore Venturi la volontà di cambiamento attuata con la sottoscrizione del Protocollo di Intesa tra la Conferenza delle Regioni e la FnpmCeO, che consente di avviare un confronto utile, oltreché necessario, per cogliere i suggerimenti e i bisogni di una professione, come quella medica, fondamentale per assicurare il diritto alla salute ai cittadini. Un Protocollo che prova a dare attuazione alla Legge 3/2018 con la quale la Federazione e gli Ordini dei Medici, in virtù del nuovo ruolo di Enti sussidiari dello Stato, insieme alle Regioni avviano il confronto su temi specifici nel rispetto dei propri ruoli, delle proprie prerogative e delle relative autonomie, ferme restando le prerogative e l’importante ruolo che la democrazia riconosce ai Sindacati.
Sarà proprio la Regione Emilia-Romagna, dopo la Lombardia e insieme alla Liguria, il 19 dicembre, ad avviare il Tavolo di confronto tra gli Ordini e la Regione, su questi temi. Tra le questioni che saranno oggetto del confronto ci saranno infatti il ruolo professionale del medico e dell’odontoiatra, le competenze, l’indipendenza, l’autonomia e la responsabilità; l’elaborazione di iniziative in ordine alla prevenzione del fenomeno della violenza nei confronti degli operatori sanitari; il rispetto delle prerogative correlate con lo svolgimento di ruoli, all’interno dei Sistemi Sanitari Regionali, delle Province autonome e delle Regioni (incarichi amministrativi di vertice, incarichi politici, partecipazione a Consigli di amministrazione, etc.), non correlati alla cura diretta di pazienti o all’esercizio professionale medico.
Il Protocollo rappresenta, così, lo strumento che consente di coniugare l’autonomia degli Ordini in chiave deontologica con il diritto del professionista a partecipare alla vita politica del paese. Infatti, da un lato consideriamo valori irrinunciabili i principi della deontologia medica, e dall’altro non possiamo consentire che la professione sia considerata un limite alla partecipazione, da parte dei professionisti, alla vita politica, che è un valore altrettanto irrinunciabile". 


( red / 03.12.18 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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