Header
Header
Header
         

Regioni.it

n. 3507 - martedì 4 dicembre 2018

Sommario
- Banca d'Italia: l'economia nelle Regioni italiane
- Cooperazione: Parlamento Europeo difende programmi Interreg
- Winter school Cinsedo: 10 e 11 dicembre, terza ed ultima ultima fase
- Spettacolo: attuazione legge delega, coinvolgere istituzioni regionali
- Unesco: muretti a secco, elementi immateriali "patrimonio dell'umanità"
- Autonomia: Zaia, alcuni ministri non hanno ancora aperto i dossier
- Gazzetta Ufficiale: la rassegna di novembre
- Tumori: 3,5 milioni di italiani hanno possibilità di superare la malattia

+T -T
Tumori: 3,5 milioni di italiani hanno possibilità di superare la malattia

Focus promosso da Favo, Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia

(Regioni.it 3507 - 04/12/2018) "Diagnosi precoci e terapie personalizzate: il 30% degli italiani a cui viene diagnosticato un cancro guarisce e un altro 20% sopravvive: 3 milioni e mezzo di cittadini hanno la possibilita' di superare la malattia. Ma crescono i costi assistenziali". Lo afferma in un comunicato Francesco De Lorenzo, Presidente della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia - Favo.
Al Senato, Sala degli Atti Parlamentari, Biblioteca G. Spadolini, si è tenuto il Convegno "Il complesso paradigma assistenziale e gestionale delle patologie tumorali. Pazienti, caregiver, clinici, istituzioni e accademia a confronto, per soluzioni sostenibili e percorsi strutturati", promosso proprio da FAVO e organizzato da MA Provider, con il contributo non condizionato di Mylan. "Gli italiani vivi dopo una diagnosi di tumore sono circa 3 milioni e mezzo, pari al 5% della popolazione" afferma De Lorenzo, 
"Di questi - torna a sottolineare il Presidente della Favo - il 30% è guarito mentre un altro 20% convive con la malattia per un periodo sempre piu' lungo. E' dunque crescente il numero di persone che sopravvivono con pensioni di invalidita' e inabilita' con gravissime conseguenze sul piano della sostenibilita' previdenziale e della produttività".
Emergono così nuovi bisogni e altri diritti sociosanitari che vanno assicurati ai malati di cancro per un ritorno alla vita normale e produttiva, a cominciare dalla riabilitazione oncologica precoce, oggi negata. La continua evoluzione di contesto rende necessario individuare nuovi approcci gestionali globali, capitalizzando le esperienze specifiche di tutti gli attori di sistema, paziente e caregiver in primis, giacche' appaiono cruciali ruolo e contributo di 5 milioni di persone che si prendono cura direttamente dei malati, con 33% di disabilita' e inabilita' riconosciute dall'Inps.
In questo quadro rientra anche il Disegno di Legge, a cui ha contribuito anche Favo, su "Disposizioni in materia di caregiver familiare", attualmente in discussione nella Commissione Lavoro del Senato, di cui e' prima firmataria la Senatrice Roberta Toffanin - "I numeri del cancro e il suo elevato impatto socioeconomico, anche in termini di costi da sostenere per il paziente e le famiglie, rendono necessario agire anche a livello legislativo riconoscendo il valore sociale ed economico, per l'intera collettivita', del caregiver, la cui attività rappresenta ormai un fattore imprescindibile per il funzionamento dei sistemi sociosanitari. Sostenere e valorizzare tale figura costituisce un vero e proprio investimento per la sostenibilità dei sistemi sanitari" - ha dichiarato Toffanin.
Il progressivo miglioramento nelle strategie di controllo dei tumori si riscontra a livello globale. Ma il caso italiano si configura come un'eccellenza in grado di distinguersi dagli altri Paesi. In Italia l'incidenza e' rimasta sostanzialmente invariata con 370-380mila casi di tumore l'anno; la mortalita', che negli anni precedenti tendeva ad aumentare, negli ultimi 5 anni ha raggiunto un plateau. Questo è un fatto positivo e dovuto a molteplici fattori: dall'informazione sulla prevenzione primaria a un corretto stile di vita, dai risultati degli screening alle nuove terapie. L'effetto benefico di questi elementi e' stato di portare quasi 3 milioni e mezzo di cittadini italiani malati ad avere nuove chance di vincere la lotta contro il cancro e in alcune casi a superare la malattia. Come sanità pubblica italiana abbiamo i migliori tassi di sopravvivenza dell'Europa occidentale.
"Questi risultati li abbiamo raggiunti su 11 tumori tra i 17 esistenti" afferma Carmine Pinto, direttore dell'Unita' Operativa di Oncologia Medica del Clinical Cancer Center di Reggio Emilia. "In alcuni casi i risultati sono particolarmente  brillanti: riscontriamo percentuali di sopravvivenza fino al 90% per la prostata e all'85% per la mammella; per altri, come pancreas, epatocarcinoma, polmone, le possibilita' di sopravvivenza devono ancora essere migliorate, ma la ricerca promette sviluppi positivi. Serve dunque una nuova visione della sanita' pubblica in tema di oncologia: l'esigenza infatti sta
diventando quella della riabilitazione di questi malati, non solo fisica, ma anche per cio' che concerne altri aspetti, come la fertilita' o le tossicita' a lungo termine. Sono temi ancora oggetto di studio, in quanto prima non erano immaginabili queste possibilita' di sopravvivenza". "Bisogna continuare con questo patto di alleanza molto forte tra oncologi, pazienti, regioni e istituzioni" aggiunge Pinto. "Anche il mondo dell'industria va coinvolto in un programma attivo per garantire equita' e per rendere a tutti i pazienti uguale accessibilita' ai farmaci".
Le prossime scelte di sanita' pubblica al vaglio del nuovo Governo, dalla definizione dei tetti di spesa alla valutazione di fondi dedicati nell'ambito della Manovra di Bilancio, impongono quindi una riflessione a 360°, anche alla luce delle potenzialita' dei farmaci biosimilari nell'area terapeutica, in termini di saving e sostenibilita' globale di sistema. Lo sviluppo e l'utilizzo dei  farmaci biosimilari rappresentano un'opportunita' essenziale per l'ottimizzazione dell'efficienza dei Sistemi Sanitari ed assistenziali, avendo la potenzialita' di soddisfare una crescente domanda di salute, in termini sia di efficacia e di personalizzazione delle terapie, sia di sicurezza d'impiego.
Ruolo cruciale rimane quello del medico prescrittore, a cui e' affidato il compito di contribuire a un utilizzo appropriato delle risorse ai fini della sostenibilita' del sistema sanitario e la corretta informazione del paziente sull'uso dei biosimilari. "Il nuovo scenario sara' sempre piu' caratterizzato dalla possibilita' di remissione a lungo termine in una certa percentuale di casi e da un miglioramento importante della qualita' della vita che impone lo sviluppo e un utilizzo sempre maggiore di appropriati strumenti di valutazione economica" dichiara il Francesco Saverio Mennini, Direttore EEHTA- Ceis, Facolta' di economia Universita' di Roma "Tor Vergata". "Diviene necessario coniugare il valore 'terapeutico' del farmaco con il suo valore economico e sociale, un esercizio cui sono chiamati i decisori del settore sanitario, i medici, gli operatori sanitari, ma anche i pazienti, e tutti i decisori coinvolti (Ministero Economia, INPS e  INAIL)". "Proprio l'impatto in termini di costi sociali ci deve far riflettere sulla necessita' di ampliare e accelerare l'accesso alle cure efficaci" aggiunge Mennini. "Tra il 2009 e 2015, infatti, sono state fornite 22,7 mln di prestazioni riferite alle neoplasie da parte dell'INPS. La spesa totale calcolata in questo periodo per le malattie neoplastiche, fornite e supportate dall'INPS ammonta a circa EUR14 mld (pari al 19% del totale spesa per disabilita' fornita dall'INPS) cosi' suddivise: 48.8% alle pensioni, 32.5% all'invalidita' e 18.7% all'inabilita'. L'utilizzo anche dei biosimilari potrebbe aiutare ad accelerare l'accesso alle terapie efficaci ed anche a liberare risorse da poter impiegare per finanziare l'arrivo delle terapie innovative".


 



( red / 04.12.18 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
Direttore responsabile: Stefano Mirabelli
Capo redattore: Giuseppe Schifini
Redazione: tel. 064888291 - fax 064881762 - email redazione@regioni.it
via Parigi, 11 - 00185 - Roma
Progetto grafico: Stefano Mirabelli, Giuseppe Schifini
Registrazione r.s. Tribunale Roma n. 106, 17/03/03

Conferenza Stato-Regioni
Conferenza Stato-Regioni

Conferenza delle Regioni e Province autonome
Conferenza delle Regioni

Conferenza Unificata (Stato-Regioni-Enti locali)
Conferenza Unificata



Go To Top