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Regioni.it

n. 3507 - martedì 4 dicembre 2018

Sommario
- Banca d'Italia: l'economia nelle Regioni italiane
- Cooperazione: Parlamento Europeo difende programmi Interreg
- Winter school Cinsedo: 10 e 11 dicembre, terza ed ultima ultima fase
- Spettacolo: attuazione legge delega, coinvolgere istituzioni regionali
- Unesco: muretti a secco, elementi immateriali "patrimonio dell'umanità"
- Autonomia: Zaia, alcuni ministri non hanno ancora aperto i dossier
- Gazzetta Ufficiale: la rassegna di novembre
- Tumori: 3,5 milioni di italiani hanno possibilità di superare la malattia

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Unesco: muretti a secco, elementi immateriali "patrimonio dell'umanità"

I commenti dei Presidenti Emiliano e Toti e degli assessori Capone, Mai e Sertori

(Regioni.it 3507 - 04/12/2018) La pratica rurale dell’arte dei muretti a secco è stata iscritta nella lista degli elementi dichiarati patrimonio culturale immateriale dell’umanità. La decisione è stata approvata all'unanimità dai 24 Stati membri del Comitato Unesco, riuniti a Port Louis.
È la seconda volta, dopo la pratica tradizionale della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria, che viene attribuito questo riconoscimento a una pratica agricola e rurale.
“Ancora una volta i valori dell’agricoltura sono riconosciuti come parte integrante del patrimonio culturale dei popoli – commenta il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio -  Il nostro Paese si fonda sull’identità. I nostri prodotti agroalimentari, i nostri paesaggi, le nostre tradizioni e il nostro saper fare sono elementi caratterizzanti della nostra Storia e della nostra cultura. Non è un caso quindi che, dei 9 elementi italiani riconosciuti dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità, ben 4 appartengano al patrimonio rurale e agroalimentare. Un risultato che conferma l’importanza di questo comparto nel nostro Paese e quanto sia fondamentale, come Governo e come cittadini, non dimenticare mai le nostre radici. Ecco perché è necessario continuare a investire nella promozione e nella valorizzazione, anche a livello internazionale, delle nostre produzioni agroalimentari e dei nostri territori.”
Nel 2010 la Dieta Mediterranea è stata iscritta come primo elemento culturale al mondo a carattere alimentare nella lista Unesco; nel 2014 il riconoscimento della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria, primo elemento culturale al mondo di carattere agricolo riconosciuto dall’Unesco; nel 2017 è stata la volta de “L’Arte del Pizzaiuolo Napoletano”.
La candidatura della pratica rurale dell’arte dei muretti a secco è stata portata avanti dal Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo in sinergia con il ministero degli affari esteri e con la Commissione nazionale Unesco. L'Italia aveva presentato la candidatura insieme a Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera. Tra le regioni promotrici della candidatura c’era la Puglia proprio per tutelare una tradizione che ha uno dei suoi punti di forza in Puglia, ma che unisce in pratica tutta la Penisola. "Le strutture a secco sono sempre fatte in perfetta armonia con l'ambiente e la tecnica esemplifica una relazione armoniosa fra l'uomo e la natura”, spiega l'Unesco. “Si tratta di uno dei primi esempi di manifattura umana ed è presente a vario titolo in quasi tutte le regioni italiane, sia per fini abitativi che per scopi collegati all'agricoltura."
“I muretti a secco rappresentano un patrimonio identitario per tutta l’Italia, per il Mediterraneo e per la Puglia in particolare. La Regione  - dichiara il Presidente Emiliano - si è fatta promotrice insieme ad altre regioni di questa candidatura. La nostra terra, dal Salento alla Capitanata, è incorniciata dai muretti a secco, opere che tracciano il lavoro dell’uomo rispettoso dell’ambiente, testimonianza di una storia contadina antica che mantiene intatta la sua autenticità nel tempo. Questo riconoscimento celebra un elemento della nostra tradizione che identifica i luoghi della nostra memoria e che si tramanda di generazione in generazione. Grazie a Unesco potremo valorizzare ancora di più l’unicità del nostro territorio e far apprezzare tutta questa bellezza ai visitatori e ai turisti che verranno a trovarci da ogni parte del mondo”.
 “La pietra è quel “dettaglio” che fa la Puglia. Nel muretto a secco poi racconta tutta la genialità e la fatica, la precisione e la bellezza del lavoro dell’uomo. Nel tempo è rimasta una tecnica di divisione nelle campagne ancora valida e bellissima, che diventa paesaggio – afferma l’Assessore Loredana Capone-  Abbiamo sempre creduto che i muretti a secco fossero un patrimonio unico di storia e di identità locale. Oggi questo riconoscimento ci dà ragione. Vogliamo valorizzare i muretti a secco in Puglia e li metteremo al centro di nuovi itinerari, anche se con Inpuglia365 abbiamo già attivato alcuni laboratori della pietra e di costruzione dei muretti a secco".
 "In Liguria ci sono 42mila ettari di terrazzamenti. Una vera e propria arte che permette di rendere coltivabili i territori della nostra regione e regala a liguri e turisti paesaggi mozzafiato unici. Vi aspettiamo per vedere tutto questo e molto altro! A Natale venite in Liguria”, scrive, su Facebook, il Presidente di Regione  Giovanni Toti.  L'assessore all'Agricoltura della Regione Liguaria, Stefano Mai, ha espresso "grande soddisfazione per la decisione dell'Unesco di riconoscere e premiare la straordinaria bellezza dei paesaggi terrazzati, dichiarando patrimonio dell'umanità i muretti a secco. Un riconoscimento meritato, che dimostra come i valori dell'agricoltura siano riconosciuti come parte integrante del patrimonio culturale dei popoli, e conferma quanto questo comparto sia fondamentale per il nostro Paese", lo ha dichiarato merito alla decisione dell'Unesco di iscrivere "L'arte dei muretti a secco" nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell'umanità. "Questo complesso sistema di opere d'arte e canali di irrigazioni - continua l'assessore Stefano Mai - ha trasformato il paesaggio ligure, permettendo all'uomo di coltivare la nostra regione con produzioni di pregio. Un patrimonio che dobbiamo tutelare. Grazie ai fondi del Psr - piano di sviluppo rurale 2014-2020, dal 2015 a oggi abbiamo finanziato oltre 100 km² di muretti a secco. Cercheremo di recuperare ulteriori risorse lavorando fin da ora alla stesura del Psr 2021-2027, al suo piano finanziario e quindi all'individuazione di risorse congrue affinché non si perdano questi capolavori, che consentono ancora la coltivazione delle nostre "fasce". La valenza dei nostri muretti a secco, non è solo quella di rendere coltivabili i nostri territori, ma anche di regalarci paesaggi mozzafiato e soprattutto di contrastare il dissesto idrogeologico. Le politiche che stiamo mettendo in campo per cercare di recuperare i terreni abbandonati vanno anche in quella direzione, tuttavia spesso si scontrano con dure realtà come quella della proliferazione incontrollata degli ungulati, spesso causa di distruzione di questi. Auspichiamo, quindi, che il riconoscimento dei muretti a secco come patrimonio dell'umanità dell'Unesco, ci aiuti ad attivare politiche territoriali più tutelanti e incisive".
"In Valtellina, dove esiste la più grande area terrazzata vitata e non d'Italia - ha commentato l'assessore regionale agli Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni della Regione Lombardia, Massimo Sertori - si è ottenuto finalmente questo prestigioso riconoscimento internazionale, che conferma l'importanza di questo settore nel nostro Paese". "Il risultato - ha proseguito - è frutto di un lavoro di squadra attuato in questi anni tra gli Enti locali e il Ministero delle Politiche agricole, con il grande supporto e contributo per il nostro territorio della Fondazione ProVinea. L'Unesco ha riconosciuto come 'Patrimonio Immateriale dell'Umanità' la tradizione e la cultura di quest'arte che ha reso storicamente coltivabili territori impervi come quelli valtellinesi. D'obbligo ringraziare Cristina Scarpellini, presidente di Provinea che ha preso a cuore il progetto, portando a casa questo importante risultato per la nostra provincia. Porteremo la Valtellina alla ribalta di un circuito internazionale come quello dell'Unesco"."Adesso sta a noi - ha concluso Sertori - sfruttare e sostenere questo patrimonio con azioni mirate alla tutela e alla valorizzazione di questa opera dell'uomo". "Siamo molto contenti di questo grandissimo risultato per l'Italia che coinvolge tutti i terrazzamenti della Valtellina". È il commento di Cristina Scarpellini, presidente della ProVinea, fondazione che promuove e pone in essere iniziative finalizzate sia alla tutela e valorizzazione del territorio, sia alla difesa dell'ambiente, collaborando con istituzioni ed enti per conseguire i suoi obiettivi, che oggi ha comunicato personalmente all'assessore Sertori la notizia. "Sono in totale 2500 i chilometri di muretti realizzati a secco - ha aggiunto - e la nostra fondazione nell'ultimo anno ha messo in atto varie azioni propedeutiche a questo straordinario riconoscimento. Ringrazio Mipaaf e ITLA Italia che hanno sostenuto fin dall'inizio questa candidatura, così come la vicina Svizzera, i Paesi UE che hanno partecipato e, non da ultimo, l'Unesco per aver confermato 'L'Arte di costruzioni dei muretti a secco' come patrimonio immateriale dell'umanità".


( red / 04.12.18 )
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