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Regioni.it

n. 3510 - venerdì 7 dicembre 2018

Sommario
- Conferenza delle Regioni il 13 dicembre
- Grieco: confronto col ministro Bussetti, riattivati tavoli congiunti
- Natale: arriva dal Friuli l'albero che sarà posto in piazza San Pietro
- UE: autonomie italiane protagoniste alla plenaria del Comitato delle Regioni
- Passante di Bologna: nuovo progetto senza consultare Regione e Comune
- Manovra: sanità, il testo dell'accordo Governo-Regioni firmato il 1° dicembre

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UE: autonomie italiane protagoniste alla plenaria del Comitato delle Regioni

(Regioni.it 3510 - 07/12/2018) Il Parere sul nuovo regolamento generale sui fondi strutturali per il 2021-2027, di cui è stat relatrice la Presidente della Regione Umbria, catiuscia Marini, adottato all’unanimità dall’assemblea plenaria del Comitato delle Regioni a Bruxelles.
Una politica di coesione rafforzata, piuttosto che indebolita dai tagli di bilancio, più semplice e che non contenga la 'macrocondizionalità economica', cioè la regola che prevede il blocco dei fondi per i Paesi che violano le norme di bilancio comunitarie. Le regioni europee continuano a fare blocco in difesa dei fondi strutturali e del loro ruolo nel futuro dell'Ue, che dovrà essere più coesa e solidale.
Dopo un lungo pomeriggio di discussioni e votazioni, cominciato con l'intervento in aula della commissaria per la politica regionale Corina Cretu, il Comitato europeo delle Regioni (CdR) ha approvato un pacchetto di pareri sul volto che, secondo gli enti territoriali europei, dovrà avere la politica di coesione dopo il 2020. Le regioni, così come la Commissione Ue e l'Europarlamento, vorrebbero chiudere entro le elezioni europee di maggio 2019 i negoziati con gli stati membri sul bilancio
dell'Ue 2021-2027 e sulle varie sezioni che lo compongono, fra cui le politiche agricole e di coesione. 
"Il nostro parere va nella direzione di esprimere l'importanza della politica di coesione per tutte le regioni e le comunità locali europee. Le altre istituzioni impegnate nel negoziato devono tenere conto del punto di vista delle regioni", ha commentato la presidente della Regione Umbria e capogruppo dei socialisti nel Comitato delle Regioni, Catiuscia Marini. Insieme al capogruppo del Ppe, Michael Schneider, la Presidente è stata relatrice, come si è detto, del testo più importante approvato dalla plenaria del Comitato, riguardante la nuova normativa 'ombrello' che regolerà sette diversi fondi comunitari, dallo sviluppo regionale alle migrazioni. 
Particolarmente complesso è stato invece il voto del parere sul futuro della Politica agricola comune, per il quale sono stati presentati quasi 400 emendamenti. Molte delle rimostranze provenivano dalla delegazione italiana, che - dopo aver minacciato voto contrario nel caso il testo non fosse stato modificato "tenendo maggiormente conto delle istanze degli agricoltori"- alla fine ha scelto di astenersi. 
Oltre la metà degli emendamenti presentati dalla delegazione italiana al CdR sul parere del francese Kroos sulla nuova politica agricola comune (PAC) (120 emendamenti presentati dall’Italia su oltre 300 totali) sono stati approvati dall’aula con voto pressoché trasversale dei gruppi politici. Sono intervenuti a difesa della posizione italiana Enzo Bianco per il gruppo socialista e Raffaele Cattaneo per il gruppo dei Popolari. Quella italiana è una posizione che sostanzialmente si basa sul documento approvato dalla Conferenza, su proposta della Commissione Agricoltura e dell’Assessore Caselli dell’Emilia-Romagna.Fra i protagonisti del confronto nel Comitato delle Regioni, Guido Milana (ex presidente del Consiglio regionale del Lazio) che ha negoziato ogni emendamento con il relatore francese e ha svolto una decisiva azione di convincimento con alcune delegazioni dei paesi di nuova adesione, sulla carta interessati dalle posizioni italiane (Romania e Bulgaria hanno infatti votato compatte in favore delle posizioni italiane, aldilà degli schieramenti politici).
Soddisfazione è stata espressa oggi dalla delegazione italiana al Comitato europeo delle Regioni per l'esito del braccio di ferro ingaggiato sull'approvazione del parere sul futuro della politica agricola comune (Pac). Prima dell'esame dei quasi 400 emendamenti presentati, il capodelegazione Enzo Bianco aveva manifestato la contrarietà dei rappresentanti locali italiani a un documento ritenuto troppo sfavorevole per gli agricoltori e le piccole aziende. Poi lo stesso Bianco ha dichiarato di essere "soddisfatto per il ruolo che i membri italiani, tutti e al di là delle appartenenze politiche, hanno avuto nel sostenere e condividere le posizioni di particolare interesse per gli agricoltori, per le aziende agricole e i giovani agricoltori. Con i 120 emendamenti presentati, di cui l'80% sono stati approvati dall'Aula, la delegazione italiana, con la sua determinazione e unità, ha contribuito al miglioramento del parere (di cui è relatore il vicepresidente della Regione Occitania, Guillaume Cros), modificandone l'impostazione iniziale".
In ogni caso La nuova Pac proposta dal Comiatto delle Regioni è sicuramente più vicina al volto agricolo italiano. 
Il lavoro sul futuro dell'Unione che le regioni europee vogliono portare avanti non si ferma però ai fondi strutturali. Come annunciato dal presidente del CdR Karl-Heinz Lambertz, il summit biennale del Comitato delle Regioni che si svolgerà a Bucarest il 14 e 15 marzo (vedi Regioni.it n. ) sarà l'occasione per inviare un messaggio "forte e chiaro" ai capi di stato e di governo, per una rifondazione positiva dell'Europa.
Il Comitato delle Regioini ha affrontato anche il tema del distacco dell'opinione pubblica, in particolare delle giovani generazioni, dalle istitizuoni dell'IUnione Euroipea. Non a casol messaggio principale del parere sulla strategia Ue per la gioventù e il Corpo europeo di solidarietà approvato oggi all'unanimità dalla plenaria del Comitato europeo delle Regioni (CdR) sottoline ache per ottenere un vero impegno dei giovani in Europa è necessaria una maggiore sensibilizzazione a livello locale e regionale. "Dobbiamo puntare ad ottenere un autentico impegno da parte dei giovani, che rifletta i diversi punti di vista esistenti nelle città e regioni europee. E' per questo che il dialogo strutturato con i giovani deve coinvolgere anche gli enti locali e regionali", ha dichiarato il relatore, il sindaco di Morazzone (Varese) Matteo Bianchi. Per quanto riguarda il Corpo Ue di solidarietà, iniziativa lanciata nel 2016 che la Commissione Ue vorrebbe potenziare dopo il 2020, "le esigenze e le aspettative delle comunità locali dovrebbero essere un importante criterio qualitativo per identificare i progetti ammissibili", ha chiesto il sindaco, che è il primo leghista a far approvare un parere in aula in questa legislatura, grazie all'appartenenza della Lega al gruppo dei Conservatori e riformisti - Ecr. Il CdR propone quindi alcune misure per rendere il Corpo di solidarietà più efficiente, dalle esenzioni fiscali per chi sostiene i progetti a un monitoraggio delle attività che eviti forme di lavoro precario o non retribuito mascherate da volontariato.
Quanto al processo di allargamento, è un obiettivo che deve rimanere "una priorità dell'Unione europea", ma in questo processo vanno coinvolti maggiormente le comunità locali. I testi presentati dalla Commissione Ue sull'avanzamento dei Balcani occidentali e della Turchia verso l'ingresso nell'Unione "è per gran parte condivisibile, ma ancora una volta si trascura il ruolo e l'importanza delle autorità locali e regionali", ha dichiarato il relatore Franco Iacop, consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia. "Siamo convinti che l'allargamento debba essere un patrimonio innanzitutto delle comunità e dei cittadini, non un esercizio delle istituzioni nazionali" ha insistito Iacop, che a nome del Comitato delle Regioni ha chiesto alla Commissione Ue di "rafforzare gli strumenti di collaborazione e cooperazione tra le autorità locali e regionali". Il processo d'espansione dell'Unione "deve essere colto come un'opportunità", ha continuato il relatore, con un'attenzione a temi cruciali come "lo stato di diritto, la giustizia e i diritti fondamentali".
Nella sessione plenaria del Comiato delle Regioni è stata anche richiamata l'attenzione sulle isole. Al centro dei lavori - ai quali ha preso parte il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru insieme ai rappresentanti di Corsica, Baleari e Creta - sono stati i temi della politica di coesione post-2020 declinati dal punto di vista dei territori d'Europa ed esposti alla commissaria per le Politiche regionali Corina Cretu, che ha partecipato al dibattito. Al centro la riforma dei programmi di cooperazione interregionale dopo il 2020, affrontata nel Parere portato al tavolo di discussione dalla Corsica e approvato dall'aula. Il documento si inserisce nel pacchetto dei Pareri che le regioni europee presentano alla Commissione UE avendo come obiettivo la difesa dei fondi strutturali e l'ottenimento di una politica di coesione non indebolita dai tagli di bilancio ma, al contrario, rafforzata, semplificata e attenta alle esigenze e allo sviluppo locali. Nello specifico, il Parere si oppone al testo proposto dalla Commissione chiedendo il mantenimento della cooperazione interregionale transfrontaliera marittima, e quindi diretta tra le regioni insulari, anche dopo il 2020. 
Il presidente della Toscana Enrico Rossi, anch'egli a Bruxelles per il Comitato delle Regioni,  è diventato il "testimonial" di tutto quello che i fondi rappresentano per lo sviluppo e la crescita di chi li utilizza. "La Toscana non sarebbe la Toscana senza i fondi Ue". Dalle sue vigne al dinamismo delle piccole imprese, dai caseifici della maremma ai porti e agli aeroporti, dai siti archeologici alla montagna, niente di quello che costituisce l''essenza identitaria di una delle regioni più conosciute ed apprezzate nel mondo potrebbe fare a meno della linfa vitale iniettata, negli ultimi 15 anni, dai vari programmi operativi che declinano in chiave regionale le politiche di coesione dell''Europa.
"In una regione come la Toscana - spiega Rossi - i fondi europei mobilitano, nel complesso, qualcosa come circa 400 milioni l''anno che attivano, grazie al moltiplicatore, oltre 1 miliardo e 200 milioni di investimenti, che rappresentano una percentuale non banale dei 90 miliardi di Pil della Toscana". "In Italia non consideriamo quanto sia importante l'elaborazione programmatica politico-culturale dell'Europa. Ma non c'è una realtà, paesino, cittadina, campagna o montagna che non abbia visto un ruolo attivo dei fondi europei". Così il Presidente della Toscana e membro del Comitato europeo delle Regioni, Enrico Rossi, ospite della diretta Facebook di Ansa nell'ambito del progetto 'La tua Europa'. La settimana scorsa il presidente ha cominciato un tour di 100 tappe nella sua regione per "far conoscere ai cittadini toscani questo volto di vicinanza dell'Europa, innanzitutto alle imprese", ha spiegato durante la diretta: "in Toscana l'Europa mobilità ogni anno quasi 400 milioni di euro, che come minimo hanno un effetto moltiplicatore per tre. Parliamo quindi di circa 1,2 miliardi, che rispetto al pil toscano di 90 miliardi sono una percentuale piuttosto consistente". Ma l'effetto positivo degli investimenti europei sul territorio, sostiene Rossi, non si ferma all'aspetto economico: "la leva positiva l'Europa l'ha svolta anche nell'abituarci a rendicontare e a rispettare le scadenze. E poi, ad esempio, siamo convinti che la battaglia per il disinquinamento sarebbe stata così forte se non ci fosse stato anche un vincolo europeo?". "Purtroppo noi partecipiamo poco all'elaborazione di queste politiche" ha insistito Rossi, sottolineando anche di "non aver mai trovato porte chiuse a Bruxelles" quando è venuto "per litigare, ma sempre disponibilità a discutere con serietà".
Il presidente della Regione Molise, Donato Toma, è il nuovo presidente del Gruppo interregionale adriatico-ionico nell'ambito del Comitato delle Regioni. A Bruxelles la nomina per acclamazione su proposta di Nikola Dobroslavic, presidente della Regione croata di Dubrovnik-Neretva e attuale presidente dell'Euregione adriatico-ionica. Un importante incarico per il Presidente del Molise. Il Gruppo interregionale è l'articolazione del Comitato delle Regioni che si occupa delle politiche europee che riguardano l'area adriatico-ionica. Nello specifico, cura l'attuazione dell'Eusair, la Strategia dell'Ue per la Regione adriatico-ionica. "Sono particolarmente orgoglioso - il commento a caldo di Toma - perché la Presidenza del Gruppo interregionale accresce la visibilità del Molise. Confrontarsi con la Commissione europea, il Parlamento europeo e i Governi è un'attività stimolante e arricchente, in quanto ci dà la possibilità di far sentire la voce dei territori, soprattutto di quelli più piccoli, nella predisposizione di programmi, pareri e piani operativi. Sono sicuro che, in tale prospettiva, l'Europa sarà più vicina anche al nostro Molise".
Infine l'enogastronomia molisana è stata "in vetrina"  a Bruxelles.  La Regione Molise, attraverso la sottomisura 3.2 del PSR 2014-2020, ha finanziato uno specifico progetto di promozione finalizzato a migliorare il posizionamento sul mercato dei prodotti agricoli molisani realizzati da aziende che hanno aderito ad uno dei seguenti regimi di qualità: olio extravergine di oliva “Molise” (D.O.P.); salamini italiani alla cacciatora (D.O.P.); caciocavallo silano (D.O.P.); vitellone bianco dell’appennino (I.G.P.); vini D.O.C. – D.O.C.G. – I.G.T.; produzioni biologiche.  Presso la sede della Regione Molise di Bruxelles, si è svolto il B2B fra le nostre aziende agroalimentari e la grande distribuzione belga. Un’occasione importante per incontrare gli operatori del nord Europa e i rappresentanti della stampa specializzata. Olio, vino, tartufo, ambasciatori della “Qualità Molise”, hanno riscosso grande interesse da parte dei buyer presenti, che hanno avuto modo di degustare i nostri prodotti enogastronomici e di apprezzarne la bontà. "Al B2B sono state presenti – ha affermato Toma - alcune delle eccellenze che la nostra regione può vantare nel settore dell’agroalimentare. Prodotti dell’enogastronomia che vogliamo valorizzare e far atterrare sui mercati europei. Crediamo che il Molise debba farsi conoscere e appuntamenti come questo di Bruxelles sono determinanti per le nostre aziende. Ecco perché, con l’assessore Cavaliere, abbiamo voluto fortemente questo incontro, che ha permesso ai nostri produttori di mettersi in contatto diretto con gli operatori dei mercati esteri". 
''Il Molise è al centro dell'Italia e la Dieta Mediterranea è al cuore del Molise. Noi infatti produciamo e  consumiamo la pasta dei nostri granai, l'olio dei nostri oliveti, le verdure dei nostri campi e la carne dei nostri pascoli''. Cosi' il presidente Donato Toma della Regione Molise è intervenuto a Bruxelles alla conferenza che si è svolta al Parlamento europeo dal titolo 'Dieta Mediterranea: il segreto di una lunga vita al tempo della globalizzazione''. L'evento e' stato patrocinato  dagli europarlamentari Aldo Patriciello (Fi), membro della Commissione industria, ricerca ed energia, e Paolo De Castro (Pd), primo vice presidente della Commissione agricoltura.  ''La Regione Molise - ha sottolineato Toma - sostiene attraverso i produttori le coltivazioni alla base della Dieta mediterranea, impiegando risorse europee e nazionali a favore anche dei settori dell'enogastronomia e dell'agri-food.  La Regione, ha aggiunto il presidente, e' a fianco e sostiene i produttori molisani anche per quando riguarda l'internazionalizzazione delle sue produzioni e la cooperazione a livello europeo. ''L'Italia - ha concluso Toma - ha bisogno
dell'Europa, il Molise ha bisogna dell'Europa e l'Europa ha bisogno di noi''.

Maggiori informazioni sul sito del Comitato delle Regioni:
132nd CoR plenary session
[Molise] Bruxelles, apprezzamenti per l’agroalimentare molisano

Toma, la Dieta Mediterranea è nel cuore del Molise 'La Regione ha bisogno dell'Europa e viceversa'
 
SARDEGNA: PIGLIARU , POLITICA COESIONE TERRITORI UE INTERVENGA SU INSULARITA'' 

Pac: Comitato Ue Regioni vota parere su post 2020 Italiani presentano 120 emendamenti, sì a 80%.Bianco,soddisfatti

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Europa-Regioni:CdR, partire da coesione per rifondare Europa Comitato ridisegna i fondi post 2020,no a tagli e condizionalità 

Regioni Ue, appuntamento a Bucarest per rifondare l'Europa

dal Sito del Comitato delle Regioni
Reflecting on Europe: the voice of local and regional authorities to rebuild trust in the European Union, rapporteurs Karl-Heinz Lambertz (BE/PES) and Marku Markkula (FI/EPP) The Multi-annual Financial Framework package for the years 2021-2027, rapporteur Nikola Dobroslavic (HR/EPP) Connecting Europe Facility (CEF), rapporteur Isabelle Boudineau (FR/ PES) Clean ports, clean seas - port reception facilities for the delivery of waste from ships, rapporteur Spyros Spyridon (EL/EPP) Programme for the environment and climate action (LIFE), rapporteur Marco Dus (IT/PES) The contribution of EU cities and regions to the CBD COP14 and the post-2020 EU Biodiversity Strategy, rapporteur Roby Biwer (LU/PES) European strategy for plastics in a circular economy, rapporteur André van de Nadort (NL/PES) Proposal for a single-use plastics directive, rapporteur Sirpa Hertell (FI/EPP) Mainstreaming sport into the EU agenda post-2020, rapporteur Roberto Pella (IT/EPP) A European Labour Authority, rapporteur Doris Kampus (AT/PES) Fair Taxation Package, rapporteur Paul Lindquist (SE/EPP) Horizon Europe, rapporteur Christophe Clergeau (FR/PES) Digital Education Action Plan, rapporteur Domenico Gambacorta (IT/EPP) Building a stronger Europe: the role of youth, education and culture policies, rapporteur Gillian Ford (UK/EA) Risk assessment in the food chain, rapporteur Miloslav Repaský (SK/EA) A new deal for consumers, rapporteur Samuel Azzopardi (MT/EPP) The European maritime and fisheries fund, rapporteur Nathalie Sarrabezolles (FR/PES) Asylum and migration fund proposal, rapporteur Peter Bossmann (SL/PES) Rights and values programme, rapporteur François Decoster (FR/ALDE)


( red / 07.12.18 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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