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Regioni.it

n. 3517 - martedì 18 dicembre 2018

Sommario
- Sindacati dirigenza medica: due giornate di sciopero a gennaio 2019
- Istat: Rapporto su economia e benessere
- Sanità: confronto con il ministro su commissariamento e avvio "Patto salute"
- Educazione ambientale: sostenere sistema Infea
- “Pacchetto trasporti”: posizione su Direttiva e Regolamento Ue
- Infrastrutture: osservazioni per intesa su reti stradali Piemonte e Venezia
- Le eccellenze della Toscana ospiti dell’OSCE a Vienna

Documento della Conferenza delle Regioni del 22 novembre

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“Pacchetto trasporti”: posizione su Direttiva e Regolamento Ue

(Regioni.it 3517 - 18/12/2018) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome condivide la Proposta di Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che (modificando una precedente Direttiva del 2008) prevede nuove norme sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali perché si tratta di disposizioni "tendenti al miglioramento della gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali ed a facilitare l'introduzione di sistemi di mobilità connessa e automatizzata".
Allo stesso tempo le Regioni (in un documento approvato il 22 novembre) hanno evidenziato che "l’applicazione della Direttiva comporterà una consistente attività preventiva di analisi e valutazione, di esami di progetti e, successivamente, di controllo ed ispezione". Un lavoro rispetto al quale - sottolinea la Conferenza delle Regioni - "sarà necessario prevedere risorse adeguate, sia umane che economiche".
Nel dettaglio il documento della Conferenza delle Regioni  riguarda :
- Proposta di Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la Direttiva 2008/96/CE sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali COM(2018)274
- Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla razionalizzazione delle misure per promuovere la realizzazione della rete transeuropea dei trasporti COM(2018)277
- Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale europeo e al Comitato delle Regioni l’Europa in movimento. Una mobilità sostenibile per l’Europa sicura, interconnessa e pulita COM(2018)293.
Si riporta di seguito il testo integrale (pubblicato nella sezione "Conferenze" del portale www.regioni.it)  che è stato inviato al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, e a Diana Agosti, Capo Dipartimento Politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
“Pacchetto trasporti”: posizione su proposta di Direttiva, Regolamento e Comunicazione UE in tema di mobilità
Posizione delle regioni e delle province autonome
Introduzione
Il presente documento è il frutto di una valutazione comune delle Regioni e delle Province autonome effettuata tenendo conto delle osservazioni formulate, ai sensi dell’articolo 24, comma 3, della Legge 234 del 2012, dalle Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, e dalle Province autonome di Trento e di Bolzano sui seguenti atti della Commissione Europea:
1. Proposta di Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2008/96/CE sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali COM(2018)274;
2. Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla razionalizzazione delle misure per promuovere la realizzazione della rete transeuropea dei trasporti COM(2018)277;
3. Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni l’Europa in movimento Una mobilità sostenibile per l’Europa: sicura, interconnessa e pulita COM(2018)293.
Punto 1. Proposta di Direttiva
Con riferimento alla Proposta di Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2008/96/CE sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali COM(2018)274, si esprime condivisione piena dei contenuti e delle proposte, tutte tendenti al miglioramento della gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali ed a facilitare l'introduzione di sistemi di mobilità connessa e automatizzata. Si riconosce la conformità della proposta di direttiva ai principi di sussidiarietà e proporzionalità.
Si può evidenziare, che l’applicazione della direttiva comporterà una consistente attività preventiva di analisi e valutazione, di esami di progetti e, successivamente, di controllo ed ispezione, per far fronte alla quale sarà necessario prevedere risorse adeguate, sia umane che economiche. Infatti, la programmazione degli interventi risulta più efficace se inserita in una visione complessiva, a livello di rete. A fini migliorativi della proposta di direttiva, si suggerisce di chiarire come si intenda effettuare concretamente la valutazione delle strade a livello di rete e quali possano essere le ricadute operative della valutazione.
Con riferimento alla proposta di estensione dell'ambito di applicazione della direttiva oltre la rete trans-europea dei trasporti (TEN-T), per includere autostrade e strade principali al di fuori della rete, nonché le strade extraurbane realizzate, in tutto o in parte, con l'utilizzo di fondi dell'UE, si evidenzia che il decreto legislativo 15 marzo 2011, n. 35 (Attuazione della direttiva 2008/96/CE sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali), con il quale l’Italia ha recepito la direttiva attualmente in vigore, prevede l’estensione alle strade di interesse nazionale, non comprese nella rete stradale trans-europea, dal primo gennaio 2019. È previsto, inoltre, che dal 2020 le Regioni dettino la disciplina sull’applicabilità della direttiva a livello locale. Non si è in grado al momento di valutare appieno la portata dell’estensione dell’ambito di applicazione della direttiva ad una rete vasta fino al livello locale, anche se circoscritta alla rete extraurbana.
Si concorda con le previsioni relative alla progettazione e alla manutenzione della segnaletica orizzontale e la segnaletica verticale, per una migliore riconoscibilità da parte dell’utente e per facilitare l'introduzione di sistemi di mobilità connessa e automatizzata, con particolare attenzione nei confronti degli utenti della strada vulnerabili, considerato che ciclisti, pedoni e motociclisti sono gli utenti che subiscono effetti più gravi dall’incidentalità sulle strade.
In conclusione, non si propongono modifiche puntuali al testo della proposta di direttiva, ma si evidenzia una criticità per la sua eventuale futura applicazione collegata alla scarsità di risorse attualmente a disposizione rispetto alla mole di attività prevista ed agli interventi conseguenti.
Punto 2. Proposta di Regolamento
Con riferimento alla Proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla razionalizzazione delle misure per promuovere la realizzazione della rete transeuropea dei trasporti COM (2018)277 si esprime condivisione piena degli obiettivi di velocizzazione delle procedure ammnistrative e regolamentari in riferimento ai progetti transfrontalieri. In merito al principio di sussidiarietà, questo non appare adeguatamente soddisfatto in quanto il ruolo di un'unica Autorità competente al rilascio delle autorizzazioni, non tiene sufficientemente conto del fatto che la legislazione nazionale e regionale vigente in Italia attribuisce tale competenza a diversi soggetti, sia a livello nazionale che locale.
In relazione al principio di proporzionalità occorre rappresentare che la scelta dello strumento giuridico del regolamento - vista la diretta applicabilità dello stesso, ed il conseguente vincolo di non intervento per gli Stati membri - in luogo di una direttiva, che consentirebbe invece agli Stati di poter tenere adeguatamente conto, in fase di recepimento, della propria normativa interna e delle diverse specificità territoriali, potrebbe risultare eccessivamente gravosa e impattante, dando luogo ad una tempistica di recepimento reale non conforme tra gli Stati membri.
Obiettivo dell’atto regolatorio – direttamente applicabile in ciascuno Stato Membro - è accelerare la realizzazione delle infrastrutture programmate nella rete transeuropea dei trasporti, garantire la certezza delle procedure amministrative e dei finanziamenti, aumentare l’accesso alle informazioni.
In linea generale, si condividono le finalità della proposta di regolamento e in particolare l’obiettivo di velocizzare le procedure autorizzative e regolamentare i rapporti in caso di progetti transfrontalieri. Si segnalano, tuttavia, alcune perplessità legate, da un lato, alla previsione di un'unica Autorità competente al rilascio delle autorizzazioni e al suo ruolo, alla definizione di una procedura integrata per il rilascio delle autorizzazioni nonché ai tempi previsti per l’iter ed alla integrazione di tutte le autorizzazioni in una “decisione globale”.
In particolare si significa come l’assegnare carattere prioritario ai progetti Ten–T comporti al livello nazionale l’identificazione di tali opere come interventi strategici. L’Autorità unica, prevista dalla proposta in esame comporterebbe certamente uno strumento di snellimento delle procedure nonché uno strumento di garanzia fortemente potenziato rispetto alla trasparenza dell’iter amministrativo, Tuttavia, l’ipotesi proposta dal regolamento relativamente all’istituzione di un soggetto unico autorizzativo competente per il rilascio dei “nulla osta”, deve soffermarsi sull’impatto che essa avrebbe sul dettato costituzionale che determina l’assetto istituzionale ed amministrativo italiano, suddiviso in diversi livelli di governo con competenze specifiche chiaramente definite e profondamente vincolanti sui processi autorizzativi. Il dettato normativo contenuto nella proposta di regolamento in esame sembrerebbe porsi in contrasto con il sistema autorizzativo italiano caratterizzato per i diversi livelli di governance e di vincoli quali, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, quelli ambientali, paesaggistici, territoriali, di programmazione.
Inoltre la tempistica immaginata dall’iter autorizzativo, non tiene conto delle necessarie relazioni con il territorio e con le autorità competenti al fine di realizzare i progetti legati alla rete Ten – T.
La stessa procedura integrata per il rilascio delle autorizzazioni dovrebbe essere maggiormente dettagliata al fine di valutare gli effetti concreti e le relazioni col sistema normativo Italiano.
Si segnala, quindi, che la scelta dello strumento giuridico del regolamento, in luogo di una direttiva potrebbe risultare eccessivamente gravosa e impattante, stante, come detto, la diretta applicabilità dei regolamenti stessi.
Ciò non di meno, resta la possibilità di attivare la consulenza tecnica prevista all’art. 9 dello schema di regolamento, atteso che la rete centrale ha un orizzonte temporale al 2030 e la rete globale al 2050.
Di sicuro interesse è la possibilità di ottimizzare la progettazione attraverso il dibattito pubblico ed il maggior coinvolgimento delle popolazioni locali nella fase preliminare la definizione della fattibilità tecnico-economica del progetto e la possibilità di avere un luogo di confronto dove i diversi attori possano condividere dubbi ed opportunità.
Punto 3. Comunicazione
Con riferimento alla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni l’Europa in movimento Una mobilità sostenibile per l’Europa: sicura, interconnessa e pulita COM(2018)293, in generale si concorda con la strategia di azione proposta e, in particolare, con l’esigenza di promuovere le sinergie tra misure di sicurezza e di sostenibilità nel settore della mobilità, sviluppando azioni e progetti che favoriscano la mobilità pedonale e ciclabile in sicurezza, nonché l’uso dei trasporti pubblici. Inoltre, si evidenzia che indirizzare le risorse a disposizione verso obiettivi integrati produce sinergie garantendo maggiormente il raggiungimento dei risultati.
In generale, si concorda con la strategia di azione proposta dalla Commissione europea e, in particolare, con l’esigenza di promuovere le sinergie tra misure di sicurezza e di sostenibilità nel settore della mobilità, sviluppando azioni e progetti che favoriscano la mobilità pedonale e ciclistica in sicurezza, nonché l’uso dei trasporti pubblici. Il principio di sostenibilità della mobilità, si coniuga con la richiesta di sicurezza, soprattutto nella dimensione urbana, dove gli incidenti rappresentano una percentuale purtroppo elevata. Con riferimento particolare all’ambito urbano, infatti, favorire la riqualificazione degli spazi pubblici all’interno di una revisione generale degli spazi urbani orientata alla mobilità sostenibile e condivisa, induce i cittadini ad un diverso stile di vita favorendo la scelta di modalità di mobilità alternativa all’auto privata. È necessario favorire un approccio integrato alla mobilità sostenibile per affrontare le varie cause di incidenti, coniugando diversi strumenti e misure; questo, tra l’altro, è l’approccio previsto nell’ambito del Piano nazionale per la sicurezza stradale (PNSS) e condiviso anche dalle Regioni Italiane. La tematica della sicurezza stradale è connessa ad ulteriori tematiche quali l’educazione e la sensibilizzazione dell’utenza, la formazione dei tecnici, la progettazione degli interventi infrastrutturali, la raccolta di dati per la conoscenza della rete, il monitoraggio del fenomeno dell’incidentalità, il controllo tramite il potenziamento delle attrezzature a disposizione delle forze dell’ordine, formazione e della sensibilizzazione tra i conducenti professionisti, le politiche di sviluppo sostenibile del settore merci – ben rilevate nella Comunicazione – nonché la crescita dei settori industriali operanti nel settore, nella direzione del pacchetto in oggetto.
Occorrerebbe anche incentivare le attività svolte dal mobility management che rappresentano un approccio strategico per la promozione delle politiche di mobilità sostenibile. Unitamente sarebbe opportuno cogliere l’opportunità di estendere l’attività di formazione dei tecnici in materia di pianificazione e progettazione delle infrastrutture per la mobilità ciclistica e l’aggiornamento normativo del Codice della Strada e dei regolamenti attuativi.
Tutte queste opportunità, per poter essere colte ed attuate, necessitano di adeguati investimenti pubblici e di formazione trasversale.
Si evidenzia, inoltre, l’importanza del tema della sicurezza stradale come aspetto del più ampio tema della sicurezza sul lavoro, anche con riferimento al settore del trasporto merci. Si esprime perciò apprezzamento sulla strategia che emerge dalla Comunicazione, coerente con gli obiettivi di miglioramento della sicurezza del traffico, della modernizzazione dei trasporti, attraverso l’uso di veicoli pesanti meno inquinanti e di soluzioni tecnologiche più avanzate. Si ritiene che anche l'automazione, insieme alle altre innovazioni, potrà contribuire a cambiare la natura del trasporto su strada.
Occorre segnalare che permangono numerosi aspetti critici ancora da affrontare come, ad esempio, la definizione dei confini tra i compiti dei conducenti e del veicolo nella fase di consegna e le tipologie di infrastrutture che potranno consentirne l’attivazione. Si auspica, quindi, il coordinamento con una serie di altri aspetti collegati alla professione dell’autotrasportatore (ad esempio: i periodi di guida e di riposo, l’utilizzo del tachigrafo e la revisione delle regole e della formazione per l’accesso alla professione), per definire i quali sarà necessario coinvolgere tutti i soggetti interessati, comprese le forze dell'ordine. Si segnala che le proposte previste dalla Comunicazione sottolineano fortemente l’aspetto relativo al supporto alle industrie europee, per rimanere all'avanguardia nella produzione del settore, mentre si ritiene che dovrebbero essere considerati prioritari i vantaggi che possono derivare per i consumatori, ovvero per tutti i cittadini europei che potranno beneficiare di trasporti sicuri, puliti e intelligenti. Si ritiene, in particolare, che la proposta dell’istituzione di un ambiente interamente digitale per lo scambio di informazioni nella mobilità delle merci potrà costituire un sostegno fondamentale per facilitare le operazioni logistiche, sia come servizio di supporto alle imprese sia come politica pubblica finalizzata a favorire la competitività delle aziende dell'autotrasporto, per facilitare l’evoluzione delle piccole imprese verso attività di trasporto e logistiche più specializzate. Le tecnologie digitali, inoltre, consentendo risparmi in termini di tempo, possono incidere positivamente su costi ed emissioni e, in prospettiva, sulle politiche di fiscalità. Tutte queste interessanti opportunità, per poter essere colte e attuate, necessitano di adeguati investimenti pubblici e di formazione professionale per i piccoli autotrasportatori.


( red / 18.12.18 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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