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n. 3521 - giovedì 27 dicembre 2018

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Scossa terremoto a Catania: Musumeci, la Sicilia è regione più esposta

(Regioni.it 3521 - 27/12/2018) Paura, molti danni e almeno quattro feriti. E' questo il "bilancio" della scossa di terremoto di magnitudo 4,8 legata all'eruzione dell'Etna che nella notte tra il 25 e il 26 dicembre ha fatto tremare la provincia di Catania, causando diversi crolli. L'epicentro e' stati localizzato tra i comuni di Viagrande, Trecastagni e Aci Bonnacorsi con un ipocentro a un solo chilometro di profondità che ha accentuato l'effetto della scossa. Molti edifici vecchi hanno riportato gravi danni e decine di famiglie hanno trascorso la notte in strada.  La macchina dei soccorsi si è subito attivata. La Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile continua a seguire l'evolversi della situazione in stretto raccordo con i centri di competenza (Ingv e Unifi) e con la Regione Siciliana. 
Nelle ore suiccessive è c
ontinuato lo sciame sismico in provincia di Catania: "È passata la prima nottata - annota il Presidente della Sicilia, Nello Musumeci, sulla sua pagina Facebook -. Grazie all'immediato intervento della Regione e del dipartimento regionale della Protezione civile, che ha sottoscritto una convenzione con Federalberghi, tutti gli sfollati che lo hanno richiesto sono stati alloggiati in albergo". Sono in tanti, pero', tra i seicento sfollati, ad avere scelto di passare la notte in auto per paura di atti di sciacallaggio. Stanno proseguendo i controlli con 20 squadre che stanno verificando la staticità degli immobili", ha proseguito ancora Musumeci. Nel pomeriggio a Catania, come preannunciato, si riunira' il governo regionale".
"Non dobbiamo agire sull'onda emotiva. Faremmo un grave errore se così fosse. Mi sorprendo, comunque, quando qualcuno si sorprende delle attività sismiche. La Sicilia è la regione più esposta d'Italia e nel contempo quella meno attrezzata dal punto di vista infrastrutturale. L'80 per cento delle nostre scuole non è a norma, così come molti degli edifici strategici", ha aggiunto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. "Siamo abituati - ha proseguito il Presidente - a convivere con le scosse e anche con i danni agli edifici. Stiamo cercando di capire come si evolverà l'attività effusiva e sismica, oltre a interrogarci se i Comuni hanno il Piano di protezione civile. Insomma, se tutto è predisposto perché si possa affrontare e gestire al meglio una condizione di emergenza. Gli sfollati? Speriamo possano tornare presto nelle loro case perché non si può vivere in un Palasport o in un albergo se non per alcuni giorni. Noi dobbiamo invece vigilare sulle infrastrutture, su quelle particolarmente sensibili come gli ospedali e le scuole. Sono questi i veri temi che devono fare riflettere tutti".
In programma un consiglio dei ministri, ha detto il premier Conte a Foggia,  "per dichiarare lo stato di emergenza" per il terremoto di Catania. E sempre "domani si riunirà anche la commissione Grandi rischi della Protezione civile. Siamo costantemente vicini anche a tutte le persone che stanno subendo disagi, innanzitutto vicini ai feriti. Per fortuna, a quanto mi viene riferito, non ci sono feriti molto gravi. Seguiamo costantemente l'evoluzione della situazione". 
"Mi piacerebbe - ha sottolineato il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, durante una conferenza stampa a Catania - che in questa situazione fossero pienamente responsabili i sindaci con pieni poteri. Ci sono troppi passaggi, processi e dubbi. Per questo servono pieni poteri ai sindaci, poi se qualcuno sbaglia pagherà pesantemente".
"In tutta Italia c'é una condizione degli edifici pubblici che è preoccupante - ha detto a Zafferana Etnea, nel catanese, il ministro dello sviluppo economico, Luigi Di Maio - quanto quella degli edifici privati. E non è un caso che nell'ultima legge di bilancio, quella che approverà la Camera in questi giorni, siano stati stanziati molti fondi per lavorare all''adeguamento antisismico degli edifici pubblici e privati. A me dispiace sempre - ha aggiunto- che tra gli edifici che cadono quando c'è un evento sismico, ma anche quando c'é un evento alluvionale, gli edifici più fragili sono proprio quelli dello Stato. Ma questa è una cosa che non possiamo oggi scoprire, è una questione che viene da molto lontano. Noi tenderemo a colmare il gap il prima possibile". Già previsto, conferma Di maio, il consiglio dei ministri dove "sarà ovviamente dichiarato lo stato di emergenza". non solo: "Saranno stanziate tutte le risorse che ci sono e già nella legge di bilancio sono state stanziate centinaia e centinaia di milioni di euro anche per gli adeguamenti antisismici. Grazie alla Protezione civile e alle autorità locali per il lavoro fatto - ha aggiunto Di Maio -  Rafforzeremo il sistema antisciacallaggio in modo da rassicurare chi la notte scorsa ha dormito in auto e non in albergo. Sul piano di evacuazione mi associo alla dichiarazione fatta stamattina dal capo della Protezione Civile Angelo Borrelli che esorta i Comuni a lavorare al 'piano di evacuazione' e a rafforzare quello che c'è nei Comuni che lo hanno fatto e a crearlo dove non c'è. L'esigenza che i Comuni siano dotati di piani di Protezione civile aggiornati con i livelli di dettaglio è il tema dolente sul quale bisogna puntare", ha detto il ministro a 'Radio anch'io' su RadioUno.  I piani di evacuazione "devono essere costantemente aggiornati e conosciuti dalla popolazione", ha concluso Di Maio, "ma la popolazione deve conoscere la fragilità delle strutture in cui vive e deve adottare comportamenti corretti sotto il profilo della prevenzione che deve partire dai piani di emergenza".
 "Mettere in sicurezza il territorio e le strutture più fragili nelle aree esposte al rischio. Noi abbiamo una carta del nostro territorio sappiamo dove intervenire", ha detto il capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, a margine del sopralluogo a Fleri, nel catanese, con il vicepremier Luigi Di Maio. Borrelli ha anche osservato come vada "avviato e rafforzato l''intervento per rafforzare le infrastrutture. Domani a Roma ci sarà una riunione della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei Grandi rischi con esperti di vulcani e terremoti e sulla base dello scenario e delle analisi tecniche e scientifiche che saranno fornite dall''Ingv, avremo un parere autorevole su quello che sarà l''andamento futuro dell''attività sull''Etna", ha annunciato  Borrelli, poi, come ha anticipato il ministro Di Maio, ci sarà un Consiglio dei ministri straordinario per la dichiarazione dello stato di emergenza. Voglio adottare l'ordinanza di Protezione civile dove ci saranno tutte le misure immediate per l'assistenza alla popolazione e anche per favorire interventi per chi ha subito danni lievi e farli rientrare a casa. Da parte nostra - ha concluso il capo del Dipartimento della Protezione civile - ci saranno interventi rapidi per consentire alla popolazione di superare subito questa situazione".

**TERREMOTO: CONTE, GRAZIE A MACCHINA SOCCORSI, SONO VICINO A POPOLAZIONE**


( red / 27.12.18 )
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