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Regioni.it

n. 3538 - martedì 29 gennaio 2019

Sommario
- Tav: si riaccende il dibattito
- Ponte Genova: salta proroga esenzione tributi
- TV 4.0, Piano frequenze, contributi emittenza locale: alcune problematiche
- Istat: rapporto 2017 su musei, aree archeologiche e monumenti
- Reddito di cittadinanza e quota 100: in Gazzetta il "decretone"
- Autonomia: Musumeci, problema è chiarirsi sui criteri
- Sostenibilità e crescita responsabile: Rapporto Lombardia 2018

+T -T
Istat: rapporto 2017 su musei, aree archeologiche e monumenti

119 milioni visitatori e 67,1 milioni paganti

(Regioni.it 3538 - 29/01/2019)  “Oltre la metà del pubblico (53,8%) si concentra nei musei di tre sole regioni: Lazio (25,4%), Toscana (18,2%) e Campania (10,2%)”. Lo rileva il rapporto Istat 'I musei, le aree archeologiche e i monumenti in Italia', evidenziando un record storico, che vede nel 2017 un incremento del 7,7% dei visitatori rispetto al 2015 e quelli paganti sono stati 67,1 milioni.
Anche nel 2017 è quindi aumentato, con 119 milioni di ingressi, il numero dei visitatori a musei, monumenti e aree archeologiche nel nostro Paese.
Aumenta soprattutto il numero di coloro che visitano le aree archeologiche: in particolare sono 57,8 milioni i visitatori di musei, 15,5 milioni per le aree archeologiche e 45,8 milioni per i monumenti.
Il flusso medio di visitatori – rileva l’Istat - è quantificabile in circa 27 mila ingressi per ciascun istituto, ma le differenze territoriali sono notevoli. I valori medi piu' alti sono raggiunti da Lazio (oltre 87 mila ingressi per istituto),
Campania (piu' di 63 mila) e Toscana (oltre 44 mila); gli istituti di Abruzzo, Molise e Marche non superano la soglia media di 6 mila visitatori nell'anno.
Le regioni con il maggior numero di istituzioni museali sono Toscana (528), Emilia-Romagna (482), Lombardia (409), Piemonte (398) e Lazio (364).
Nel Mezzogiorno si concentra invece oltre la metà delle aree archeologiche (50,8%), il 30,7% si trova in Sicilia e Sardegna.
Quasi due musei su tre (il 64,7%, presenti soprattutto nelle regioni del Nord) hanno organizzato attività educative e didattiche. Oltre uno su tre (36%) ha realizzato attività di ricerca nel corso dell’anno.
Un Comune italiano su tre (29,8%) ospita almeno un museo o un istituto similare, anche se in alcune regioni sono diffusi in modo ancora più capillare. In Valle d’Aosta, per esempio, la quota di Comuni dotati di almeno una struttura di raccolta e di esposizione al pubblico sale al 64,9%, in Toscana arriva al 66,8% e in Umbria al 67,4%. In altre regioni, invece, gli istituti si concentrano prevalentemente in pochi comuni del territorio: in Lombardia il patrimonio si addensa nel 15,5% dei Comuni, in Piemonte nel 20,5%, in Campania nel 21,1%, in Molise nel 21,3% e in Basilicata nel 21,4%.
Aderiscono a organizzazioni in rete oltre la metà dei musei e istituti “similari di Toscana, Umbria, Lazio, Emilia-Romagna e meno di un terzo di quelli situati in Valle d'Aosta, Calabria e Abruzzo”.

Istat: Testo integrale e nota metodologica




( gs / 29.01.19 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

Proprietario ed Editore: Cinsedo - Centro Interregionale Studi e Documentazione
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