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Regioni.it

n. 3538 - martedì 29 gennaio 2019

Sommario
- Tav: si riaccende il dibattito
- Ponte Genova: salta proroga esenzione tributi
- TV 4.0, Piano frequenze, contributi emittenza locale: alcune problematiche
- Istat: rapporto 2017 su musei, aree archeologiche e monumenti
- Reddito di cittadinanza e quota 100: in Gazzetta il "decretone"
- Autonomia: Musumeci, problema è chiarirsi sui criteri
- Sostenibilità e crescita responsabile: Rapporto Lombardia 2018

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Tav: si riaccende il dibattito

Le dichiarazioni di Toti, Chiamparino, Foietta, Garavaglia e Toninelli

(Regioni.it 3538 - 29/01/2019) "Mi e' venuto il mal di testa a forza di vedere i numeri sulla Tav. È un'opera che c'è, è partita, è cantierata, fa parte di un accordo internazionale, fa parte dei corridoi europei, è uno dei due assi della nostra regione più produttiva, la seconda piu' produttiva d'Europa, è un asse portante della nostra logistica, è un simbolo di quella modernizzazione del Paese che non si può certamente fermare perché qualcuno del Movimento 5 Stelle forse vorrebbe tornare a un'epoca che fu". E' questa l'opinione del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti,  che, a margine del consiglio regionale, ha commentato l'analisi della Lega che attesta come i costi per bloccare la realizzazione della Tav Torino-Lione sarebbero superiori a quelli per completare l'opera.  "La logistica italiana è indietro di decine di anni- prosegue il governatore- noi non abbiamo bisogno di del Terzo valico, abbiamo bisogno di pensare al quarto, al quinto e al sesto. Abbiamo bisogno della Tav, delle gronde, delle pedemontane, dei gasdotti, degli elettrodotti, degli oleodotti. Prima questo governo si sveglia e comincia a pensare alle opere del futuro, meglio e'. Certamente interrompere quelle ormai avviate nel passato sarebbe un errore grave, un costo disumano e un segnale deleterio per tutte le imprese di questo Paese".
Con l'incertezza dell'Italia sulla Tav "rischiamo di perdere circa 75 milioni al mese di finanziamenti europei", ha spiegato il commissario alla Tav Paolo Foietta, in un'intervista a QN in cui ha soittolienato che "Per chiudere i cantieri, metterli in sicurezza, restituire i soldi all'Europa e fare fronte ai contenziosi servirebbero fra i 2,5 e i 4 miliardi. Ai quali aggiungere circa 1,7 miliardi per riammodernare la vecchia linea del Frejus, che ha oltre 150 anni. In tutto quasi 6 miliardi, a fronte dei 2,9 miliardi necessari per portarla a termine". Tra l'altro, ha detto Foietta, "Da Palazzo Chigi nessuno si è fatto sentire. Avevo chiesto un incontro. O, quanto meno, avevo sollecitato il ministro Toninelli a venire sui cantieri per fargli toccare con mano ciò che è stato fatto. Forse si sarebbero evitate alcune bufale", dice Foietta. Una bufala è che non sia stato realizzato nemmeno un metro del tunnel: "Abbiamo già completato quasi 30 chilometri di tunnel, il 15% del totale", afferma. Un'altra è che sia l'opera più costosa di sempre: "La Verona-Innsbruck costa 8 miliardi. La Napoli-Bari 6,2. La Tav 4,7". "In questi anni sono state già realizzate sette analisi costi-benefici, tutte positive. Due sono state firmate dall'Ue e una dall'Inea, riconosciuta unanimemente come la migliore d'Europa", prosegue Foietta. "La Commissione non decide nulla. La Tav è prevista in un trattato internazionale autorizzato dal Parlamento. E solo il Parlamento può azzerarlo", sottolinea il commissario. "Non ci sono scuse tecniche per non fare la Tav, la decisione è tutta politica. C'è un partito di maggioranza contrario all'opera. Vada in Parlamento e trovi un accordo per non farla. Ma dobbiamo essere seri: non si annulla un trattato internazionale con un post".
Anche Il sottosegretario all'Economia, Massimo Garavaglia, interpellato a margine della conferenza stampa della Lega alla Camera, ha detto che i dati a favore della Tav "sono giustissimi, secondo noi i numeri sono incontrovertibili. Quando vedremo lo studio del M5s, li confronteremo". "Andare da Torino a Parigi, da Milano a Parigi in quattro ore, perché no? E far passare le merci sui treni anziche' sui Tir come succede dove abito io, rispetto alla Svizzera, perché no?   Noi siamo per non inquinare, siamo per togliere il pm10 dalla   Val Padana. Non è difficile".
"Salvini verrà a Chiomonte a portare la sua solidarietà alle forze dell'ordine, è giusto, l'ho fatto anche io. Ma si ricordi che chi tira le bombe carta sono gli amici degli amici del suo alleato al governo". Il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, interviene così nel dibattito sulla Torino-Lione. "Ogni rinvio sulla Tav - dice - è una mancanza di rispetto anche del lavoro finora delle forze dell'ordine. Salvini porti a Chiomonte la decisione del governo sulla Tav. La propaganda è a zero". "La Lega dice che la Tav si deve fare e poi rinvia alle calende greche il voto sulla mozione Pd alla Camera che chiede di far ripartire i bandi bloccati dal governo Lega-5Stelle, accordandosi con i pentastellati per allungare il brodo. Basta prenderci in giro", ha aggiunto il presidente della Regione Piemonte. "Salvini fa suoi i dati da me più volte pubblicati sui costi della Tav - ha sottolineato Chiamparino - e concorda con me sul paradosso di una analisi costi-benefici targata 5stelle che considera tra i costi le mancate accise sui carburanti e i mancati pedaggi autostradali, alla faccia dell'ambiente. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire, se non fosse solo l'ennesima puntata di una sceneggiata che la Lega non vuole concludere assumendosi la responsabilità di governo di una decisione".
"Anche Salvini, con cui ho un ottimo rapporto, vedrà l'analisi costi-benefici" sulla Tav, "sederemo ad un tavolo e prenderemo una decisione nel rispetto del contratto di governo", è questa la "rassicurazione" che è arrivata dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, a Mattino cinque, rispondendo alla domanda sulla posizione del vicepremier della Lega secondo cui i dati dicono che l'opera va completata: "I conti che ha fatto Salvini, quando ci incontreremo bevendo un caffè, glieli chiederò anche io, perché non corrispondono a quelli effettivi". Rispetto alla conclusione dell'analisi costi-benefici sulla Torino-Lione "prima di renderla pubblica", ha rimarcato Toninelli, "poiché si tratta di un trattato internazionale italo-francese, sarà condivisa" con la ministra francese e la commissaria Ue. "Chiunque può parlare, ma prima di tutto parlano i numeri", ha ribadito il ministro. Poi "Mi sono rotto le scatole di sentirmi dire che io e il Movimento cinque stelle blocchiamo i cantieri. Non abbiamo bloccato alcun cantiere, l'unico che stiamo sottoponendo, perché siamo persone per bene, ad una analisi costi-benefici" è la Tav, ha continuato Toninelli, a Mattino cinque, rimarcando che "la stiamo valutando", per vedere se "fa bene o no agli italiani, perché a me non importa nulla che faccia bene ad una o due imprese o a qualche gruppo politico che da queste imprese riceve magari qualche aiutino di natura economica".



( red / 29.01.19 )
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