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Regioni.it

n. 3547 - lunedì 11 febbraio 2019

Sommario
- Riforme: Bonaccini, non sapremmo cosa farcene di un'autonomia dimezzata
- Abruzzo: elezioni regionali, vince il centro-destra
- Conferenza delle Regioni: le audizioni in programma questa settimana
- Caccia: respinto il ricorso su una legge del Veneto
- Presidente Abruzzo, Marco Marsilio: scheda biografica
- Toma, per il Sud attivare "investimenti di cittadinanza"

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Riforme: Bonaccini, non sapremmo cosa farcene di un'autonomia dimezzata

Toti preannuncia l'avvio della procedura di richiesta anche per la Liguria

(Regioni.it 3547 - 11/02/2019) "Con La ministra Stefani abbiamo  lavorato molto bene fino a qui. Mi dispiace che oggi non sia potuta  venire perché avrebbe chiuso lei i lavori. Volevamo concedere al  Governo l''onere e l''onore di poter indicare lo stato dell''arte delle  cose". Così il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che non nasconde la delusione per la diserzione da parte  del ministro Erika Stefani dell''appuntamento bolognese sull''Autonomia, per motivi di salute. "Nei prossimi giorni - prosegue - dovremmo  incontrare il presidente del Consiglio insieme e a Zaia e al  presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Mi auguro che ci  possa essere una risposta che sia all''altezza di quello che  chiediamo". "Purtoppo la distanza tra la nostra proposta e quella del  governo - aggiunge - è ancora significativa, anche se, negli ultimi  mesi, c'è stata una effettiva accelerazione. Ci sono resistenze forti in alcuni ministeri, inutile girarci attorno - ammette - . Io mi auguro che nei prossimi giorni il Governo possa  scioglierli. Con alcuni ministri - spiega -  è stato impossibile il  confronto  e non si sono neanche presentati agli incontri. Abbiamo  registrato una resistenza trasversale, ma per me il referente è il  Governo non la Lega e non i Cinque Stelle. Poi va rapidamente  coinvolto il Parlamento. Vorremmo rispetto, ascolto, e concediamo  tutto l''ascolto del caso". Rispetto ai tempi, Bonaccini assicura:  "Nessuno si fissa su una data o sui giorni in più o meno.  Vogliamo  soltanto - sottolinea - che all''Emilia-Romagna tocchi ciò che le  spetta, per quanto è capace di avere conti in ordine, di essere  virtuosa e per aver dimostrato nel frangente del terremoto di  sapersela cavare in maniera egregia. Qui vogliamo continuare a  crescere, ad aumentare la capacità di agire e avere risorse certe,  senza stare ogni anno col cappello in mano. Inoltre, abbiamo lavorato  bene con Lombardia e Veneto, indipendentemente dalle differenze . Di un'autonomia dimezzata,  annacquata, non ce ne faremmo nulla. Deve essere l'autonomia  differenziata che noi abbiamo chiesto, discusso e sulla quale ci siamo confrontati in questo anno di lavoro". prosegue il presidente della  Regione Emilia-Romagna. "Noi non vogliamo intaccare l''unità nazionale - precisa -, che per me è  sacra, ad esempio non vogliamo scardinare la scuola o regionalizzarla. Così come non vogliamo intaccare il principio di  solidarietà tra aree più forti e più deboli del paese - mette in  chiaro - che per noi sono inviolabili. Qualcuno che parla molto, temo, non abbia perso neanche due minuti  per leggere la nostra proposta" aggiunge. "Abbiamo  chiesto noi di differenziare la tassazione per le aree più  svantaggiate - fa l''esempio Bonaccini - come quelle di montagna. Ma, con l''autonomia, la pagheremmo noi con i soldi della Regione, senza  chiedere nulla allo Stato".
"Penso che vi sia un dibattito trasversale a tutte le forze politiche che sta diventando un po' geografico. Nonho dubbi che chi si acconcia a leggere la nostra proposta troverà una proposta molto equilibrata che non toglie nulla a nessuno se la preoccupazione e' quella di divaricare ancora di piu' le differenze nel resto del Paese che per altro ad oggi senza autonomia differenziata e con Regioni a statuto speciale invece non mi pare sia molto equilibrata. Non vogliamo togliere nulla agli altri - ribadisce - ma solo essere messi nelle condizioni a parità di risorse di gestire bene e meglio alcune competenze".
Nell''iter dell''Autonomia, "il  Parlamento,  non può fare da passacarte: dev''essere coinvolto e,  secondo me, l''impostazione che Bonaccini e la Regione Emilia-Romagna  hanno dato è quella giusta, di correttezza istituzionale,  di forte  autonomia, nel rispetto e nella salvaguardia dei territori più deboli  e dell''esigenza di equilibrio che c''è", dice l''ex presidente della  Camera, Pierferdinando Casini, a margine del convegno a Bologna  sull''autonomia regionale. "Per cui - prosegue - l''autonomia non può  essere chi più ha più si tiene e gli altri si arrangiano. Questa non è un''autonomia, ma la dissoluzione dello Stato nazionale. Nei prossimi giorni - ha annunciato Bonaccini - dovremmo incontrare il Presidente del Consiglio insieme e Luca Zaia e a Attilio Fontana. Mi auguro che ci possa essere una risposta che sia all'altezza di quello che chiediamo".
Sempre sul fronte  del'autonomia "la Liguria sta preparando tutti i suoi documenti", ha preannunciato Presidente Giovanni Toti, durante la sua visita alla Bit di Milano. "L'altro ieri ho presentato la bozza su cui baseremo la nostra trattativa, con le parti sociali e le associazioni di impresa - ha proseguito -. Con il ministro Stefani abbiamo deciso di sederci al tavolo non appena Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna avranno chiuso la loro intesa. Quindi nei prossimi 4 o 5 giorni, entro fine febbraio, comincerà anche per la Liguria il processo di autonomia differenziata".
Rispetto alla tempistica preannunciata dal Governo,  il Presidente della Lombardia, Attilio Fontana, sostiene che la data per l'intesa sull'autonomia "sarà rispettata" e "sono convinto che l'intesa sarà soddisfacente". A chi gli chiedeva della scadenza del 15 febbraio, data indicata dal governo per la presentazione di un'intesa, Fontana ha ricordato che  "E' una settimana importante ma credo che la data sarà rispettata, si è imboccata una strada virtuosa". In particolare "dopo il 15 credo che ci sara' l'approvazione in Cdm e poi la firma degli accordi tra i singoli presidenti delle Regioni e il governo".
Il Presidente del veneto. Luca Zaia, prova a dare un'accelerata all'iter autonomista in vista della data ultima, prevista venerdi'"La tempistica non c'e'. C'e' quella politica del 15 febbraio per chiudere quantomeno un dibattito sull'intesa (sull'autonomia, ndr) e poi ovviamente per arrivare a un'intesa e una sottocrizione, direi necessaria, prima delle europee".
"C'e' qualche ministero che ha qualche ritrosia ma lo convinceremo", dice Zaia a margine della sua visita al Bit di Milano, lanciando un appello anche alle regioni del Sud: "Se e' vero che adesso van male le cose al sud è altrettanto vero che non è colpa dell'autonomia- precisa Zaia- perché non ce l'abbiamo ancora. La verità è che al sud autonomia vuol dire responsabilità, noi porteremo sotto i riflettori il popolo che vuole crescere e non magari qualche componente di classe dirigente che fino ad oggi ha sfruttato questa situazione". Insomma, "dalle mie parti si dice che solo i pessimisti non fanno fortuna" dice Zaia, e "se son riuscito a fare un referendum che era ritenuto impossibile - chiosa il Presidente - riuscirò anche a portare a casa l'autonomia". In ogni caso, preavverte il Presidente in un'intervista pubboicata dalla Stampa - "Se non sarò soddisfatto non firmerò". "La bozza è scritta - afferma -. I presupposti per chiudere ci sono tutti. Ma ci sono alcuni punti sui quali registriamo la resistenza di alcune burocrazie", "non abbiamo un termine formale. Ma per me resta quella politica del 15 febbraio". 'E se non si dovesse firmare? Il governo cade?', gli viene chiesto. "Il futuro di questo governo lo decide Matteo Salvini. Per quanto mi riguarda se non sarò soddisfatto non firmerò. I cittadini veneti ne trarranno il giudizio che riterranno opportuno", risponde. Resistenze? "Troverei strano se accadesse - conclude -  soprattutto se i Cinque Stelle vogliono salvaguardare i loro voti in questa Regione".
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, commentando a Potenza il processo di autonomia regionale assicura che "Anche se rinforzeremo l'autonomia di alcune regioni lo faremo in modo ragionevole e razionale per preservare la coesione nazionale".
"Sono garante della coesione nazionale - aggiunge - e non sottrarremo nulla al Sud, riconosceremo specifiche competenze ad alcune Regioni del Nord che sono in condizione di poter rivendicare queste specifiche competenze. Ma non pregiudichiamo il quadro complessivo dello Stato e riequilibreremo con meccanismi di solidarietà l'eventuale pregiudizio per altre regioni".



( red / 11.02.19 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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