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Regioni.it

n. 3548 - martedì 12 febbraio 2019

Sommario
- Conferenza delle Regioni il 13 febbraio
- Province: Bonaccini, riforma valorizzi funzioni, ma coinvolga Regioni
- Reddito cittadinanza: Grieco, da Regioni emendamenti su tema navigator
- Reddito cittadinanza: Regioni in commissione questioni regionali
- Audizione su Ddl concretezza azioni P.A. e prevenzione assenteismo
- De Pascale è il nuovo presidente dell'Upi
- Integrato l'ordine del giorno della Conferenza Unificata del 13 febbraio
- Emiliano: Puglia, stop a richiesta di maggiore autonomia
- Mattarella all'Assemblea Upi: presidiare funzioni delicate territori
- Zaia: messaggio Mattarella all'Upi positivo su autonomia e sussidiarietà

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Province: Bonaccini, riforma valorizzi funzioni, ma coinvolga Regioni

(Regioni.it 3548 - 12/02/2019) "Rimettere mano alla questione delle province" è "una necessità stringente di governo del territorio e di adeguato svolgimento di funzioni essenziali per la vita delle nostre comunità: i tagli sistematici delle risorse per la spesa per gli investimenti hanno assestato un colpo molto duro ad una parte del patrimonio pubblico, in primis scuole e strade; i tagli di parte corrente hanno reso viceversa impossibile, in molti casi, chiudere i bilanci. Sono due elementi a cui occorre riparare immediatamente, come in parte si è iniziato a fare dal 2017", lo ha affermato nel corso del suo intervento all'assemblea annuale dell'Upi, Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regionie delle Province autonome.
Riferendosi poi all'istituzione di "un tavolo presso la Conferenza Stato-Città al fine di tracciare le linee guida per una revisione organica della disciplina delle province e delle città metropolitane", Bonaccini ha sottolineato  l'esigenza di un "pieno e diretto coinvolgimento delle Regioni: non per ragioni di bon ton istituzionale, ma perchè la legislazione regionale, pur all’interno di una cornice generale fissata dallo Stato, ha una rilevanza specifica nella disciplina e allocazione delle funzioni locali".
Secondo il Presidente della Conferenza delle Regioni "va anzitutto restituita capacità sostanziale e operatività alle Province, a partire dai profili di ente di gestione, di ente di supporto ai Comuni, di ente strategico nella programmazione territoriale. Perché le Province possano stare in piedi davvero, è urgente rivedere le scelte compiute sia rispetto ai limiti di spesa, sia a quelli assunzionali; ma serve uno sguardo attento e quindi la flessibilità di contemperare anche le stesse funzioni conferite dalle Regioni". E "Se guardo alle necessità più stringenti del territorio, c’è poi l’urgenza di ripristinare una reale ed efficace capacità di spesa per investimenti. Ne ha bisogno il territorio, ne ha bisogno la nostra economia".
Toccato poi il tema dell'autonomia : "come sapete, alcune Regioni, tra cui l’Emilia-Romagna, hanno avviato dalla fine del 2017 il percorso per ottenere l’autonomina differenziata ai sensi del 3° comma dell’art. 116 della Costituzione. Dopo l’intesa preliminare sottoscritta con il Governo Gentiloni nel febbraio del 2018, abbiamo riaperto il confronto anche con questo Governo, in particolare dal luglio scorso, e c’è un impegno dell’esecutivo ad arrivare ad una prima proposta di Intesa entro la fine di questa settimana. Vedremo. Credo rappresenti un’occasione molto importante per assestare in modo più compiuto il nostro impianto istituzionale e amministrativo, a quasi 20 anni dalla riforma del Titolo V della II Parte della Costituzione; un passaggio cruciale per il Paese per identificare finalmente costi e fabbisogni standard, anche se si partirà dalla spesa storica; e, naturalmente, per definire livelli essenziali delle prestazioni a cui ha diritto ogni cittadino nel nostro Paese. Per noi è anche un’occasione di ridefinire la legge che ha dato attuazione in Emilia-Romagna alla Delrio. Abbiamo cioè concepito l’autonomia rafforzata come un processo che investa il sistema regionale, non solo l’Ente Regione; oltre che, ovviamente e soprattutto, come un’opportunità per tutta la società emiliano-romagnaola: non a caso, insieme al costante confronto con Anci e Upi, abbiamo promosso anche quello con le parti sociali, le Univesità, le CCIAA, il terzo settore: tutti soggetti della rappresentasnza che nella nostra Regione hanno sottoscritto il Patto per il Lavoro. Perché per noi la rappresentanza, tanto quella sociale quanto quella istituzionale, hanno un profondo valore democratico, coesivo, di crescita. Credo anche che i numeri dell’economia, insieme agli indicatori relativi a tutte le performance dei servizi, ci stiano dando ragione in questa visione. Per noi l’autonomia è uno strumento, non un fine. Serve a cogliere meglio obiettivi qualificanti, quali la rigenerazione urbana e la prevenzione sismica; la programmazione territoriale e il contrasto del dissesto idrogeologico; l’ammodernamento delle infrastrutture materiali e immateriali; la programmazione scolastica e quella sanitaria; gli investimenti, il diritto allo studio, o la promozione del patrimonio artistico-culturale".
Per questi motivi, ha proseguito Bonaccini -  "Mi spiace che nel dibattito un po’ semplificato sulla stampa tutto questo stia passando in secondo piano rispetto al tema dei residui fiscali, che l’Emilia-Rimagna non ha mai posto; al cosiddetto “fronte del nord”, che non mi interessa in alcun modo. Mi spiace anche che si vogliano mettere in contrapposizione territori, quando per me la solidarietà è un valore imprescindibile; o che si paventi addirittura un rischio per l’unità del Paese, quando per noi l’unità della nazione è un valore costituzionale imprescindibile.  Rischiano in questo modo di passare sotto silenzio, dicevo, alcuni fatti di una certa rilevanza: tra questi quello per cui quasi nessuno degli obiettivi che ho indicato può prescindere da un ruolo attivo delle Province. Io credo in una Regione che si occupa di legislazione e grande programmazione, non di gestione. E quando siamo stati costretti a fare un passo avanti sulla gestione lo abbiamo fatto - ha aggiunto - investendo sulla capacità di intervento degli Enti Locali, in forma associata, o attraverso agenzie istituite ad hoc". La “nostra” autonomia - ha concluso Bonaccini - ha bisogno di Province in piedi; necessita che tra la Regione e i Comuni vi siano enti intermedi (di volta in volta le Unioni o la Province) che possano gestire o coordinare; ha bisogno di un sistema territoriale, non di una Regione pervasiva e centralistica. Di questo vorrei discutere a beneficio di tutti, dell’Emilia-Romagna come del resto del Paese.

Dal canale Youtube di Regioni.it
L'intervento del Presidente della Conferemza delle Regioni, Stefano Bonaccini all' assemblea dell'Upi



( red / 12.02.19 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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