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Regioni.it

n. 3561 - venerdì 1 marzo 2019

Sommario
- Stefani: autonomia, al lavoro per dare attuazione alle legittime richieste
- Consiglio dei ministri 28 febbraio su semplificazioni amministrative
- Posizione sul Piano triennale per l’informatica nella P.A.
- Conferenza delle Regioni il 7 marzo
- Conferenza Stato-Regioni il 7 marzo
- Conferenza Unificata il 7 marzo

+T -T
Consiglio dei ministri 28 febbraio su semplificazioni amministrative

Consiglio dei ministri 27 febbraio su alcune leggi regionali

(Regioni.it 3561 - 01/03/2019) Il Consiglio dei Ministri del 28 febbraio ha esaminato alcuni provvedimenti, tra questi le “Deleghe al Governo in materia di semplificazione e codificazione” (disegni di legge).
La delega prevede che, al fine di migliorare la qualità e l’efficienza dell’azione amministrativa, il Governo adotta una serie di decreti legislativi di semplificazione e codificazione nei seguenti settori, con facoltà di intervenire anche limitatamente a specifiche attività o gruppi di attività intersettoriali:
-attività economiche e sviluppo economico;
-energia e fonti rinnovabili;
- edilizia e governo del territorio;
-ambiente;
- acquisto di beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni;
- cittadinanza e innovazione digitale;
- servizio civile universale e soccorso alpino;
- prevenzione della corruzione, obblighi di pubblicità, trasparenza, diffusione di informazioni da parte della pubblica amministrazione;
- giustizia tributaria e sistema tributario e contabile dello Stato;
- tutela della salute.
La delega prevede, inoltre, disposizioni per l’attuazione delle politiche di semplificazione, con l’istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, di una Commissione permanente cui è attribuito il compito di assicurare in concreto l’attuazione delle misure di semplificazione, nonché il riordino dell’Unità per la semplificazione.
E’ prevista anche la Delega al Governo di semplificazione e codificazione in materia di agricoltura, prevedendo tra l’altro:
- alla revisione e semplificazione degli adempimenti amministrativi a carico delle imprese agricole connessi all’erogazione dell’aiuto ovvero al sostegno regionale, nazionale e europeo nell’ambito della Politica agricola comune;
- a prevedere, per i procedimenti amministrativi di competenza degli enti territoriali, il ricorso a procedure pattizie con l'obiettivo di facilitare in particolare l'avvio dell'attività economica in materia di agricoltura;
- alla revisione e semplificazione della normativa in materia di regolazione dei mercati al fine di assicurare un corretto funzionamento delle regole di concorrenza del mercato ed un’equa ripartizione dei margini lungo la filiera;
- al potenziamento del sistema di rilevazione dei prezzi e dei costi di produzione delle imprese al fine di assicurare una maggiore trasparenza nelle relazioni di mercato;
- a favorire la crescita dimensionale delle imprese agricole, lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile e l’ammodernamento delle filiere agroalimentari con l’obiettivo anche di assicurare un maggiore coordinamento degli strumenti di incentivazione vigenti;
- al riordino della disciplina delle frodi agroalimentari nonché revisione della disciplina sanzionatoria vigente in materia di regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari;
- all’istituzione di un sistema unico di controlli al fine di evitare duplicazioni, di tutelare maggiormente i consumatori e di eliminare gli ostacoli al commercio e le distorsioni della concorrenza.
Mentre la Delega al Governo in materia di turismo mira alla riorganizzazione e al coordinamento delle disposizioni per settori omogenei o per specifiche attività o gruppi di attività mediante l’aggiornamento del Codice che disciplina l’ordinamento e il mercato del turismo.
Tra l’altro è prevista la Delega al Governo per la semplificazione e il riassetto in materia di lavoro. In particolare si delega il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi di semplificazione e riassetto delle norme in materia di lavoro, al fine di creare un sistema organico di disposizioni in materia e di rendere più chiari i principi regolatori delle disposizioni già vigenti e costruire un complesso armonico di previsioni di semplice applicazione, a tutela dei diritti dei lavoratori e dei datori di lavoro.
Tra le principali previsioni:
- si pone l’attenzione sulla materia dell’apprendistato al fine di semplificare gli adempimenti posti in capo al datore di lavoro in ordine agli obblighi di formazione;
- si interviene in materia di servizi per l’impiego, compreso il collocamento mirato, e di politiche del lavoro, nonché dei relativi sistemi informativi di supporto, al fine di razionalizzare le funzioni e i compiti in capo al Ministero del lavoro e delle politiche sociali alle politiche del lavoro;
- si razionalizzano e riorganizzano le agenzie, gli enti o gli organismi facenti capo all’amministrazione statale che svolgono compiti in materia di servizi per l’impiego e politiche del lavoro, ivi compresi quelli preposti all’analisi delle politiche pubbliche, anche attraverso il loro accorpamento;
- si eliminano i livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti per l’adeguamento alla normativa europea e si prevede l’obbligo per l’amministrazione di rendere facilmente conoscibili e accessibili le informazioni e i dati in materia (oltre alla relativa modulistica), assicurando al contempo l’integrazione e lo scambio di dati tra le amministrazioni dello Stato e altri soggetti pubblici e privati.
E’ prevista anche la Delega al Governo per il riordino della materia dello spettacolo e per la modifica del Codice dei beni culturali e paesaggio
Si delega il Governo a:
- introdurre, attraverso la redazione di un “Codice dello spettacolo”, una nuova disciplina complessiva dello spettacolo dal vivo nelle sue diverse espressioni, al fine di conferire al settore un assetto più efficace, organico e conforme ai principi di semplificazione delle procedure amministrative e ottimizzazione della spesa e volto a migliorare la qualità artistico-culturale delle attività, incentivandone la produzione, l'innovazione, nonché la fruizione da parte della collettività;
- adottare disposizioni di modifica del Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42), al fine di consentire un riordino sistematico della materia e del necessario adeguamento alle riforme intervenute successivamente all’emanazione del Codice, come il Codice dei contratti pubblici e quello del terzo settore.
Mentre il precedente Consiglio dei Ministri, quello del 27 febbraio, ha esaminato alcune leggi delle Regioni e delle Province Autonome e ha deliberato: di impugnare:
- la legge della Regione Calabria n. 53 del 28/12/2018, recante “Interventi sulle leggi regionali 24/2013, 37/2015, 21/2016, 11/2017, 1/2018, 3/2018, 5/2018, 12/2018, 15/2018, 28/2018 e 31/2018”, in quanto una norma, riguardante gli interventi edilizi in zone sismiche, si pone in contrasto con i principi fondamentali della legislazione statale in materia di “governo del territorio” e di “protezione civile”, in violazione dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione;
- la legge della Regione Lazio n. 13 del 28/12/2018, recante “Legge di Stabilità regionale 2019”, in quanto una norma riguardante la localizzazione delle attività di autodemolizione dei veicoli fuori uso invade la competenza statale in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, violando l’art. 117, secondo comma, lett. s) della Costituzione; un’altra norma in materia di personale regionale invade la materia dell’ordinamento civile, in violazione dell’art. 117, secondo comma, lett. l), della Costituzione. Altre norme ancora riguardanti le associazioni di volontariato violano i principi di uguaglianza e di non discriminazione dettati dall’art. 3 della Costituzione. Ulteriori norme infine in materia sanitaria invadono le competenze del commissario ad acta per il Piano di rientro dal disavanzo sanitario, in violazione dell’articolo 120 della Costituzione, nonché del principio di leale collaborazione;
- la legge della Regione Liguria n. 29 del 27/12/2018, recante “Disposizioni collegate alla legge di stabilità per l’anno 2019”, in quanto alcune norme riguardanti il personale regionale ledono la competenza dello Stato in materia di ordinamento civile, in violazione dell’art. 117, secondo comma, lettera 1), nonché gli artt. 51, primo comma, e 97, quarto comma, della Costituzione. Altre norme in materia di pesca e di caccia contrastano con l’ordinamento europeo e invadono la competenza riservata allo Stato in materia di tutela dell’ambiente, in violazione dell’art. 117, primo e secondo comma, lett. s), della Costituzione;
- la legge della Regione Molise n. 15 del 24/12/2018, recante “Interpretazione autentica del comma 3, dell’art.5 della Legge regionale 20 maggio 2015, n. 11”, in quanto una norma, eludendo il principio generale di irretroattività delle norme, viola l’art. 97 della Costituzione, quale parametro di controllo della legalità, imparzialità ed efficienza dell’azione amministrativa, e si ingerisce nell’amministrazione della giustizia, in violazione dell’art.104, primo comma, della Costituzione;
- la legge della Regione Puglia n. 67 del 28/12/2018, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2019 e bilancio pluriennale 2019-2021 della Regione Puglia (Legge di stabilità regionale 2019)”, in quanto una norma, introducendo un sistema sanzionatorio per gli interventi realizzati in contesti paesaggistici viola la competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di paesaggio di cui agli artt. 9 e 117, secondo comma, lett. s), della Costituzione. Altre norme prevedono finanziamenti che si pongono in contrasto con le previsioni del Piano di rientro dal disavanzo sanitario, in violazione dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione, in materia di coordinamento della finanza pubblica. Un’altra norma ancora riguardante la dirigenza sanitaria invade la materia dell’ordinamento civile, violando l’art. 117, secondo comma, lett. l), della Costituzione, e ledendo altresì il principio costituzionale del pubblico concorso di cui all’art. 97 della Costituzione. Un’ultima norma infine, nell’imporre l’applicazione di un’ulteriore aliquota contributiva alla tariffa applicata dal gestore degli impianti di smaltimento rifiuti presenti sul territorio regionale, contrasta con i principi fondamentali di finanza pubblica, e viola i parametri costituzionali di cui agli articoli 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, che riserva alla competenza esclusiva dello Stato la materia del sistema tributario e 119, secondo comma, della Costituzione, che subordina la possibilità per le regioni e gli enti locali di stabilire ed applicare tributi ed entrate proprie nel rispetto dei principi (statali) di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;
- la legge della Regione Sardegna n. 48 del 28/12/2018, recante “Legge di stabilità 2019”, in quanto alcune norme riguardanti le associazioni di volontariato violano i principi di uguaglianza e di non discriminazione dettati dall’art. 3 della Costituzione. Altre norme in materia finanziaria sono censurabile in quanto alcune di esse sono prive della preventiva copertura, in violazione dell’art. 81 della Costituzione, altre si pongono in contrasto con l’art. 117, secondo comma, lett. e), della Costituzione, che riserva alla competenza esclusiva dello Stato l’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, altre ancora violano l’art. 117, terzo comma, della Costituzione, atteso che le vigenti disposizioni in materia di contenimento della spesa delle Amministrazioni, ivi incluse quelle degli del SSN, si configurano quali principi di coordinamento della finanza pubblica. Un’altra norma infine riguardante il personale regionale confligge con l’art. 117, secondo comma, lett. e), della Costituzione, che riserva alla competenza esclusiva dello Stato l’ordinamento civile e quindi i rapporti di diritto privato regolabili dal Codice civile;
- la legge della Regione Sardegna n. 49 del 28/12/2018, recante “Bilancio di previsione triennale 2019-2021”, in quanto alcune previsioni sono prive della preventiva copertura finanziaria e violano pertanto l’art. 81 della Costituzione;
Il Consiglio dei ministri ha invece deciso di non impugnare:
- la legge della Regione Calabria n. 50 del 28/12/2018, recante “Interventi di modifica alla legge regionale 11 agosto 2010, n. 21 (misure straordinarie a sostegno dell’attività edilizia finalizzata al miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale)”;
- la legge della Regione Calabria n. 51 del 28/12/2018, recante “Modifiche alla legge regionale 26 aprile 2018, n. 9 (interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della ‘ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza)”;
- la legge della Regione Calabria n. 52 del 28/12/2018, recante “Modifiche alla legge regionale 19 febbraio 2001, n. 5 (norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l’impiego in attuazione del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469)”;
- la legge della Regione Calabria n. 54 del 28/12/2018, recante “Istituzione dell’osservatorio Università e mondo del lavoro”;
- la legge della Regione Campania n. 57 del 29/12/2018, recante “Rendiconto Generale della Regione Campania per l’esercizio finanziario 2016”;
- la legge della Regione Campania n. 58 del 29/12/2018, recante “Interventi perequativi ambientali per il Comune di Castel Volturno”;
- la legge della Regione Campania n. 59 del 29/12/2018, recante “Norme in materia di tutela delle prestazioni professionali per attività espletate per conto dei committenti privati e di contrasto all’evasione fiscale”;
- la legge della Regione Campania n. 60 del 29/12/2018, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione finanziario per il triennio 2019-2021 della Regione Campania - Legge di stabilità regionale 2019”;
- la legge della Regione Campania n. 61 del 29/12/2018, recante “Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2019-2021 della Regione Campania”;
- la legge della Regione Lazio n. 14 del 28/12/2018, recante “Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2019-2021”,
- la legge della Regione Lombardia n. 23 del 28/12/2018, recante “Disposizioni per l’attuazione della programmazione economico-finanziaria regionale, ai sensi dell’articolo 9 ter della l.r. 31 marzo 1978, n. 34 (Norme sulle procedure della programmazione, sul bilancio e sulla contabilità della Regione) - Collegato 2019”;
- la legge della Regione Lombardia n. 24 del 28/12/201, recante “Legge di stabilità 2019 – 2021”;
- la legge della Regione Lombardia n. 25 del 28/12/2018, recante “Bilancio di previsione 2019 – 2021”;
- la legge della Regione Basilicata n. 54 del 28/12/2018, recante “Autorizzazione all’esercizio provvisorio del bilancio della Regione e degli organismi e degli enti strumentali della Regione Basilicata per l’esercizio finanziario 2019”;
- la legge della Regione Basilicata n. 55 del 28/12/2018, recante “Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2018/2020 dell’Ente Parco Naturale del Vulture”;
- la legge della Regione Friuli Venezia Giulia n. 31 del 28/12/2018, recante “Modifiche alla legge regionale 12 dicembre 2014, n. 26 (Riordino del sistema Regione - Autonomie locali nel Friuli Venezia Giulia. Ordinamento della Unioni territoriali intercomunali e riallocazione di funzioni amministrative), alla legge regionale 17 luglio 2015, n. 18 (La disciplina della finanza locale del Friuli Venezia Giulia, nonché modifiche a disposizioni delle leggi regionali 19/2013, 9/2009 e 26/2014 concernenti gli enti locali), e alla legge regionale 31 marzo 2006, n. 6 (Sistema integrato di interventi e servizi per la promozione e la tutela dei diritti di cittadinanza sociale)”;
- la legge della Regione Liguria n. 30 del 27/12/2018 , recante “Legge di stabilità della Regione Liguria per l’anno finanziario 2019”;
- la legge della Regione Liguria n. 32 del 27/12/2018, recante “Ulteriori modifiche alla legge regionale 3 dicembre 2007, n. 38 (Programmi regionali di intervento strategico (P.R.I.S.) per agevolare la realizzazione delle grandi opere infrastrutturali attraverso la ricerca della coesione territoriale e sociale. Modifiche alla legge regionale 3 dicembre 2007, n. 38 (Organizzazione dell’intervento regionale nel settore abitativo)”;
- la legge della Regione Liguria n. 31 del 27/12/2018, recante “Bilancio di previsione della Regione Liguria per gli anni finanziari 2019-2021”;
- la legge della Regione Lombardia n. 26 del 28/12/2018, recante “Istituzione del comune di Piadena Drizzona mediante fusione dei comuni di Piadena e Drizzona, in provincia di Cremona”;
- la legge della Regione Lombardia n. 27 del 28/12/2018 , recante “Istituzione del comune Colli Verdi mediante fusione dei comuni di Canevino, Ruino e Valverde, in provincia di Pavia”;
- la legge della Regione Lombardia n. 28 del 28/12/2018, recante “Incorporazione del comune di Bigarello nel comune di San Giorgio di Mantova, in provincia di Mantova”;
- la legge della Regione Lombardia n. 29 del 28/12/2018, recante “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 23 ottobre 2009, n. 22 (Disciplina del Consiglio delle Autonomie locali della Lombardia, ai sensi dell’art. 54 dello Statuto d’autonomia)”;
- la legge della Regione Puglia n. 68 del 28/12/2018, recante “Bilancio di previsione della Regione Puglia per l’esercizio finanziario 2019 e bilancio pluriennale 2019-2021”;
- la legge della Regione Marche n. 49 del 27/12/2018, recante “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 16 dicembre 2005, n. 36 “Riordino del sistema regionale delle politiche abitative” e alla legge regionale 27 dicembre 2006, n. 22 “Modificazioni ed integrazioni alla legge regionale 16 dicembre 2005, n. 36 ‘Riordino del sistema regionale delle politiche abitative’””;
- la legge della Regione Marche n. 50 del 27/12/2018, recante “Disposizioni urgenti in materia di politiche sociali e sanitarie”;
- la legge della Regione Toscana n.76 del 28/12/2018, recante “Revisione degli interventi a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. Modifiche alla l.r. 55/2006”;
- la legge della Regione Friuli Venezia Giulia n. 28 del 28/12/2018, recante “Legge collegata alla manovra di bilancio 2019-2021
- la legge della Regione Friuli Venezia Giulia n. 29 del 28/12/2018, recante “Legge di stabilità 2019”;
- la legge della Regione Friuli Venezia Giulia n. 30 del 28/12/2018, recante “Bilancio di previsione per gli anni 2019-2021”;
- la legge della Regione Sicilia n. 25 del 27/12/2018, recante “Norme per la promozione, il sostegno e lo sviluppo delle cooperative di comunità nel territorio siciliano”;
- la legge della Regione Sicilia n. 26 del 28/12/2018, recante “Interpretazione autentica dell’articolo 3 della legge regionale 24 febbraio 2000, n. 6. Modifiche all’articolo 3 della legge regionale 16 dicembre 2018, n. 24”;
- la legge della Regione Sicilia n. 27 del 28/12/2018, recante “Autorizzazione all’esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l’esercizio finanziario 2019”;
- la legge della Regione Sicilia n. 28 del 28/12/2018, recante “Proroga dei termini per il sostegno dell’attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio. Modifiche all’articolo 49 della legge regionale 11 agosto 2017, n. 16”.
Infine, il Consiglio dei Ministri ha deliberato:
- la determinazione d’intervento nei giudizi di legittimità costituzionale promossi dalle regioni Umbria e Marche avverso l’articolo 37, comma 1, lettera a), n.1-bis, e lettera b-ter), del decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, recante “Disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze”, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2018, n. 130;
- la costituzione in giudizio nel conflitto di attribuzione promosso dalla regione Calabria in relazione alla delibera del Consiglio dei ministri del 7 dicembre 2018 recante nomina del commissario ad acta e del subcommissario per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario nella regione Calabria.
 


( gs / 01.03.19 )
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