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Regioni.it

n. 3564 - mercoledì 6 marzo 2019

Sommario
- Reddito di cittadinanza: Regioni, serve rafforzamento servizi per l’impiego
- Conferenza delle Regioni il 7 marzo
- Lavoro: Di Maio, su navigator auspico decisioni condivise con Regioni
- Toti e De Luca su navigator e reddito di cittadinanza
- Autonomia finanziaria e regionalismo differenziato, il 7 audizione Regioni
- Integrato l'ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni del 7 marzo

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Toti e De Luca su navigator e reddito di cittadinanza

(Regioni.it 3564 - 06/03/2019) Il presidente della regione Liguria, Giovanni Toti, sottolinea alcuni problemi sull’attuazione del reddito di cittadinanza.
“Le Regioni devono ancora capire – afferma Toti – chi paga i navigator e soprattutto se un navigator formato lavorerà un paio d'anni con un contratto co.co.co., mentre si svolgeranno i concorsi a livello regionale, non vincerà il concorso, ne entrerà un altro da formare ex novo?”.
Toti quindi aggiunge che “i concorsi per entrare nell'amministrazione pubblica sono liberi, voglio pensare che nessuno voglia indirizzarli, tutti parteciperanno e i più bravi verranno assunti”.
“Stiamo ancora ragionando con il Mise se i navigator verranno distaccati presso i centri per l'impiego e assunti direttamente dall'Anpal – rileva Toti -. Per entrare a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione, la legge prevede un concorso, i navigator ovviamente non verranno assunti per concorso, se non ci vorrebbero alcuni mesi a essere efficienti. Quindi occorre capire con quale contratto verranno assunti e quale fine faranno gli stessi navigator: assunti con un contratto precario dovrebbero essere presi a tempo indeterminato dopo un concorso a cui parteciperanno anche altri. E' ancora tutto da discutere, spero che domani in Conferenza delle Regioni se ne parli” (ndr, il tema è all'ordine del giorno della Conferenza Unificata del 7 marzo) .
“La revisione degli ammortizzatori sociali nel nostro Paese – dichiara ancora Toti - è un grande tema da affrontare, il sostegno alle fasce deboli dopo otto anni di crisi si può discutere, ma bisognerà vedere se ci possiamo permettere il grande costo in spesa corrente del reddito di cittadinanza”.
“La domanda e l'offerta di lavoro nel nostro Paese sono ancora piuttosto male organizzate – sottolinea Toti -, figuriamoci con la domanda aggiuntiva del reddito di cittadinanza, i centri per l'impiego sono arrivati alle Regioni pochi mesi fa e sono ancora in corso di ristrutturazione”.
“Seguire tutte le prescrizioni che si sono inventati è un calvario”. È un meccanismo talmente aggrovigliato, farraginoso e incomprensibile che veramente finisce per scoraggiare". Così il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, sul reddito di cittadinanza: "scaricheranno i costi su di noi".
“Io provo a immaginare che chi si aspetta il reddito di cittadinanza – afferma De Luca - sia un povero cristo oppure una persona di una certa eta' che non ha lavoro o un disoccupato. Immaginare che una persona in queste condizioni posso seguire questo calvario burocratico che hanno messo in piedi - dice il presidente della regione Campania - e' qualcosa che fa venire il mal di testa solo a pensarci. Credo che questo abbia scoraggiato molto”.
Per De Luca questi "meccanismi farraginosi" per il Reddito sono stati messi in piedi "perche', parliamoci chiaro, i soldi non ci sono. Cercano di ridurre il piu' possibile gli stanziamenti da erogare per il reddito di cittadinanza”.
De Luca quindi aggiunge: "Se avessimo tre posti di lavoro qui vicino pronti saremmo già andati a lavorare. Il problema è che il lavoro bisogna crearlo con gli investimenti e questo richiede dei tempi”.
Il lavoro, ha spiegato De Luca, si crea "aprendo i cantieri che sono pronti e questo si può fare in tempi rapidissimi, ma anche facendo un'operazione come quella che stiamo facendo noi come Regione Campania, cioè orientando verso la pubblica amministrazione decine di migliaia di giovani attraverso procedure concorsuali trasparenti e riempiendo i vuoti delle piante organiche. Non sarebbero posti di lavoro in più per il pubblico impiego ma semplicemente il riempimento dei vuoti che si sono determinati dopo 10-15 anni di blocco del turnover. Si potrebbero quindi fare interventi a breve termine nella pubblica amministrazione, sul medio periodo con i cantieri aperti già finanziati e sul lungo periodo con un rilancio di grandi investimenti. Così si affronta il problema del lavoro non dando contributi. Per questo credo rilanceremo dalla Campania anche sul piano meridionale il piano per il lavoro che abbiamo proposto due anni e mezzo fa per 200.000 giovani del Sud”.



( gs / 06.03.19 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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