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Regioni.it

n. 3568 - martedì 12 marzo 2019

Sommario
- Reddito di cittadinanza: Bonaccini, accordo positivo perché più ragionevole
- Toti: fatto l'accordo delle Regioni con il Governo sui navigator
- Centri per l'impiego: Donazzan, Grieco e Rizzoli soddisfatte per accordo
- Il "termometro" su cure palliative e terapia del dolore: convegno il 14 marzo
- Posizione sul Programma Nazionale di Riforma 2019
- Corte Costituzionale: la rassegna di gennaio e febbraio

Documento della Conferenza delle Regioni del 21 febbraio

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Posizione sul Programma Nazionale di Riforma 2019

(Regioni.it 3568 - 12/03/2019) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella riunione del 21 febbraio, ha approvato una posizione sul “Programma Nazionale di Riforma 2019 (Pnr 2019)”.  
Le Regioni sono impegnate anche quest’anno a predisporre un “Contributo regionale al Programma Nazionale di Riforma 2019”, con una sintesi ragionata delle politiche di sviluppo di tutte le Regioni e le Province autonome, articolata sugli obiettivi tematici dell’attuale programmazione 2014-2020 in lettura combinata con gli obiettivi dello sviluppo sostenibile. Nel documento - inviato al Ministro Tria e al Ministro Savona, responsabili della stesura del Programma nazionale di Riforma che confluisce insieme al Patto di Stabilità e Crescita nella III Sezione del Documento di Economia e Finanza (Def) - le Regioni ribadiscono l'esigenza che, a livello europeo, sia riformato il "Semestre europeo" che dovrebbe diventare il quadro di riferimento per individuare le priorità delle riforme nazionali e monitorare la loro attuazione, realizzando un’effettiva governance multilivello. Sotto questo profilo la partecipazione delle Regioni è essenziale per l’implementazione del Semestre europeo proprio mediante lo strumento del PNR, anche alla luce delle novità introdotte dai regolamenti comunitari per la programmazione 2021-2027.
Le Regioni si sono espresse con chiarezza anche sul fatto che l’Unione europea allinei il Semestre europeo ad una nuova strategia di lungo termine. Sulla scorta dei pareri espressi dal Comitato europeo delle Regioni, l’auspicio è che l'UE adotti in un quadro strategico gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite in sostituzione della decennale strategia Europa 2020, ormai in scadenza.  Il contributo delle Regioni al Pnr, quindi, sarà posto al servizio delle istituzioni competenti e dei cittadini veicolando il messaggio che la competitività europea debba essere tradotta in una competitività sostenibile, mediante uno sviluppo economico che tuteli il capitale umano e il capitale naturale. Le Regioni chiedono quindi al Governo e all’Unione europea la piena attuazione anche della quarta dimensione dello sviluppo sostenibile, quale quella della governance istituzionale e una più attenta considerazione della fase di attuazione delle riforme - di cui il PNR rappresenta uno strumento strategico - che passa attraverso le politiche di sviluppo di ciascuna Regione e Provincia autonoma.
Si riporta di seguito il testo integrale del documento (senza le note), pubblicato anche nella sezione "Conferenze" del portale www.regioni.it.
Posizione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome sul programma nazionale di riforma 2019 (Pnr 2019)
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, considerato
1. che il Programma Nazionale di Riforma (PNR) confluisce, insieme al Patto di Stabilità e Crescita, nella III Sezione del Documento di Economia e Finanza (DEF) che il Governo presenta alla Commissione europea entro il 15 aprile di ogni anno;
2. che il PNR è il documento con il quale ogni Stato membro presenta le specifiche politiche che intende realizzare per conseguire finalità comuni, sostenibilità delle finanze pubbliche e riforme strutturali, nonché i propositi per realizzare gli obiettivi di crescita e occupazione, in osservanza delle Raccomandazioni specifiche per Paese del Semestre europeo e degli obiettivi (Target) della strategia Europa 2020;
3. che ogni anno la Conferenza invia al Governo il Contributo delle Regioni e delle Province autonome al PNR per consentire alle Regioni di essere protagoniste delle riforme strutturali per lo sviluppo e la crescita del Paese;
4. che anche quest’anno le Regioni e le Province autonome si accingono a predisporre il contributo sullo stato di implementazione delle riforme in atto a livello regionale per il PNR 2019, in risposta alle CSR 2018 e sullo stato di realizzazione degli obiettivi della strategia decennale UE2020;
5. che tale contributo consente ogni anno alle Regioni di effettuare una lettura strategica degli interventi di riforma, anche in raccordo con la programmazione 2014-2020 dei Fondi SIE mediante i Risultati Attesi, previsti dall’Accordo di Partenariato, nonché coi target-obiettivi universali per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 ONU (Sustainable Development Goals - SDGs);
6. che le Regioni intervengono nel processo di attuazione delle riforme oggetto del Semestre europeo, contribuendo ad allineare obiettivi a breve e medio termine e processi di governance con gli obiettivi a lungo termine per la crescita sostenibile;
7. che le Regioni sono autorità di gestione e presiedono alla programmazione e all’attuazione della programmazione dei Fondi SIE sul territorio e che, dunque, il PNR 2019 è uno strumento strategico, ancor più dei precedenti, stante l’esigenza di raccordare la programmazione 2021-2027 con il Semestre europeo.
Preso atto
8. dell’"Analisi annuale della crescita 2019" - contenuta nel Pacchetto di autunno del Semestre europeo del 21 novembre 2018 - che stabilisce le priorità economiche e sociali generali per l'anno successivo, con cui la Commissione esorta gli Stati membri a intraprendere un'azione decisa e concertata per conseguire una crescita inclusiva e sostenibile; 
9. che nel medesimo Pacchetto di autunno, oltre ad una sana politica di bilancio e a migliorare la qualità e la composizione delle finanze pubbliche, si raccomanda di considerare come prioritarie quelle riforme che aumentano la produttività e il potenziale di crescita, approfondiscono il mercato unico, migliorano il contesto imprenditoriale, promuovono gli investimenti e rafforzano il mercato del lavoro, nonché di spostare la pressione fiscale dal lavoro, di rafforzare i sistemi d'istruzione, gli investimenti in competenze e l'efficacia e l'adeguatezza delle politiche attive del mercato del lavoro e dei sistemi di protezione sociale, in linea con i principi del pilastro europeo dei diritti sociali;
10. che nell’"Analisi annuale della crescita 2019" si fa riferimento al coinvolgimento delle parti sociali e dei parlamenti nazionali, ma non degli enti locali e regionali, come invece era avvenuto nel 2018;
11. che gli Stati membri dovrebbero seguire gli orientamenti della Commissione europea e coinvolgere in modo significativo le autorità regionali e locali nella preparazione dei Programmi Nazionali di Riforma, nonché nell’elaborazione e attuazione di riforme strutturali nel contesto del Semestre europeo, allo scopo di migliorare la titolarità e l’attuazione di tali riforme ;
12. che ad oggi la Conferenza delle Regioni approva il contributo al PNR e la griglia delle misure regionali, che confluiscono nel PNR senza un adeguato processo di condivisione istituzionale con le Regioni;
13. che per il prossimo periodo di programmazione 2021-2027 la Commissione punta su un coordinamento più vincolante tra le Raccomandazioni specifiche per Paese e i programmi di coesione per aumentare l'efficacia degli interventi finanziati dalla politica di coesione e raggiungere risultati più durevoli. A tal fine, il semestre europeo del 2019 porrà un maggiore accento sulla valutazione del fabbisogno di investimenti per orientare le decisioni di programmazione per il periodo 2021-2027, tradotta nell’analisi contenuta nell’annuale "Relazione per Paese";
14. che per i nuovi programmi di coesione la Commissione suggerisce, nella proposta di regolamento recante disposizioni comuni, di tenere presenti le Raccomandazioni specifiche per Paese almeno in due occasioni: all'inizio della programmazione e durante il riesame intermedio, previsto per il 2025;
15. il PNR consente di legare gli interventi di riforma ai target-obiettivi universali dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sul tema dello sviluppo sostenibile e, che questo stesso tema è uno degli obiettivi specifici previsti nel ciclo delle politiche di coesione 2021-2027.
Per tutto quanto sopra, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
16. propone all’Unione europea di riformare il Semestre europeo, affinché integri la governance multilivello, sia allineato a una nuova strategia di lungo termine dell'UE e attui gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030; il Semestre deve costituire il quadro di riferimento per individuare le priorità delle riforme nazionali e monitorare la loro attuazione;
17. auspica che la competitività europea sia tradotta in una competitività sostenibile con uno sviluppo economico che tuteli il capitale umano e il capitale naturale;
18. propone che le decisioni di finanziamento dell’UE basate sul valore aggiunto europeo e sulla misurazione dei risultati conseguiti dai Paesi debbano essere coerenti ed equilibrate, assumendo le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile come sancito nei Trattati UE, sia all’interno dell’Unione che extraeuropei;
19. considera essenziale la partecipazione delle Regioni all’implementazione del Semestre europeo mediante lo strumento del PNR, anche alla luce delle novità introdotte dai regolamenti comunitari per la programmazione 2021-2027;
20. ritiene necessario definire un sistema di monitoraggio integrato che consenta la misurazione, in termini di impatto ambientale, sociale ed economico, degli interventi senza ulteriori oneri a carico della Pubblica Amministrazione;
21. a tale riguardo ritengono necessario sostenere il recepimento da parte del Governo della richiesta avanzata dalla Conferenza di rafforzare il ruolo costituzionalmente identificato di condivisione e partecipazione delle Regioni alle scelte strategiche nazionali, modificando le procedure di definizione del PNR con particolare riferimento alle modalità di partecipazione diretta delle Regioni nella fase di elaborazione e condivisione istituzionale dello stesso, assicurando in tal modo la definizione ed attuazione di una strategia complessiva di riforme da attuare per lo sviluppo e la crescita del Paese.
Roma, 21 febbraio 2019



( red / 12.03.19 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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