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Regioni.it

n. 3570 - giovedì 14 marzo 2019

Sommario
- "Sblocca-cantieri": il 15 marzo Conte incontra Regioni e Comuni
- Eurostat: in Italia nel 2018 sono scese le richieste d'asilo dei migranti
- Terapia del dolore: D'Amato, serve una tariffa unica nazionale
- Istat su esportazioni regioni nel quarto trimestre 2018
- Abruzzo: Marsilio ha presentato in Consiglio la Giunta e il programma
- Sanità: Provincia autonoma di Bolzano impugna legge di bilancio 2019

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Terapia del dolore: D'Amato, serve una tariffa unica nazionale

L'intervento al convegno "Ho 38 di legge! Sale il termometro su cure palliative e terapia del dolore", promosso da Fondazione Ghirotti e Conferenza delle Regioni

(Regioni.it 3570 - 14/03/2019) "Nella regione Lazio abbiamo aumentato di oltre 30% negli ultimi due anni i posti letto negli hospice e abbiamo migliorato anche l'assistenza domiciliare". Ma "sarebbe anche utile avere, da Nord a Sud Italia, una tariffa nazionale unica di rimborso per l'assistenza con questo tipo di cure". E' la proposta che arriva dall'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato, intervenuto oggi, in rappresentanza della Conferenza delle Regioni e delle Provimce autonome al convegno "Ho 38 di legge: sale il termometro su cure palliative e terapia del dolore", promosso dalla Fondazione Ghirotti e dalla stessa Conferenza.
All'evento ( che si è tenuto al Tempio di Adriano a Piazza di Pietra) hanno partecipato tra gli altri - oltre all'assessore alla Sanita' del Lazio, Alessio D'Amato - il presidente della Fondazione Isal, William Raffaeli, il presidente Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi, Fulvio Giardina, il presidente della Societa' Italiana Cure Palliative, Italo Penco, , e la coordinatrice dell'Osservatorio, Livia Turco.
Nella nostra Regione, ha spiegato poi D'Amato, "in questi ultimi anni abbiamo fatto un grande sforzo e superato problemi burocratici. E oggi qualsiasi paziente con qualsiasi patologia che necessiti di cure palliative può essere assistito e avere in tempo reale tutti i farmaci e i dispositivi medici utili alle sue necessità". Ma in questo settore c'è un "problema nazionale" che andrebbe affrontato, ovvero la disomogeneità nei rimborsi che le aziende sanitarie ricevono per offrire queste cure. "Non esiste una tariffa unica, sia per i pazienti assistiti in Hospice che a domicilio, con la quale le Asl vengono rimborsate per le prestazioni relative alla terapia del dolore. Nella nostra tariffa, per esempio, è compresa l'erogazione di ausili, dispositivi, esami diagnostici". In molte Regioni, invece "la tariffa comprende solo una serie di prestazioni e non viene garantita una reperibilità h24. Serve, quindi - ha concluso - maggiore omogeneità".
Durante i lavori del convegno sono stati anche presentati i dati raccolti ed elaborati dall'Osservatorio volontario per monitoraggio applicazione Legge 38/2010 della fondaziona nazionale Gigi Ghirotti. Si tratta della seconda indagine, ed è stata effettuata nel 2018 su circa 12mila pazienti in Italia. A 9 anni dalla legge 38 il quadro dell'accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore in Italia non sembra cambiato. Permane l'insoddisfazione nei confronti dei servizi domiciliari e degli hospice, sono calate le prescrizioni per visite specialistiche nei Centri di terapia del dolore,  mentre e' in lieve crescita il livello di conoscenza dei diritti del malato, e rimane stabile l'ignoranza sui tipi di cure disponibili e sui farmaci. A 
Messi a confronto con quelli registrati nel 2016, i numeri mostrano un significativo calo di soddisfazione per i servizi di cure palliative: tra coloro che vi hanno avuto accesso, il 18% degli intervistati, il 61% si e' dichiarato soddisfatto delle cure domiciliari (contro il 69% del 2016) mentre il 21% per nulla o poco, percentuale cresciuta in due anni del 13% (nel 2016 era l'8%). Il gradimento degli hospice e' al 68% (- 14% dal 2016) mentre l'insoddisfazione si e' impennata dal 5 al 18%. Sui Centri di terapia del dolore, invece, il gradimento supera l'80%, ma sono calate le prescrizioni del medico di famiglia per visite in centri specializzati: si è passati dal 35% di due anni fa al 26%. Sono aumentate - come si è detto - le persone consapevoli dell'esistenza della legge 38, dal 37% a 45%. Ma solo il 35% sa che la norma obbliga le strutture sanitarie a misurare il dolore e ad annotarlo nella cartella clinica. Inoltre, il 43% non conosce i farmaci oppiacei, il 45% pensa siano utili solo per curare dolore acuto e cronico, l'8% pensa servano solo ai pazienti fin di vita.
"A volte in Italia facciamo belle leggi ma non le applichiamo - ha detto Livia Turco - la legge 38 e' tra le piu' innovative in Europa sul tema. Il governo se ne occupi,  inserisca l'applicazione di questa legge nel nuovo Patto della salute. E poi si facciano le cose previste dalla legge, in particolare sulla formazione. Si completino gli hospice su territorio nazionale perche' ci sono troppe differenze regionali. E si migliori - ha concluso - l'assistenza domiciliare, e' quella la via maestra".
"Il processo di umanizzazione dell'assistenza sanitaria ha compiuto importanti passi avanti - ha detto Vincenzo Morgante - e con esso la cultura del sollievo che e' parte imprescindibile della cultura medica e piu' in generale della cultura della societa' tutta. Questa la sfida che la Fondazione e le associazioni hanno voluto raccogliere, realizzando modelli di assistenza ispirati alla salvaguardia della dignita' della persona malata, all'affrancamento dalla sofferenza inutile sia attraverso al ricerca e ai nuovi e piu' efficaci farmaci e terapie, sia attraverso una cura umana fatta di attenzione, premura vicinanza al malato".

Dal canale Youtube di Regioni.it:
Cure palliative: D’Amato, lavorare per tariffa unica nazionale
Cure palliative: Turco, fondamentale la collaborazione con le Regioni 
“Ho 38 di legge!”, l’intervento di D’Amato


 



( red / 14.03.19 )
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