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n. 3571 - venerdì 15 marzo 2019

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Sblocca-cantieri: il commento di Toti, Chiamparino, Rossi Zaia e Fontana

(Regioni.it 3571 - 15/03/2019) L'incontro di oggi con il governo "è un confronto preliminare, il governo ha dichiarato una serie di intenzioni su norme molto tecniche. Ci sara' ancora un lavoro istruttorio molto complesso da fare, quell che abbiamo chiesto è un confronto politico sulle opere da fare nel futuro". Così il vicepresidente della conferenza delle Regioni e presidente  della Liguria, Giovanni Toti, uscendo da palazzo Chigi, dopo il vertice sullo sblocca cantieri. "Bisogna confrontarci- osserva- oltre che sulle norme tecniche anche sulla volontà politica di andare avanti sulle grandi opere. Non c'è solo la Tav, ci sono molte opere da concordare" perché, aggiunge, "temo che il disallineamento tra le volontà del governo e molte regioni sia molto significativo". Nessuna preoccupazione  per "Il ruolo futuro di Anac" che "continuerà ad esserci perché il decreto non depotenzia il ruolo di Anac per come ci è stato presentato. Semmai ad Anac - spiega Toti - verranno affidate anche delle valutazioni di pre-contenzioso per evitare l''arrivo di molte cause a Tar e Tribunali", ma naturalmente "bisognerà vedere tutto questo come sarà scritto".
Il governo "si è impegnato ad avviare questi incontri Regione per Regione per definire il carattere prioritario e strategico di diverse opere", dice, a margine dell''incontro, il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino. Della Tav, "non si è parlato, anzi in una battuta il ministro Toninelli ha riconfermato che si tratta di un''opera sospesa, bloccata". Comunque "E' stato un incontro utile perché, di fronte alla richiesta avanzata dal Piemonte e da altre regioni, il presidente del Consiglio e il ministro Toninelli si sono impegnati ad avviare incontri con le singole regioni - ribadisce Chiamparino - per una ricognizione delle opere considerate strategiche, in modo da accelerarne la realizzazione". "Ho anche dato la disponibilità al presidente del Consiglio, dopo il suo invito, a incontrarlo lunedì in Piemonte, in occasione del sopralluogo previsto con il ministro Toninelli sul tracciato della Asti-Cuneo", aggiunge Chiamparino.
"Tranne la personale cortesia di Conte niente altro", sottolinea Smeriglio, vicepresidente della Regione Lazio al termine dell'incontro. "Non c'è un pezzo di carta. Valuteremo il decreto legge quando lo potremo leggere. Una curiosa decretazione d'urgenza a valle di un processo partecipativo terminato 6 mesi fa. Un decreto che se aumenterà lo spazio dei commissariamenti commetterà un altro errore perché trasforma l'eccezione in regola. Mancano inoltre notizie sul fondo d investimento 2019 e sul modello di governo di Cantiere Italia, visto il proliferare di strutture di missione che rischiano di far aumentare la confusione e i ritardi".
Per il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana,  "E' stato un incontro costruttivo dal quale è emersa l'intenzione del Governo di sbloccare cantieri ed opere che, per motivi differenti, si erano fermati. Le azioni annunciate saranno orientate a semplificare le procedure degli appalti, snellire i contenziosi e accelerare i processi di investimento". "Tra i punti su cui il Governo intende operare c'è la revisione del codice degli appalti - ha sottolineato il presidente - con particolare riferimento al ritorno di un regolamento unico, alla protezione della gestione dalla criminalità, e in assoluto alla semplificazione". "Insieme all'Anci - ha proseguito - abbiamo evidenziato la presenza di nostre proposte per la revisione del codice degli appalti. In qualità di presidente della Conferenza delle Regioni, il presidente dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini, ha poi ricordato, l'accordo già siglato tra Governo e amministrazioni regionali in tema di rilancio degli investimenti in sanità e la necessità di procedere al riparto al primo Cipe utile. Il presidente Conte si è impegnato a verificarne il possibile inserimento". Per i prossimi passi è intenzione del Governo avviare, dopo l'approvazione del Consiglio dei Ministri, ulteriori incontri al fine di migliorare il testo del provvedimento e insediare, sempre in quella fase, tavoli bilaterali Governo - singola Regione, per individuare i cantieri da sbloccare ed eventuali soluzioni anche alternative alla nomina dei Commissari ad acta. "Al tavolo bilaterale - ha concluso Fontana - la Lombardia tra le opere che necessitano di sblocco segnalerà fra le altre: Pedemontana Lombarda; il potenziamento della linea ferroviaria Rho - Gallarate; la linea ferroviaria Alta Velocità Brescia - Verona; il Collegamento SS11 Magenta - Tangenziale Ovest di Milano con tratto SS494 Abbiategrasso - Vigevano".
"Il decreto è necessario – commenta all'uscita da Palazzo Chigi il presidente della Toscana, Enrico Rossi – Lo Leggeremo e capiremo se veramente riuscirà a raggiungere gli obiettivi di semplificazione, accelerazione e snellimento che si prefigge" Una bozza di testo già c'è, la prossima settimana potrebbe arrivare nell'agenda del Consiglio dei ministri, un mese forse per chiudere. "Rimane però – prosegue Rossi – la necessità di fare chiarezza sulle opere su cui si vuole andare avanti. Ci vuole chiarezza politica se farle o non farle, che è poi il miglior modo per accelerarle". Si tratta di un nodo da sciogliere velocemente per il presidente della Toscana e un passo necessario anche per allineare i programmi di Regioni e enti locali con quelli del Governo. "Saranno necessari inc ontri con il Governo Regione per Regione" dice. "Da noi in Toscana - spiega – ci sono tante opere ferme: opere che dipendono da interventi misti, da interventi dello Stato o di di agenzie dello Stato che hanno concessioni". "E il clima di incertezza che si è creato non aiuta ad aprire i cantieri – rimarca Rossi - E' un problema sia di norme che di politica". Nel corso della riunione sono stati chieste, da parte dei Comuni, semplificazioni nelle progettazioni per la manutenzioni ordinarie e per le piccole opere: per superare ad esempio la necessità oggi di avere un progetto esecutivo e non solo definitivo. Sono stati chiesti interventi normativi sui contenziosi, ricevendo dal Governo rassicurazioni. Si è parlato della cosiddetta ‘short list' nel caso di fallimento dei primi aggiudicatari di una gara e di proposte per sbloccare l'edilizia sanitaria. Ma è il confronto politico che rimane essenziale per le Regioni. "Serve una revisione normativa per accelerare e risolvere problemi aperti, anche sul contenzioso amministrativo che fiacca l'iniziativa delle pubbliche amministrazioni – dice il presidente della Toscana – ma è fondamentale che ci sia accordo politico sul fatto di realizzare le opere pubbliche. Se si alimentano polemiche e dubbi, ci si ferma". E le opere pubbliche invece, ricorda, sono un volano importante per lo sviluppo economico, in un'Italia dove gli investimenti oggi sono troppo pochi. Vi sono opere in tutta la penisola in attesa di essere finanziate, altre con progetti pronti ma risorse ferme e poca convinzione a farle partire, si lamenta la Conferenza delle Regioni. La Toscana, da parte sua e per quanto poteva si è mossa. A dicembre 2018 ha previsto nel triennio 2019-2021 un miliardo di investimenti, metà dei quali concentrati sul 2019. Nei giorni scorsi la giunta ha dato il via libera anche ad una proposta di legge che riforma in parte le procedure sugli appalti. Ma i veri nodi li deve sciogliere il Governo. 
Il Presidente della regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini oltre a ricordare le tre questioni di fondo sollecitete dalla Conferenza delle Regioni - snellimento e accelerazione delle procedure con inteventi sul codice dei conyartti pubblici, personale. e investimenti in particolare per la sanità (vedi notizia precedente) ha "però ribadito che prima ancora c’è un problema politico: e cioè che in Italia ci sono opere già progettate, finanziate e rapidamente cantierabili tenute però ferme dal Governo e dalle contraddizioni interne alla sua maggioranza- sottolinea Bonaccini- e questo non si risolve certo per decreto”. “In Emilia-Romagna abbiamo opere pronte per tre miliardi di euro, a partire dal Passante autostradale di Bologna, dalla bretella Campogalliano-Sassuolo e dalla Cispadana, che il Governo può immediatamente sbloccare e che significano migliaia di posti di lavoro, maggiore competitività per i nostri territori e le nostre imprese e una maggiore sostenibilità, migliorando la viabilità e decongestionando gli spazi urbani. Sono gli stessi argomenti sui quali discuteremo mercoledì prossimo con il ministro Toninelli- chiude Bonaccini- e mi auguro si possa arrivare a soluzioni chiare ed efficaci, non al ribasso, per sbloccare le opere, come chiedono i territori, gli amministratori locali, le imprese e i sindacati dell’Emilia-Romagna”.
"Bisogna sempre stare attenti a mixare bene il tema burocrazia e legalità perché altrimenti si creano i presupposti" per la corruzione. "Io penso che si possa fare di meglio rispetto all'attuale codice degli appalti: abbiamo capito che non è la panacea per tutti i mali, abbiamo visto che qualcuno comunque ha saputo destreggiarsi in modo poco legale rispetto a questo codice e poi bisogna avere operatività". Così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. Il presidente dell''Anac, Raffaele Cantone, aggiunge Zaia, "sostiene anche lui che l''estrema burocrazia crea i presupposti perché comunque ci sia un substrato e su questo penso che siamo tutti d''accordo. Ci vogliono leggi all''anglosassone chiare e poi cittadini che le rispettino". Per Zaia, "ce lo insegnano gli anglosassoni che sono severissimi sul fronte della corruzione ma sono altrettanto semplici nello scrivere le leggi: questo è il salto di qualità che dovrà fare questo Paese".

"Abbiamo avuto rassicurazioni sulle proposte fatte da Anci insieme ad Ance. Chiediamo di poter procedere più speditamente con la realizzazione delle opere pubbliche", ha detto il presidente dell''Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) Antonio Decaro al termine del vertice con il governo. "Abbiamo chiesto semplificazioni, specie per i piccoli Comuni, e di valorizzare le stazioni uniche appaltanti e le aggregazioni soprattutto tra i piccoli comuni - ha continuato - Abbiamo chiesto le semplificazioni delle progettazioni e abbiamo chiesto di reintrodurre l'appalto integrato ossia la possibilità per i Comuni, che non hanno risorse economiche e umane, di poter appaltare sul progetto definitivo e non esecutivo". E "Abbiamo chiesto interventi normativi per ridurre i contenziosi", ha concluso.
Il presidente dell''Unione delle Province italiane (Upi) Michele de Pascale  ha detto che "Per noi i temi sono due. Il primo è quello delle risorse, ossia stanziare maggiori risorse per opere che possono essere messe a cantiere in pochi mesi, e il secondo è la semplificazione delle norme". "Abbiamo grandi aspettative, ma abbiamo anche grande urgenza", ha continuato De Pascale. Su alcuni interventi, come "le scuole superiori e le strade, servono milioni di euro immediatamente stanziati", haconcluso il rappresentante dell'Upi.

 

 

 



( red / 15.03.19 )
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