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Regioni.it

n. 3573 - martedì 19 marzo 2019

Sommario
- Sconvocate Stato-Regioni e Unificata del 21 marzo
- Bambini e famiglie vulnerabili: posizione su linee di indirizzo
- Fontana: autonomia significa concedere o no applicazione Costituzione
- Ispra: Annuario dati ambientali 2018
- Fondo nazionale agrumicolo: emendamenti per l'intesa sul riparto
- Previsioni Obi: Regioni sud ritarderanno ripresa

+T -T
Previsioni Obi: Regioni sud ritarderanno ripresa

(Regioni.it 3573 - 19/03/2019) Aumenta il divario economico tra nord e sud del nostro Paese. Lo evidenzia il Rapporto dell'Osservatorio Banche-Imprese di economia e finanza (Obi). In particolare "il recupero delle posizioni ante 2008 si sposta di conseguenza al periodo 2028-2030" e "dopo aver mostrato un contenimento tra il 2015 ed il 2017, si riaffaccia a partire dal 2018”.
La quota del valore aggiunto totale del Mezzogiorno sul valore aggiunto totale Nazionale nel corso degli anni si è ridotta fino al 22,8% nel 2018 le proiezioni per il quinquennio 2019-2023 confermano la dinamica degli anni passati con il peso del Mezzogiorno che e' destinato a ridursi fino al 22,6% nel 2023.
Sempre secondo Obi nel quinquennio 2019-2023 la crescita media annua del valore aggiunto italiano si attesterà "al +0,8%, con il Nord-Est a +0,8%, il Nord-Ovest +0,7%, il Centro a +0,9% e il Sud fanalino di coda a +0,6%".
Quindi il divario del Sud rispetto alle altre aree del Paese torna - secondo lo studio – ad allargarsi nei prossimi anni con l'economia del Mezzogiorno che non riuscira' a raggiungere il livello pre crisi del 2008 rispetto alla dinamica delle altre macro-aree che l'hanno gia' raggiunto (Nordest) o si apprestano a farlo nei prossimi tre anni (Nord Ovest e Centro Italia). L'aggancio secondo lo studio non si verifichera' prima della fine del decennio in corso.
Anche l'occupazione nel Meridione "dovrebbe evidenziare una crescita più contenuta (+0,6% medio annuo rispetto al +0,8% delle altre macro-aree)". Nel quinquennio di previsioni quindi le "altre macroaree del Paese dovrebbero superare i livelli di occupazione precedenti la crisi mentre per il Mezzogiorno, agli attuali ritmi di crescita previsti, tali livelli saranno raggiunti solo nel 2026".  
In questo scenario, sempre secondo il Rapporto Obi, il contributo del Meridione all'economia italiana "continuerà a scendere: se nel 2000 il 24,7% del valore aggiunto nazionale era prodotto nelle regioni del Sud, nel 2018 questo contributo si è fermato al 22,8% con una stima per il 2023 fissata al 22,6%". Un calo, viene sottolineato, "causa, ma anche effetto, delle negative dinamiche socioeconomiche registrate nel Mezzogiorno in questi anni, tra le quali il calo dell'occupazione (dal 46,3% del 2004 al 44,5% del 2018) e la crescente migrazione di giovani del Sud (negli ultimi 16 anni quasi 600.000).
Anche l'occupazione nel Meridione "dovrebbe evidenziare una crescita più contenuta (+0,6% medio annuo rispetto al +0,8% delle altre macro-aree)". Nel quinquennio di previsioni quindi le "altre macroaree del Paese dovrebbero superare i livelli di occupazione precedenti la crisi mentre per il Mezzogiorno, agli attuali ritmi di crescita previsti, tali livelli saranno raggiunti solo nel 2026".  



( gs / 19.03.19 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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