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Regioni.it

n. 3581 - venerdì 29 marzo 2019

Sommario
- Convocata la Conferenza delle Regioni il 4 aprile
- Corte dei conti Ue sull’assegnazione dei fondi strutturali
- Emiliano su emergenze in agricoltura, ludopatia e sblocco turnover in sanità
- Rifiuti: Marini audita in Commissione parlamentare Ecomafie
- Report della Conferenza Stato-Regioni del 28 marzo
- Report Conferenza Unificata del 28 marzo

+T -T
Corte dei conti Ue sull’assegnazione dei fondi strutturali

(Regioni.it 3581 - 29/03/2019) La Corte dei conti Ue interviene sui criteri dei fondi Ue, in particolare sull’assegnazione dei fondi strutturali europei dopo il 2020, cercando di fare chiarezza in merito alla proposta avanzata dalla Commissione Ue nel 2018. L'esecutivo suggerisce di adottare un bilancio di 1.279 miliardi di euro, di cui 373 miliardi sarebbero destinati alla coesione, con un taglio del 10% rispetto all'attuale periodo 2014-2020.
“La procedura è sostanzialmente analoga a quella adottata nei periodi precedenti e rimane relativamente complessa, sebbene la Commissione sia stata più trasparente che in passato", scrive la Corte, sottolineando che "i Paesi e le regioni potranno anche beneficiare di finanziamenti in funzione di fattori socioeconomici e ambientali, come il tasso di disoccupazione giovanile o il livello di istruzione raggiunto. Per la prima volta, sono prese in considerazione la migrazione e le emissioni di gas a effetto serra, ma l'effetto - secondo la Corte – è limitato”.
In entrambi i periodi 2014-2020 (86%) e 2021-2027 (81%), infatti, la prosperità, cioè il Pil "conta per oltre l'80 % delle risorse assegnate". Nel prossimo settennato, i criteri demografici e legati al mercato del lavoro varranno per un punto percentuale in più (da 14 a 15%), 1% delle risorse dipenderanno da criteri climatici, il 3% dalle politiche migratorie.
“L’anno in corso riveste un’importanza cruciale per il prossimo bilancio settennale dell’Unione europea. È fondamentale che tutte le parti interessate prendano decisioni con cognizione di causa, in modo che la politica di coesione produca ancora di più con una dotazione ridotta”, ha affermato Iliana Ivanova, il Membro della Corte dei conti europea responsabile dell’analisi rapida. “In questo contesto, l’analisi della Corte spiega in termini comprensibili la complicata procedura di assegnazione dei finanziamenti per la politica di coesione agli Stati membri. L’auspicio è che questo documento contribuisca a stimolare una discussione costruttiva delle questioni trattate”.
Tuttavia, - scrive la Corte dei Conti - la dotazione finanziaria massima che un paese può ricevere per la coesione è pari all’8 % in più rispetto al periodo 2014-2020, mentre quella minima è pari al 24 % in meno. Questi massimali e reti di sicurezza fanno sì che l’ammontare concesso a un paese non presenti oscillazioni eccessive da un periodo di sette anni a quello successivo.
Nelle proposte della Commissione per il prossimo periodo di programmazione – rileva la Corte dei Conti Ue - sono inclusi, per la prima volta, importi per Stato membro. Secondo tali proposte, sette paesi riceverebbero maggiori finanziamenti a titolo della coesione e sei lo stesso importo, mentre 14 riceverebbero finanziamenti inferiori. Come nei periodi precedenti, tre quarti dell’intera dotazione finanziaria sono assegnati alle regioni più disagiate e meno sviluppate. Gli importi assegnati inizialmente sono oggetto di trattative ulteriori che coinvolgono le istituzioni dell’UE e gli Stati membri.

 

Analisi rapida di casi: Assegnazione dei finanziamenti per la politica di coesione agli Stati membri per il periodo 2021-2027



( gs / 29.03.19 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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