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n. 3590 - giovedì 11 aprile 2019

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Istat: 100 statistiche per capire l'Italia

(Regioni.it 3590 - 11/04/2019) “A livello regionale (dati 2016) Molise, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta detengono il primato della maggiore spesa statale per abitante, con un valore superiore a 11 mila euro; in coda alla graduatoria Campania, Veneto, Puglia e Lombardia con una spesa per abitante di poco superiore agli 8.000 euro”. I dati provengono dall’indagine Istat “Noi Italia - 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”.
Tra gli altri dati pubblicati si evidenzia che nel 2017 “migliorano quasi tutti gli indicatori legati alla criminalità” con forti differenze territoriali: “l’incidenza maggiore di omicidi si registra nel Mezzogiorno, con la Puglia al primo posto; per le rapine il primato negativo spetta alla Campania, con un valore circa doppio rispetto alle regioni che la seguono (Lombardia, Lazio e Piemonte). Il Centro-nord presenta, invece, i tassi più elevati per i furti denunciati (2.343,1 per centomila abitanti, rispetto a circa 1.600 nel Mezzogiorno)”.
Nel 2017 si riduce la quota di persone che vivono in famiglie gravemente deprivate (10,1%, due punti percentuali in meno rispetto al 2016). Le incidenze più elevate si registrano in Sicilia e Campania (oltre un milione di individui).
Per quanto riguarda il lavoro, in particolare quello sommerso, seppur in calo nel 2016 coinvolge ancora il 13,1% degli occupati. A eccezione di Emilia-Romagna, Marche e Molise tra il 2015 e il 2016 tutte le regioni registrano una diminuzione dell'incidenza del lavoro non regolare. Il Mezzogiorno presenta il valore più elevato, pari al 18,6%, con un massimo del 22,3% in Calabria.
In Italia nel 2016 la spesa sanitaria pubblica supera di poco i 2.500 dollari pro capite (in PPA) a fronte degli oltre 3.000 spesi in Francia e Regno Unito e dei 4.000 in Germania. Nel 2017 le famiglie italiane hanno contribuito alla spesa sanitaria complessiva per il 26,0%.
Altro dato sanitario interessante è relativo al fatto che pur avendo una popolazione più anziana rispetto a molti Paesi della Ue, l’Italia ha livelli di ospedalizzazione più bassi della media europea per tumori e malattie del sistema circolatorio.
Nel Mezzogiorno la mortalità per tumori si conferma inferiore alla media nazionale (anche se la Campania presenta i tassi di mortalità più elevati tra quelli regionali) mentre è più elevata quella per malattie del sistema circolatorio. Nel nostro Paese la mortalità per queste cause è inferiore alla media europea.
Nel 2016 la spesa dei comuni per i servizi sociali si attesta allo 0,42% del Pil e aumenta leggermente in termini pro capite (circa 116 euro annui). Nel Mezzogiorno (a eccezione della Sardegna che ha una spesa di 235 euro) i livelli pro capite sono decisamente inferiori a quelli del Centro-nord (74 euro circa a fronte di quasi 139), con un livello minimo in Calabria (circa 22 euro).
Pubblicati dall’Istat anche i dai sul turismo. I viaggi effettuati dai residenti in Italia per motivi di vacanza rappresentano il 92,1% dei viaggi complessivi, quelli per lavoro il 7,9%. Le durate medie dei soggiorni in Italia sono pari a 5,7 e a 2,6 notti rispettivamente per vacanza e per lavoro. Le regioni più visitate dai residenti sono Toscana, Emilia-Romagna, Lazio, Veneto, Lombardia e Campania (53% dei flussi turistici).
E’ in calo la raccolta di rifiuti urbani, pari nel 2017 a 488,7 kg per abitante. Emilia-Romagna e Toscana sono i primi produttori, con 600 kg o più per abitante. In ambito europeo, il nostro Paese si posiziona poco sopra la media.
Ancora in diminuzione i rifiuti raccolti e smaltiti in discarica, nel 2017 sono 114,4 kg per abitante, pari a poco meno di un quarto del totale. La situazione di maggiore criticità - con quote superiori al 55% di rifiuti urbani conferiti in discarica - si riscontra in Molise, Sicilia e Calabria. L’Italia è in linea con la media Ue (114 kg per abitante).
La raccolta differenziata nel 2017 sale al 55,5%, confermando il trend di crescita degli ultimi anni. “L’obiettivo del 65% previsto per il 2012 resta però ancora lontano. Le province autonome di Trento e Bolzano, Veneto, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia superano ampiamente tale obiettivo mentre la Sicilia, con il 21,7%, si conferma la più lontana dai target europei, nonostante un aumento della raccolta differenziata pari a oltre sei punti percentuali in un anno”.
Infine nel 2017 aumentano per il terzo anno consecutivo sia i consumi elettrici per abitante sia la produzione lorda di energia elettrica. Il Nord-est si segnala per consumi di energia elettrica più alti, il Nord-ovest per la maggiore produzione. I consumi elettrici per abitante più bassi si riscontrano in tre regioni del Mezzogiorno (Calabria, Campania e Sicilia), i più alti in quelle alpine del Friuli-Venezia Giulia e della Valle d'Aosta. A livello europeo, per entrambi gli indicatori l’Italia si colloca sotto la media Ue.

 



( red / 11.04.19 )
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