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Regioni.it

n. 3604 - martedì 7 maggio 2019

Sommario
- Edilizia scolastica: 120 milioni per regioni colpite dal sisma
- Olimpiadi invernali 2026: Fontana e Zaia promuovono candidatura
- Professionalizzare le stazioni appaltanti: convegno il 10 maggio
- Tuttofood: sempre in crescita export prodotti agroalimentari italiani
- Marche: Ceriscioli, no a distacco comuni Sassofeltrio e Montecopiolo
- Comunicare lo sviluppo sostenibile: seminario Cinsedo per i giornalisti

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Marche: Ceriscioli, no a distacco comuni Sassofeltrio e Montecopiolo

Audizione in Senato

(Regioni.it 3604 - 07/05/2019) Il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, è stato ascoltato in Parlamento il 7 maggio presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato in merito all'eventuale distacco dei comuni di Sassofeltrio e Montecopiolo dalle Marche all'Emilia Romagna.
Ceriscioli ribadisce quindi la volontà di fermare l'iter e tornare a coinvolgere i territori ascoltando la loro voce, analizzando le conseguenze del passaggio dei 2 Comuni, che insieme contano 2500 abitanti, e sottolineando le criticità che si andrebbero a creare: gli ambiti territoriali e sociali, che sono organizzati da anni diventerebbero, con due Comuni in meno,  i più piccoli delle Marche mettendo in difficoltà assetto, scelte e strategie nella gestione dei servizi. 
Le Marche in particolatre chiedono al Governo la "sospensione per motivi di illegittimità e di opportunità dell'iter legislativo del disegno di legge finalizzato al distacco dei due Comuni, l'indizione di un nuovo referendum, la costituzione di un tavolo istituzionale per la revisione degli ambiti territoriali delle Regioni e, in attesa di proposte organiche di revisione, l'interruzione dell'iter delle modifiche territoriali, come è avvenuto nel caso di Cortina d'Ampezzo.
Secondo Ceriscioli "gli effetti che derivano dalla separazione dei Comuni non si esauriscono nel mero passaggio da una Regione all'altra, ma nella riorganizzazione di tutte le attività amministrative connesse, con le relative conseguenze economiche".
Ceriscioli ritiene "necessario che le amministrazioni comunali interessate indichino un nuovo referendum e che, nelle more dell'espletamento dell'auspicata e rinnovata procedura referendaria, si sospenda l'iter di legge presso entrambi i rami del Parlamento". Infatti, osserva, "trascorsi ben 12 anni dal primo referendum, è evidente che il corpo elettorale ha espresso una volontà diversa pur sotto forma di petizione e che, pertanto, il Senato e la sua Commissione Affari costituzionali, debbano tenere necessariamente conto delle motivazioni per cui la Regione Marche non ha espresso fino ad ora il parere, così come le ragioni e gli interessi dei Comuni limitrofi".






( gs / 07.05.19 )
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Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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