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Regioni.it

n. 3624 - martedì 4 giugno 2019

Sommario
- Lotta all'inquinamento: i territori ci sono
- Decreto crescita: osservazioni su interventi finanziati dal Fondo Sviluppo e Coesione
- Turismo: Audizione Regioni su Delega al Governo
- Disoccupazione: Istat ed Eurostat aggiornano dati
- Clean Air Dialogue: l'impegno delle Regioni
- Protocollo di intesa per il “piano d’azione per il miglioramento della qualità dell’aria”

Documento della Conferenza delle Regioni del 30 maggio

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Decreto crescita: osservazioni su interventi finanziati dal Fondo Sviluppo e Coesione

(Regioni.it 3624 - 04/06/2019) La Conferenza delle Regioni nella riunione del 30 maggio ha approvato una posizione sull'articolo 44 del Ddl di conversione in legge del Decreto Crescita relatovo alla semplificazione e all'efficientamento dei processi di programmazione, vigilanza ed attuazione degli interventi finanziati dal Fondo per lo sviluppo e la coesione”. Il tema è stato affrontato fuori sacco nella Conferenza Stato-Regioni che si è tenuta lo stesso 30 maggio e la posizione della Conferenza delle Regioni integra quella già espressa il 16 maggio (vedi Regioni.it n.3622).
Si riporta di seguito il testo integrale del documento (già pubblicato nella sezione "Rapporti Istituzionali" del sito www.regioni.it).
Osservazioni e proposte di emendamenti
Il provvedimento si focalizza su misure per la crescita economica del Paese, il rilancio degli investimenti privati e la semplificazione delle procedure per incentivare gli investimenti pubblici.
Le disposizioni di cui all’art.44 prevedono, in sintesi, che su proposta del Ministro per il Sud si proceda ad una riclassificazione della pluralità degli attuali documenti programmatori variamente denominati al fine di sottoporre all’approvazione del CIPE un unico Piano operativo denominato “Piano sviluppo e coesione”, con modalità unitarie di gestione e monitoraggio.
Lo scopo è quello di migliorare il coordinamento unitario e la qualità degli interventi infrastrutturali finanziati con le risorse nazionali destinate alle politiche di coesione dei cicli di programmazione 2000/2006, 2007/2013 e 2014/2020, nonché di accelerarne la spesa, per ciascuna Amministrazione centrale, Regione o Città metropolitana titolare.
La disposizione ha lo scopo si responsabilizzare maggiormente l’Amministrazione titolare del programma, in ordine all’individuazione degli interventi, alla rispettiva attuazione, e all’approvazione di varianti alla presentazione degli stati di avanzamento e delle richieste di erogazione delle risorse ai beneficiari. Nell’ambito dei Comitati di sorveglianza è possibile proporre le misure di accelerazione, nonché contestare eventuali inadempienze di taluni attori.
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ritiene rilevante proporre ulteriori emendamenti al DDL di conversione in legge del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, “recante misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi”, relativamente all’art. 44 “Semplificazione ed efficientamento dei processi di programmazione, vigilanza ed attuazione degli interventi finanziati dal Fondo per lo sviluppo e la coesione” nei termini e per le motivazioni di seguito esplicitate.
Premessa
Le Regioni e Province autonome, pur condividendo l’obiettivo generale della norma, finalizzata alla semplificazione ed efficientamento dei differenti cicli di programmazione del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), ritengono necessario richiamare i principi base che ispirano e regolano il Fondo.
A tal riguardo evidenziano che il FSC è, assieme ai Fondi strutturali europei, lo strumento finanziario principale attraverso cui vengono attuate le politiche per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e soprattutto la rimozione degli squilibri economico e sociali in attuazione all’art.119, comma 5 della Costituzione italiana. In tale ottica, il fondo è finalizzato quindi a dare unità programmatica e finanziaria all’insieme degli interventi aggiuntivi a finanziamento nazionale, volti al riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del paese, nonché a garantire, in considerazione del suo carattere pluriennale coerente con l’articolazione temporale della programmazione dei Fondi strutturali dell’Unione Europea, la unitarietà e la complementarietà delle procedure di attivazione delle relative risorse con quelle previste per i fondi comunitari.
Il Fondo dovrebbe concentrarsi sul finanziamento di interventi strategici, sia di carattere infrastrutturale che immateriale, di rilievo nazionale, interregionale e regionale conferendo la titolarità della programmazione e attuazione degli interventi alle diverse articolazioni previste dall’ordinamento amministrativo nel rispetto dei principi di sussidiarietà, efficienza e efficacia.
Tali considerazioni, nell'ottica di una ridefinizione/razionalizzazione della cornice programmatoria del Fondo e della sua governance, sono alla base della scelta di riconoscere e ricondurre in capo alle Regioni quella capacità di interlocuzione interistituzionale e di “intervento” nelle attività e nei processi di programmazione delle risorse FSC, fondante il periodo di programmazione 2000-2006 e 2007-2013 e sostanzialmente ridimensionata nel ciclo 2014-2020, caratterizzato come è noto da una gestione fortemente centralizzata del Fondo.
* * * * *
Alla luce di queste considerazioni le Regioni propongono i seguenti emendamenti testuali.
1) Art. 44, comma 1:
dopo la frase: “l’Agenzia per la Coesione territoriale procede” è aggiunto il seguente periodo: “d’intesa con le amministrazioni interessate”.
Motivazione
La modifica prevede che la riclassificazione degli attuali documenti programmatori del FSC, variamente denominati, effettuata dall’Agenzia per la Coesione territoriale avvenga d’intesa con le Amministrazioni interessate.
2) Art. 44, comma 3:
a) dopo la frase “I Comitati di Sorveglianza di cui al comma 2, ferme restando le competenze specifiche normativamente attribuite alle amministrazioni centrali” aggiungere le parole “e regionali”;
b) al punto b) togliere l’aggettivo “annuali”;
c) al punto c) togliere la frase “con facoltà di approvazione delle stesse ai sensi del numero 2, lettera g) della Delibera CIPE 10 agosto 2016, n.25, ovvero esprimendo un parere ai fini della sottoposizione delle modifiche stesse del CIPE”.
Motivazione La modifica prevede che si tenga conto anche delle specifiche competenze normativamente attribuite alle amministrazioni regionali.
In merito alle relazioni di attuazione annuali e al punto c) si ritiene che si possa semplificare ulteriormente, in analogia con quanto è previsto per il periodo di programmazione 2021-2027 per i fondi strutturali, non prevedendo l'approvazione di quelle annuali da parte del Comitato e, in riferimento al punto c), non aggiungendo ulteriori passaggi all’iter procedurale di approvazione delle modifiche ai Piani.
3) Art. 44, comma 7, punto b):
dopo la frase “siano valutati favorevolmente da parte del Dipartimento per le politiche di coesione, dell'Agenzia per la Coesione territoriale“ sostituire il termine “sentite” con “d'intesa”.
Motivazione
La modifica intende rafforzare maggiormente la partecipazione delle Regioni alla predisposizione del Piano delle amministrazioni titolari delle risorse.
Alla luce di queste considerazioni le Regioni propongono l’introduzione dei seguenti nuovi articoli nel disegno di legge.
4) All’articolo 44, dopo il comma 1, aggiungere i seguenti commi.
a) “1 bis. Laddove l’amministrazione titolare sia una Regione o Provincia autonoma o Città Metropolitana, l’Agenzia per la Coesione Territoriale procede a sottoporre all’approvazione del CIPE il nuovo Piano di Sviluppo e Coesione di cui al comma 1, previa intesa con l’amministrazione titolare interessata.”
b) "1 ter. Al fine di garantire il coordinamento interistituzionale e la realizzazione del "Piano sviluppo e coesione", di cui al comma 1, a titolarità delle amministrazioni centrali, il Governo stipula con le Regioni e le Province autonome sul cui territorio ricadono gli interventi, apposite Intese".
Motivazione
La gestione del FSC (già Fondo Aree Sottoutilizzate) è stata caratterizzata da governance diverse per ciascun periodo di programmazione.
Il ciclo 2000-2006 è stato gestito con Accordi di Programma Quadro, sottoscritti fra le Regioni e i diversi Ministeri, sulla base di risorse finanziarie che il CIPE metteva a disposizione nei singoli anni.
Il ciclo 2007-2013 è stato gestito attraverso Programmi Attuativi Regionali sulla scorta di una dotazione finanziaria assegnata dal CIPE per l'intero ciclo di programmazione alle Regioni.
Il ciclo 2014-2020 è gestito attraverso Piani Operativi in capo principalmente ai diversi Ministeri. Tali piani operativi si intrecciano in molti casi con i Patti per lo Sviluppo, strumenti attuativi in particolare delle risorse finanziarie del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020, attivati dalla delibera CIPE 26/2016 per le Regioni del Mezzogiorno d'Italia, con la definizione di "Patti per il sud", estesi successivamente, con delibera CIPE 56/2016, alle Regioni Lombardia e Lazio e le Città metropolitane di Milano, Firenze, Venezia e Genova. Del pari con delibere CIPE 75 e 76 del 2017 venivano approvati i Piani operativi per la Città metropolitana di Bologna e la Regione Emilia Romagna. Tali atti stanno garantendo alle amministrazioni un forte coordinamento interistituzionale.
Tale forza sinergica è necessario venga perseguita anche con le Regioni e Province autonome attualmente non comprese nei citati atti del CIPE (Regioni Piemonte, Valle d'Aosta, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Toscana, Marche, Umbria, Province autonome di Trento e di Bolzano), attraverso la sottoscrizione di Intese con ciascuna di queste.
5) All’articolo 44, dopo il comma 12, aggiungere il seguenti commi.
“12.bis. E’ consentita a una Regione o Provincia autonoma che ne faccia richiesta, l’utilizza-zione, anche parziale, delle economie accertate nell’attuazione di interventi finanziati con il Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020, anche anticipatamente al determinarsi delle condi-zioni di cui al comma 2 dell’art. 2 della Delibera CIPE n. 26/2018, subordinando tale possibilità all’espressione da parte dell’Amministrazione richiedente di garantire, con proprie risorse, la copertura di eventuali fabbisogni finanziari che dovessero determinarsi, nel corso dell’attua-zione e fino al loro completamento, per gli interventi che quelle economie hanno determinato”.
6) All’articolo 44, dopo il comma 15, aggiungere il seguente comma.
“15 bis. Per il ciclo di programmazione 2021-2027, le Amministrazioni regionali avranno in capo la titolarità e la gestione di tutte le risorse FSC destinate al territorio regionale.”
Motivazione
La proposta normativa propone per il ciclo di programmazione 2021-2027 che le Amministrazioni regionali abbiano la titolarità e la gestione di tutte le risorse FSC destinate al territorio regionale, in analogia con il periodo di programmazione 2007-2013.
Roma, 30 maggio 2019


( red / 04.06.19 )
Regioni.it

Il periodico telematico a carattere informativo plurisettimanale “Regioni.it” è curato dall’Ufficio Stampa del CINSEDO nell’ambito delle attività di comunicazione e informazione della Segreteria della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome

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